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Controricorso — Anno 2026

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462 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorso

Provvedimenti

Spese processuali: criteri di liquidazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso riguardante la liquidazione delle spese processuali in un contenzioso locatizio. I ricorrenti contestavano l'omessa pronuncia sulle spese di un subprocedimento cautelare e la genericità della somma liquidata per più parti. La Suprema Corte ha chiarito che le spese della fase cautelare sono assorbite nel merito e che ogni contestazione sull'entità dei compensi deve essere specifica, pena l'inammissibilità.
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Inammissibilità ricorso cassazione: i requisiti
La Suprema Corte ha confermato l'inammissibilità ricorso cassazione presentato da un privato contro un istituto di credito. Il provvedimento sottolinea come la mancanza di un'esposizione sommaria dei fatti e l'assenza di una critica specifica alla sentenza d'appello rendano il ricorso nullo, precludendo l'esame nel merito delle contestazioni su tassi usurari e commissioni bancarie.
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Omessa pronuncia cartelle esattoriali e Cassazione
Un contribuente ha impugnato diverse cartelle di pagamento relative a più anni d'imposta. Il giudice di appello ha però emesso una decisione limitata a una sola annualità, ignorando le altre. La Suprema Corte ha ravvisato un'omessa pronuncia cartelle esattoriali, annullando la sentenza e rinviando la causa per un nuovo esame di tutti i titoli contestati.
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Lavoro subordinato cooperativa: guida legale
La Corte di Cassazione ha confermato la natura di lavoro subordinato cooperativa per diciassette lavoratrici addette all'assistenza. Nonostante la difesa sostenesse l'autonomia del rapporto, l'assenza di discrezionalità nelle mansioni e il controllo ferreo esercitato dalla società hanno portato alla conferma dei premi assicurativi dovuti all'ente previdenziale, dichiarando inammissibile il ricorso della società.
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Sgravi contributivi agricoltura: regole e soccida
La Corte di Cassazione ha analizzato la spettanza degli sgravi contributivi agricoltura per le attività svolte in zone svantaggiate. La sentenza chiarisce che l'onere della prova spetta al contribuente e che i benefici si applicano anche in caso di soccida monetizzata, poiché rileva l'effettiva provenienza del prodotto dal territorio montano o svantaggiato, a prescindere dalle modalità di remunerazione tra le parti.
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Lavoro subordinato assistenza: i criteri della Corte
La Corte di Cassazione ha confermato la natura di lavoro subordinato assistenza per le attività prestate da diciassette lavoratrici presso una cooperativa sociale. La decisione sottolinea che, nonostante le mansioni elementari, la gestione diretta di retribuzioni e sanzioni da parte della cooperativa configura un pieno rapporto di subordinazione, rendendo inammissibile il ricorso che richiedeva un riesame dei fatti.
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Contributi INPS utili non distribuiti: nuovi dubbi
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso dell'ente previdenziale contro una sentenza che escludeva il calcolo dei contributi INPS utili non distribuiti dalla base imponibile di una socia di S.r.l. La questione riguarda se i redditi societari non ancora percepiti debbano essere soggetti a contribuzione. Data la rilevanza e la natura seriale del contenzioso, la causa è stata rinviata alla pubblica udienza per un chiarimento definitivo sulle norme vigenti.
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Decadenza lavoro agricolo: guida ai termini di ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la decadenza lavoro agricolo per un lavoratore che non aveva impugnato tempestivamente la propria cancellazione dagli elenchi anagrafici. Il termine di 120 giorni per l'azione giudiziaria decorre dal momento in cui l'interessato ha piena conoscenza del provvedimento di cancellazione, anche se tale conoscenza deriva dal rigetto di una domanda di indennità. La sentenza chiarisce che la contestazione delle prestazioni previdenziali e quella dell'iscrizione negli elenchi viaggiano su binari legali distinti.
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Responsabilità associazione sportiva: debiti fiscali
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità associazione sportiva in capo al rappresentante legale per i debiti tributari non pagati dall'ente estinto. Il caso analizza la validità della notifica di un avviso di accertamento presso un domicilio eletto situato in un comune diverso da quello fiscale, stabilendo che tale irregolarità non inficia l'atto se accettato dall'Ufficio. La decisione ribadisce che chi agisce per l'associazione risponde solidalmente delle obbligazioni fiscali.
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Responsabilità costruttore: vizi e infiltrazioni
La Corte di Cassazione conferma la condanna solidale di un'impresa costruttrice e del direttore dei lavori per gravi vizi in un'autorimessa. L'ordinanza chiarisce che infiltrazioni diffuse, anche in locali non abitativi come i garage, costituiscono un grave difetto ai sensi dell'art. 1669 c.c. in quanto compromettono la funzionalità e la conservazione dell'immobile. Viene ribadito il principio della responsabilità del costruttore e la sua estensione solidale al progettista quando le rispettive mancanze concorrono a causare il danno.
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Sospensione vendita fallimentare: ricorso tardivo?
Una società fallita ha impugnato la vendita dei propri beni, ritenendo il prezzo troppo basso. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso per la sospensione vendita fallimentare inammissibile perché, nel frattempo, i beni erano già stati pagati e trasferiti all'acquirente, facendo venire meno l'interesse ad agire.
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Procura speciale non depositata: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società e il controricorso di un istituto di credito a causa della mancata produzione in giudizio delle procure speciali. La sentenza sottolinea che, quando la rappresentanza legale non deriva direttamente dallo statuto, la procura speciale non depositata impedisce al giudice di verificare i poteri del rappresentante, vizio che comporta l'inammissibilità dell'atto.
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Notifica ente estinto: la Cassazione fa chiarezza
Un'associazione sportiva, già estinta, riceveva un avviso di accertamento e una successiva intimazione di pagamento, notificati al suo ex rappresentante legale. I giudici di merito ritenevano l'atto nullo. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la notifica a un ente estinto è valida se effettuata nei confronti del suo successore, come l'ultimo rappresentante legale, rendendo irrilevante l'intestazione formale dell'atto all'entità non più esistente.
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Interessi usurari: contratto non gratuito
La Corte di Cassazione ha stabilito che la presenza di interessi usurari di mora in un contratto di leasing non comporta la gratuità dell'intero finanziamento. Con l'ordinanza in esame, è stato chiarito che la nullità colpisce solo la clausola degli interessi moratori, i quali restano comunque dovuti nella misura dei legittimi interessi corrispettivi. La Corte ha inoltre respinto le doglianze relative alla mancata indicazione del TAEG, ritenendola non causa di nullità, e ha ribadito che per ottenere un risarcimento del danno è necessario fornire la prova specifica del pregiudizio subito, non essendo sufficiente il solo accertamento dell'usura.
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Responsabilità soci debiti società: limiti e prove
La Corte di Cassazione analizza un caso di responsabilità soci debiti società per oneri fiscali non pagati da un'azienda poi cancellata dal registro delle imprese. La sentenza chiarisce che l'amministrazione finanziaria non può agire contro gli ex soci se non fornisce la prova rigorosa che questi abbiano percepito utili o beni sociali nei due anni precedenti la liquidazione. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, sottolineando che la mancanza di tale prova è decisiva e rende inefficace la pretesa fiscale verso i soci, a prescindere da eventuali operazioni elusive compiute dalla società.
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Rimborso ritenute: l’adesione non blocca il diritto
Una società controllante estera ha richiesto il rimborso delle ritenute versate dalla sua controllata italiana tramite un accertamento con adesione. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'adesione, essendo un accordo tra la società figlia e il Fisco, non impedisce alla società madre, soggetto terzo, di ottenere il rimborso delle ritenute, a condizione che dimostri di possedere i requisiti sostanziali per l'esenzione previsti dalla normativa europea.
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Vizi nell’appalto: la parola data vale più del contratto?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'impresa edile, confermando la sua condanna al risarcimento per vizi nell'appalto. Il caso verteva su un massetto per parquet eseguito non a regola d'arte. La Corte ha stabilito che gli accordi verbali successivi, intervenuti durante i lavori, prevalgono sul contratto scritto originario. La mancata considerazione di una clausola del preventivo iniziale non costituisce 'omesso esame di un fatto decisivo', ma una legittima valutazione probatoria del giudice di merito, non censurabile in sede di legittimità.
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Motivazione contraddittoria: annullata sentenza
Una società costruttrice lamenta vizi in una pittura per esterni. La Corte d'Appello dà torto all'acquirente per errata applicazione, ma la Cassazione annulla la decisione per motivazione contraddittoria, evidenziando come l'inidoneità del prodotto non possa essere superata da presunti errori di posa senza un'analisi logica coerente.
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Finanziamenti soci: quando non sono ricavi occulti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, che riteneva i finanziamenti soci infruttiferi come ricavi non contabilizzati. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano ritenuto plausibile che la provvista dei finanziamenti derivasse da un precedente rimborso IVA, valorizzando la coincidenza degli importi e ritenendo insufficiente la sola annotazione contabile a fondare la presunzione di maggior reddito.
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Azione revocatoria: valida anche con ipoteca sul bene
La Corte di Cassazione conferma che un'azione revocatoria è ammissibile anche se l'immobile venduto dal debitore è gravato da ipoteca. Il pregiudizio per il creditore (eventus damni) non è escluso a priori, ma va valutato con un giudizio prognostico, considerando che l'ipoteca potrebbe estinguersi o non essere fatta valere in futuro, rendendo l'atto di vendita comunque dannoso per le ragioni del creditore.
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