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Estinzione Del Giudizio — Anno 2025

1113 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estinzione Del Giudizio

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio di cassazione
Una lavoratrice, dopo aver perso in appello una causa contro l'Ente Previdenziale per il pagamento del TFR a seguito di un trasferimento d'azienda, presenta ricorso in Cassazione. Successivamente, decide per la rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, prendendo atto della rinuncia, dichiara l'estinzione del giudizio. Le spese legali vengono compensate tra le parti a causa della particolare complessità delle questioni legali trattate, chiarite solo da successiva giurisprudenza.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
Una società di servizi aveva presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. Prima della discussione, la stessa società ha depositato un atto di rinuncia al ricorso, con l'adesione delle controparti che hanno a loro volta rinunciato al controricorso. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza pronunciarsi sulle spese legali, applicando la specifica normativa processuale.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo in Cassazione
Un ex amministratore impugna in Cassazione il rigetto della sua richiesta di crediti lavorativi verso una società fallita. Prima dell'udienza, presenta una rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte con compensazione delle spese. La Corte Suprema dichiara estinto il giudizio, senza decidere sul merito o sulle spese, in applicazione degli articoli 390 e 391 del Codice di Procedura Civile.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Un caso di estinzione del giudizio in Cassazione a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente, accettata dal controricorrente. La controversia originaria verteva su una richiesta di regresso per somme pagate a terzi a causa della violazione di distanze legali nelle costruzioni. La Corte Suprema, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato estinto il procedimento senza pronunciarsi nel merito.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Una società di servizi idrici e una società energetica avevano presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza del Tribunale. Successivamente, le stesse società hanno presentato un atto di rinuncia ai rispettivi ricorsi. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, le società rinuncianti sono state condannate a pagare le spese legali della controparte.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia chiude il caso
Un lavoratore aveva impugnato in Cassazione la sentenza della Corte d'Appello che negava il suo diritto al passaggio di cantiere presso una nuova società. Tuttavia, prima della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo. Il lavoratore ha rinunciato al ricorso e la società ha accettato la rinuncia, concordando la compensazione delle spese legali. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza una decisione nel merito.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e spese compensate
Un lavoratore aveva impugnato in Cassazione una sentenza della Corte d'Appello che negava il suo diritto all'assunzione presso una nuova società appaltatrice. Durante il procedimento, le parti hanno raggiunto un accordo: il lavoratore ha rinunciato al ricorso e la controparte ha accettato tale rinuncia, concordando sulla compensazione delle spese legali. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, formalizzando la chiusura del contenzioso senza una decisione nel merito.
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Regolamento di giurisdizione: inammissibile se la causa finisce
Una società aveva proposto un regolamento di giurisdizione. Tuttavia, durante l'attesa della decisione, la causa di merito da cui era sorta la questione si è estinta. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, affermando che il regolamento di giurisdizione, essendo un procedimento incidentale, perde la sua ragione d'essere e diventa inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse quando il giudizio principale cessa di esistere.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dai ricorrenti. La decisione si fonda sull'accordo stragiudiziale raggiunto tra le parti e sulla conseguente accettazione della rinuncia da parte dei controricorrenti. In conformità con l'art. 390 c.p.c., dato che la rinuncia è stata accettata, la Corte non ha emesso una pronuncia sulle spese legali, chiudendo così definitivamente il procedimento.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: no al raddoppio
La Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito di una rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte chiarisce che in caso di estinzione per rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura sanzionatoria è prevista solo per rigetto, inammissibilità o improcedibilità.
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Utili occulti: l’estinzione del giudizio societario
La Corte di Cassazione stabilisce che l'estinzione del giudizio sull'accertamento notificato a una società a ristretta base rende definitivo l'atto impositivo. Di conseguenza, l'Agenzia delle Entrate può legittimamente procedere contro i soci per la presunzione di distribuzione di utili occulti, poiché non esiste una sentenza di merito che abbia annullato la pretesa fiscale originaria. L'ordinanza cassa la decisione precedente che riteneva necessario un accertamento societario convalidato da una decisione giudiziale.
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Revocazione sentenza: quando è possibile impugnarla?
Un consorzio industriale ha richiesto la revocazione di una sentenza arbitrale sfavorevole, sostenendo di aver scoperto, tramite una perizia successiva, che la controparte non aveva eseguito delle manutenzioni pagate. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, chiarendo i rigidi presupposti per la revocazione sentenza basata su dolo, prove false e scoperta di documenti. Il caso è giunto in Cassazione, dove le parti hanno raggiunto un accordo, portando all'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso.
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Estinzione giudizio tributario: la definizione agevolata
Un contribuente, cittadino straniero residente in Italia, ha impugnato avvisi di accertamento relativi alla tassazione di una pensione di fonte estera. Durante il giudizio in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla normativa. La Suprema Corte, applicando una recente norma di interpretazione autentica, ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, stabilendo che il perfezionamento della procedura con il pagamento della prima rata è sufficiente per chiudere la lite, senza necessità di attendere il versamento di tutte le rate.
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Definizione agevolata: quando il giudizio si estingue
Un cittadino svedese, tassato in Italia sulla sua pensione estera, ha aderito alla definizione agevolata durante il ricorso in Cassazione. La Corte, verificato il pagamento della prima rata, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che l'adesione a tale procedura chiude la controversia senza una decisione nel merito.
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Definizione Agevolata: il Giudizio si Estingue
Un contribuente, cittadino straniero, impugnava la tassazione della sua pensione estera. Durante il giudizio in Cassazione, aderiva alla definizione agevolata prevista dalla legge. La Corte, applicando una norma di interpretazione autentica, ha preso atto del perfezionamento della procedura e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, con spese a carico di chi le ha sostenute.
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Definizione agevolata: estinzione processo tributario
Un contribuente, coinvolto in un contenzioso tributario per avvisi di accertamento relativi a IVA, IRAP e IRES, ha fatto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio, ha aderito alla definizione agevolata dei carichi tributari, pagando le somme dovute. La Corte di Cassazione, prendendo atto dell'avvenuta definizione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, affermando che tale procedura prevale su ogni altra vicenda processuale, inclusa una successiva sentenza di revocazione favorevole al contribuente.
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Estinzione giudizio Cassazione: accordo tra le parti
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei debitori, accettata dalla società creditrice. Il caso, originato da un decreto ingiuntivo, si conclude con la compensazione delle spese legali, come concordato tra le parti, in applicazione dell'art. 391 bis c.p.c.
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Definizione agevolata liti: estinzione del giudizio
Una società e i suoi partner hanno fatto ricorso in Cassazione contro un accertamento fiscale. Durante il procedimento, la maggior parte dei ricorrenti ha aderito alla definizione agevolata liti prevista dalla Legge 197/2022, mentre un socio ha rinunciato al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato estinto l'intero giudizio, illustrando gli effetti procedurali di queste due diverse modalità di chiusura del contenzioso.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Un gruppo di garanti ha impugnato in Cassazione una sentenza d'appello che li vedeva soccombenti. Successivamente, hanno presentato una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha dichiarato estinto il giudizio, chiarendo che la rinuncia è un atto unilaterale che non necessita di accettazione per essere efficace. Di conseguenza, i rinuncianti sono stati condannati al pagamento delle spese legali.
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Eredità beneficiata: il limite sulle spese legali
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio riguardante la condanna alle spese legali di due eredi con eredità beneficiata. Gli eredi avevano impugnato una decisione che non specificava il limite di pagamento al valore dei beni ereditati (intra vires). A seguito della loro rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte, la Corte ha estinto il procedimento, compensato le spese e chiarito che in tal caso non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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