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Decorrenza

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117 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Pensione anticipata invalidità: quando decorre?
Una lavoratrice con invalidità superiore all'80% ha ottenuto la retrodatazione del diritto alla pensione anticipata invalidità a marzo 2019. Tuttavia, la Corte d'Appello, applicando le 'finestre mobili', ha stabilito che il pagamento della prestazione decorre da marzo 2020, 12 mesi dopo la maturazione dei requisiti.
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Decorrenza pensione: la domanda è decisiva
Un lavoratore ha maturato i requisiti per la pensione nel 2006 ma ha presentato domanda solo nel 2015, chiedendo di unire i contributi di diverse gestioni. La Corte di Cassazione ha stabilito che in questi casi la decorrenza pensione parte dalla data della domanda e non dal momento in cui sono stati soddisfatti i requisiti, poiché l'opzione di computo dei contributi richiede una specifica richiesta. La decisione ribalta la sentenza della Corte d'Appello.
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Decorrenza pensione computo: decide la domanda
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di richiesta di pensione con l'opzione del "computo" di contributi versati in diverse gestioni, la decorrenza del trattamento pensionistico inizia dal primo giorno del mese successivo alla data di presentazione della domanda, e non dal momento in cui si maturano i requisiti anagrafici e contributivi. Questa decisione chiarisce un importante aspetto sulla decorrenza pensione computo, sottolineando la natura facoltativa di tale scelta.
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Decorrenza pensione computo: conta la domanda
La Cassazione ha stabilito che la decorrenza pensione computo in Gestione Separata parte dal mese successivo alla domanda di computo dei contributi, non da quando si maturano i requisiti. L'esercizio della facoltà di computo è un atto volontario che perfeziona il diritto alla pensione in quella specifica gestione.
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Prescrizione rivalutazione amianto: la guida completa
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione del diritto alla rivalutazione dei contributi per esposizione ad amianto non decorre automaticamente dalla data del pensionamento. Il termine decennale inizia a correre solo dal momento in cui il lavoratore ha acquisito l'effettiva consapevolezza di essere stato esposto a tale rischio. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che, presumendo tale conoscenza, aveva dichiarato il diritto prescritto, rinviando il caso per una nuova valutazione basata su prove concrete della consapevolezza.
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Decorrenza pensione gestione separata: la domanda conta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26069/2024, ha stabilito un principio cruciale sulla decorrenza della pensione per gli iscritti alla gestione separata. Se l'assicurato esercita la facoltà di computare i contributi versati in altre gestioni, la pensione non decorre dal momento in cui si maturano i requisiti, ma dal primo giorno del mese successivo alla data di presentazione della domanda amministrativa. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva retrodatato la pensione, sottolineando che l'esercizio dell'opzione di computo è una scelta che produce effetti solo dal momento in cui viene manifestata con la domanda. Questo chiarisce l'importanza della domanda amministrativa nel determinare l'effettiva decorrenza della pensione gestione separata.
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Decorrenza pensione computo: decide la domanda
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24926/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza della pensione con computo in Gestione Separata. Il trattamento pensionistico non parte dalla data di maturazione dei requisiti, ma dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda di computo. Questo perché il computo è una facoltà che il lavoratore esercita attivamente con una richiesta specifica, e solo da quel momento i contributi versati in altre gestioni possono essere utilizzati. La sentenza ha quindi accolto il ricorso dell'ente previdenziale, cassando la decisione della Corte d'Appello che aveva fissato una decorrenza anteriore, legata al perfezionamento del diritto.
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Pensione con cumulo: decorrenza dalla domanda
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decorrenza della pensione con cumulo di contributi versati in gestioni diverse (nella specie, Gestione Separata e AGO) non può essere retroattiva al momento del raggiungimento dei requisiti anagrafici e contributivi. Il trattamento pensionistico decorre, invece, dal momento della presentazione della domanda con cui l'assicurato esercita la facoltà di unificare i periodi contributivi. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva riconosciuto una decorrenza anteriore, chiarendo che il montante contributivo complessivo si costituisce giuridicamente solo con la richiesta del pensionato.
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Decorrenza pensione cumulo: la data della domanda
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito un punto cruciale sulla decorrenza pensione cumulo. È stato stabilito che, in caso di pensione di vecchiaia a carico della Gestione Separata con l'inclusione di contributi versati in altre gestioni, la data di decorrenza del trattamento non è quella di maturazione dei requisiti, ma quella di presentazione della domanda con cui si esercita l'opzione di cumulo. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, cassando la sentenza d'appello che aveva fissato una decorrenza anteriore.
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Decorrenza pensione cumulo: la domanda è decisiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decorrenza della pensione in regime di cumulo contributivo, specificamente per la Gestione Separata, non può essere retroattiva alla data di maturazione dei requisiti. Il momento determinante è la data di presentazione della domanda con cui l'assicurato esercita la facoltà di unire i contributi versati in diverse gestioni. Secondo la Corte, solo con tale richiesta si perfeziona il montante contributivo unico necessario per la liquidazione della pensione, annullando così una precedente decisione della Corte d'Appello che aveva concesso la retroattività.
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Rimborso accise: la domanda fissa la decorrenza
Una società energetica chiedeva il rimborso accise per forniture a un'azienda ospedaliera. La Cassazione ha stabilito che il diritto al rimborso accise sorge solo dalla data in cui il consumatore finale presenta la domanda per l'aliquota agevolata, non retroattivamente. La richiesta della società energetica è stata quindi respinta per il periodo precedente alla domanda del consumatore.
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Decorrenza pensione: la domanda fissa l’inizio
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decorrenza pensione, qualora l'assicurato si avvalga della facoltà di computare i contributi versati nella Gestione Separata, deve essere fissata alla data della domanda amministrativa e non può essere retrodatata al momento in cui sono maturati i requisiti anagrafici e contributivi. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, cassando la sentenza d'appello che aveva anticipato la decorrenza di diversi anni, e ha chiarito la distinzione fondamentale tra il momento in cui si matura il diritto alla pensione e quello da cui il trattamento economico ha effettivamente inizio, che dipende dalla manifestazione di volontà dell'interessato.
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Decorrenza assegno invalidità: la data che conta
La Corte d'Appello di Bari ha confermato che la decorrenza dell'assegno di invalidità, quando il requisito sanitario sorge in corso di causa, coincide con la data esatta di insorgenza della patologia. In un caso riguardante un cittadino e un ente previdenziale, è stato stabilito che il pagamento per il primo mese deve essere calcolato pro-rata a partire da tale data, respingendo sia la tesi del pagamento per l'intero mese, sia quella del differimento al mese successivo.
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Prescrizione lavoro carcerario: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19007/2024, ha stabilito che la prescrizione dei crediti retributivi per il lavoro svolto in carcere non decorre dalla fine di ogni singolo incarico, ma solo dalla cessazione definitiva dell'intero rapporto. La Corte ha ritenuto che i vari periodi di lavoro costituiscano un unico rapporto, caratterizzato da uno stato di soggezione ('metus') del detenuto, che impedisce il decorrere della prescrizione del lavoro carcerario fino alla fine della detenzione o alla definitiva impossibilità di lavorare.
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Lavoro carcerario e prescrizione: quando inizia?
Un lavoratore detenuto ha citato in giudizio l'Amministrazione Penitenziaria per differenze retributive. L'Amministrazione ha eccepito la prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione ha stabilito che, nel contesto del lavoro carcerario, il termine di prescrizione per i crediti di lavoro non decorre dalla cessazione di ogni singolo incarico, ma dal momento in cui cessa definitivamente l'intero rapporto lavorativo all'interno del sistema penitenziario. Questa decisione si fonda sulla condizione di soggezione ('metus') in cui si trova il detenuto, che non gli consente di far valere liberamente i propri diritti durante la detenzione.
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Rimborso IRAP: interessi dalla data di pagamento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15967/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di rimborso IRAP. In un caso riguardante la cessione di un credito fiscale da una grande società a un istituto finanziario, la Corte ha chiarito che gli interessi sul rimborso maturano a partire dalla data dell'originario versamento dell'imposta e non dalla data di entrata in vigore della legge che ha introdotto il beneficio. La sentenza affronta anche le questioni della litispendenza e dell'onere della prova, cassando la decisione precedente per una valutazione incompleta delle prove fornite dal contribuente.
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Decorrenza pensione: la Cassazione sulla domanda
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15459/2024, ha stabilito un principio cruciale sulla decorrenza pensione per chi utilizza il computo dei contributi versati in diverse gestioni. Il caso riguardava un lavoratore che, pur avendo maturato i requisiti per la pensione in una certa data, ha successivamente presentato domanda per includere nel calcolo contributi versati in un altro fondo. La Corte ha chiarito che il trattamento pensionistico non decorre dalla data di maturazione dei requisiti, ma dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda di computo. Questo perché la domanda è l'atto che perfeziona la fattispecie, aggregando la contribuzione pregressa e dando il via al diritto alla prestazione unificata.
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Decorrenza pensione cumulo: la domanda fa la differenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15458/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza pensione cumulo. Un pensionato aveva richiesto la pensione a carico della Gestione Separata, avvalendosi del cumulo con i contributi versati nell'Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO). La Corte ha chiarito che, in questi casi, la pensione non decorre dal momento in cui si maturano i requisiti anagrafici e contributivi, ma dal momento della presentazione della domanda di opzione per il cumulo. Questo perché solo con la domanda si perfeziona il montante contributivo necessario alla liquidazione della pensione unica.
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Decorrenza pensione: quando inizia con cumulo contributi?
La Corte di Cassazione stabilisce che la decorrenza pensione, in caso di esercizio della facoltà di computo dei contributi nella Gestione Separata, parte dalla data della domanda e non dal momento del raggiungimento dei requisiti. Se il lavoratore sceglie di cumulare periodi contributivi versati in altre gestioni, il trattamento pensionistico decorre dal primo giorno del mese successivo alla richiesta, poiché solo con essa i contributi pregressi entrano a far parte del montante utile alla liquidazione.
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Decorrenza pensione cumulo: quando inizia il diritto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15329/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza pensione cumulo. Un pensionato, iscritto alla Gestione Separata, aveva chiesto il ricalcolo della pensione includendo contributi versati in un'altra gestione. La Corte ha chiarito che il diritto alla pensione unificata non decorre dal momento in cui si maturano i requisiti anagrafici e contributivi, ma dal momento della presentazione della domanda di cumulo. Questo perché solo con tale domanda si forma il montante contributivo unico su cui calcolare l'assegno.
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