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Decorrenza

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117 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Pensione di vecchiaia anticipata: le nuove regole
La Corte di Cassazione ha chiarito che il regime delle cosiddette 'finestre mobili', ovvero il differimento di dodici mesi per l'accesso al trattamento, si applica anche alla pensione di vecchiaia anticipata prevista per i lavoratori con invalidità non inferiore all'80%. La controversia nasce dal ricorso dell'ente previdenziale contro una sentenza d'appello che aveva riconosciuto la decorrenza immediata della prestazione dalla domanda amministrativa. Gli Ermellini hanno ribadito che la norma sul differimento ha una portata generale, includendo tutti i casi di accesso al pensionamento di vecchiaia previsti dagli ordinamenti specifici, invalidi inclusi.
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Pensione di vecchiaia anticipata: le nuove regole
La Corte di Cassazione ha chiarito che il regime del differimento di dodici mesi per l'accesso al trattamento pensionistico si applica anche alla pensione di vecchiaia anticipata spettante ai lavoratori con invalidità non inferiore all'ottanta per cento. La decisione ribalta l'orientamento dei giudici di merito, stabilendo che, in assenza di una norma di esclusione specifica, lo slittamento della decorrenza previsto dalla legge generale deve essere rispettato anche per questa categoria protetta.
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Pensione di vecchiaia anticipata e finestre mobili
La Corte di Cassazione ha chiarito che il regime del differimento di dodici mesi, noto come finestra mobile, si applica anche alla pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità non inferiore all'ottanta per cento. Ribaltando la decisione della Corte d'Appello, i giudici hanno stabilito che l'ampio ambito soggettivo previsto dall'art. 12 del d.l. n. 78/2010 include tutti i casi di pensionamento di vecchiaia regolati da ordinamenti specifici, non limitandosi solo ai requisiti anagrafici standard.
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Retrodatazione termini custodia cautelare: guida
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza del Tribunale che negava la retrodatazione dei termini di custodia cautelare per un indagato accusato di narcotraffico. Il ricorrente, già detenuto per associazione mafiosa, sosteneva che i fatti fossero già noti o desumibili al momento della prima ordinanza. La Suprema Corte ha rilevato una motivazione contraddittoria e la mancata analisi della connessione qualificata tra i reati contestati.
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Pensione di vecchiaia: decorrenza e Gestione Separata
La Corte di Cassazione ha stabilito che la pensione di vecchiaia erogata dalla Gestione Separata, qualora richieda il cumulo di contributi versati in altre gestioni, non può decorrere automaticamente dalla maturazione dei requisiti anagrafici. Poiché la scelta di avvalersi del computo dei contributi è una facoltà discrezionale del lavoratore, il diritto alla prestazione sorge solo a seguito di un'espressa domanda dell'interessato. Pertanto, la decorrenza è fissata al primo giorno del mese successivo alla presentazione dell'istanza amministrativa.
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Inammissibilità per tardività: i termini di ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità per tardività di un ricorso presentato oltre i termini previsti dall'art. 585 c.p.p. Il ricorrente aveva impugnato un'ordinanza della Corte d'Appello, ma il deposito dell'atto è avvenuto il 17 ottobre anziché entro il termine ultimo del 16 ottobre. Nonostante una parziale imprecisione del giudice di merito nel calcolo della decorrenza, la Suprema Corte ha rilevato che il ritardo sussisteva comunque rispetto alla data corretta. La decisione ribadisce il rigore dei termini processuali penali, comportando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Cumulo giuridico: la Cassazione sul calcolo della pena
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un detenuto relativo al mancato riconoscimento di un unico **Cumulo giuridico** e della continuazione tra reati. Il ricorrente lamentava l'errata individuazione della data di decorrenza della pena e il diniego del vincolo della continuazione per reati commessi in un ampio arco temporale. La Suprema Corte ha accolto parzialmente il ricorso, annullando l'ordinanza limitatamente al calcolo del cumulo e della decorrenza, rilevando un difetto di motivazione da parte del giudice di merito. È stato invece confermato il rigetto sulla continuazione, poiché l'appartenenza a un'associazione mafiosa non implica automaticamente un unico disegno criminoso per ogni condotta illecita.
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Gestione Separata: decorrenza pensione e cumulo
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decorrenza della pensione di vecchiaia nella Gestione Separata, quando l'assicurato richiede il computo dei contributi versati nell'AGO, coincide con la data della domanda amministrativa. La decisione ribalta l'orientamento precedente che fissava la decorrenza al mese successivo alla maturazione dei requisiti anagrafici, sottolineando che il montante contributivo unificato si forma solo con l'esercizio della facoltà di computo tramite istanza formale.
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Decorrenza Pensione: Vale la maturazione del diritto
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decorrenza pensione è determinata dalle norme in vigore al momento della maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi, non da quelle vigenti alla data di presentazione della domanda. Un professionista aveva maturato il diritto alla pensione di vecchiaia sotto una vecchia disciplina, che prevedeva l'inizio del trattamento dal mese successivo alla maturazione. La cassa di previdenza sosteneva invece l'applicazione di nuove regole, che legavano la decorrenza alla data della domanda, presentata dal professionista solo in un secondo momento. La Corte ha rigettato il ricorso della cassa, affermando il principio che la legge applicabile è quella del tempo in cui il diritto si è perfezionato, considerandolo un diritto già acquisito e non modificabile da norme successive.
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Decorrenza pensione: conta la domanda, non i requisiti
Un lavoratore chiede l'anticipo della decorrenza pensione in Gestione Separata, calcolando anche i contributi di altre gestioni. La Corte di Cassazione stabilisce che la data di inizio della pensione non può precedere la domanda con cui si esercita l'opzione di computo, annullando la decisione della Corte d'Appello.
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Decorrenza interessi rimborso: la guida completa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito un punto fondamentale sulla decorrenza interessi rimborso per crediti d'imposta. Il caso riguardava una Fondazione che, dopo aver pagato delle cartelle esattoriali a seguito del disconoscimento di un credito IRPEG, aveva ottenuto un rimborso. La Corte ha stabilito che gli interessi non decorrono dalla data del pagamento indebito, ma dal secondo semestre successivo alla presentazione della dichiarazione dei redditi in cui il credito era stato originariamente indicato. Questa decisione tutela maggiormente il contribuente, riconoscendogli una compensazione economica per il mancato utilizzo del credito fin dalla sua origine.
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Decorrenza pensione: conta la domanda di computo
La Cassazione stabilisce che la decorrenza pensione, in caso di computo di contributi dalla gestione AGO alla Gestione separata, coincide con il primo giorno del mese successivo alla domanda di computo e non alla maturazione del diritto, poiché l'opzione richiede una richiesta esplicita.
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Decorrenza pensione computo: la domanda è decisiva
Un lavoratore aveva maturato i requisiti per la pensione, ma ha presentato solo in seguito la domanda per il computo dei contributi versati in diverse gestioni. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29250/2023, ha stabilito che la decorrenza della pensione con computo non parte dalla maturazione dei requisiti, ma dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della specifica domanda di computo. Questa decisione sottolinea la natura facoltativa di tale scelta, che produce effetti solo dal momento in cui viene formalmente esercitata.
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Decorrenza pensione computo: quando parte il diritto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29234/2023, ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza della pensione in caso di computo di contributi tra la Gestione Separata e altri fondi, come il FPLD. Il trattamento pensionistico non decorre dal momento in cui si maturano i requisiti, ma dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della specifica domanda di computo. La Corte ha chiarito che la richiesta di unificare i contributi è un atto volontario che attiva il diritto, distinguendo nettamente tra la maturazione dei requisiti e la decorrenza effettiva della pensione, che coincide con la domanda.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione decide
L'ordinanza analizza il caso di due medici che hanno citato in giudizio lo Stato per non aver ricevuto la corretta retribuzione durante la loro specializzazione negli anni '80, in violazione delle direttive CEE. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello sulla prescrizione del diritto. Il punto centrale è la decorrenza del termine decennale di prescrizione medici specializzandi, che la Corte fissa alla data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Secondo i giudici, tale legge ha reso palese l'inadempimento parziale dello Stato, facendo scattare il termine per agire. L'incertezza giurisprudenziale non è stata considerata una causa valida per sospendere la prescrizione.
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Prescrizione crediti di lavoro: quando decorre?
Una lavoratrice ha contestato il rigetto parziale delle sue pretese retributive, ritenute prescritte. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che, a seguito delle riforme del lavoro dal 2012, la prescrizione crediti di lavoro decorre dalla cessazione del rapporto e non più in sua costanza, a causa della venuta meno della stabilità reale. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame.
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Decadenza previdenziale: la nuova legge non è retroattiva
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di decadenza previdenziale. Un nuovo termine di decadenza, introdotto da una legge successiva, si applica anche alle situazioni preesistenti, ma la sua decorrenza inizia solo dalla data di entrata in vigore della nuova norma. Nel caso di specie, la richiesta di una pensionata per il riconoscimento di vecchi contributi, presentata nel 2012, non poteva essere considerata decaduta in base a una legge del 2011, poiché il termine non era ancora trascorso. La sentenza di appello è stata quindi annullata.
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Prescrizione rimborso Iva: la decorrenza decisiva
Un imprenditore ha richiesto un rimborso Iva per un credito del 1996 solo nel 2008, a seguito della cessazione dell'attività. La Corte di Cassazione ha dichiarato il diritto estinto, stabilendo che la prescrizione rimborso Iva, di durata decennale, decorre dalla presentazione della dichiarazione annuale e non da un successivo momento di 'consolidamento' del credito, respingendo la tesi del contribuente.
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Revoca affidamento in prova: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza di revocare una misura alternativa. La revoca dell'affidamento in prova è stata ritenuta legittima a seguito di due violazioni delle prescrizioni da parte del condannato. La prima violazione consisteva nell'essere stato trovato fuori casa in orario non consentito; la seconda, più grave, lo vedeva in stato di ebbrezza dopo aver aggredito la coniuge. La Corte ha stabilito che la valutazione del giudice di sorveglianza è discrezionale ma deve essere motivata, e che la seconda violazione dimostrava l'incompatibilità del soggetto con la prosecuzione della misura. È stata inoltre confermata la legittimità di far decorrere la revoca dalla data della prima violazione, identificandola come il momento in cui il percorso rieducativo si è interrotto.
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Decorrenza pensione: la prova della domanda è cruciale
Un lavoratore ha richiesto la retrodatazione della propria pensione di anzianità, sostenendo di aver presentato domanda in una data anteriore a quella riconosciuta dall'ente previdenziale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. La sentenza sottolinea che la corretta decorrenza della pensione dipende dalla prova documentale della presentazione della domanda, onere che grava sul richiedente. In assenza di tale prova, prevale la data accertata dall'istituto.
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