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Estinzione Del Giudizio — Anno 2024

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922 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estinzione Del Giudizio

Provvedimenti

Estinzione del giudizio: rinuncia accettata in Cassazione
Una società di distribuzione gas rinuncia al ricorso in Cassazione contro un Comune. La Corte, vista l'accettazione della controparte, dichiara l'estinzione del giudizio. L'ordinanza chiarisce l'applicazione dell'art. 391 c.p.c. sulle spese legali in caso di rinuncia accettata.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia chiude il caso
Un lungo contenzioso immobiliare, iniziato nel 2006 e giunto fino alla Corte di Cassazione, si conclude con una ordinanza di estinzione del giudizio. Le parti hanno infatti depositato un atto di rinuncia reciproca al ricorso e alle spese legali, portando la Corte a dichiarare la fine del processo senza una decisione nel merito.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Una società holding internazionale aveva richiesto alla Corte di Cassazione di pronunciarsi sulla giurisdizione in una causa pendente. Prima della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, la società ha rinunciato al ricorso e la controparte ha accettato tale rinuncia. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, in applicazione delle norme procedurali che prevedono tale esito in caso di rinuncia accettata, senza dover decidere nel merito della questione.
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Definizione agevolata controversie tributarie: il caso
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio tra l'Amministrazione Doganale e una società importatrice. La causa, relativa alla corretta determinazione del valore in dogana delle merci, si è conclusa anticipatamente grazie all'adesione della società alla definizione agevolata delle controversie tributarie, che ha portato al pagamento degli importi contestati e alla chiusura del contenzioso.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio fiscale
Una società, coinvolta in un contenzioso fiscale con l'Amministrazione Finanziaria per costi non inerenti risalenti al 2005, ha ottenuto l'estinzione del giudizio pendente in Cassazione. La società ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022, presentando la documentazione richiesta e la prova del pagamento. La Corte di Cassazione, verificato il rispetto dei requisiti procedurali, ha dichiarato estinto il processo, ponendo fine alla controversia.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società di costruzioni, in contenzioso con l'Agenzia delle Entrate per un accertamento fiscale, ha aderito alla definizione agevolata mentre la causa era pendente in Cassazione. La Suprema Corte, preso atto della richiesta di definizione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione specifica che le spese legali restano a carico della parte che le ha anticipate, conformemente alla normativa sulla definizione agevolata.
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Estinzione giudizio per rinuncia: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio di lavoro a seguito della rinuncia all'impugnazione da parte dell'erede della ricorrente originaria, accettata dalla controparte. La decisione chiarisce che l'estinzione giudizio per rinuncia non comporta l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, in quanto tale sanzione non è applicabile a questa fattispecie procedurale.
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Estinzione del giudizio: la definizione agevolata
Un contenzioso tributario tra una società, i suoi soci e l'Agenzia delle Entrate, giunto in Cassazione, si è concluso con una declaratoria di estinzione del giudizio. Le parti ricorrenti hanno infatti aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, una procedura che ha eliminato la materia del contendere. La Corte, preso atto dell'avvenuta definizione e della mancata contestazione da parte dell'Agenzia, ha dichiarato estinto il processo, stabilendo che le spese legali restino a carico di chi le ha anticipate.
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Rinuncia al ricorso: la fine di un processo immobiliare
Una controversia nata da un contratto preliminare di compravendita immobiliare, subordinato a una condizione non avveratasi, si conclude davanti alla Corte di Cassazione. A seguito della rinuncia al ricorso da parte della società ricorrente, accettata dalla controparte, la Corte dichiara l'estinzione del giudizio, ponendo fine al contenzioso senza una decisione nel merito.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società di costruzioni, in pendenza di un ricorso in Cassazione contro un avviso di accertamento fiscale, ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge 197/2022. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e della documentazione prodotta, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione conferma che l'adesione a questa procedura speciale comporta la chiusura del contenzioso, con spese a carico della parte che le ha anticipate.
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Rinuncia agli atti in Cassazione: estinzione giudizio
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce l'iter per l'estinzione del giudizio a seguito di una rinuncia agli atti. Nel caso specifico, la parte ricorrente ha formalizzato la propria rinuncia dopo aver raggiunto un accordo con la controparte. Quest'ultima ha accettato la rinuncia, portando la Corte a dichiarare l'immediata estinzione del processo, in conformità con il Codice di Procedura Civile.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
Una società e i suoi soci, dopo aver ricevuto avvisi di accertamento fiscale, hanno impugnato la decisione fino alla Corte di Cassazione. Il procedimento si è concluso con una declaratoria di estinzione del giudizio, poiché i contribuenti hanno aderito con successo alla definizione agevolata della controversia prevista dalla legge, senza opposizione da parte dell'Agenzia delle Entrate.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
Un contenzioso nato dalla cessione di un'azienda e culminato in una condanna al risarcimento danni, confermata in appello. La parte soccombente ha presentato ricorso in Cassazione, ma ha successivamente formalizzato la rinuncia al ricorso. A seguito dell'accettazione della controparte, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza decidere sulle spese e escludendo l'obbligo del versamento del contributo unificato aggiuntivo.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario tra l'Agenzia delle Entrate e un'associazione sportiva. La decisione non entra nel merito della controversia fiscale, ma si basa sulla richiesta del contribuente di aderire alla definizione agevolata delle controversie pendenti, una procedura speciale che consente di chiudere il contenzioso in modo tombale, portando alla conclusione anticipata del processo.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia evita sanzioni
Una società editoriale aveva impugnato in Cassazione una sentenza d'appello che riconosceva un rapporto di lavoro subordinato con una giornalista. Durante il procedimento, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo e hanno formalmente rinunciato al giudizio. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in questi casi non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, prevista per i ricorsi respinti o inammissibili.
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Estinzione del giudizio: accordo e rinuncia
Una lunga controversia immobiliare tra vicini, giunta fino alla Corte di Cassazione, si conclude con l'estinzione del giudizio. A seguito di un accordo transattivo, la parte ricorrente ha rinunciato formalmente al ricorso, con accettazione della controparte. La Corte ha dichiarato estinto il processo, compensando le spese legali e chiarendo che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un complesso contenzioso fiscale, relativo alla deducibilità di costi per Ires, Irap e Iva, si è concluso in Cassazione con l'estinzione del giudizio. La società contribuente ha infatti scelto di aderire alla definizione agevolata, pagando le somme dovute e rinunciando al ricorso. Di conseguenza, la Corte Suprema ha dichiarato estinto il processo, compensando le spese legali tra le parti.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro accertamenti fiscali per Ires, Irap e Iva, ha aderito a una definizione agevolata. A seguito del pagamento e della formale rinuncia al ricorso, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti. La decisione evidenzia l'efficacia della definizione agevolata come strumento per chiudere i contenziosi pendenti.
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Estinzione del giudizio per adesione a sanatoria
Una società impugnava una cartella di pagamento per IVA. Durante il processo in Cassazione, aderiva a una definizione agevolata. La Corte, presumendo il regolare completamento dei pagamenti rateizzati in assenza di contestazioni da parte dell'Agenzia delle Entrate, ha dichiarato l'estinzione del giudizio.
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Interruzione del processo: effetti su più parti
In un procedimento di opposizione a un decreto ingiuntivo promosso da una società e due fideiussori, si verificavano eventi interruttivi (fallimento della società e decesso di un fideiussore). I giudici di merito dichiaravano estinto l'intero processo per mancata riassunzione. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che l'interruzione del processo in caso di cause scindibili ha effetto solo sulla parte colpita dall'evento. Il giudizio, pertanto, doveva proseguire per il fideiussore non interessato dall'interruzione, il quale non aveva alcun onere di riassunzione.
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