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Errore Materiale — Anno 2025

337 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Errore Materiale

Provvedimenti

Errore materiale trasmissione atti: Procura vince, processo salvo
Un Tribunale, dichiarandosi incompetente, invia per sbaglio gli atti del processo alla Procura anziché al Tribunale corretto, causando un blocco. La Cassazione ha stabilito che si tratta di un semplice 'errore materiale trasmissione atti', un vizio formale che non invalida la decisione. La Corte ha quindi corretto direttamente l'errore, ordinando l'invio degli atti al giudice competente e sbloccando il processo. La Procura, che aveva sollevato il problema, ha vinto il ricorso, evitando un'inutile regressione del procedimento.
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Errore materiale: la Cassazione corregge il ricorso
La Corte di Cassazione interviene per correggere un errore materiale in un proprio dispositivo. Un ricorso del Pubblico Ministero era stato erroneamente qualificato come 'appello cautelare', mentre la sua natura corretta era quella di 'opposizione all'esecuzione' ai sensi dell'art. 667 c.p.p. L'errore derivava dal fatto che la misura in questione non era cautelare, ma esecutiva, basata su una sentenza divenuta irrevocabile. La Corte ha quindi disposto la correzione, riqualificando l'atto e ordinando la trasmissione degli atti al giudice dell'esecuzione competente.
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Correzione errore materiale: la sentenza si può correggere
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale in una propria precedente sentenza. L'errore consisteva nell'omessa condanna dell'imputato alla rifusione delle spese legali in favore della parte civile. L'ordinanza integra il dispositivo originale, aggiungendo la condanna al pagamento di euro 3.686,00 oltre accessori. Questo caso evidenzia come il sistema giudiziario possa rimediare a sviste formali senza alterare la sostanza della decisione.
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Errore materiale: correzione di una condanna errata
La Corte di Cassazione ha corretto un proprio precedente provvedimento a causa di un errore materiale. Inizialmente, un imputato era stato condannato alla rifusione delle spese processuali in favore delle parti civili, nonostante la Corte d'Appello avesse già revocato tali statuizioni. Riconosciuto l'errore percettivo, la Suprema Corte ha annullato la condanna alle spese, eliminando il nominativo dell'imputato dal dispositivo della sentenza e ristabilendo la corretta decisione. Questo caso evidenzia l'importanza del meccanismo di correzione dell'errore materiale per garantire la giustizia.
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Errore materiale: la Cassazione corregge le spese legali
La Corte di Cassazione interviene per la correzione di errore materiale su una propria precedente ordinanza. Aveva erroneamente omesso di condannare la parte soccombente al pagamento delle spese legali in favore dei controricorrenti, nonostante questi avessero svolto piena attività difensiva. La Corte accoglie l'istanza, modifica la precedente decisione e liquida le spese secondo il principio della soccombenza.
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Correzione errore materiale: quando è ammessa?
La Corte di Cassazione accoglie un'istanza di correzione errore materiale per rettificare il nome di una parte in una precedente ordinanza. Il caso chiarisce che una svista sul nome di battesimo, verificabile dagli atti, costituisce un errore emendabile tramite l'apposita procedura, senza alterare la sostanza della decisione.
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Correzione errore materiale: cosa succede in Cassazione
La Corte di Cassazione interviene d'ufficio per la correzione errore materiale di una propria ordinanza che, per un disguido, conteneva due dispositivi contrastanti. La Corte ha stabilito che la pagina errata dovesse essere eliminata, dando prevalenza al dispositivo coerente con la motivazione del provvedimento e chiarendo che in tale procedura non vi è condanna alle spese.
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Errore materiale: correzione di un dispositivo errato
La Corte di Cassazione ha corretto un errore materiale in un'ordinanza, dove una ricorrente di sesso femminile era stata erroneamente indicata con il genere maschile nel dispositivo. La Corte ha stabilito che si trattava di un mero errore di trascrizione, emendabile tramite la procedura di correzione prevista dal codice di procedura penale, sostituendo 'condanna il ricorrente' con 'condanna la ricorrente' per garantire la correttezza formale dell'atto giudiziario.
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Immutabilità del giudice: quando la sentenza è valida
Due imputati, condannati per sostituzione di persona, ricorrono in Cassazione lamentando la violazione del principio di immutabilità del giudice, a causa di una discrepanza tra i nomi dei giudici riportati nell'intestazione della sentenza e quelli presenti nel verbale d'udienza. La Suprema Corte ha rigettato i ricorsi, stabilendo che il verbale d'udienza, in quanto atto pubblico dotato di fede privilegiata, prevale sulla sentenza. Di conseguenza, l'errore nell'intestazione è considerato un mero errore materiale emendabile che non causa la nullità della decisione.
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Errore materiale: quando la Cassazione lo esclude
Un contribuente ha richiesto la correzione di un presunto errore materiale in una sentenza della Corte di Cassazione, sostenendo che la Corte avesse erroneamente convalidato la notifica di un appello da parte dell'Amministrazione finanziaria. La Cassazione ha respinto l'istanza, qualificandola come inammissibile. La Corte ha chiarito che la sua precedente decisione non era frutto di una svista, ma di una precisa valutazione dei fatti e delle prove, che non può essere messa in discussione tramite la procedura di correzione dell'errore materiale.
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Distrazione delle spese: errore materiale e correzione
A seguito di un ricorso tributario dichiarato inammissibile, la Corte di Cassazione aveva omesso di pronunciarsi sulla richiesta di distrazione delle spese legali avanzata dal difensore di una delle parti resistenti. Con una successiva ordinanza, la Corte ha corretto il proprio errore materiale, chiarendo che il rimedio corretto per tale omissione non è l'impugnazione, ma la più celere procedura di correzione. La decisione ribadisce che la richiesta di distrazione delle spese non è una domanda autonoma e la sua omissione va sanata per garantire al difensore un rapido ottenimento del titolo esecutivo.
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Distrazione spese: correzione errore materiale in Cassazione
La Corte di Cassazione interviene per correggere un proprio precedente provvedimento a causa di un errore materiale. L'ordinanza originale aveva omesso di disporre la distrazione delle spese in favore del difensore, nonostante quest'ultimo si fosse dichiarato antistatario. La Corte accoglie la richiesta di correzione, ribadendo che l'omissione di tale statuizione costituisce un errore materiale emendabile e ordina di aggiungere al dispositivo la clausola per il pagamento diretto dei compensi ai legali.
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Errore materiale: Cassazione corregge rinvio errato
Una società ha richiesto alla Corte di Cassazione la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente ordinanza. Nello specifico, la Corte aveva annullato una sentenza tributaria e, nel rinviare la causa per un nuovo giudizio, aveva erroneamente indicato la Corte di giustizia tributaria di una regione diversa da quella di competenza. Riconosciuto l'evidente errore, la Suprema Corte ha accolto l'istanza e disposto la correzione del provvedimento, sostituendo il nome della regione errata con quello corretto.
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Errore materiale TASI: Cassazione corregge la sentenza
La Corte di Cassazione interviene per correggere un errore materiale in una sua precedente ordinanza. Il caso riguarda l'applicabilità della TASI agli alloggi sociali gestiti da un'Azienda Territoriale. La precedente decisione conteneva una contraddizione tra la motivazione, che affermava l'applicabilità della tassa, e il dispositivo finale, che erroneamente parlava di 'inapplicabilità'. Con la nuova ordinanza, la Corte corregge il dispositivo per allinearlo alla motivazione, stabilendo che la TASI è dovuta. La Corte ha inoltre chiarito che la richiesta di correzione è ammissibile anche se la causa era già stata riavviata presso il giudice di merito.
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Correzione errore materiale: l’importanza dei nomi
La Corte di Cassazione interviene con un'ordinanza per la correzione di un errore materiale occorso in un precedente provvedimento. L'errore consisteva nella errata trascrizione del cognome di una delle parti. La Corte ha disposto la rettifica, ripristinando la corretta identità del soggetto coinvolto e chiarendo che, in questi casi, non è prevista la condanna alle spese. Questa decisione sottolinea l'importanza della precisione formale negli atti giudiziari e il meccanismo previsto per sanare sviste e imprecisioni.
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Errore materiale: correzione del cognome in ordinanza
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale presente in una sua precedente ordinanza. L'errore consisteva nella storpiatura del cognome di una delle parti in causa. La Corte ha rettificato il nome senza addebito di spese, sottolineando la necessità di precisione negli atti giudiziari per garantire la certezza del diritto.
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Distrazione spese legali: come correggere l’omissione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34022/2025, ha stabilito che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione spese legali in favore dell'avvocato antistatario costituisce un errore materiale. Pertanto, il rimedio corretto non è l'impugnazione, ma la procedura di correzione dell'errore materiale. La Corte ha accolto il ricorso di due legali, correggendo una precedente ordinanza che non aveva disposto la distrazione delle spese a loro favore, pur essendo stata richiesta.
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Correzione errore materiale: la Cassazione decide
La Corte Suprema ha affrontato una richiesta di correzione errore materiale riguardante il luogo di nascita di una parte civile, erroneamente indicato in una precedente sentenza. Ritenendo che l'inesattezza (una città al posto di un'altra) non inficiasse la validità né la sostanza della decisione, la Corte ha ordinato la rettifica secondo la procedura prevista dal codice, specificando il dato anagrafico corretto.
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Errore di calcolo pena: la Cassazione rettifica
Una dipendente pubblica, condannata per falsa attestazione della presenza in servizio, ha impugnato la sentenza di patteggiamento per un errore di calcolo pena. La Corte di Cassazione, pur dichiarando inammissibile il motivo relativo al proscioglimento, ha accolto il ricorso per la parte relativa al calcolo, rettificando direttamente la pena detentiva da otto mesi a cinque mesi e venti giorni, confermando il principio per cui il difetto di correlazione tra richiesta e sentenza è un vizio emendabile.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge
La Corte di Cassazione ha accolto un ricorso per la correzione di errore materiale in una sua precedente ordinanza. Gli errori, identificati come semplici 'lapsus calami', riguardavano i nomi delle parti, le date, i tribunali competenti e l'esito di precedenti sentenze. La Corte ha disposto la rettifica di tutte le inesattezze, confermando che tali sviste non alteravano la sostanza della decisione ma richiedevano una correzione formale per garantire la chiarezza e la correttezza del provvedimento.
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