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Estinzione Del Giudizio — Anno 2024

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922 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estinzione Del Giudizio

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: come estingue il giudizio
Una Azienda Sanitaria, dopo essere stata condannata a pagare una casa di cura, proponeva ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, presentava una rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che la rinuncia è un atto che produce i suoi effetti a prescindere dall'accettazione, la quale rileva solo ai fini della regolamentazione delle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: spese e doppio contributo
Una società, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza d'appello sfavorevole relativa a un pagamento per una fornitura di merce, ha effettuato una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio, condannando la società rinunciante al pagamento delle spese legali, dato che la controparte non aveva accettato la rinuncia. È stato inoltre chiarito che, in caso di rinuncia al ricorso, non è dovuto il versamento del cosiddetto "doppio contributo unificato".
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Rinuncia al ricorso: la guida all’estinzione del processo
Un Comune aveva impugnato in Cassazione una sentenza della Commissione Tributaria Regionale favorevole a una società immobiliare in materia di rimborso ICI per un immobile agricolo. Durante il procedimento, il Comune ha effettuato una rinuncia al ricorso, accettata dalla società a seguito di un accordo transattivo. La Corte di Cassazione, verificata la ritualità della rinuncia e dell'accettazione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza pronunciarsi sulle spese né sul raddoppio del contributo unificato.
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Contributo unificato: non è dovuto se rinunci al ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19463/2024, ha dichiarato estinto un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei contribuenti, che avevano raggiunto un accordo con l'Agenzia delle Entrate. La Corte ha stabilito che, in caso di rinuncia, non è dovuto il versamento del doppio del contributo unificato, poiché tale misura, di natura sanzionatoria, si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso e non può essere estesa per analogia.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso riguardante un'elezione forense. La decisione è seguita alla rinuncia al ricorso da parte dell'appellante e all'accettazione da parte dei resistenti. L'ordinanza chiarisce che l'estinzione del giudizio per rinuncia non comporta l'applicazione della sanzione del raddoppio del contributo unificato, poiché questa è prevista solo per i casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
Una società in liquidazione, dopo aver presentato ricorso in Cassazione, decide di rinunciare. Poiché la controparte non ha accettato la rinuncia, la Corte ha dichiarato estinto il giudizio e, applicando il principio di causalità, ha condannato la società rinunciante al pagamento di tutte le spese legali. Questo caso chiarisce le implicazioni economiche della rinuncia al ricorso.
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Note telematiche: estinzione errata dell’appello
La Cassazione ha annullato la decisione di una Corte d'Appello che aveva dichiarato estinto un appello per la presunta mancata presentazione di note telematiche. La Suprema Corte ha verificato che le note erano state depositate tempestivamente, cassando la sentenza per errore procedurale e rinviando la causa al giudice di merito.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte della società appellante. La decisione è motivata dal fatto che le parti avevano raggiunto un accordo stragiudiziale, eliminando l'interesse a proseguire la causa. Poiché la controparte non si era costituita in giudizio, non è stata emessa alcuna statuizione sulle spese legali.
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Estinzione del giudizio per rottamazione: il caso
Una società in contenzioso con l'Amministrazione Finanziaria ha aderito alla "rottamazione quater", pagando il dovuto e rinunciando al ricorso. La Corte di Cassazione, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate e che non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché non si tratta di un rigetto del ricorso.
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Estinzione giudizio tributario: Rottamazione e rinuncia
Un contribuente, in lite con il Fisco per avvisi di accertamento, aderisce alla "Rottamazione Quater" durante il processo in Cassazione. La Suprema Corte dichiara l'estinzione giudizio tributario, stabilendo che l'adesione alla definizione agevolata equivale a una rinuncia al ricorso. La decisione comporta la compensazione delle spese legali e l'esclusione del raddoppio del contributo unificato a carico del contribuente.
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Definizione agevolata: estinzione del processo tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario a seguito della richiesta di definizione agevolata da parte di una delle società contribuenti. Poiché nessuna parte ha richiesto la trattazione della causa entro i termini, il giudizio si è estinto. La Corte ha chiarito che il beneficio della definizione agevolata si estende anche alla società coobbligata solidalmente, e le spese legali restano a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Estinzione giudizio tributario: il caso della sanatoria
Un contenzioso fiscale tra l'Amministrazione Finanziaria e alcuni contribuenti si conclude con l'estinzione del giudizio tributario. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'adesione dei contribuenti alla definizione agevolata, dichiarando estinto il procedimento e compensando le spese legali tra le parti.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un contribuente, dopo aver impugnato degli avvisi di accertamento fino in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata della controversia. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che, in questi casi, non è dovuto il versamento del doppio del contributo unificato, poiché la chiusura del contenzioso deriva da una norma sopravvenuta e non dall'esito del ricorso.
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Estinzione del giudizio: la transazione che chiude il caso
Un lungo contenzioso, nato da un decreto ingiuntivo per cambiali non pagate, si conclude in Cassazione con una declaratoria di estinzione del giudizio. Le parti, dopo aver attraversato due gradi di giudizio con esiti alterni, hanno raggiunto un accordo transattivo. La Suprema Corte, prendendo atto della rinuncia al ricorso e della volontà comune di chiudere la lite, ha dichiarato il giudizio estinto, ponendo fine alla controversia.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e conseguenze
Un contribuente aveva impugnato un avviso di accertamento per maggiori redditi IRPEF. Durante il processo in Cassazione, l'Agenzia delle Entrate ha annullato l'atto in autotutela a seguito di un accordo. Il contribuente ha quindi rinunciato al ricorso, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio. La Corte ha anche chiarito che, in tali circostanze, non si applica la sanzione del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: stop al processo e spese
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio tributario in seguito all'accordo tra le parti tramite la definizione agevolata prevista dalla L. 130/2022. La sentenza chiarisce che, in questi casi, le spese processuali restano a carico della parte che le ha anticipate e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: il caso di estinzione del giudizio
Una società tecnologica aveva impugnato diverse cartelle di pagamento per tributi e sanzioni. Dopo aver presentato ricorso in Cassazione, ha aderito a una definizione agevolata dei debiti ("rottamazione") e ha conseguentemente effettuato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia e dell'accettazione delle controparti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza le conseguenze della rinuncia al ricorso per revocazione. A seguito della rinuncia dell'appellante, accettata dalla controparte, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Il caso originario riguardava la decadenza dall'aggiudicazione e la perdita di una cospicua cauzione in una vendita fallimentare. La decisione chiarisce che in caso di estinzione non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio di merito
Un soggetto ha impugnato una sentenza del Tribunale dinanzi alla Corte di Cassazione. Prima della discussione, ha presentato un atto di rinuncia al ricorso. La Corte, preso atto della rinuncia e della mancata costituzione delle altre parti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza pronunciarsi sulle spese, rendendo definitiva la decisione di primo grado.
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Definizione agevolata: estinzione processo tributario
Una società di gestione aeroportuale, in lite con l'Agenzia Fiscale per un'addizionale sull'energia elettrica, ha visto il proprio ricorso in Cassazione dichiarato estinto. La società ha aderito alla definizione agevolata delle controversie pendenti, versando gli importi dovuti. La Suprema Corte, preso atto dell'adesione e del pagamento, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, con spese a carico di chi le ha anticipate, secondo la normativa speciale.
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