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Errore Materiale — Anno 2025

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337 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Errore Materiale

Provvedimenti

Correzione errore materiale: omessa distrazione spese
La Corte di Cassazione interviene per una correzione di errore materiale su una propria ordinanza, in cui era stata omessa la distrazione delle spese in favore dei legali della parte vittoriosa, nonostante questi ne avessero fatto esplicita richiesta. La Corte ha disposto d'ufficio la correzione del provvedimento, chiarendo che tale procedura ha natura amministrativa e non dà luogo a una nuova liquidazione delle spese, in quanto non configura una situazione di soccombenza.
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Errore materiale: Cassazione corregge il condannato
La Corte di Cassazione accoglie un ricorso per la correzione di un errore materiale in una propria precedente ordinanza. La Corte aveva erroneamente indicato il Ministero della Giustizia come parte condannata al risarcimento, anziché il Ministero dell'Economia e delle Finanze. L'ordinanza dispone la rettifica del provvedimento originario, chiarendo che la condanna è a carico del Ministero dell'Economia e delle Finanze.
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Errore materiale: quando non è correggibile?
Una società ha richiesto la correzione di un presunto errore materiale nella liquidazione delle spese legali da parte della Corte di Cassazione. La Corte ha rigettato la richiesta, chiarendo che una non corretta applicazione dei parametri normativi per il calcolo delle spese o un'errata valutazione del valore della causa costituiscono un errore di giudizio, non un errore materiale correggibile. La decisione sottolinea che il giudice ha il potere di determinare autonomamente il valore della causa, che nel caso specifico è stato ritenuto indeterminato.
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Errore materiale: Cassazione corregge la terminologia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2513/2025, ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in un suo precedente provvedimento (n. 5620 del 2024). L'errore consisteva nell'aver utilizzato il termine 'decreto' anziché 'sentenza' per qualificare l'atto impugnato. La Corte ha quindi ordinato la sostituzione del termine errato, sia nella motivazione che nel dispositivo, chiarendo che tale intervento non altera la sostanza della decisione ma ripristina la correttezza formale dell'atto.
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Distrazione delle spese: correzione errore materiale
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che l'omessa pronuncia sull'istanza di distrazione delle spese legali costituisce un errore materiale. Pertanto, il rimedio corretto non è l'impugnazione ordinaria, ma la più celere procedura di correzione. La Corte ha accolto il ricorso di un legale, ordinando di integrare una precedente ordinanza con la disposizione che le spese liquidate fossero pagate direttamente al difensore, come da lui richiesto.
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Distrazione delle spese: come correggere l’omissione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese legali in favore dell'avvocato non richiede un'impugnazione, ma può essere sanata con la più rapida procedura di correzione di errore materiale. La decisione sottolinea come questo rimedio, applicabile anche alle pronunce della Suprema Corte, garantisca una maggiore celerità e il rispetto del principio della ragionevole durata del processo, consentendo al difensore di ottenere rapidamente un titolo esecutivo per il recupero dei crediti anticipati.
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Errore materiale sentenza: quando il ricorso è nullo
Una società di servizi turistici ha impugnato per cassazione una sentenza d'appello per un contrasto tra motivazione e dispositivo. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, qualificando il vizio come un errore materiale sentenza e non come causa di nullità. Il caso, relativo a penali su un contratto di viaggi, chiarisce che un errore di calcolo nel dispositivo, se sanabile tramite la lettura della motivazione e degli atti richiamati, deve essere corretto dallo stesso giudice che lo ha commesso e non può fondare un ricorso per cassazione.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale relativo alla data di una sentenza impugnata, erroneamente indicata nei sistemi informatici e nel ruolo d'udienza. L'ordinanza rettifica la data dal 03/06/2024 al 28/03/2024, evidenziando l'importanza della precisione formale degli atti giudiziari e applicando la procedura specifica prevista dal codice di procedura penale per questo tipo di intervento.
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Correzione errore materiale in una sentenza penale
La Corte di Cassazione ha emesso una sentenza per la correzione di un errore materiale contenuto in un suo precedente provvedimento. L'errore riguardava l'indicazione del giudice del rinvio. Con questa decisione, la Corte ha rettificato la designazione, sostituendo la 'Corte di appello di Genova' con la 'Corte di assise di appello di Milano', ripristinando così la corretta procedura processuale.
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Correzione errore materiale: data di nascita errata
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione di un errore materiale in una precedente sentenza. L'errore riguardava la data di nascita di una persona, erroneamente indicata. Su istanza dell'ufficio esecuzione penale e sulla base della documentazione anagrafica, la Corte ha disposto la rettifica dell'atto, ripristinando la data corretta. Questo caso evidenzia l'importanza della procedura di correzione errore materiale per garantire l'accuratezza formale degli atti giudiziari.
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Distrazione delle spese: come correggere l’errore
Una società, tramite il suo legale, ha richiesto la correzione di un'ordinanza della Corte di Cassazione. Il provvedimento originale, pur condannando la controparte al pagamento delle spese legali, aveva omesso di disporre la loro distrazione in favore del difensore, il quale si era dichiarato antistatario (cioè, aveva anticipato le spese). La Corte ha riconosciuto l'omissione come un mero errore materiale e ha ordinato la correzione del dispositivo, specificando che le somme liquidate devono essere versate direttamente al legale. La decisione sottolinea che la procedura di correzione non dà luogo a una nuova liquidazione delle spese.
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Distrazione spese: la correzione dell’errore materiale
Una società, dopo aver perso una causa contro l'Agenzia delle Entrate, ha ottenuto la correzione di un'ordinanza della Cassazione. Il provvedimento iniziale non aveva disposto la distrazione delle spese a favore del suo avvocato, nonostante quest'ultimo si fosse dichiarato antistatario. La Corte ha riconosciuto l'errore materiale e ha ordinato l'integrazione del dispositivo, specificando che la procedura di correzione non comporta nuove spese legali.
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Correzione errore materiale: data di nascita errata
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dispone la correzione di un errore materiale in una precedente sentenza. A seguito di un'istanza, la Corte ha corretto la data di nascita di un condannato, precedentemente indicata in modo errato, stabilendo il principio per cui un refuso anagrafico deve essere rettificato per garantire la corretta identificazione del soggetto.
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Errore materiale sentenza: quando il dispositivo prevale
La Corte di Cassazione respinge una richiesta di correzione di un errore materiale in una sentenza, stabilendo un principio fondamentale: in caso di discrepanza, il dispositivo (la decisione finale) prevale sulla motivazione (le ragioni della decisione). Il caso riguardava un errore di calcolo nella parte esplicativa della pena, che però era stata correttamente indicata nel dispositivo finale, rendendo la correzione non necessaria.
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Reformatio in peius: la sentenza letta vince su quella scritta
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per violazione del divieto di reformatio in peius. Un imputato era stato condannato in primo grado a 6 mesi (pena letta in udienza), ma la sentenza scritta riportava 1 anno. La Corte d'Appello, riducendo la pena a 9 mesi, ha di fatto peggiorato la condanna originaria valida. La Cassazione ha ribadito che il dispositivo letto in udienza prevale sempre, annullando la decisione sulla pena e rinviando per un nuovo giudizio.
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Concordato in appello: errore materiale non lo vizia
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di concordato in appello. Una discrasia nella motivazione, dovuta a un mero errore materiale sulla durata della pena poi correttamente indicata nel dispositivo, non costituisce un vizio di illogicità che possa invalidare l'accordo tra le parti, se la pena inflitta corrisponde a quella effettivamente pattuita.
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Distrazione spese legali: come correggerla in Cassazione
La Corte di Cassazione ha corretto una propria precedente sentenza per un errore materiale, aggiungendo la clausola di distrazione spese legali a favore dell'avvocato di una parte civile ammessa al gratuito patrocinio. La sentenza originale aveva omesso di disporre il pagamento diretto delle spese legali liquidate all'avvocato, che si era dichiarato antistatario. L'ordinanza accoglie l'istanza del legale e dispone la correzione, assicurando che le somme siano versate direttamente a lui come previsto dalla legge sul patrocinio a spese dello Stato.
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Spese processuali parte civile: quando non sono dovute?
Una parte civile ha richiesto la correzione di un'ordinanza che, pur dichiarando inammissibile il ricorso dell'imputato, non aveva disposto la condanna al pagamento delle spese legali. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, chiarendo che non si trattava di un errore. La mancata condanna alle spese processuali parte civile era una scelta deliberata, basata sul principio per cui il rimborso non è dovuto se la memoria difensiva della parte civile contiene argomenti superflui rispetto alla valutazione preliminare di inammissibilità.
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Esclusione recidiva: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. La difesa lamentava un'errata applicazione della recidiva e una contraddizione nella sentenza d'appello. La Suprema Corte ha stabilito che la contraddizione era un palese errore materiale e che la valutazione sulla non esclusione recidiva, basata sulla pericolosità sociale del soggetto, era stata motivata in modo corretto e non era sindacabile in sede di legittimità.
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Distrazione delle spese: l’errore materiale va corretto
La Corte di Cassazione chiarisce che l'omissione della pronuncia sulla distrazione delle spese, richiesta dall'avvocato antistatario, costituisce un errore materiale. La Corte, accogliendo l'istanza di correzione, ha disposto l'integrazione del precedente provvedimento, sottolineando come la distrazione fosse una pronuncia obbligata a fronte della specifica richiesta. Questo caso evidenzia l'importanza del meccanismo di correzione per sanare sviste formali che non alterano la sostanza della decisione.
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