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Disapplicazione — Anno 2023

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193 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Giurisdizione amministrativa e caro bollette
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno chiarito i confini della giurisdizione amministrativa in merito al contributo straordinario contro il caro bollette. Una società del settore energetico aveva impugnato i provvedimenti attuativi dell'Agenzia delle Entrate relativi al prelievo straordinario istituito per fronteggiare i rincari energetici. La Corte ha stabilito che, trattandosi di atti amministrativi generali e non di singoli atti impositivi, la competenza spetta al Giudice Amministrativo. La decisione sottolinea che l'esercizio di un potere autoritativo generale configura una posizione di interesse legittimo, garantendo così la piena tutela giurisdizionale contro possibili vizi di legittimità degli atti regolamentari.
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Giurisdizione amministrativa e tasse energetiche
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno confermato la giurisdizione amministrativa per l'impugnazione degli atti generali emessi dall'Agenzia delle Entrate in merito al contributo straordinario sulle imprese energetiche. La controversia nasceva dal ricorso di una società del settore contro i provvedimenti attuativi della cosiddetta 'tassa sugli extraprofitti'. La Corte ha chiarito che, trattandosi di atti amministrativi generali con natura regolamentare e non di atti impositivi individuali, la competenza spetta al giudice amministrativo e non a quello tributario, garantendo così la piena tutela contro possibili vuoti di giurisdizione.
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Giurisdizione: atti generali Agenzia delle Entrate
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno chiarito che la giurisdizione sull'impugnazione degli atti generali emanati dall'Agenzia delle Entrate per l'attuazione del contributo straordinario contro il caro bollette spetta al Giudice Amministrativo. La controversia è nata dal ricorso di una società energetica contro i provvedimenti direttoriali e le circolari che regolavano il prelievo solidaristico. La Corte ha stabilito che tali atti, avendo natura di provvedimenti amministrativi generali e non di atti impositivi individuali, rientrano nella competenza del giudice amministrativo per garantirne la legittimità ed evitare vuoti di tutela costituzionale.
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Giurisdizione e atti generali dell’Agenzia Entrate
La Corte di Cassazione ha confermato la Giurisdizione del giudice amministrativo in merito all'impugnazione degli atti generali emanati dall'Agenzia delle Entrate per l'attuazione del contributo straordinario contro il caro bollette. Una società del settore energetico aveva contestato i provvedimenti direttoriali e le circolari applicative del prelievo solidaristico. La Suprema Corte ha stabilito che tali atti, avendo natura di provvedimenti amministrativi generali e non di accertamenti individuali, rientrano nella competenza del giudice amministrativo, evitando così un vuoto di tutela per il contribuente.
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Giurisdizione amministrativa e contributi energetici
Una società del settore energetico ha impugnato i provvedimenti dell'Agenzia delle Entrate relativi all'attuazione del contributo straordinario contro il caro bollette. La questione centrale riguardava se la **giurisdizione amministrativa** fosse competente a giudicare tali atti generali o se la materia spettasse al giudice tributario. Le Sezioni Unite hanno confermato che, trattandosi di atti amministrativi generali e non di pretese tributarie individuali, la competenza spetta al giudice amministrativo per garantire la piena tutela degli interessi legittimi dei contribuenti.
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Società di comodo: stop ai ritardi ingiustificati
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un avviso di accertamento emesso nei confronti di una società immobiliare qualificata come **società di comodo**. Il contenzioso riguardava l'applicazione della minimum tax per l'anno d'imposta 2009. Nonostante la società avesse addotto ritardi burocratici per giustificare l'assenza di ricavi, i giudici hanno rilevato un'inerzia ingiustificata di quattro anni tra la costituzione dell'ente e la richiesta dei permessi edilizi. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, ribadendo che la valutazione delle prove spetta esclusivamente ai giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Ordine di allontanamento e validità dell’espulsione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per inottemperanza all'ordine di allontanamento emesso dal Questore, nonostante il successivo annullamento del decreto di espulsione. La Corte ha chiarito che l'annullamento amministrativo rileva in sede penale solo se basato su vizi gravi (nullità o inesistenza) e non su mere irregolarità formali. Il ricorso è stato rigettato poiché la difesa non ha specificato le ragioni dell'annullamento, rendendo impossibile valutare l'incidenza del vizio sulla condotta illecita.
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Licenza NCC e ZTL: la Cassazione annulla i divieti
Una società di trasporti ha contestato due ordinanze-ingiunzione per l'accesso non autorizzato in una zona a traffico limitato lagunare. La violazione riguardava il transito di un'imbarcazione con **Licenza NCC** rilasciata da un comune diverso da quello in cui è avvenuta l'infrazione. La Corte di Cassazione ha stabilito che il divieto assoluto di transito imposto dal Comune ai soli vettori 'esterni' costituisce uno sviamento di potere. Sebbene l'amministrazione possa limitare il traffico per tutelare l'ambiente e ridurre il moto ondoso, non può discriminare gli operatori in base alla provenienza territoriale della licenza, favorendo di fatto i soli operatori locali.
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Tassazione Parcheggi: i nuovi criteri della Cassazione
In una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha esaminato la controversia relativa alla **Tassazione Parcheggi** e all'applicazione della TARSU su aree scoperte. Una società ha contestato la decisione del Comune di tassare un parcheggio all'aperto con le stesse tariffe elevate previste per i garage chiusi. La Suprema Corte ha disposto il rinvio alla pubblica udienza per definire se il giudice tributario possa disapplicare i regolamenti comunali illegittimi e se l'omogeneità delle categorie tariffarie debba essere valutata in base all'effettiva produzione di rifiuti.
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Aiuto di Stato: stop a indennità non autorizzate
Un allevatore ha richiesto il pagamento di un'indennità integrativa regionale per l'abbattimento di oltre mille capi bovini affetti da malattie infettive. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, stabilendo che tale contributo configura un Aiuto di Stato. Poiché la Regione non aveva notificato la misura alla Commissione Europea per gli anni successivi al 1997, la norma regionale deve essere disapplicata. Il credito non è dunque esigibile in quanto privo della necessaria autorizzazione comunitaria, né il ricorrente ha provato la sussistenza delle condizioni per l'esenzione de minimis.
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Noleggio con conducente: stop ai divieti territoriali
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità delle sanzioni irrogate da un Comune lagunare nei confronti di operatori di noleggio con conducente autorizzati da altri enti locali. La controversia nasce da un'ordinanza comunale che limitava drasticamente l'accesso alla ZTL del centro storico solo ai vettori provenienti dalla cosiddetta gronda lagunare, favorendo i titolari di licenze interne. La Suprema Corte ha stabilito che tale distinzione basata sulla provenienza territoriale dell'autorizzazione configura un eccesso di potere. Sebbene il Comune possa regolare il traffico per tutelare l'ambiente e il moto ondoso, non può utilizzare tali finalità come pretesto per creare discriminazioni anticoncorrenziali tra operatori professionali del noleggio con conducente.
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Concorrenza NCC: stop ai limiti ZTL discriminatori
La Corte di Cassazione ha annullato diverse sanzioni amministrative irrogate a operatori di noleggio con conducente (NCC) per violazione della ZTL lagunare. Il cuore della controversia riguarda la Concorrenza NCC: il Comune aveva limitato l'accesso ai canali principali solo ai vettori autorizzati da altri enti, favorendo i propri. La Suprema Corte ha stabilito che tale distinzione basata sulla provenienza della licenza è illegittima, configurando un eccesso di potere e una distorsione del mercato, poiché le finalità di tutela ambientale non giustificano disparità di trattamento tra operatori professionali identici.
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Condono edilizio e demolizione: le regole in Sicilia
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un ordine di demolizione per un immobile abusivo situato in Sicilia, nonostante il rilascio di un condono edilizio da parte del Comune. La Corte ha stabilito che il condono edilizio non può essere concesso per nuove costruzioni realizzate in aree soggette a vincoli paesaggistici o idrogeologici, anche se tali vincoli sono solo relativi. È stato inoltre ribadito che l'ordine di demolizione, avendo natura di sanzione amministrativa ripristinatoria e non punitiva, non è soggetto alla prescrizione quinquennale delle pene, rimanendo eseguibile anche a distanza di anni dalla sentenza di condanna.
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Cassa integrazione: stop contributi su ore in eccesso
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di un verbale ispettivo che richiedeva contributi previdenziali su somme erogate per cassa integrazione e assegni familiari. Il caso riguardava un datore di lavoro che aveva anticipato ore di cassa integrazione in misura superiore al dovuto, ma sulla base di un'autorizzazione amministrativa valida. La Corte ha stabilito che, finché l'autorizzazione non viene revocata, le somme non hanno natura retributiva e non sono soggette a contribuzione. Anche per gli assegni familiari pagati in eccesso, la natura di indebito esclude l'obbligo contributivo.
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Ultra petita: limiti del giudice tributario
Una società concessionaria della riscossione ha impugnato la sentenza che annullava un preavviso di ipoteca per tributi locali. La Commissione Tributaria Regionale aveva dichiarato d'ufficio la nullità del contratto di affidamento tra Comune e concessionaria, ritenendo che mancasse la necessaria delibera del Consiglio Comunale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso evidenziando un vizio di ultra petita. Sebbene il giudice tributario abbia il potere di disapplicare atti amministrativi presupposti, non può rilevare d'ufficio motivi di illegittimità mai sollevati dal contribuente, il quale si era limitato a contestare solo l'ambito temporale della riscossione e non la validità originaria dell'incarico.
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Società di comodo: stop a presunzioni per ritardi PA
La Corte di Cassazione ha confermato che il diniego dell'istanza di disapplicazione per le società di comodo è autonomamente impugnabile davanti al giudice tributario. Nel caso esaminato, una società edilizia non aveva raggiunto i ricavi minimi presunti a causa di comprovati ritardi burocratici nell'ottenimento dei permessi di costruzione. La Corte ha stabilito che tali impedimenti amministrativi costituiscono situazioni oggettive indipendenti dalla volontà dell'imprenditore, giustificando pienamente la disapplicazione della disciplina sulle società non operative.
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Recidiva e prescrizione: la guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha chiarito che la Recidiva non influisce sul calcolo dei termini di prescrizione se il giudice di merito ne ha escluso l'applicazione pratica. Nel caso in esame, un imputato era stato prosciolto per intervenuta prescrizione dei reati di calunnia e diffamazione. Il Procuratore Generale aveva impugnato la decisione sostenendo che la semplice contestazione della recidiva dovesse allungare i tempi necessari all'estinzione del reato. La Suprema Corte ha però dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che solo la recidiva effettivamente applicata o bilanciata con attenuanti rileva ai fini del computo temporale.
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Indennità di prima sistemazione: diritti dei dirigenti
Un dirigente di un ente previdenziale ha impugnato la decisione dell'amministrazione di ridurre l'indennità di prima sistemazione, basata su norme di contenimento della spesa pubblica introdotte dalla Legge 183/2011. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che le restrizioni previste per i dipendenti statali non sono estensibili automaticamente agli enti pubblici non economici. Questi ultimi godono di autonomia organizzativa e devono rispettare le clausole più favorevoli della contrattazione collettiva, a meno di specifiche disposizioni legislative contrarie che riguardino esplicitamente il loro comparto.
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Retribuzione di risultato: i diritti del dirigente
Un dirigente di un ente pubblico ha contestato i criteri di ripartizione della retribuzione di risultato e la riduzione dei fondi stanziati per tale finalità. La Corte d'Appello aveva inizialmente qualificato la pretesa come interesse legittimo, ritenendo che il giudice ordinario non potesse sindacare gli atti di macro-organizzazione dell'ente. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale visione, stabilendo che la contestazione sulla retribuzione di risultato riguarda un diritto soggettivo alla corretta liquidazione del compenso. Pertanto, il giudice ordinario ha il potere di analizzare e disapplicare gli atti amministrativi lesivi, verificando anche vizi come l'eccesso di potere.
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Aiuti di Stato: no indennità senza ok UE – Cassazione
Un allevatore si è visto negare un'indennità regionale per l'abbattimento di capi infetti. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, in quanto il contributo rientrava nella categoria degli aiuti di Stato e non era stato autorizzato dalla Commissione Europea per il periodo richiesto. La sentenza ribadisce il principio del primato del diritto dell'Unione Europea sulle normative nazionali e l'esclusiva competenza della Commissione in materia di aiuti di Stato.
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