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Decorrenza

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117 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Decorrenza pensione cumulo: conta la domanda, non i requisiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15327/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza della pensione in caso di cumulo di contributi da gestioni diverse. La Corte ha chiarito che il trattamento pensionistico decorre non dalla data in cui il lavoratore matura i requisiti, ma dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda con cui si esercita la facoltà di computare la contribuzione pregressa. La scelta del lavoratore di unificare i contributi è un atto decisivo che determina l'inizio del diritto alla prestazione.
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Decorrenza pensione gestione separata e cumulo
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di cumulo di contributi tra la Gestione Separata e altre gestioni, la decorrenza della pensione di vecchiaia coincide con la data della domanda di cumulo e non con quella di maturazione dei requisiti. La decisione chiarisce che il montante contributivo finale si forma solo al momento della richiesta, determinando così l'inizio del trattamento pensionistico.
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Decorrenza pensione: conta la domanda, non i requisiti
Un lavoratore, pur avendo maturato i requisiti per la pensione nella Gestione Separata, ha presentato la domanda anni dopo, chiedendo di cumulare anche i contributi versati in un'altra gestione. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, ha stabilito che la decorrenza della pensione in questi casi coincide con la data della domanda di cumulo, e non con quella di maturazione dei requisiti. Questo principio determina anche la decorrenza del successivo supplemento di pensione.
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Decorrenza pensione di reversibilità: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14910/2024, ha stabilito che la decorrenza della pensione di reversibilità coincide con la data della domanda amministrativa se la richiesta giudiziale è stata esplicitamente limitata a tale periodo. Un ricorso che lamenta un'omessa pronuncia su una presunta domanda implicita di far partire la prestazione dalla data del decesso è stato dichiarato inammissibile, poiché spetta al ricorrente provare i termini della propria domanda e al giudice di merito interpretarli, senza poter eccedere quanto richiesto (vizio di ultrapetizione).
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Cancellazione albo: decorrenza e diritto alla pensione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decorrenza della cancellazione dall'albo professionale dipende dalla volontà dell'iscritto. Un ente previdenziale non può contestare la data se l'ordine professionale l'ha confermata, anche a distanza di anni, e se i contributi relativi al periodo contestato sono stati regolarmente accettati. La decisione conferma il diritto alla pensione di una professionista.
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Interessi rimborso fiscale: la decorrenza dal versamento
Una società ha richiesto un rimborso IRES a seguito di una nuova legge che ha introdotto retroattivamente la deducibilità parziale dell'IRAP. La questione centrale era la data di decorrenza per il calcolo degli interessi su tale rimborso. L'Agenzia delle Entrate sosteneva che gli interessi dovessero decorrere dalla data di entrata in vigore della nuova legge, mentre la società chiedeva che decorressero dalla data dell'originario versamento. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo che gli interessi su rimborso fiscale hanno natura compensativa e non moratoria. Pertanto, la loro funzione è reintegrare il contribuente della perdita subita per non aver disposto della somma fin dal momento del pagamento, rendendo irrilevante la data della norma sopravvenuta.
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Decorrenza pensione: la domanda di computo è decisiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12882/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza pensione in caso di computo di contributi versati in gestioni diverse. La Corte ha chiarito che, qualora un lavoratore eserciti la facoltà di computare la contribuzione pregressa per ottenere una pensione a carico della Gestione Separata, il trattamento pensionistico decorre dal primo giorno del mese successivo alla data di presentazione della domanda di computo, e non dalla precedente data di maturazione del diritto. Questa decisione ribalta le sentenze di merito che avevano concesso una decorrenza retroattiva, sottolineando la natura opzionale e costitutiva della domanda di computo.
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Prescrizione contributi consortili: 5 anni, non 10
La Corte di Cassazione chiarisce la prescrizione dei contributi consortili di bonifica. Con la sentenza n. 29391/2025, i giudici hanno stabilito che tali tributi, avendo natura periodica, si prescrivono in cinque anni e non nel termine ordinario di dieci. Il termine di decorrenza è fissato al 1° gennaio dell'anno successivo a quello di competenza del contributo. Nel caso specifico, la richiesta di pagamento per l'anno 1999, notificata a fine 2005, è stata annullata perché il diritto era già estinto.
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Prescrizione contributi consortili: 5 anni, non 10
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29396/2025, ha stabilito che la prescrizione per i contributi consortili di bonifica è quinquennale e non decennale. La Corte ha qualificato tali contributi come tributi locali a carattere periodico, rientranti nella previsione dell'art. 2948, n. 4 c.c. È stato inoltre chiarito che il termine di prescrizione decorre dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di approvazione del piano di riparto, e non dalla data di approvazione stessa. Respinta la tesi del consorzio che invocava la sospensione della prescrizione a causa di una legge regionale che aveva sospeso la riscossione.
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Termini processuali: quando decorre l’impugnazione?
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello poiché l'impugnazione del Pubblico Ministero era stata presentata fuori tempo massimo. La Corte ha ribadito un principio fondamentale sul calcolo dei termini processuali: un giorno festivo che coincide con l'inizio del periodo per impugnare non ne posticipa la decorrenza. Di conseguenza, l'aggravante applicata in appello è stata eliminata e la pena per l'imputato ridotta.
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Copertura assicurativa: quando inizia davvero?
Un'azienda subisce un incendio dopo la data di decorrenza della polizza ma prima del pagamento del premio. La Corte di Cassazione nega l'indennizzo, stabilendo che la copertura assicurativa è sospesa fino al versamento del premio, come previsto dall'art. 1901 c.c. La semplice indicazione di una data retroattiva non costituisce una deroga a tale principio, che deve essere pattuita per iscritto in modo inequivocabile.
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Decorrenza inquadramento superiore: quando scatta?
Un dipendente pubblico ha richiesto la retroattività della decorrenza del suo inquadramento superiore, sostenendo che dovesse coincidere con l'entrata in vigore della legge che lo prevedeva. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la procedura selettiva non è una mera formalità, ma un elemento costitutivo essenziale. Pertanto, la decorrenza dell'inquadramento superiore non può essere retroattiva e scatta solo al completamento dell'iter procedurale e con la stipula del contratto individuale, anche in considerazione della copertura finanziaria prevista dalla legge solo per l'anno successivo.
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Decorrenza pensione con computo: vale la domanda
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 31002/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza pensione per chi utilizza il 'computo' dei contributi nella Gestione Separata. La Corte ha chiarito che, anche se i requisiti anagrafici e contributivi sono stati maturati in precedenza, la pensione non può decorrere prima del primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda di computo. Questa domanda è considerata un atto costitutivo che finalizza il diritto, distinguendo nettamente tra la data di perfezionamento dei requisiti e quella di effettiva erogazione del trattamento.
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Indennizzo aggiuntivo: decorrenza e limiti di legge
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27141/2024, ha accolto il ricorso del Ministero della Salute, stabilendo la corretta decorrenza dell'indennizzo aggiuntivo per danni da vaccinazione. Contrariamente a quanto deciso nei primi due gradi di giudizio, la Corte ha chiarito che per i soggetti già titolari dell'indennizzo base, il beneficio aggiuntivo decorre non retroattivamente, ma dalla data di entrata in vigore della legge n. 229/2005. La decisione si fonda sull'interpretazione letterale del decreto ministeriale attuativo del 6 ottobre 2006, che distingue nettamente la disciplina dell'indennizzo aggiuntivo da quella dell'assegno una tantum, per il quale è invece prevista espressa retroattività.
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Pensione di vecchiaia e lavoro: la Cassazione decide
Un ente previdenziale aveva revocato una pensione di vecchiaia a un lavoratore che aveva iniziato un nuovo impiego dopo la maturazione dei requisiti ma prima della decorrenza del trattamento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'ente, stabilendo che il diritto alla pensione di vecchiaia si perfeziona al momento della maturazione dei requisiti (età e contributi). L'eventuale inizio di una nuova attività lavorativa successiva a tale momento non è ostativo all'erogazione della pensione, in virtù del principio di cumulabilità tra pensione e redditi da lavoro.
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Decorrenza prescrizione: quando inizia a contare?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito la regola sulla decorrenza prescrizione per il risarcimento di un danno derivante da un'operazione bancaria non autorizzata. La Corte ha stabilito che il termine inizia a decorrere dal momento del compimento dell'illecito, e non dalla successiva scoperta da parte del cliente, qualora il danno fosse accertabile fin da subito tramite l'uso dell'ordinaria diligenza, come la consultazione degli estratti conto.
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Decorrenza rendita catastale: ICI non retroattiva
Una società manifatturiera ha contestato un avviso di accertamento ICI per il 2008 emesso da un Comune. L'accertamento si basava su una rendita catastale più alta, derivante da una variazione DOCFA presentata dalla stessa società nel 2009. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo il principio fondamentale sulla decorrenza della rendita catastale: una variazione produce effetti solo per il futuro e non può essere applicata retroattivamente a periodi d'imposta antecedenti alla richiesta di modifica. Di conseguenza, l'accertamento per l'anno 2008 è stato ritenuto nullo.
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Decorrenza pensione salvaguardati: la regola della domanda
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13575/2025, ha chiarito un punto cruciale sulla decorrenza pensione per i lavoratori 'salvaguardati' dalla legge n. 147/2013. Contrariamente a quanto stabilito dalla Corte d'Appello, la pensione di anzianità non scatta automaticamente dal 1° gennaio 2014, ma segue la regola generale: decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda amministrativa. Nel caso di specie, avendo l'assicurato presentato domanda a luglio 2014, la pensione è stata correttamente liquidata dall'Istituto Previdenziale a partire dal 1° agosto 2014. La Corte ha sottolineato che la data del 1° gennaio 2014 rappresenta solo un limite minimo invalicabile, non una data di decorrenza automatica.
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Pensione invalidi e finestra mobile: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che anche per la pensione di vecchiaia anticipata, concessa a lavoratori con invalidità superiore all'80%, si applica il differimento di 12 mesi. L'ordinanza chiarisce un punto cruciale sulla cosiddetta 'Pensione invalidi e finestra mobile', ribaltando le decisioni dei giudici di merito che avevano escluso tale slittamento. Il caso riguardava un cittadino a cui era stata riconosciuta la pensione a partire da una certa data, ma l'ente previdenziale sosteneva la necessità di attendere un ulteriore anno. La Corte ha dato ragione all'ente, basandosi sul testo di legge e su un consolidato orientamento giurisprudenziale.
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Decorrenza pensione Gestione Separata: la domanda conta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11583/2025, ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza pensione Gestione Separata in caso di cumulo di contributi. Il diritto alla pensione non scatta dal momento in cui si maturano i requisiti di età e contribuzione, ma dal primo giorno del mese successivo alla data di presentazione della domanda di opzione per il cumulo. La Corte ha accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale, cassando la precedente decisione della Corte d'Appello che aveva riconosciuto una decorrenza retroattiva.
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