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Errore Materiale — Anno 2025

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337 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Errore Materiale

Provvedimenti

Correzione errore materiale: data di nascita errata
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di una propria sentenza. L'errore riguardava la data di nascita di un imputato, indicata erroneamente. La Corte ha applicato l'art. 130 cod. proc. pen. per rettificare l'intestazione del provvedimento, sostituendo la data errata con quella corretta, senza alterare la sostanza della decisione originale.
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Nullità processuale sanata: il caso Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata notifica al difensore di fiducia, vizio che genera una nullità processuale, viene sanata se il legale partecipa attivamente al procedimento depositando le conclusioni scritte. In questo caso, l'imputato aveva nominato un nuovo avvocato, ma le comunicazioni erano state inviate al precedente difensore d'ufficio. La Corte ha rigettato il ricorso, ritenendo che il deposito degli scritti difensivi da parte del nuovo legale avesse curato il difetto procedurale e ha qualificato l'errata indicazione del nome del difensore in sentenza come un semplice errore materiale correggibile.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale in un'ordinanza precedente. Il dispositivo informatico riportava erroneamente la dicitura 'dichiara inammissibile il ricorso', mentre la decisione effettiva era stata quella di 'converte in appello il ricorso'. L'ordinanza in esame rimedia a questa discrepanza, ordinando alla cancelleria di annotare la dizione corretta, ristabilendo così la corretta prosecuzione del procedimento.
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Distrazione delle spese: l’errore materiale corretto
La Corte di Cassazione ha corretto un errore materiale in una propria sentenza. L'errore consisteva nell'aver omesso di disporre la distrazione delle spese legali a favore dei difensori delle parti civili, nonostante questi si fossero dichiarati antistatari. Con un'ordinanza, la Corte ha integrato la precedente decisione, assicurando che le spese liquidate venissero pagate direttamente agli avvocati che ne avevano fatto richiesta, sanando così l'omissione.
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Errore materiale sentenza: no multa se ricorso rigettato
La Corte di Cassazione ha corretto un'ordinanza per un errore materiale in sentenza. Un ricorrente era stato condannato al pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende, nonostante il suo ricorso fosse stato rigettato e non dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che tale condanna, obbligatoria solo in caso di inammissibilità, costituiva un errore materiale e l'ha eliminata dal dispositivo, poiché una condanna facoltativa in caso di rigetto avrebbe richiesto una motivazione specifica, assente nel provvedimento originale.
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Errore materiale: no alla correzione della data
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della procedura di correzione di errore materiale. La modifica della data di commissione di un reato non è un semplice errore materiale, ma una modifica sostanziale dell'accusa, inammissibile tramite la procedura ex art. 130 c.p.p. Di conseguenza, il ricorso dell'imputato contro il rigetto di tale istanza è stato dichiarato inammissibile.
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Rapina impropria: immediatezza e concorso nel reato
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di rapina impropria, chiarendo il concetto di 'immediatezza' tra la sottrazione del bene e la successiva violenza. Due individui, dopo un furto in un negozio, hanno minacciato il gestore e una commessa a distanza di 10-15 minuti. La Corte ha confermato la condanna per rapina impropria, stabilendo che un tale lasso di tempo non interrompe l'unitarietà dell'azione finalizzata a garantirsi l'impunità o il possesso del bottino. La sentenza ha inoltre corretto un errore materiale della Corte d'Appello, che aveva erroneamente attribuito una circostanza attenuante a un imputato anziché all'altro, e ha confermato l'aggravante del fatto commesso da più persone riunite.
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Particolare tenuità del fatto: No per recidiva
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputate condannate per tentato furto. La Corte chiarisce che un errore materiale sulla data del reato non ne determina la prescrizione se la data corretta risulta da altri atti. Inoltre, viene negata l'applicazione della particolare tenuità del fatto a una delle imputate a causa dei suoi numerosi precedenti penali specifici, che configurano l'abitualità della condotta, condizione ostativa al beneficio.
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Continuazione tra reati: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento della continuazione tra reati. I giudici hanno ritenuto irrilevante un errore materiale (l'indicazione di un nome errato) nell'ordinanza impugnata e hanno sottolineato che il ricorso si basava su presupposti di fatto errati, dato che i reati erano stati commessi in un arco temporale di quindici anni e in regioni diverse, non in un breve lasso di tempo e nello stesso luogo come sostenuto dal ricorrente.
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Distrazione delle spese: la Cassazione corregge l’errore
La Corte di Cassazione ha corretto un proprio decreto che, nel condannare un Comune al pagamento delle spese legali in un caso di pubblico impiego, aveva omesso di disporre la distrazione delle spese in favore degli avvocati della parte vittoriosa, nonostante la loro esplicita richiesta. Riconoscendo l'errore come puramente materiale, la Corte ha integrato il provvedimento, assicurando che le somme liquidate vengano pagate direttamente ai difensori che ne avevano fatto istanza.
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Distrazione delle spese legali: errore materiale
La Corte di Cassazione ha corretto un proprio decreto per errore materiale, accogliendo la richiesta di distrazione delle spese legali in favore dei difensori della parte vittoriosa. L'ordinanza chiarisce che l'omessa indicazione della distrazione, se ritualmente richiesta, costituisce un errore da rettificare con l'apposita procedura.
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Distrazione delle spese: rimedi e correzione d’errore
Una società contribuente si è vista accogliere il ricorso in Cassazione, ma l'ordinanza non ha disposto il pagamento delle spese legali direttamente al suo avvocato, nonostante la richiesta di distrazione delle spese. Il legale ha quindi presentato istanza di correzione per errore materiale. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, affermando che la procedura di correzione, e non l'impugnazione, è il rimedio corretto, più rapido ed efficiente per sanare tale omissione, garantendo così una tutela celere al difensore antistatario.
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Distrazione delle spese: come correggere l’errore
La Corte di Cassazione interviene per correggere un proprio errore materiale in un'ordinanza. In un contenzioso tributario, dopo aver condannato l'Amministrazione Finanziaria al pagamento delle spese legali, la Corte aveva omesso di disporre la distrazione delle spese in favore dell'avvocato del contribuente, che si era dichiarato antistatario. Accogliendo il ricorso del legale, la Corte ha integrato il provvedimento originale, chiarendo che il rimedio corretto per tale omissione non è l'impugnazione, ma la più celere procedura di correzione dell'errore materiale.
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Distrazione delle spese: la correzione della Corte
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha corretto un proprio precedente provvedimento a causa di un errore materiale. La decisione chiarisce che, in presenza di una richiesta di distrazione delle spese da parte del legale, le somme liquidate per i costi del giudizio devono essere pagate direttamente all'avvocato e non alla parte assistita. Questo intervento riafferma la corretta applicazione dell'istituto e l'importanza della precisione nei dispositivi giudiziari.
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Correzione errore materiale: guida alla Cassazione
La Corte di Cassazione interviene con un'ordinanza di correzione errore materiale per sanare un precedente provvedimento in cui era stata omessa la declaratoria sulla sussistenza dei presupposti per il versamento del doppio contributo unificato a carico della parte ricorrente, risultata soccombente. L'ordinanza reintegra la dicitura mancante sia nella motivazione sia nel dispositivo, ripristinando la corretta applicazione della normativa sulle spese di giustizia e confermando l'obbligo di pagamento dell'ulteriore importo.
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Errore di Fatto Revocatorio: Quando è Inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione basato su un presunto errore di fatto revocatorio. Il ricorrente contestava la condanna alle spese legali, sostenendo che l'amministrazione si fosse difesa da sola. Tuttavia, la Corte ha stabilito che, non avendo sollevato questo specifico motivo nel ricorso originario, l'errore non può essere considerato un 'errore di fatto revocatorio' ai sensi di legge, ma al massimo un errore di giudizio, non emendabile con questo strumento.
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Errore materiale: spese legali e patrocinio statale
La Corte di Cassazione interviene per la correzione di un errore materiale in una propria ordinanza. Il provvedimento originale condannava una società al pagamento delle spese processuali, omettendo di specificare che il versamento andava fatto a favore dello Stato, poiché la controparte era ammessa al patrocinio a spese dello Stato. La Corte ha quindi integrato il dispositivo, chiarendo che le somme sono dovute all'Erario, in applicazione della normativa sul patrocinio statale.
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Correzione errore materiale: guida della Cassazione
La Corte di Cassazione interviene per la correzione errore materiale di una propria ordinanza. A seguito del ricorso di una cittadina, la Corte ha rettificato l'indicazione del giudice del rinvio, sostituendo il 'Tribunale di Roma' con il corretto 'Tribunale di Tivoli', riconoscendo che si trattava di un mero frutto di disattenzione emendabile con questa procedura.
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Errore materiale: codice fiscale errato non salva
Un datore di lavoro, condannato a un cospicuo risarcimento per una collaboratrice domestica, ha tentato di invalidare la sentenza a causa di un codice fiscale errato. Sostenendo si trattasse di uno scambio di persona, ha presentato ricorso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, qualificando l'inesattezza come un semplice errore materiale correggibile, che non intacca la validità della decisione, poiché l'identità del datore di lavoro era stata chiaramente accertata durante il processo.
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Raddoppio contributo unificato: enti pubblici
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza di correzione, chiarisce che il raddoppio del contributo unificato si applica anche agli enti pubblici non statali. La decisione si fonda sulla distinzione tra amministrazioni dello Stato, beneficiarie della 'prenotazione a debito', e altri enti pubblici che, in assenza di una norma specifica, sono tenuti al versamento in caso di rigetto del ricorso. Il provvedimento corregge un precedente errore materiale, affermando la sussistenza dei presupposti per il pagamento dell'ulteriore importo.
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