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Estinzione

427 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Cessazione anticipata del processo che impedisce al giudice di decidere sul merito della controversia.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

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Provvedimenti

Riassunzione del processo: i tempi in caso di enti soppressi
Un'azienda ha citato in giudizio un ente pubblico per ottenere il pagamento di un appalto. Durante il processo, l'ente originario è stato soppresso e sostituito da un secondo ente, causando l'interruzione della causa. Successivamente, anche il secondo ente è stato soppresso, venendo sostituito da un istituto previdenziale. L'azienda ha chiesto che il processo venisse dichiarato estinto, sostenendo che il termine per la riassunzione del processo fosse scaduto. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che, in caso di successioni multiple tra enti pubblici, il termine per riprendere il giudizio non decorre automaticamente. Per il nuovo ente subentrato, il tempo inizia a scorrere solo dal momento in cui riceve una comunicazione ufficiale e legale dell'evento interruttivo. Poiché tale comunicazione non era avvenuta correttamente, il processo non è estinto e deve proseguire.
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Estinzione del giudizio per rinuncia in Cassazione
La Suprema Corte di Cassazione si è pronunciata su una controversia originata da una richiesta di pagamento per compensi professionali forensi. Dopo che il Tribunale aveva confermato il decreto ingiuntivo opposto, il debitore ha presentato ricorso straordinario. Tuttavia, durante il procedimento di legittimità, le parti hanno depositato un'istanza congiunta di rinuncia, portando alla necessaria estinzione del giudizio. La Corte ha preso atto dell'accordo tra le parti, disponendo la compensazione delle spese e chiarendo l'inapplicabilità del raddoppio del contributo unificato in caso di estinzione sopravvenuta.
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Rinuncia al ricorso: effetti su spese e tasse
Un ente pubblico ha presentato una **Rinuncia al ricorso** in Cassazione dopo aver impugnato una sentenza d'appello favorevole a un professionista per compensi non pagati. La Suprema Corte, preso atto della rinuncia ritualmente notificata, ha dichiarato l'estinzione del processo. La decisione chiarisce che, in caso di estinzione per rinuncia, la parte ricorrente deve rimborsare le spese legali alla controparte, ma non è tenuta al versamento del raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione fiscale non si applica quando il giudizio non termina con un rigetto o un'inammissibilità.
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Riassunzione del processo: i termini per i successori
La Corte di Cassazione ha stabilito che la riassunzione del processo deve avvenire entro termini rigorosi anche in presenza di successioni multiple tra enti. Nel caso di specie, un ente previdenziale era subentrato a un ente soppresso durante un giudizio già interrotto. La Suprema Corte ha chiarito che il termine di sei mesi per la riassunzione del processo decorre dalla dichiarazione dell'evento interruttivo fatta dal procuratore in udienza. La successiva estinzione del primo successore non interrompe nuovamente il termine, né sposta la decorrenza al momento della conoscenza effettiva da parte del secondo successore. La diligenza nel monitorare le pendenze processuali spetta interamente ai soggetti che subentrano nei rapporti giuridici.
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Accise gasolio: rinuncia al ricorso e rimborso negato
Una società elettromeccanica ha richiesto il rimborso per le accise gasolio versate in eccesso per l'autoproduzione di energia elettrica tra il 2010 e il 2012. L'Agenzia delle Dogane ha negato il beneficio, sostenendo che i gruppi elettrogeni fossero noleggiati a terzi e che il costo del tributo fosse stato trasferito sui clienti. Dopo una sentenza d'appello sfavorevole, la società ha presentato ricorso in Cassazione, decidendo successivamente di rinunciarvi. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia determina il passaggio in giudicato della decisione precedente, pur compensando le spese legali a causa dell'evoluzione giurisprudenziale sul tema dell'autoproduzione.
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Rinuncia al ricorso: effetti e spese legali
Un ente pubblico ha impugnato in Cassazione una sentenza d'appello favorevole a un professionista in merito a compensi professionali. Successivamente, l'ente ha depositato un atto formale di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali ma escludendo il raddoppio del contributo unificato, poiché la rinuncia al ricorso non equivale a un rigetto nel merito.
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Rinuncia al ricorso: effetti e spese legali
Un ente pubblico ha impugnato in Cassazione una sentenza relativa al pagamento di compensi professionali a favore di un avvocato. Successivamente, l'ente ha depositato un atto formale di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali. La decisione chiarisce che la rinuncia al ricorso esclude l'obbligo di versare il raddoppio del contributo unificato, solitamente previsto in caso di rigetto dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: effetti su spese e tasse
Un ente pubblico ha impugnato in Cassazione una sentenza d'appello relativa al pagamento di compensi professionali a un avvocato. Successivamente, l'ente ha depositato un atto formale di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali in favore della controparte. La decisione chiarisce che la rinuncia al ricorso esclude l'obbligo di versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: guida completa
Una società ha impugnato in Cassazione una sentenza relativa a una servitù, ma ha successivamente depositato un atto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che la rinuncia al ricorso, nel giudizio di legittimità, è un atto unilaterale recettizio che determina l'estinzione del processo senza necessità di accettazione delle controparti. Poiché le parti resistenti hanno aderito alla rinuncia concordando la compensazione delle spese, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza alcuna condanna pecuniaria.
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Estinzione società: i soci pagano i debiti fiscali
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'estinzione società derivante dalla cancellazione dal registro delle imprese non comporta la scomparsa dei debiti fiscali. Si verifica infatti un fenomeno di tipo successorio in forza del quale i soci subentrano nelle obbligazioni tributarie dell'ente. Nel caso esaminato, l'Agenzia delle Entrate aveva notificato avvisi di accertamento per IVA, IRAP e IRPEF ai soci di una S.a.s. già cancellata. La Suprema Corte ha confermato la validità di tali atti, precisando che i soci sono i legittimi destinatari delle pretese creditorie del fisco, rispondendone nei limiti della liquidazione o illimitatamente a seconda del loro ruolo societario.
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Rinuncia al ricorso: guida a spese e tasse
Un ente pubblico ha impugnato una sentenza d'appello relativa al pagamento di compensi professionali a favore di un avvocato. Durante il giudizio di legittimità, l'ente ha depositato un atto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, condannando la parte rinunciante al rimborso delle spese legali in favore del controricorrente. La decisione chiarisce che la rinuncia al ricorso esclude l'obbligo di versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: effetti e costi in Cassazione
Un ente pubblico ha impugnato una sentenza d'appello relativa al pagamento di compensi professionali a favore di un avvocato. Durante il giudizio di legittimità, l'ente ha depositato un atto formale di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, condannando la parte rinunciante al pagamento delle spese legali. La decisione chiarisce inoltre che, in caso di estinzione per rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato previsto per i casi di rigetto o inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio IVA
L Agenzia delle Entrate aveva impugnato una sentenza favorevole a una societa di gestione del risparmio riguardante la sospensione di un rimborso IVA per crediti maturati da fondi immobiliari. Tuttavia, durante il giudizio di legittimita, l Amministrazione Finanziaria ha presentato una formale rinuncia al ricorso poiche sono venute meno le ragioni del blocco del rimborso. La Suprema Corte, preso atto della non opposizione della societa, ha dichiarato l estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia al ricorso produce la chiusura del caso senza esame del merito.
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Rinuncia al ricorso tributario: guida alla procedura
L'Amministrazione Finanziaria ha presentato una formale rinuncia al ricorso in Cassazione relativo alla sospensione di rimborsi IVA spettanti a una società di gestione del risparmio. La controversia, originata dal diniego di rimborsi per fondi immobiliari, si è conclusa dopo che l'ente impositore ha riconosciuto l'insussistenza dei carichi pendenti che giustificavano la sospensione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che le spese legali restino a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Responsabilità del liquidatore per debiti tributari
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità del liquidatore per i debiti tributari di una società estinta non costituisce una forma di successione nel debito fiscale, né una coobbligazione solidale in senso stretto. Si tratta invece di un'obbligazione civile propria, derivante dalla legge, che sorge quando il liquidatore non assolve ai propri doveri di gestione delle attività sociali per soddisfare i crediti del fisco. Tale responsabilità del liquidatore prescinde dalla definitività dell'accertamento verso la società, fondandosi su un fatto proprio del professionista incaricato della liquidazione.
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Rinuncia al ricorso: effetti sulla causa scindibile
Una società immobiliare ha presentato una rinuncia al ricorso limitata esclusivamente a una compagnia assicurativa a seguito di un accordo transattivo. Tuttavia, un decreto presidenziale ha erroneamente dichiarato l'estinzione dell'intero giudizio di Cassazione. La Suprema Corte ha chiarito che, trattandosi di cause scindibili, l'estinzione deve intendersi limitata alla sola posizione oggetto di rinuncia. Di conseguenza, il processo deve proseguire per le altre parti coinvolte, garantendo il diritto alla tutela giurisdizionale per i rapporti non transatti.
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Morte dell’imputato: revoca della sentenza
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso straordinario presentato dal Procuratore Generale riguardante una sentenza emessa dopo la morte dell'imputato. Il decesso era avvenuto mesi prima della decisione di legittimità, ma non era stato rilevato tempestivamente. La Corte ha stabilito che l'esistenza in vita è un presupposto essenziale del processo penale. Di conseguenza, la sentenza emessa post-mortem è stata revocata e la precedente decisione di appello è stata annullata senza rinvio, dichiarando l'estinzione del reato per morte dell'imputato.
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Apprendistato: il calcolo dell’anzianità di servizio
La controversia riguarda il diritto di un lavoratore al riconoscimento integrale del periodo di **apprendistato** ai fini dell'anzianità di servizio per gli aumenti salariali. Una società di trasporti aveva impugnato la sentenza che dichiarava nulle le clausole del contratto collettivo limitative di tale computo. Il giudizio in Cassazione si è concluso con l'estinzione del processo a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalla società e accettata dal lavoratore, confermando la rilevanza della tutela dell'anzianità maturata durante la formazione.
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Apprendistato e anzianità: la validità del computo
La controversia riguarda il riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata durante il periodo di apprendistato ai fini degli aumenti periodici di stipendio. Una società di trasporti aveva impugnato la sentenza che dichiarava nulle le clausole del CCNL e degli accordi sindacali che escludevano tale computo. La Corte d'Appello aveva stabilito che l'apprendistato deve essere considerato utile ai fini dell'anzianità in caso di prosecuzione del rapporto. Tuttavia, il giudizio di legittimità si è concluso con l'estinzione del processo a seguito della rinuncia formale al ricorso da parte della società ricorrente, accettata dai lavoratori coinvolti.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: guida pratica
Un cittadino ha proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza del Tribunale, ma ha successivamente depositato un atto formale di rinuncia al ricorso prima dell'udienza. La controparte, una società di servizi, non si era costituita in giudizio. La Suprema Corte ha stabilito che la rinuncia nel giudizio di legittimità è un atto unilaterale che determina l'estinzione del processo senza necessità di accettazione. Poiché la società è rimasta intimata, non è stata disposta alcuna condanna alle spese legali.
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