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Decorrenza

117 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il momento a partire dal quale un atto o un diritto, come la pensione, inizia a produrre i suoi effetti giuridici ed economici.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Pensione di vecchiaia anticipata: stop a decorrenze immediate
Una lavoratrice invalida con percentuale superiore all'ottanta per cento ha richiesto l'accesso al trattamento pensionistico. L'ente previdenziale ha applicato lo slittamento di dodici mesi previsto dal regime delle finestre mobili. I giudici di merito hanno accolto la domanda della lavoratrice, ritenendo inapplicabile tale attesa ai soggetti invalidi. L'ente previdenziale ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo la portata generale della disciplina sulle finestre di accesso. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente. Il principio stabilisce che la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità pari o superiore all'ottanta per cento subisce il differimento di dodici mesi introdotto dalla legge nel 2010.
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Pensione di anzianità in deroga: il calcolo a giorni
Un lavoratore ha richiesto all'ente previdenziale l'accesso alla pensione di anzianità in deroga riservata a chi conclude la mobilità. Il richiedente ha compiuto l'età anagrafica richiesta il 18 agosto 2010, mentre l'indennità di mobilità si era conclusa l'8 agosto 2010. Il lavoratore sosteneva che il calcolo del diritto dovesse avvenire per mesi interi, considerando valido l'intero mese di agosto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che i termini previdenziali si computano a giorni effettivi e non a mesi. Il compimento del requisito anagrafico dieci giorni dopo la fine della mobilità esclude definitivamente il diritto al beneficio pensionistico agevolato.
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Pensione di vecchiaia anticipata e finestre: stop all’anticipo
Un lavoratore invalido ha richiesto l'accesso al trattamento pensionistico con decorrenza anticipata di dodici mesi, sostenendo che il meccanismo delle finestre di attesa non si applicasse alla pensione di vecchiaia anticipata per invalidità non inferiore all'ottanta per cento. L'ente previdenziale ha impugnato la decisione favorevole al lavoratore, sostenendo la portata generale della finestra di slittamento di dodici mesi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, confermando che anche i lavoratori invalidi devono attendere lo slittamento temporale di un anno prima di percepire il trattamento. I giudici hanno quindi respinto definitivamente la domanda del lavoratore.
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Pensione di vecchiaia anticipata: attesa di 12 mesi per invalidi
Una lavoratrice invalida con percentuale non inferiore all'ottanta per cento ha richiesto l'accesso al trattamento pensionistico con decorrenza immediata dal marzo 2014. L'ente di previdenza ha contestato la richiesta, sostenendo l'applicazione della finestra mobile di dodici mesi per lo slittamento dell'erogazione. La Corte d'Appello ha inizialmente accolto le ragioni della lavoratrice, escludendo l'attesa annuale per il suo stato di salute. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito, accogliendo il ricorso dell'ente. I giudici supremi hanno stabilito che il regime di differimento annuale si applica a chiunque acceda alla pensione di vecchiaia anticipata, inclusi i lavoratori con grave invalidità, rigettando definitivamente le pretese della ricorrente.
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Pensione di vecchiaia anticipata: stop alle deroghe
Un lavoratore con invalidità superiore all'ottanta per cento ha richiesto il riconoscimento immediato del proprio trattamento previdenziale. Il cittadino intendeva escludere lo slittamento di dodici mesi previsto dal regime delle finestre mobili. La Corte d'Appello ha inizialmente accolto la richiesta del lavoratore e ha anticipato la decorrenza della prestazione economica. L'Istituto di previdenza ha impugnato la pronuncia davanti alla Corte di Cassazione, contestando l'omessa applicazione della normativa generale di contenimento. I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso dell'ente previdenziale. La Suprema Corte ha chiarito che il regime di attesa annuale si applica a tutte le ipotesi generali e speciali di pensionamento, compresa la pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori con grave disabilità.
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Decorrenza della prescrizione: l’attesa costa un milione
Una clinica privata convenzionata ha richiesto un decreto ingiuntivo contro l'Azienda Sanitaria per ottenere il pagamento di prestazioni sanitarie erogate nel lontano 1995. L'Azienda Sanitaria ha eccepito la prescrizione del credito. La clinica ha sostenuto che il termine non fosse decorso, poiché pendeva un giudizio amministrativo sulle tariffe regionali applicabili. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della clinica, confermando che la pendenza di un giudizio amministrativo costituisce un mero ostacolo di fatto. Di conseguenza, la decorrenza della prescrizione non viene bloccata da impedimenti materiali o incertezze interpretative, ma solo da impedimenti giuridici formali. Il credito è stato quindi dichiarato definitivamente prescritto.
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Decorrenza della prescrizione: il dubbio non ferma il tempo
Un comproprietario chiede a un'erede la metà dell'indennità di esproprio di alcuni terreni, basandosi su una scrittura privata del 1973. Dopo aver rinunciato alla domanda in un primo giudizio nel 2001, promuove una nuova causa solo nel 2012. L'erede eccepisce la prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso del comproprietario, confermando che la decorrenza della prescrizione inizia quando il diritto può essere legalmente esercitato, senza che rilevino dubbi soggettivi o la necessità di attendere una sentenza di accertamento. Gli impedimenti di mero fatto non sospendono i termini. Di conseguenza, il ricorso viene respinto e il comproprietario viene condannato al pagamento delle spese di giudizio.
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Pensione di anzianità: perché una domanda anticipata costa cara
Una lavoratrice ha richiesto la pensione di anzianità prima di aver maturato la decorrenza prevista dal regime delle finestre. L'ente previdenziale ha respinto la domanda. Successivamente, la lavoratrice ha maturato i requisiti e, dopo molto tempo, ha presentato una seconda domanda, accolta dall'ente. La lavoratrice ha però preteso il pagamento dei ratei arretrati a partire dal momento in cui aveva maturato i requisiti, ritenendo valida la prima domanda. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della lavoratrice, stabilendo che la decorrenza della pensione di anzianità è un elemento costitutivo del diritto stesso. Di conseguenza, se la prima domanda viene respinta perché i requisiti non sono ancora perfezionati, il cittadino deve obbligatoriamente presentare una nuova domanda. La pensione decorre solo dal mese successivo alla nuova richiesta.
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Prescrizione dei crediti di lavoro: l’Azienda perde in Cassazione
Alcuni lavoratori hanno chiesto il riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata durante l'apprendistato e il pagamento delle differenze retributive. L'Azienda ha eccepito la prescrizione di tali crediti durante il rapporto di lavoro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda, stabilendo che la prescrizione dei crediti di lavoro non decorre in costanza di rapporto. A causa delle riforme del lavoro, manca infatti una stabilità reale che protegga il dipendente da ritorsioni. Di conseguenza, il termine di prescrizione inizia a decorrere solo dalla cessazione del rapporto di lavoro per tutti i diritti non ancora prescritti al 18 luglio 2012. L'Azienda è stata condannata a pagare le spese legali.
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Affidamento in prova al servizio sociale: pena da ricalcolare
Il Tribunale di Sorveglianza revocava l'affidamento in prova al servizio sociale di un condannato a causa di ripetute violazioni delle prescrizioni, tra cui l'allontanamento dal comune e l'incontro con un pregiudicato. Il condannato proponeva ricorso in Cassazione contestando sia la revoca sia la mancata determinazione della decorrenza degli effetti della stessa sulla pena residua. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso sulla revoca, ma lo ha accolto sul secondo punto. I giudici hanno stabilito che il Tribunale deve valutare discrezionalmente e motivare in modo specifico la decorrenza della revoca, considerando la condotta complessiva del condannato durante la prova. La sentenza è stata quindi annullata con rinvio limitatamente a questo aspetto.
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Pensione di vecchiaia anticipata: il diritto non si cancella
Il Lavoratore ha richiesto la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità. Nei precedenti gradi di giudizio, i requisiti sanitari, contributivi e anagrafici erano stati accertati in via definitiva. Tuttavia, a seguito di un rinvio dalla Cassazione sulla sola questione della decorrenza, ovvero l'applicazione delle cosiddette finestre mobili, la Corte d'Appello di Milano ha rigettato l'intera domanda. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Lavoratore, stabilendo che il giudice del rinvio non poteva negare il diritto alla pensione di vecchiaia anticipata, ma doveva limitarsi a ricalcolare la corretta data di decorrenza del trattamento. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Pensione di vecchiaia anticipata: requisiti contro burocrazia
Un lavoratore ha richiesto la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità pari o superiore all'ottanta per cento. L'ente previdenziale ha calcolato la decorrenza del trattamento applicando la finestra mobile di dodici mesi a partire dalla data di presentazione della domanda amministrativa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del lavoratore, stabilendo che la posticipazione di dodici mesi deve essere calcolata dal momento in cui maturano tutti i requisiti di legge (età, contributi e invalidità) e non dalla successiva domanda amministrativa. Quest'ultima ha infatti una funzione meramente procedimentale per rendere esigibile il pagamento, ma non incide sulla nascita del diritto. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Decorrenza della pensione: l’INPS perde contro l’erede
L'erede di un cittadino riconosciuto come perseguitato razziale ha chiesto la ricostituzione del trattamento pensionistico del defunto. Il richiedente pretendeva l'anticipazione della decorrenza della pensione al momento del raggiungimento dei requisiti anagrafici, avvenuto nel 1986, anziché dal 1989. La Corte d'Appello ha accolto la domanda. L'ente previdenziale ha proposto ricorso in Cassazione contestando i criteri di calcolo della retribuzione pensionabile. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente previdenziale poiché i motivi sollevati non contestavano la reale decisione del giudice di secondo grado, incentrata esclusivamente sulla decorrenza della pensione e non sul calcolo matematico della stessa. L'ente previdenziale è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Agevolazione Accise Gas: Sconto non Retroattivo, la Domanda è la Chiave
Una società energetica ha richiesto il rimborso delle accise sul gas fornito a un ospedale, sostenendo di aver diritto a un'aliquota agevolata. L'Agenzia Fiscale ha negato il beneficio per il periodo precedente alla presentazione della domanda formale. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Agenzia, stabilendo un principio chiaro: la decorrenza dell'agevolazione sulle accise del gas parte dalla data in cui il consumatore finale presenta la richiesta all'autorità finanziaria, non prima. Di conseguenza, il diritto al regime fiscale di favore non è retroattivo e si attiva solo con un atto formale del contribuente. La società ha quindi perso la causa.
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Pensione invalidi: la Cassazione conferma il differimento
Un lavoratore, con un'invalidità superiore all'80%, ha chiesto la pensione di vecchiaia anticipata, sostenendo che non dovesse applicarsi a lui lo slittamento di 12 mesi (la cosiddetta 'finestra mobile'). L'Ente Previdenziale si è opposto. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente, stabilendo un principio importante: il differimento decorrenza pensione è una regola di carattere generale, finalizzata al contenimento della spesa pubblica. Questa regola si applica anche alla pensione di vecchiaia anticipata per invalidità, poiché quest'ultima non è una pensione di invalidità pura, ma un anticipo della pensione di vecchiaia. Pertanto, anche il lavoratore invalido deve attendere 12 mesi prima di ricevere il primo assegno.
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Consegna anticipata immobile: interessi non dovuti da subito
La controversia riguarda il calcolo degli interessi compensativi in una compravendita immobiliare. Gli Acquirenti avevano ricevuto gli appartamenti molto prima di firmare l'atto definitivo e di saldare il prezzo. La Società Costruttrice ha preteso il pagamento degli interessi a partire dalla data di consegna. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sugli interessi compensativi per consegna anticipata: essi non decorrono dal giorno in cui si entra in possesso dell'immobile, ma dalla data in cui era prevista la stipula del contratto definitivo e il relativo saldo del prezzo. Di conseguenza, gli Acquirenti devono pagare gli interessi, ma per un periodo molto più breve, con un notevole risparmio.
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Handicap in gravità: diritti e criteri medici
Il Tribunale di Bari ha esaminato il ricorso di una cittadina affetta da plurime patologie croniche. Sebbene sia stata negata l'indennità di accompagnamento per la capacità della ricorrente di compiere atti quotidiani, il Giudice ha riconosciuto l'handicap in gravità ai sensi della Legge 104/92, stabilendo la decorrenza del beneficio dalla data della domanda amministrativa.
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Pensione in Cumulo: la Domanda Fissa la Decorrenza, non i Requisiti
Un lavoratore con contributi versati sia come dipendente sia nella Gestione Separata ha chiesto la pensione di vecchiaia. Egli sosteneva che la pensione dovesse partire dalla data in cui aveva maturato i requisiti (gennaio 2008). L'Ente Previdenziale, invece, riteneva che la data di partenza dovesse essere successiva alla domanda di cumulo (presentata nel 2013). La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente Previdenziale. Ha stabilito un principio chiaro: la decorrenza della pensione in cumulo non è retroattiva. Essa scatta dal mese successivo alla presentazione della specifica domanda con cui si esercita l'opzione di cumulare i contributi, perché solo da quel momento il diritto si concretizza.
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Contributi non dovuti: interessi dal reclamo, non dal pagamento
Un'Azienda ha versato per anni contributi previdenziali in eccesso a un Ente pubblico. Ottenuto il diritto alla restituzione, il problema è diventato calcolare gli interessi. L'Azienda li voleva dal giorno di ogni singolo pagamento errato, mentre l'Ente sosteneva che dovessero partire solo dalla data della richiesta legale. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente. Ha stabilito che la decorrenza interessi su indebito previdenziale parte dalla domanda giudiziale, non dal pagamento. Questo perché l'Ente, ricevendo i contributi, era in 'buona fede', non potendo sapere dell'errore fino alla contestazione formale. La buona fede del creditore pubblico sposta quindi in avanti l'inizio del calcolo degli interessi.
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Decorrenza Rendita Catastale: No alla retroattività per l’IMU
Una Società pagava l'IMU per il 2013 basandosi sul valore contabile di un immobile industriale, non ancora dotato di rendita. Nel 2016, a seguito di un aggiornamento, veniva attribuita una nuova rendita. Il Comune pretendeva di applicarla retroattivamente per ricalcolare l'imposta del 2013. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla Società, stabilendo un principio fondamentale sulla decorrenza rendita catastale: essa ha efficacia solo dal momento in cui viene notificata al contribuente. Non può essere utilizzata per modificare le imposte di annualità precedenti. Di conseguenza, la pretesa del Comune è stata respinta.
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