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Controricorso — Anno 2026

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462 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorso

Provvedimenti

Distrazione delle spese: la Cassazione corregge la propria svista
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un Ente Pubblico per la correzione di un errore materiale in una precedente sentenza. Nel giudizio originario contro una Società, la Corte aveva rigettato il ricorso di quest'ultima condannandola alle spese, ma aveva omesso di disporre la distrazione delle spese in favore del difensore dell'Ente, nonostante la specifica richiesta formulata nel controricorso. I giudici hanno chiarito che, in caso di omessa pronuncia sull'istanza di distrazione delle spese, il rimedio corretto è il procedimento di correzione degli errori materiali. Di conseguenza, la Corte ha disposto l'integrazione della sentenza originaria, ordinando il pagamento delle spese direttamente al difensore antistatario.
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Correzione di errore materiale: pagato l’avvocato dimenticato
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso per la correzione di errore materiale presentato dal difensore di una società. Nel precedente provvedimento di estinzione del giudizio, i giudici avevano condannato l'amministrazione finanziaria al pagamento delle spese processuali, ma avevano omesso di disporre la distrazione delle stesse a favore del legale, nonostante la sua esplicita richiesta come procuratore anticipatario. La Suprema Corte ha chiarito che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese non richiede un nuovo ricorso, ma può essere risolta tramite la procedura semplificata di correzione di errore materiale. Di conseguenza, i giudici hanno integrato il testo del provvedimento originario, disponendo che le somme siano versate direttamente al difensore.
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Esenzione IVA massofisioterapisti: la Cassazione frena
Un'operatrice sanitaria, iscritta nell'elenco speciale dei massofisioterapisti con diploma conseguito nel 2007, ha impugnato tre avvisi di accertamento con cui l'Amministrazione Finanziaria recuperava l'imposta sulle prestazioni professionali degli anni 2015, 2018 e 2019. L'ufficio contestava l'applicabilità dell'agevolazione fiscale per chi ha conseguito il titolo dopo il 1999. La Corte di Cassazione, rilevando la pendenza di una questione analoga dinanzi al Tribunale dell'Unione Europea (causa T-171/26) sulla compatibilità comunitaria di tale esclusione, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo. La decisione finale sull'esenzione IVA massofisioterapisti resta quindi sospesa in attesa del verdetto europeo.
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Esenzione IVA massofisioterapisti: Fisco contro UE in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società l'applicazione dell'esenzione IVA massofisioterapisti per le prestazioni svolte da una socia diplomata nel 2014. Secondo il fisco, l'agevolazione spetta solo a chi ha conseguito il titolo prima del 17 marzo 1999. La Corte di giustizia tributaria di secondo grado ha invece dato ragione alla società, ravvisando una disparità di trattamento. Contro questa decisione, l'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. I giudici di legittimità, rilevando che sulla medesima questione pende un rinvio pregiudiziale davanti al Tribunale dell'Unione Europea per valutare la compatibilità della norma italiana con i principi europei di concorrenza e neutralità fiscale, hanno deciso di sospendere il giudizio, rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa della pronuncia europea.
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Sgravi contributivi: l’Inps perde sulle assunzioni in mobilità
L'Inps ha chiesto a un'azienda il pagamento di contributi previdenziali, negando il diritto alle agevolazioni per l'assunzione a tempo determinato di un lavoratore iscritto nelle liste di mobilità. Secondo l'ente, l'azienda non poteva accedere agli sgravi contributivi più favorevoli perché il dipendente percepiva la disoccupazione e non l'indennità di mobilità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Inps, confermando che per ottenere le agevolazioni previste fino al 31 dicembre 2016 è sufficiente l'iscrizione del lavoratore nelle liste di mobilità. Non rileva il tipo di sussidio effettivamente percepito dal lavoratore. L'Azienda vince definitivamente la causa e non deve pagare le somme richieste dall'Inps.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite sulla pensione
Un professionista ha chiesto il riconoscimento della pensione di anzianità a una cassa previdenziale. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio per mancanza dei requisiti anagrafici e di una domanda idonea, il professionista ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, il ricorrente ha depositato un atto di rinuncia al ricorso per cassazione, accettato dalla cassa previdenziale con richiesta di compensazione delle spese. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando la compensazione delle spese di lite tra le parti senza applicare sanzioni o rimborsi forzati.
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Società di comodo: il ritardo dei fondi non evita le tasse
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento nei confronti di una società, qualificandola come società di comodo per non aver superato il test di operatività nell'anno d'imposta 2005. La società si è difesa sostenendo l'impossibilità oggettiva di svolgere l'attività a causa del ritardo nell'erogazione di un finanziamento pubblico per un progetto di ricerca marina. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della contribuente, stabilendo che il ritardo nell'ottenimento di fondi non costituisce una causa di forza maggiore o un'impossibilità oggettiva straordinaria. Inoltre, i giudici hanno chiarito che il vizio di motivazione della sentenza di primo grado non comporta la rimessione della causa al primo giudice, dovendo il giudice d'appello decidere nel merito. La società perde definitivamente la causa e deve pagare le imposte accertate.
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Preavviso di iscrizione ipotecaria valido senza indicare i beni
Il Contribuente ha impugnato un preavviso di iscrizione ipotecaria emesso dall'Agente della Riscossione per un debito di oltre novantamila euro, lamentando la mancata indicazione degli immobili da ipotecare e l'omessa notifica delle cartelle esattoriali prodromiche. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Contribuente, confermando la decisione dei giudici di merito. La Suprema Corte ha chiarito che il preavviso di iscrizione ipotecaria ha una funzione unicamente informativa e sollecitatoria. Di conseguenza, l'atto deve contenere solo l'indicazione del credito tributario e non richiede la specifica individuazione dei beni immobili del debitore. Tale identificazione avverrà solo nella successiva fase di effettiva iscrizione nei registri immobiliari.
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Accertamento sintetico: spese reali contro reddito zero
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento sintetico nei confronti di un contribuente che, a fronte di un reddito dichiarato pari a zero, aveva acquistato un terreno e delle serre per oltre 420.000 euro. Il contribuente ha cercato di difendersi sostenendo di aver finanziato l'acquisto con contributi regionali, rimborsi IVA e donazioni paterne. Tuttavia, i giudici hanno rilevato che tali somme sono entrate nella sua disponibilità solo nel 2005, mentre le spese contestate risalivano al 2004. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del contribuente, confermando che, per superare la presunzione dell'accertamento sintetico, la prova contraria deve dimostrare non solo la disponibilità di redditi esenti, ma anche la loro effettiva presenza e il possesso nel periodo d'imposta in cui sono state sostenute le spese.
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Sospensione feriale dei termini: il Comune vince sul tempo
Un automobilista propone opposizione contro una multa stradale. Il Giudice di pace accoglie il ricorso, ma il Comune appella la decisione. Il Tribunale dichiara l'appello inammissibile perché tardivo. Il Comune ricorre in Cassazione, sostenendo che il Tribunale non abbia calcolato la sospensione feriale dei termini di agosto. La Suprema Corte accoglie il ricorso del Comune. I giudici chiariscono che le cause sulle sanzioni stradali beneficiano della sospensione feriale dei termini, anche se seguono un rito speciale simile a quello del lavoro. Di conseguenza, l'appello del Comune era tempestivo. La sentenza viene cassata con rinvio al Tribunale per l'esame del merito.
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Revoca del finanziamento pubblico: agriturismo contro vincolo
Un'imprenditrice agricola ha impugnato la revoca del finanziamento pubblico disposta dalla Regione a causa del mutamento di destinazione d'uso dei locali finanziati, trasformati in agriturismo prima dei dieci anni previsti dal vincolo. L'imprenditrice sosteneva che l'attività agrituristica non alterasse la natura agricola dei fondi. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno rigettato la domanda, condannandola alla restituzione di oltre 86.000 euro. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imprenditrice. I giudici hanno chiarito che il vincolo decennale di destinazione d'uso delle opere edili, specificamente pattuito per l'erogazione del contributo, era vincolante e non poteva essere superato dalle norme generali di favore per l'agriturismo. Di conseguenza, l'imprenditrice perde definitivamente la causa e deve restituire le somme ricevute.
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Iscrizione alla Gestione commercianti: lunapark contro INPS
Un gestore di attrazioni itineranti (tiro al bersaglio e rotonda tiri) in un lunapark ha impugnato gli avvisi di addebito dell'INPS, contestando l'obbligo di iscrizione alla Gestione commercianti. L'esercente sosteneva che la propria attività rientrasse nel settore industriale o dello spettacolo in senso stretto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che, in base alla legge speciale del 1968, gli esercenti di spettacoli viaggianti sono obbligati all'iscrizione alla Gestione commercianti. La classificazione nel settore industriale rileva solo per i datori di lavoro rispetto ai dipendenti, non per la tutela previdenziale del lavoratore autonomo. Di conseguenza, l'operatore deve versare i contributi previdenziali richiesti dall'ente previdenziale.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: accordo e zero spese
Un'impresa di costruzioni ha proposto ricorso in Cassazione contro un'amministrazione comunale. Successivamente, la stessa impresa ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione, che è stato regolarmente accettato dall'ente pubblico. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'accordo bilaterale e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Grazie all'accettazione della rinuncia da parte del controricorrente, i giudici hanno stabilito che nessuna delle parti deve pagare le spese processuali all'altra, risolvendo la controversia in modo consensuale e senza vincitori né vinti.
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Regime del margine: l’errore in fattura costa caro al rivenditore
Il Contribuente ha acquistato auto usate in Germania per rivenderle in Italia, applicando il regime del margine per pagare meno tasse. L'Amministrazione Finanziaria ha contestato l'agevolazione, emettendo un avviso di accertamento per recuperare la maggiore IVA. Le fatture d'acquisto tedesche non indicavano l'applicazione del regime speciale e i fornitori avevano detratto l'IVA. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Contribuente. I giudici hanno stabilito che l'applicazione del regime del margine richiede prove rigorose da parte dell'acquirente, inclusa la verifica della regolarità delle fatture. Senza l'esplicita dicitura in fattura e senza la prova che l'IVA non sia stata detratta a monte, l'agevolazione decade. Il Contribuente perde la causa e deve pagare le spese di giudizio.
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Sospensione del processo tributario: stop per la Corte EDU
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'IVA per l'anno 1998, contestando la decisione della CTR favorevole all'Amministrazione Finanziaria. Nelle more del giudizio di Cassazione, il Contribuente ha richiesto la sospensione del processo tributario. La richiesta si fonda sulla pendenza di un ricorso, già dichiarato ammissibile, davanti alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (Corte EDU) riguardante una controversia analoga per l'anno d'imposta 2001. La Corte di Cassazione, rilevando l'opportunità di attendere la pronuncia europea per garantire la coerenza delle decisioni, ha accolto l'istanza e ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, in attesa della decisione definitiva della Corte EDU.
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Sentenza copiata: nullità per motivazione inesistente
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro una Società per contestare la deducibilità di alcuni costi. La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado ha respinto l'appello dell'Ufficio, ma inserendo nella sentenza una motivazione e un dispositivo interamente riferiti a un'altra causa e a soggetti estranei al giudizio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, dichiarando la nullità della sentenza per motivazione inesistente. I giudici di legittimità hanno chiarito che una sentenza con motivazione totalmente estranea all'oggetto del contendere è affetta da una nullità radicale e insanabile, non qualificabile come semplice errore materiale. Di conseguenza, la Cassazione ha cassato la decisione impugnata, rinviando la causa alla Corte di Giustizia Tributaria per un nuovo esame del merito.
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Rinvio per relationem: il Comune perde contro l’esenzione IMU
Un Comune ha impugnato la decisione della Corte di Giustizia Tributaria che riconosceva a una Società l'esenzione dall'IMU per l'anno 2016. L'Ente Locale lamentava la nullità della sentenza per motivazione apparente, poiché il giudice d'appello si era limitato a un rinvio per relationem a un precedente verdetto relativo all'ICI per l'anno 2011. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena validità del rinvio per relationem quando i fatti e le questioni di diritto sono identici. La Corte ha chiarito che l'assimilazione tra ICI e IMU ai fini dell'esenzione rende legittimo il richiamo al precedente, condannando il Comune al pagamento delle spese processuali.
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Abbandono di rifiuti: sanzionato il proprietario che non vigila
Due comproprietarie di un terreno adibito a parcheggio condominiale hanno ricevuto una sanzione amministrativa per l'abbandono di rifiuti compiuto da terzi sul loro fondo. Le proprietarie si sono opposte, sostenendo di non essere le autrici dello scarico e di non avere un obbligo giuridico di vigilanza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il proprietario risponde dell'illecito a titolo di concorso colposo se omette la normale diligenza nella custodia del bene. Nel caso specifico, l'area era facilmente controllabile e le proprietarie avrebbero dovuto adottare misure minime di protezione per impedire la creazione di una discarica abusiva. Di conseguenza, le ricorrenti hanno perso la causa e sono state condannate anche al pagamento di una sanzione per ricorso inammissibile.
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Rottamazione-quinquies: rinvio della causa sulla cartella
Il Contribuente impugnava una cartella di pagamento per IRAP e IVA. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il Contribuente presentava domanda di adesione alla definizione agevolata denominata Rottamazione-quinquies, introdotta dalla legge di bilancio 2026, chiedendo il rinvio dell'udienza per verificare l'accoglimento della domanda e procedere al pagamento. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo il rinvio a nuovo ruolo della causa. Il rinvio consente al Contribuente di perfezionare la sanatoria prima di rinunciare formalmente al ricorso, evitando decisioni affrettate.
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Termine breve per l’impugnazione: la PEC in PDF blocca il ricorso
Una società fornitrice ha venduto macchinari agricoli a una società di leasing per un cliente finale. A causa del mancato pagamento di quest'ultimo, la società di leasing ha risolto il contratto. La fornitrice ha chiesto il pagamento del prezzo, ma i giudici di merito hanno rigettato la domanda. La fornitrice ha proposto ricorso in Cassazione oltre i sessanta giorni dalla notifica della sentenza d'appello effettuata via PEC, sostenendo che tale notifica fosse invalida perché priva dei file in formato ".eml" o ".msg". La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che, per far decorrere il termine breve per l'impugnazione, basta depositare le ricevute PEC in formato "pdf" con attestazione di conformità, senza necessità dei file nativi digitali.
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