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Estinzione Del Giudizio — Anno 2024

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922 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estinzione Del Giudizio

Provvedimenti

Estinzione del giudizio tributario: il caso di rinuncia
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio tributario a seguito della rinuncia al ricorso da parte di una società e dei suoi soci. La controversia, nata da un avviso di accertamento per operazioni ritenute inesistenti, si è conclusa dopo che i contribuenti hanno aderito a una procedura di definizione agevolata, rinunciando al ricorso principale. Tale rinuncia, accettata dall'Amministrazione finanziaria che ha a sua volta rinunciato al ricorso incidentale, ha portato alla chiusura definitiva del contenzioso senza una pronuncia nel merito.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio relativo a un'iscrizione ipotecaria. Durante il procedimento, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata, saldando i debiti. Tale adesione, secondo la Corte, fa venir meno l'oggetto del contendere, determinando la chiusura del caso senza una pronuncia nel merito e senza statuizione sulle spese.
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Rimessione al primo giudice: quando è obbligatoria?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10865/2024, ha stabilito un principio cruciale in materia processuale. Se la Corte d'Appello riforma una sentenza di primo grado che aveva erroneamente dichiarato l'estinzione del giudizio, ha l'obbligo di disporre la rimessione al primo giudice. Non può, invece, trattenere la causa e deciderla nel merito. Questa decisione riafferma il diritto delle parti a un doppio grado di giudizio sul merito della controversia, impedendo che un errore procedurale iniziale privi i litiganti di una fase essenziale del processo. Il caso riguardava l'impugnazione della delibera di decadenza di un consigliere di amministrazione.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
Un gruppo di collaboratori linguistici universitari, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello, ha raggiunto un accordo con l'ateneo. A seguito della conciliazione, le parti hanno presentato una rinuncia al ricorso congiunta. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che la rinuncia in Cassazione è un atto unilaterale che non necessita di accettazione e, in caso di accordo tra le parti, non si procede alla liquidazione delle spese.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e spese compensate
Una società appaltatrice aveva impugnato in Cassazione una sentenza d'appello sfavorevole. Durante il processo, ha rinunciato al ricorso e la controparte ha accettato la rinuncia. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione integrale delle spese legali tra le parti e chiarendo che, in tal caso, non si applica la sanzione del doppio contributo unificato.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia all'impugnazione da parte della società ricorrente e della successiva accettazione da parte del curatore fallimentare resistente. La decisione chiarisce che, in caso di accordo tra le parti per la compensazione delle spese legali, la Corte prende atto della volontà congiunta. Inoltre, non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato a carico del rinunciante, chiudendo così definitivamente la controversia.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Una lavoratrice aveva impugnato in Cassazione la sentenza d'appello sfavorevole in una causa per il corretto inquadramento professionale. Prima della decisione, la lavoratrice ha rinunciato al ricorso e la società ha accettato. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, formalizzando la fine del contenzioso con compensazione delle spese legali tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
Un contenzioso condominiale relativo all'usucapione di un'area comune, giunto dinanzi alla Corte di Cassazione, si conclude in via anticipata. A seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti e dell'adesione della controparte, la Corte dichiara l'estinzione del giudizio, chiarendo le conseguenze su spese legali e contributo unificato.
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Estinzione del giudizio per rinuncia: il caso analizzato
Una società, dopo aver perso in appello una causa per la restituzione di contributi previdenziali, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, a causa di un'evoluzione giurisprudenziale sfavorevole, ha deciso di ritirare il ricorso. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, compensando le spese legali tra le parti data la particolarità della situazione.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e inammissibilità
Un consumatore rinuncia al ricorso in Cassazione contro due società di telecomunicazioni. Una società accetta, portando all'estinzione del giudizio nei suoi confronti. L'altra non accetta, e la Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, condannando il ricorrente alle spese. La decisione chiarisce gli effetti della rinuncia al ricorso parziale.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Un contribuente, dopo aver impugnato un avviso di accertamento IRPEF fino in Cassazione, ha presentato una rinuncia al ricorso. L'Agenzia delle Entrate ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che in questi casi non si procede alla condanna alle spese e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un'Agenzia Fiscale contesta a una società energetica il mancato pagamento di accise. Dopo una sentenza d'appello favorevole alla società, l'Agenzia ricorre in Cassazione. Tuttavia, la società aderisce alla definizione agevolata del debito, presentando domanda e pagamento. La Corte Suprema, preso atto dell'adesione, dichiara l'estinzione del giudizio, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Estinzione del giudizio: transazione e spese legali
Una società di costruzioni aveva impugnato in Cassazione una sentenza della Corte d'Appello relativa a un contenzioso contrattuale. Durante il procedimento, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, portando la società a rinunciare al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione integrale delle spese legali tra le parti. La decisione si fonda sul fatto che l'accordo intervenuto tra i contendenti giustifica la deroga alla regola generale che vorrebbe il rinunciante condannato al pagamento delle spese.
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Domanda reiterata protezione: no diritto a restare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 11529/2024, ha stabilito che la rinuncia all'impugnazione di una decisione di inammissibilità rende tale decisione definitiva. Di conseguenza, una successiva domanda reiterata di protezione internazionale non conferisce al richiedente il diritto di rimanere sul territorio nazionale, legittimando il provvedimento di espulsione. Il caso riguardava un cittadino straniero che, dopo aver visto la sua prima domanda reiterata dichiarata inammissibile e aver rinunciato al relativo ricorso, ne aveva presentata una seconda.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio di divisione ereditaria a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente. Nonostante l'estinzione, il rinunciante è stato condannato al pagamento delle spese processuali poiché la controparte non ha formalmente aderito alla rinuncia. La Corte ha inoltre chiarito che in caso di estinzione per rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un'impresa e i suoi fideiussori si opponevano a un decreto ingiuntivo bancario per €382.535, contestando anatocismo e usura. La Corte d'Appello aveva ridotto il credito a €82.912. In Cassazione, le parti hanno formalizzato una reciproca rinuncia al ricorso, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio con compensazione delle spese.
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Definizione agevolata estingue il processo tributario
Un istituto educativo-religioso ha impugnato un avviso di accertamento ICI per l'anno 2003, sostenendo di aver diritto a un'esenzione. Durante il giudizio pendente in Corte di Cassazione, l'istituto ha aderito a diverse procedure di definizione agevolata, pagando gli importi dovuti. La Corte, preso atto del perfezionamento della definizione agevolata e della mancata presentazione di un'istanza di trattazione, ha dichiarato l'estinzione del processo, senza pronunciarsi nel merito della questione sull'esenzione fiscale.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito della presentazione, da parte dei contribuenti, di una domanda di definizione agevolata ai sensi del D.L. 119/2018. Sebbene una delle domande contenesse un numero di avviso errato, la Corte ha ritenuto prevalente la chiara volontà di saldare il debito, comprovata dalla corretta indicazione degli importi e dal pagamento della prima rata. Tale adesione ha causato un sopravvenuto difetto d'interesse alla prosecuzione della causa, portando alla sua estinzione senza condanna alle spese.
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Ricorso in riassunzione: notifica e conseguenze
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa notifica del ricorso in riassunzione all'altra parte processuale comporta l'inammissibilità dell'atto e la conseguente estinzione dell'intero giudizio. In un caso riguardante l'esenzione ICI/IMU per un ente culturale, la parte che doveva riattivare il processo dopo una precedente sentenza non ha notificato l'atto al Comune avversario. La Corte ha rigettato la richiesta di rimessione in termini, sottolineando la natura perentoria dell'obbligo di notifica a carico della parte interessata.
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Tassa di ancoraggio: estinzione del processo in Cassazione
Una società di navigazione ha impugnato in Cassazione la sentenza che le negava il rimborso della tassa di ancoraggio, contestando una maggiorazione per le navi provenienti da Paesi extra UE. Il procedimento si è però concluso con un'ordinanza di estinzione del giudizio. La Corte ha preso atto della rinuncia al ricorso da parte della società, motivata dal raggiungimento di una conciliazione extraprocessuale con le amministrazioni convenute, e ha disposto la compensazione delle spese legali.
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