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Estinzione — Anno 2026

81 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estinzione

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio civile
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio relativo a una controversia per occupazione senza titolo a seguito della rinuncia al ricorso presentata dai ricorrenti. Tale rinuncia è stata formalizzata dopo la fissazione dell'adunanza camerale e ha ricevuto l'accettazione rituale da parte della società controricorrente. In conformità agli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile, i giudici hanno preso atto della concorde volontà delle parti di porre fine alla lite, stabilendo inoltre che non vi fosse luogo a provvedere sulle spese legali proprio in virtù dell'accettazione della controparte.
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Rottamazione-quater: estinzione del giudizio tributario
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IMU relativo a immobili non dichiarati. Durante il giudizio di legittimità, la parte ha presentato istanza di adesione alla Rottamazione-quater prevista dalla normativa vigente. La Corte di Cassazione ha rilevato che il pagamento della prima rata e la comunicazione dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione integrano i presupposti per la cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, è stata dichiarata l'estinzione del giudizio con compensazione delle spese, confermando che la definizione agevolata prevale sulla prosecuzione della lite.
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Cessata materia del contendere nel diritto tributario
Il caso esamina la situazione di una contribuente il cui appello era stato inizialmente respinto per motivi formali. Durante il giudizio di legittimità, è emerso che gli atti impositivi erano stati annullati da altre sentenze definitive. La Suprema Corte ha quindi dichiarato la cessata materia del contendere, riconoscendo il venir meno dell'interesse alla lite e disponendo l'estinzione del processo senza condanna alle spese.
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Inammissibilità sopravvenuta e ricorso tributario
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento derivante da indagini bancarie relative all'IRPEF. Dopo una sentenza sfavorevole in appello, il soggetto ha provveduto al pagamento integrale delle somme richieste dall'Agenzia delle Entrate prima di depositare il ricorso in Cassazione. Successivamente, ha richiesto l'estinzione del giudizio. La Suprema Corte ha chiarito che il pagamento spontaneo non determina automaticamente la fine del processo, ma la volontà espressa dal ricorrente di non proseguire ha configurato una inammissibilità sopravvenuta per carenza di interesse.
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Rottamazione quater: guida all’estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio relativo a un'intimazione di pagamento a seguito dell'adesione del contribuente alla Rottamazione quater. Il perfezionamento della definizione agevolata, comprovato dal pagamento delle prime rate, determina la cessazione della materia del contendere. La decisione applica le norme di interpretazione autentica che stabiliscono il momento esatto del perfezionamento della fattispecie processuale, rendendo inefficaci le precedenti sentenze di merito non ancora passate in giudicato.
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Imposta di registro: quando la conciliazione è esente
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate confermando che l'imposta di registro non è dovuta sui verbali di conciliazione che si limitano a recepire accordi stragiudiziali. Il caso riguardava un contribuente che aveva impugnato avvisi di liquidazione relativi a un verbale di conciliazione e a una sentenza. La Suprema Corte ha stabilito che, poiché il verbale non decideva il merito della lite ma dava solo atto di un accordo esterno portando all'estinzione del giudizio, esso non costituisce un atto giudiziario tassabile ai sensi del Testo Unico dell'Imposta di Registro.
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Rinuncia al ricorso: guida alla chiusura del processo
Una società immobiliare ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione a seguito di un accordo transattivo raggiunto con uno studio professionale. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, rilevando la validità dell'atto di rinuncia depositato prima dell'adunanza. La decisione chiarisce inoltre che in caso di estinzione per rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione non è prevista per la chiusura volontaria del giudizio.
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Società estinta: guida alla responsabilità dei soci
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate confermando l'annullamento di un avviso di accertamento IVA emesso contro una società estinta e i suoi soci. Il punto centrale riguarda la responsabilità dei soci per i debiti di una società cancellata dal registro delle imprese. Secondo i giudici, l'Amministrazione Finanziaria ha l'onere di provare che i soci abbiano effettivamente ricevuto somme o beni durante la liquidazione. In assenza di tale prova nell'atto impositivo, i soci non possono essere ritenuti responsabili dei debiti tributari della società estinta.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e accordo in Cassazione
La Corte di Cassazione ha pronunciato l'ordinanza di estinzione del giudizio in merito a una controversia tra alcune sigle sindacali e un'amministrazione centrale dello Stato. La lite, originata da un ricorso per condotta antisindacale ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, era giunta in sede di legittimità dopo una riforma in appello. Tuttavia, prima della decisione definitiva, le parti hanno depositato una dichiarazione congiunta di rinuncia agli atti e all'azione. Tale accordo ha determinato la cessazione della materia del contendere, portando la Suprema Corte a dichiarare l'estinzione del procedimento senza procedere alla liquidazione delle spese.
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Estinzione del giudizio: nota o istanza di decisione?
Una società di gestione crediti ha impugnato un decreto di estinzione del giudizio emesso dalla Corte di Cassazione, lamentando un presunto errore materiale. La ricorrente sosteneva di aver depositato una nota in risposta alla proposta di definizione accelerata, ma la Corte ha rilevato che tale atto non conteneva una formale istanza di decisione, bensì una richiesta di parere sulla propria legittimazione attiva. Poiché la normativa richiede una richiesta esplicita di proseguire il giudizio per evitare l'estinzione del giudizio, l'istanza di correzione è stata dichiarata inammissibile, confermando che la nota irrituale non può sostituire l'adempimento previsto dal codice di procedura civile.
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Remissione di querela: estinzione del reato in Cassazione
La Corte di Cassazione ha sancito l'annullamento senza rinvio di una condanna per lesioni personali colpose a seguito dell'intervenuta remissione di querela. Nonostante il procedimento fosse giunto alla fase di legittimità, l'accordo tra le parti ha prevalso, determinando l'estinzione del reato. La decisione chiarisce che la remissione di querela accettata travolge non solo la responsabilità penale, ma anche tutte le statuizioni civili precedentemente disposte, inclusi i risarcimenti danni, confermando un orientamento consolidato della giurisprudenza di legittimità.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e sanzioni finanziarie
Un ex dirigente di un istituto bancario ha impugnato una sanzione amministrativa pecuniaria inflitta dall'Autorità di vigilanza per violazioni della normativa sull'intermediazione finanziaria. Dopo il rigetto dell'opposizione in secondo grado, il soggetto ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante la fase di legittimità, il ricorrente ha formalizzato la propria rinuncia al ricorso, accettata dall'Autorità. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che tale esito esclude l'obbligo del versamento del doppio contributo unificato, tipico dei casi di rigetto integrale o inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e sanzioni pecuniarie
Una società ha impugnato in Cassazione una sentenza relativa alla validità di una fideiussione bancaria, contestando clausole vessatorie e violazioni antitrust. Dopo una proposta di definizione accelerata del giudizio, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dall'istituto bancario. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia al ricorso, disponendo la compensazione delle spese tra le parti ma condannando la ricorrente a una sanzione pecuniaria di 1.000 euro in favore della Cassa delle ammende per condotta processuale.
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Trattamento di Fine Mandato: limiti e conciliazione
Una società di capitali ha contestato un avviso di accertamento relativo alla deduzione del Trattamento di Fine Mandato (TFM) per i propri amministratori. L'Amministrazione Finanziaria sosteneva che i limiti di deducibilità dovessero coincidere con quelli previsti per il TFR dei dipendenti, applicando il divisore 13,5. Dopo due gradi di giudizio favorevoli al contribuente, le parti hanno raggiunto un accordo conciliativo durante il giudizio di legittimità. La Suprema Corte ha dunque dichiarato la cessata materia del contendere, confermando l'estinzione del giudizio e la compensazione delle spese come pattuito tra le parti.
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Legge Pinto: indennizzo e rinvii d’ufficio
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di alcuni privati che si erano visti negare l'indennizzo ex Legge Pinto per l'eccessiva durata di un processo civile. La Corte d'Appello aveva erroneamente presunto l'assenza di danno poiché la causa si era conclusa con una transazione ed estinzione per inattività. Gli Ermellini hanno chiarito che i rinvii d'ufficio disposti dal giudice per carico di lavoro non possono essere imputati alle parti come prova di disinteresse. L'incertezza sull'esito della lite permane fino all'accordo transattivo, giustificando il diritto all'equa riparazione nonostante la definizione bonaria della controversia.
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Rottamazione-bis: estinzione del giudizio tributario
La controversia trae origine da avvisi di accertamento e sanzioni irrogate a un contribuente per presunte operazioni di trasferimento di capitali all'estero non dichiarate. Dopo una sentenza d'appello favorevole all'Agenzia delle Entrate, il contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, il ricorrente ha aderito alla procedura di Rottamazione-bis, provvedendo al pagamento integrale delle rate previste. La Suprema Corte, verificata la regolarità dei pagamenti e preso atto della mancanza di obiezioni da parte dell'amministrazione finanziaria, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per il perfezionamento della definizione agevolata.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio civile
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio relativo a danni da infiltrazioni e compensi professionali a seguito della rinuncia al ricorso presentata da un condominio. Poiché le controparti hanno formalmente accettato la rinuncia, i giudici hanno applicato la disciplina che prevede la chiusura del processo senza alcuna pronuncia sulle spese legali e senza l'obbligo di versare l'ulteriore importo del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: effetti e spese in Cassazione
Una societa operante nel settore turistico ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione del Consiglio di Stato relativa a procedure di esproprio. Prima della decisione, la societa ha depositato una formale **rinuncia al ricorso** a seguito di una definizione bonaria della controversia raggiunta con l ente pubblico e la societa controinteressata. La Suprema Corte, riunita a Sezioni Unite, ha dichiarato l estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia produce effetti anche senza l accettazione delle controparti e disponendo la compensazione delle spese legali.
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Servizio idrico integrato: estinzione del giudizio
La vicenda riguarda una complessa riorganizzazione del servizio idrico integrato in un ambito territoriale toscano. Una società consortile ha agito in giudizio contestando la propria esclusione dalla compagine sociale della nuova società di gestione e richiedendo indennizzi per l'utilizzo delle infrastrutture idriche. Dopo i rigetti nei gradi di merito, fondati sulla natura demaniale dei beni e sulla legittimità delle scelte comunali, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Tale decisione è scaturita dalla sopravvenuta carenza di interesse delle parti, le quali hanno raggiunto un accordo transattivo stragiudiziale per risolvere definitivamente il conflitto.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio tributario
Una società agricola ha impugnato un avviso di accertamento TARI emesso da un ente locale. Dopo una decisione sfavorevole in appello, la contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo stragiudiziale, portando la società a presentare una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rilevando che la rinuncia è stata tempestiva e accettata dalla controparte. Tale procedura evita la condanna alle spese e l'applicazione del raddoppio del contributo unificato, poiché la causa non si conclude con un rigetto nel merito.
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