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Errore Materiale — Anno 2025

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337 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Errore Materiale

Provvedimenti

Correzione errore materiale: la Cassazione corregge sé
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente ordinanza. L'errore consisteva nell'errata indicazione della Corte d'Appello competente per il rinvio del processo. Riconosciuto lo sbaglio, la Corte ha ordinato la sostituzione del nome del foro errato con quello corretto, applicando la procedura specifica prevista dal codice di procedura civile per la correzione errore materiale.
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Errore materiale pena: quando il ricalcolo non è ammesso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che lamentava un errore materiale pena nel calcolo della sanzione complessiva, risultante dall'applicazione della continuazione tra due sentenze. La Corte ha stabilito che non vi era alcun errore di calcolo e che la procedura di correzione non può essere utilizzata per rimettere in discussione le valutazioni di merito del giudice, come l'individuazione del reato più grave. La sentenza ribadisce che la pena base va determinata tenendo conto delle riduzioni per i riti speciali.
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Correzione errore materiale: quando il giudice sbaglia
La Corte di Cassazione ha accolto un ricorso per la correzione di un errore materiale in una sua precedente ordinanza. L'errore consisteva nell'aver indicato in modo errato il nome di una delle parti, un condominio. La Corte ha disposto la rettifica del nome, specificando che si trattava di un mero errore materiale suscettibile di correzione secondo la procedura specifica, senza alcuna incidenza sulla decisione di merito e senza statuizione sulle spese.
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Patrocinio a spese dello Stato: a chi vanno le spese?
La Corte di Cassazione corregge un proprio decreto per un errore materiale. La parte soccombente era stata condannata a pagare le spese legali direttamente alla controparte, nonostante questa beneficiasse del patrocinio a spese dello Stato. La Corte ha rettificato la decisione, stabilendo che il pagamento deve essere effettuato in favore dello Stato, come previsto dalla legge. La correzione è avvenuta d'ufficio, evidenziando l'obbligo normativo.
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Errore materiale sentenza: Correzione e Presunzione
La Corte di Cassazione ha corretto un errore materiale in una propria precedente sentenza. La decisione errata affermava l'irrevocabilità della responsabilità penale per un reato che era già stato dichiarato prescritto in appello. La Corte ha ordinato la correzione della motivazione per salvaguardare la presunzione di innocenza dell'imputato, eliminando il riferimento alla responsabilità 'penale'.
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Correzione errore materiale: quando il giudice sbaglia
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza di correzione errore materiale per rettificare un refuso in una precedente sentenza. Nel dispositivo era stato indicato un capo d'imputazione errato (5B.13) nel dichiarare l'inammissibilità di un ricorso. L'ordinanza, basata sull'art. 625-bis c.p.p., ha sostituito il numero del capo con quello corretto (6), garantendo la precisione formale dell'atto giudiziario senza alterarne la sostanza decisionale.
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Errore materiale sentenza: Cassazione corregge e rinvia
La Corte di Cassazione, agendo d'ufficio, ha corretto un errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. Aveva annullato una condanna per prescrizione omettendo, però, di disporre il rinvio alla Corte d'Appello per la rideterminazione della pena relativa a un altro capo d'imputazione divenuto definitivo. L'ordinanza integra la decisione precedente, disponendo il necessario rinvio per consentire il ricalcolo della sanzione.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: quando è errore
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso a causa della genericità dei motivi e, soprattutto, perché il ricorrente ha denunciato un errore materiale nel calcolo della pena. L'ordinanza chiarisce che il rimedio corretto per un errore di calcolo non è il ricorso per cassazione, bensì la procedura di correzione prevista dall'art. 130 del codice di procedura penale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Anatocismo bancario: decorrenza del divieto chiarita
Con un'ordinanza di correzione di errore materiale, la Corte di Cassazione ha stabilito che il divieto di anatocismo bancario, introdotto dalla Legge n. 147/2013, decorre dal 1° gennaio 2014. L'ordinanza corregge una precedente sentenza che indicava erroneamente la data del 1° dicembre 2014, confermando l'immediata applicabilità della norma a prescindere dall'emanazione della successiva delibera del CICR.
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Correzione errore materiale: quando la Corte rimedia
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale in una propria sentenza. L'errore riguardava il mese di nascita di un ricorrente, erroneamente indicato come marzo anziché agosto. Rilevato lo sbaglio a seguito di comunicazioni da parte di uffici giudiziari, la Corte ha attivato la procedura di correzione per ripristinare la correttezza formale del provvedimento, senza intaccarne il contenuto decisionale.
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Errore materiale pena: la Cassazione corregge la sentenza
Un imprenditore edile, condannato per gestione illecita di rifiuti, si è visto infliggere in appello una pena errata: reclusione e multa invece di arresto e ammenda. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso su questo punto, procedendo alla correzione di quello che è stato definito un 'errore materiale pena'. La sentenza chiarisce i limiti dell'intervento correttivo della Suprema Corte, distinguendo gli errori formali, emendabili, dalle valutazioni di merito, non sindacabili in sede di legittimità. Il resto del ricorso è stato rigettato.
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Elezione di domicilio: errore materiale non invalida l’atto
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità di un appello. La Corte d'Appello aveva rigettato l'impugnazione a causa di un'elezione di domicilio con data anteriore alla sentenza impugnata. La Cassazione ha ritenuto che si trattasse di un palese errore materiale, in quanto l'atto conteneva dettagli della sentenza che potevano essere noti solo dopo il suo deposito, rendendo l'appello ammissibile.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza di correzione errore materiale per rettificare un precedente dispositivo. La decisione chiarisce che, a causa di una svista, erano stati indicati un numero di capo d'imputazione e una data errati. L'ordinanza dispone la modifica del testo originale per assicurare che la sentenza rifletta correttamente la volontà del collegio giudicante, ristabilendo la coerenza formale del provvedimento.
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Errore di deposito telematico: la decisione inesistente
A causa di un disguido operativo, un'ordinanza giudiziaria è stata inserita nel fascicolo telematico di una causa completamente diversa da quella per cui era stata emessa. La Corte di Cassazione ha analizzato questo errore di deposito telematico, concludendo che il provvedimento è da considerarsi giuridicamente inesistente per la causa in cui è stato erroneamente inserito. Di conseguenza, non potendosi procedere a una semplice correzione, la Corte ha disposto che il procedimento, rimasto di fatto privo di una decisione, fosse rinviato a nuovo ruolo per una corretta trattazione.
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Sentenza nulla: quando il giudice d’appello può sanarla
Due persone, condannate per tentato furto, ricorrono in Cassazione sostenendo che la sentenza di primo grado fosse una sentenza nulla per dispositivo incompleto e motivazione carente. La Corte di Appello aveva corretto e integrato la decisione. La Cassazione rigetta i ricorsi, affermando che il giudice di secondo grado ha il potere di sanare tali vizi senza dover annullare la sentenza.
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Errore materiale sentenza: Cassazione corregge i costi
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha corretto un errore materiale in una sentenza precedente. L'errore consisteva nell'aver condannato il Pubblico Ministero al pagamento delle spese processuali dopo il rigetto di un suo ricorso. La Corte ha eliminato tale statuizione, ribadendo che la parte pubblica non può essere condannata alle spese.
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Errore materiale retroattivo: Cassazione chiarisce
Un gruppo di cittadini ha richiesto un indennizzo per l'eccessiva durata di un procedimento amministrativo. La Corte d'Appello ha negato il diritto all'erede di una delle parti a causa di un errore materiale nel cognome della sua dante causa. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 551/2025, ha accolto il ricorso dell'erede, stabilendo il principio secondo cui la correzione di un errore materiale ha efficacia retroattiva (ex tunc), sanando il vizio fin dall'origine. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Distrazione spese: la Cassazione corregge l’omissione
Un avvocato aveva richiesto la distrazione delle spese legali a proprio favore, ma l'ordinanza della Corte di Cassazione aveva omesso di pronunciarsi su tale istanza. Con un successivo provvedimento, la stessa Corte ha corretto l'errore, qualificandolo come 'errore materiale'. È stato chiarito che il rimedio corretto in questi casi è la procedura di correzione, più rapida dell'appello, per garantire all'avvocato di ottenere celermente un titolo esecutivo per il pagamento delle proprie competenze.
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Distrazione delle spese: la correzione dell’errore
La Corte di Cassazione chiarisce che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese costituisce un errore materiale. In un caso tra un'azienda e l'amministrazione finanziaria, la Corte ha corretto una propria precedente sentenza, specificando che il rimedio corretto non è l'impugnazione, ma la più celere procedura di correzione dell'errore materiale, garantendo così il diritto del legale al pagamento diretto.
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Doppio contributo unificato: correzione errore materiale
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha corretto un proprio precedente provvedimento per un errore materiale. Nella sentenza originale, che rigettava il ricorso di un cittadino, era stata omessa la dichiarazione relativa all'obbligo di pagamento del doppio contributo unificato a carico della parte soccombente. L'ordinanza attuale rimedia a questa dimenticanza, inserendo d'ufficio la clausola e ribadendo che tale pagamento è una conseguenza automatica prevista dalla legge in caso di rigetto dell'impugnazione.
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