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Decorrenza

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117 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Decorrenza pensione cumulo: decide la domanda
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza pensione cumulo. L'inizio del trattamento pensionistico, quando si sommano contributi di diverse gestioni, coincide con la data di presentazione della domanda di opzione e non con il momento in cui si maturano i requisiti anagrafici e contributivi. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, riformando le decisioni dei giudici di merito che avevano concesso la retrodatazione della pensione a un assicurato.
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Decorrenza pensione con cumulo: conta la domanda
La Corte di Cassazione ha chiarito le regole sulla decorrenza pensione con cumulo. In un caso riguardante un pensionato che ha unito contributi della gestione separata e dell'assicurazione generale obbligatoria, la Corte ha stabilito che la pensione decorre dalla data della domanda amministrativa di cumulo, non dal raggiungimento dell'età pensionabile. La decisione della Corte d'Appello, che aveva retrodatato la pensione, è stata annullata.
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Decorrenza pensione Gestione Separata: la domanda conta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7002/2025, ha stabilito un principio chiave per la decorrenza pensione Gestione Separata. Quando un lavoratore chiede di unificare i contributi versati in altre gestioni (come quella dei dipendenti) per ottenere una pensione unica, la data di decorrenza del trattamento non è quella di maturazione dei requisiti, bensì quella della domanda amministrativa di computo. La Corte ha chiarito che solo con tale domanda si forma il montante contributivo complessivo che dà diritto alla pensione unica, rendendo questo atto formale il momento determinante per l'inizio del diritto.
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Decorrenza pensione: conta la domanda, non l’età
Un pensionato ha richiesto la retrodatazione della sua pensione al 2007, anno in cui ha maturato i requisiti anagrafici, pur avendo presentato domanda solo nel 2014. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la decorrenza pensione, in caso di cumulo di contributi da diverse gestioni, parte dal primo giorno del mese successivo alla data della domanda e non dalla maturazione del diritto.
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Decorrenza Pensione Gestione Separata: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza pensione gestione separata. In caso di pensione di vecchiaia ottenuta tramite il cumulo di contributi versati in diverse gestioni, la prestazione decorre non dal momento in cui si maturano i requisiti, ma dal primo giorno del mese successivo alla data di presentazione della domanda con cui si esercita l'opzione per il cumulo. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva fissato una decorrenza anteriore, accogliendo il ricorso dell'ente previdenziale.
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Decorrenza pensione Gestione separata: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la decorrenza pensione Gestione separata, in caso di cumulo di contributi, non coincide con la maturazione dei requisiti ma con la data di presentazione della domanda di opzione. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva concesso una decorrenza retroattiva, accogliendo il ricorso dell'ente previdenziale.
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Decorrenza pensione Gestione separata: la data chiave
Una lavoratrice ha richiesto la pensione di vecchiaia a carico della Gestione Separata, sostenendo che la decorrenza dovesse partire dal momento in cui ha maturato i requisiti tramite il cumulo dei contributi. I tribunali di merito le avevano dato ragione. Tuttavia, l'ente previdenziale ha impugnato la decisione, e la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. La Corte ha stabilito che la decorrenza pensione Gestione separata, in caso di cumulo, non coincide con la maturazione dei requisiti, ma con la data di presentazione della domanda di opzione, momento in cui i contributi esterni vengono effettivamente computati ai fini del calcolo.
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Termine per impugnare: l’avviso errato non salva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché presentato tardivamente. La decisione sottolinea che il termine per impugnare decorre dal deposito tempestivo della motivazione della sentenza, e un eventuale avviso di deposito erroneamente inviato dalla cancelleria non ha l'effetto di modificare o prorogare tale scadenza, che è fissata per legge.
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Termini impugnazione: quando il ricorso è tardivo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché presentato oltre i termini di impugnazione. L'ordinanza chiarisce che il termine di 45 giorni decorre dalla scadenza del periodo fissato per il deposito della sentenza e che la successiva correzione di un errore materiale non riapre i termini. La presenza dell'imputato in videoconferenza esclude inoltre l'applicazione di proroghe.
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Termine ricorso cassazione: calcolo e decorrenza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché presentato tardivamente. Il caso chiarisce un punto cruciale sul termine ricorso cassazione: la decorrenza va calcolata dalla scadenza del termine per il deposito della motivazione della sentenza precedente, e non dalla data di notifica al difensore. Questa ordinanza ribadisce il rigore formale dei termini processuali.
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Decorrenza pensione: la domanda fissa l’inizio
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decorrenza della pensione di vecchiaia, in caso di opzione per il computo dei contributi versati in altre gestioni nella Gestione Separata, è fissata alla data della domanda amministrativa e non al raggiungimento dell'età pensionabile. La scelta del lavoratore di avvalersi di tale facoltà è il momento costitutivo del diritto alla pensione unificata, rendendo irrilevante la data di maturazione dei requisiti anagrafici. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, cassando la precedente sentenza della Corte d'Appello.
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Pensione pro rata: la data di decorrenza è decisiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che per il calcolo della pensione pro rata erogata da una cassa previdenziale privatizzata, il criterio da applicare è determinato dalla data di decorrenza effettiva della pensione e non dalla data in cui è stata presentata la domanda o sono maturati i requisiti. Nel caso specifico, una domanda presentata a fine 2006 con decorrenza da gennaio 2007 deve seguire le nuove norme in vigore dal 2007. La Corte ha cassato la precedente sentenza d'appello, che aveva applicato la normativa più vecchia e favorevole, e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
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Interessi rimborso IRAP: decorrenza e calcolo
Una società di telecomunicazioni ha richiesto il rimborso di una quota di IRAP versata tra il 2004 e il 2007, a seguito di una norma del 2008 che ne ha riconosciuto la parziale deducibilità. Il dibattito si è concentrato sulla data di decorrenza degli interessi su tale rimborso. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni dei gradi inferiori, ha stabilito che gli interessi non decorrono dall'entrata in vigore della legge, ma dalla data originaria in cui il contribuente ha effettuato il versamento non dovuto. La Corte ha chiarito la natura compensativa degli interessi, volti a reintegrare il patrimonio del contribuente per il mancato godimento delle somme.
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Rimborso interessi fiscali: la decorrenza corretta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17826/2025, ha stabilito che in tema di rimborso interessi fiscali, la decorrenza è la data del versamento e non quella della domanda. Il caso riguardava una società che aveva versato imposte in eccesso e chiedeva il rimborso con interessi. La Corte ha chiarito la natura compensativa degli interessi, accogliendo il ricorso del contribuente e cassando la decisione della commissione tributaria regionale.
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Polizza assicurativa: la decorrenza contrattuale vince
Una società di trasporti si è opposta al pagamento di un premio, sostenendo di aver inviato una disdetta tempestiva. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per calcolare i termini di preavviso, la data di decorrenza indicata nella polizza assicurativa prevale sulla data di sottoscrizione, anche se successiva. Di conseguenza, la disdetta è stata giudicata tardiva e il premio dovuto, poiché la durata del contratto non è influenzata dal momento della firma.
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Decorrenza patrocinio a spese dello Stato: la data
La Corte di Cassazione ha chiarito la questione sulla decorrenza del patrocinio a spese dello Stato. L'ordinanza stabilisce che gli effetti del beneficio iniziano dal momento della richiesta orale, purché questa sia seguita dal deposito formale dell'istanza scritta entro venti giorni. La decisione ribalta la precedente interpretazione di un Tribunale, che legava l'inizio del beneficio solo al deposito della documentazione. La Corte ha sottolineato che questa interpretazione garantisce il pieno diritto alla difesa, come previsto dalla Costituzione, coprendo anche le prime e più urgenti attività legali.
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Assegno d’invalidità: prova e peggioramento sanitario
Un lavoratore si vede inizialmente negare l'assegno ordinario di invalidità. Durante il processo di appello, presenta nuove prove mediche che dimostrano un significativo peggioramento della sua salute. Il Tribunale, basandosi su una nuova Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU), accoglie il ricorso, riconoscendo che la capacità lavorativa del ricorrente è scesa a meno di un terzo. La sentenza stabilisce che il diritto all'assegno decorre dalla data dell'evento clinico che ha causato il peggioramento, e non dalla domanda amministrativa iniziale.
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