LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Dies A Quo — Anno 2025

Pagina 14 di 24

465 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Dies A Quo

Provvedimenti

Rimborso sisma: legittimo anche per i dipendenti
Un lavoratore dipendente, vittima del sisma che ha colpito la Sicilia nel 1990, ha richiesto un rimborso per le imposte IRPEF versate dal suo datore di lavoro. L'Agenzia delle Entrate si è opposta, ma la Corte di Cassazione ha confermato il diritto del lavoratore a ricevere il rimborso sisma. La sentenza chiarisce che il beneficio spetta anche a chi ha già pagato le imposte e che il legittimo richiedente è il dipendente (soggetto passivo sostanziale dell'imposta), non il datore di lavoro. Inoltre, la Corte ha validato la tempestività della domanda, calcolando il termine di decadenza a partire dalle proroghe legislative successive.
Continua »
Decadenza sanzioni INPS: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha confermato la decadenza delle sanzioni INPS per omessi versamenti di ritenute previdenziali, in un caso originato da illeciti depenalizzati. La sentenza stabilisce che, in assenza di trasmissione degli atti da parte dell'autorità giudiziaria, il termine perentorio di 90 giorni per la contestazione dell'illecito decorre dalla data di entrata in vigore della legge di depenalizzazione. Questa decisione rafforza la certezza del diritto e la tutela del contribuente contro l'inerzia della pubblica amministrazione.
Continua »
Decadenza sanzioni amministrative: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la decadenza della potestà sanzionatoria di un ente previdenziale per mancato versamento di ritenute. La sentenza stabilisce che, in caso di depenalizzazione di un reato, il termine di 90 giorni per notificare la sanzione amministrativa decorre dalla data di entrata in vigore della nuova legge, anche in assenza di trasmissione degli atti da parte dell'autorità giudiziaria. L'ente non ha agito tempestivamente, quindi la sanzione è stata annullata per intervenuta decadenza delle sanzioni amministrative.
Continua »
Prescrizione provvigione mediatore: quando inizia?
Un'analisi della Corte di Cassazione sul dies a quo per la prescrizione della provvigione del mediatore. La Corte ha stabilito che, in presenza di un accordo specifico, il termine annuale di prescrizione decorre non dalla conclusione dell'affare, ma dal momento pattuito tra le parti, come l'accettazione della proposta d'acquisto. La sentenza sottolinea l'importanza delle clausole contrattuali e dei corretti oneri processuali in appello per contestare le decisioni del primo grado, anche su questioni rilevabili d'ufficio come l'interruzione della prescrizione.
Continua »
Prescrizione risarcimento investimenti: il dies a quo
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla prescrizione del risarcimento investimenti in titoli finanziari. Viene chiarito che il termine decennale decorre non dall'acquisto dei titoli, ma dal momento in cui il danno diventa oggettivamente percepibile, come nel caso del default dello Stato emittente. Tuttavia, il ricorso degli investitori è stato rigettato per altre ragioni procedurali, tra cui la mancata prova dell'interruzione della prescrizione e la genericità della domanda iniziale, che ha reso inammissibile la richiesta di esibizione di documenti bancari.
Continua »
Prova degli interessi: la Cassazione chiarisce
Un'agenzia finanziatrice si opponeva al rigetto della sua richiesta di interessi di mora da parte del Tribunale, che riteneva insufficiente la prova del credito. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che la prova degli interessi era stata adeguatamente fornita. La clausola contrattuale che rinviava a un tasso esterno (pubblicato su un sito web istituzionale) era valida e sufficiente, poiché il tasso era oggettivamente determinabile. Il creditore aveva inoltre prodotto documenti a supporto, non specificamente contestati, che il giudice di merito avrebbe dovuto utilizzare per calcolare il dovuto, invece di rigettare la domanda.
Continua »
Gestione Separata: obbligo per professionisti
Un professionista iscritto all'albo ma non alla propria cassa di previdenza ha contestato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata INPS, sostenendo che il suo reddito fosse inferiore alla soglia di 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di iscrizione, chiarendo che per un'attività professionale esercitata in modo abituale il limite di reddito non rileva come soglia di esenzione, ma serve a distinguere il lavoro occasionale da quello abituale. Tuttavia, la Corte ha annullato le sanzioni applicate, in virtù di una recente sentenza della Corte Costituzionale.
Continua »
Decadenza indennità disoccupazione: la guida completa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8484/2025, chiarisce un punto cruciale sulla decadenza dell'indennità di disoccupazione. Un lavoratore aveva ricevuto un pagamento solo parziale dall'ente previdenziale e aveva agito in giudizio per la differenza oltre un anno dopo. La Corte ha stabilito che, in caso di riconoscimento parziale, il termine annuale di decadenza per l'azione giudiziaria decorre dalla data del pagamento parziale. La domanda del lavoratore, presentata tardivamente, è stata quindi respinta, riformando le decisioni dei gradi precedenti.
Continua »
Interruzione prescrizione: eccezione in senso lato
Una società, dopo aver versato contributi inferiori al dovuto per un errore, inviava una comunicazione correttiva saldando la differenza. L'ente previdenziale richiedeva le sanzioni, ma la società eccepiva la prescrizione. La Cassazione ha stabilito che l'interruzione della prescrizione, derivante dall'invio della comunicazione correttiva (riconoscimento del debito), è un'eccezione in senso lato e può essere sollevata per la prima volta in appello, purché i fatti siano già agli atti.
Continua »
Prescrizione benefici amianto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di prescrizione per i benefici amianto non inizia dalla data di pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore o i suoi eredi acquisiscono consapevolezza dell'esposizione. Annullata la decisione della Corte d'Appello che aveva respinto la richiesta di una vedova per tardività, poiché non era stata verificata l'effettiva conoscenza del danno da parte del lavoratore.
Continua »
Decadenza lavoratori agricoli: la pubblicazione online
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un lavoratore contro la cancellazione dagli elenchi agricoli. La Corte ha stabilito che il termine per la decadenza lavoratori agricoli decorre dalla pubblicazione online degli elenchi da parte dell'INPS, non dalla ricezione dell'estratto conto. Il ricorso è stato respinto perché contestava la valutazione dei fatti del giudice di merito, anziché una violazione di legge, configurando un errore processuale.
Continua »
Occultamento documentazione contabile: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro una condanna per occultamento documentazione contabile. La Corte ha confermato la natura di reato permanente del delitto, il cui momento consumativo coincide con l'accertamento fiscale, rigettando le doglianze come manifestamente infondate e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
Continua »
Querela tardiva: quando inizia il termine per le società?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per frode assicurativa. Il punto centrale riguarda la presunta querela tardiva. La Corte chiarisce che per una società, il termine di tre mesi per sporgere querela non decorre da quando una qualunque sua ramificazione viene a conoscenza del fatto, ma dal momento in cui l'organo direttivo (es. consigliere delegato) ha conoscenza certa e completa del reato, del suo autore e dell'illiceità della condotta. In questo caso, la conoscenza è stata acquisita con una relazione investigativa, rendendo la querela successiva tempestiva.
Continua »
Inammissibilità ricorso Cassazione: il caso pratico
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imprenditore condannato per bancarotta. I motivi sono stati giudicati aspecifici e non sollevati nel precedente grado di giudizio. La Corte ha inoltre confermato che il termine di prescrizione non era ancora maturato, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Prescrizione bancarotta: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per bancarotta fraudolenta. L'analisi della Corte si è concentrata sulla manifesta infondatezza dei motivi, inclusa la questione della prescrizione bancarotta, confermando che il termine decorre dalla data della sentenza di fallimento e non era ancora maturato.
Continua »
Prescrizione truffa: quando inizia a decorrere?
In un caso di truffa contrattuale, la Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello, stabilendo un principio fondamentale sulla prescrizione truffa. Il termine per l'estinzione del reato decorre dal momento in cui l'agente ottiene il profitto e la vittima subisce il danno, non da quando la persona offesa si accorge del raggiro. La decisione sottolinea che la consapevolezza della vittima è irrilevante per il calcolo della prescrizione.
Continua »
Rimborso IVA: la decorrenza nella doppia imposizione
Una società ha pagato l'IVA sia in Italia che in Olanda per le stesse operazioni, subendo una doppia imposizione. Ha poi richiesto il rimborso IVA in Italia, ma l'istanza è stata respinta perché presentata oltre il termine di due anni. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6756/2025, ha confermato che il termine per la richiesta di rimborso decorre dal momento del pagamento dell'imposta nel paese estero, e non dalla data di ottenimento di un successivo certificato di regolarità fiscale. Questo perché il pagamento stesso rende il contribuente pienamente consapevole della doppia imposizione e del suo diritto al rimborso.
Continua »
Responsabilità appaltatore progettista: la Cassazione
Un condominio cita in giudizio l'impresa costruttrice per gravi vizi dell'immobile. L'impresa, a sua volta, chiama in causa il progettista e direttore dei lavori chiedendo di essere manlevata. La Cassazione chiarisce la distinzione tra la responsabilità dell'appaltatore verso il committente (ex art. 1669 c.c.) e quella, di natura contrattuale, nei confronti del progettista. La Suprema Corte rigetta i ricorsi, confermando la ripartizione della responsabilità e la condanna in solido, e spiegando perché i termini di decadenza e prescrizione dell'art. 1669 c.c. non si applicano al rapporto interno tra costruttore e professionista.
Continua »
Garanzia vizi costruzione: quando inizia a decorrere?
Un gruppo di acquirenti lamenta gravi infiltrazioni in un immobile. La Cassazione, riformando la decisione d'appello, chiarisce che per la garanzia vizi costruzione i termini non decorrono dalla mera edificazione ma dal completamento dell'opera, e la scoperta dei vizi coincide con la piena consapevolezza tecnica della loro causa e gravità. Questo caso sottolinea l'importanza del momento di 'compimento dell'opera' e della 'scoperta' ai fini della prescrizione.
Continua »
Fermo amministrativo: interrompe la prescrizione IVA?
Una società richiedeva un rimborso IVA del 1999. L'Amministrazione finanziaria, vantando dei controcrediti, notificava due provvedimenti di fermo amministrativo. La Corte di Cassazione, con la sentenza 7251/2025, ha stabilito che il fermo amministrativo non è un mero impedimento di fatto, ma un impedimento giuridico che interrompe la prescrizione del diritto del contribuente al rimborso. La prescrizione, pertanto, non era maturata, in quanto riprende a decorrere solo dalla cessazione della causa impeditiva, come il passaggio in giudicato della sentenza che accerta l'insussistenza del credito dell'erario.
Continua »