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Estinzione

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427 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rottamazione ter: estinzione del giudizio tributario
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per IVA e IRPEF derivante da un accertamento definitivo. Durante il giudizio di Cassazione, il ricorrente ha aderito alla Rottamazione ter, provvedendo al pagamento delle prime rate e rinunciando formalmente al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, precisando che l'adesione alla definizione agevolata, pur in presenza di un piano di rateizzazione non ancora ultimato, determina la chiusura del giudizio per rinuncia, con compensazione delle spese e senza raddoppio del contributo unificato.
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Litisconsorzio necessario e interruzione del processo
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema del litisconsorzio necessario in un caso di inadempimento contrattuale relativo alla vendita di quote societarie. Dopo l'interruzione del processo per la cancellazione di una società dal registro delle imprese, la riassunzione era avvenuta tardivamente nei confronti dei successori della società stessa. La Suprema Corte ha confermato che, in presenza di domande alternative o solidali per il medesimo danno, si configura un litisconsorzio necessario processuale. Di conseguenza, l'estinzione del giudizio per tardiva riassunzione verso una parte si estende inevitabilmente a tutti i soggetti coinvolti, rendendo il processo unitario e inscindibile.
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Estinzione del giudizio: accordo e Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito di un accordo stragiudiziale tra le parti. I ricorrenti avevano impugnato una sentenza della Corte d'Appello riguardante il risarcimento di danni non patrimoniali, ma durante il procedimento hanno raggiunto un'intesa privata. La rinuncia al ricorso, accettata dalle controparti, ha comportato la cessazione della materia del contendere e la compensazione delle spese di lite, senza l'obbligo di versare l'ulteriore contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione del giudizio
L'erede di un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento IVA relativa all'anno 2002. Durante il giudizio di legittimità, il ricorrente ha presentato istanza di estinzione avvalendosi della definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018, effettuando il pagamento delle rate e depositando la formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rilevando che la rinuncia è idonea a chiudere il processo anche senza accettazione della controparte e che la notifica effettuata dalla difesa, anziché dalla cancelleria, ha comunque raggiunto lo scopo informativo richiesto dalla legge.
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Rinuncia al ricorso: effetti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio di legittimità a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalle società ricorrenti. Il caso riguardava un'opposizione all'esecuzione ex art. 615 c.p.c. nell'ambito di un pignoramento presso terzi. Parallelamente, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso incidentale proposto da un'altra parte poiché notificato oltre il termine di quaranta giorni dalla notifica del ricorso principale. Nonostante l'estinzione, le spese sono state compensate integralmente a causa di incertezze interpretative e irregolarità procedurali riscontrate nei gradi di merito.
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Remissione di querela: estinzione del reato
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un imputato condannato per truffa che, in pendenza di ricorso, ha presentato una remissione di querela ritualmente accettata. La Suprema Corte ha stabilito che la remissione di querela determina l'estinzione del reato, prevalendo su eventuali cause di inammissibilità del ricorso, a patto che quest'ultimo sia stato proposto tempestivamente. La sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio, con condanna dell'imputato al pagamento delle spese processuali.
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Definizione agevolata: stop alle liti in Cassazione
Una società operante nel settore nautico ha impugnato il recupero dell'IVA relativo a costi di gestione di imbarcazioni, ritenuti dal fisco non inerenti all'attività d'impresa ma destinati all'uso personale dei soci. Dopo la soccombenza in appello, la società ha presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte, verificata la regolarità della domanda e il pagamento della prima rata, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, confermando che le spese restano a carico della parte che le ha anticipate.
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Competenza per valore nel rimborso cessione del quinto
La Corte di Cassazione è stata chiamata a risolvere un conflitto di competenza tra un Giudice di Pace e un Tribunale in merito a una richiesta di rimborso oneri per estinzione anticipata di una cessione del quinto. Il Giudice di Pace aveva declinato la propria competenza ritenendo che il valore della causa dovesse essere parametrato all'intero contratto di finanziamento (oltre 38.000 euro). Al contrario, il Tribunale ha sollevato regolamento d'ufficio sostenendo che la competenza per valore debba essere determinata esclusivamente dalla somma effettivamente richiesta in restituzione (circa 2.110 euro). La Suprema Corte conferma che il criterio guida è il petitum immediato, ovvero l'importo specifico oggetto della pretesa economica.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e accise energia
Una società cooperativa ha impugnato la decisione della CTR relativa al pagamento di accise sull'energia elettrica per gli anni 2008-2013, contestando la negazione della qualifica di autoproduttore. Durante il giudizio di legittimità, la ricorrente ha presentato istanza di cessata materia del contendere a seguito di un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato, che includeva il saldo del debito fiscale. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso, disponendo la compensazione delle spese e l'esclusione del raddoppio del contributo unificato.
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Rottamazione ter: estinzione giudizio in Cassazione
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento emessa a seguito di un accertamento provvisorio. Durante il giudizio di legittimità, il ricorrente ha aderito alla Rottamazione ter, provvedendo al pagamento delle prime rate e rinunciando formalmente al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, precisando che, sebbene il pagamento integrale non fosse ancora avvenuto a causa della rateizzazione in corso, la volontà di avvalersi della definizione agevolata e la rinuncia al ricorso sono sufficienti per chiudere il processo senza attendere il saldo finale.
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Rinuncia al ricorso tributario: guida alla procedura
Una società di capitali ha impugnato un avviso di accertamento IVA relativo all'anno 2005. Dopo una vittoria in primo grado, la Commissione Tributaria Regionale ha ribaltato il verdetto a favore dell'Amministrazione Finanziaria. La società ha quindi proposto ricorso in Cassazione, lamentando violazioni procedurali e dei principi di buona fede. Tuttavia, durante la pendenza del giudizio di legittimità, la contribuente ha presentato formale rinuncia al ricorso per aver aderito alla definizione agevolata dei carichi pendenti. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Definizione agevolata: estinzione liti tributarie
Una società in liquidazione ha impugnato una cartella di pagamento relativa a IVA e imposte dirette. Dopo una decisione favorevole in secondo grado, l'Agente della Riscossione ha presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, allegando la prova del pagamento della prima rata. La Suprema Corte, preso atto dell'adesione alla sanatoria, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, confermando che la definizione agevolata prevale sulla prosecuzione della lite.
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Definizione agevolata: estinzione del processo fiscale
Una controversia tributaria originata da un accertamento su una plusvalenza immobiliare è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione. Il contribuente, dopo aver ottenuto ragione in secondo grado, ha scelto di avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. Avendo depositato la domanda e la prova del pagamento della prima rata, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che il perfezionamento della sanatoria fiscale prevale sulla prosecuzione della lite.
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Definizione agevolata: estinzione liti fiscali
La controversia riguardava un accertamento fiscale per redditi di partecipazione societaria. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente ha aderito alla Definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, verificato il deposito della domanda e del pagamento della prima rata, ha dichiarato l'estinzione del processo, ponendo fine alla lite senza esaminare il merito del ricorso dell'Agenzia delle Entrate.
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Rottamazione quater: stop al giudizio IRAP
Un professionista ha impugnato una cartella di pagamento IRAP relativa a uno studio associato, contestando l'esistenza di un'autonoma organizzazione. Dopo una sentenza d'appello sfavorevole, il contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il giudizio, ha aderito alla Rottamazione quater, rinunciando formalmente al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che in caso di rinuncia per definizione agevolata non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: estinzione liti tributarie
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario relativo ad avvisi di accertamento sintetico del reddito. La decisione scaturisce dall'adesione del contribuente alla procedura di definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018. Poiché nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020, e non risultando dinieghi da parte dell'Agenzia delle Entrate, la Suprema Corte ha applicato la normativa sulla pace fiscale, chiudendo il contenzioso senza procedere all'esame del merito.
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Definizione agevolata: stop alle liti col Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza favorevole a una contribuente relativa a un accertamento su redditi di partecipazione societaria. Durante il giudizio di legittimità, la contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, depositando la prova del pagamento della prima rata. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità della documentazione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la definizione agevolata prevale sulla prosecuzione della lite fiscale.
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Definizione agevolata e stop ai processi tributari
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio relativo a un avviso di accertamento per redditi di partecipazione. La controversia è stata risolta tramite la definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. Poiché l'Agenzia delle Entrate ha inserito l'atto nell'elenco dei procedimenti definibili e non vi è stato diniego, il processo si chiude senza una decisione nel merito, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: estinzione liti tributarie
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario relativo a cartelle esattoriali per imposta di registro. Le contribuenti hanno validamente aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023, presentando la domanda e pagando la prima rata. La decisione conferma che, in presenza di tali presupposti, il processo deve chiudersi senza esaminare il merito, con spese a carico di chi le ha anticipate e senza applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Mobbing: estinzione del processo in Cassazione
Una società datrice di lavoro, condannata in appello per mobbing e demansionamento illegittimo ai danni di un dipendente, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, la stessa società ha depositato una dichiarazione di rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, specificando che in caso di estinzione non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato, previsto invece solo per rigetto o inammissibilità.
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