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Controricorrente — Anno 2026

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535 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Minimale contributivo: accordi e obblighi INPS
Una società ha impugnato avvisi di addebito per contributi non versati su straordinari pagati 'fuori busta', sostenendo un accordo con i lavoratori per compensare le ore extra con periodi di minor lavoro. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che qualsiasi accordo privato non è opponibile all'INPS. Il principio del minimale contributivo impone il versamento dei contributi su tutte le ore effettivamente lavorate. La mancata registrazione di tali ore è stata qualificata come evasione contributiva, non semplice omissione.
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Responsabilità solidale noleggio: la Cassazione decide
Una società di autonoleggio ha contestato un'ingiunzione di pagamento per una somma ingente derivante da multe non pagate dai propri clienti. La società sosteneva di non essere tenuta a pagare, avendo comunicato alle autorità i dati dei conducenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando il principio della responsabilità solidale noleggio. Secondo i giudici, la società avrebbe dovuto impugnare i singoli verbali di contravvenzione al momento della notifica. Non avendolo fatto, i verbali sono diventati titoli esecutivi e la pretesa di pagamento è divenuta definitiva.
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Prescrizione contributi previdenziali: guida completa
La Corte di Cassazione chiarisce i termini della prescrizione contributi previdenziali in un caso complesso. Un ex lavoratore in prepensionamento ha perso la causa per l'adeguamento dei contributi perché il diritto dell'ente previdenziale a riscuoterli si era estinto per prescrizione quinquennale. La Corte ha stabilito che le questioni assorbite in un grado di giudizio possono essere riesaminate in sede di rinvio e che le azioni del lavoratore non interrompono la prescrizione, essendo un onere del solo ente creditore.
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Contributi SSN: non validi per il calcolo pensione
Un pensionato ha richiesto il ricalcolo della sua pensione includendo i contributi versati al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) come artigiano. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La Corte ha stabilito che i contributi SSN hanno natura fiscale e non previdenziale, pertanto non possono essere computati ai fini pensionistici. Inoltre, ha rigettato la tesi di una 'motivazione apparente' da parte della Corte d'Appello, ritenendo il suo ragionamento completo e adeguato.
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Credito d’imposta teleriscaldamento: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 366/2026, ha stabilito che in una filiera di teleriscaldamento con più gestori, il credito d'imposta previsto dalla L. 448/1998 ha un tetto massimo unico e non può essere cumulato da ciascun operatore. Il caso riguardava una società agricola che, in qualità di gestore di rete e utente finale, si era vista negare il credito poiché già usufruito dal fornitore di energia a monte. La Corte ha confermato che il beneficio, una volta applicato dal primo gestore tramite sconto in fattura, si considera trasferito all'utente finale, esaurendo così l'incentivo fiscale per quella specifica fornitura.
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Amministratori non esecutivi: la responsabilità
La Corte di Cassazione chiarisce la responsabilità degli amministratori non esecutivi per carenze nel governo societario di un istituto di credito. La sentenza conferma che il loro ruolo non è meramente passivo, ma richiede un dovere di agire informato e di attivarsi di fronte a segnali di allarme. Viene inoltre esclusa la violazione del principio del 'ne bis in idem' per sanzioni emesse da diverse autorità di vigilanza (Banca d'Italia e Consob) e l'applicazione del 'favor rei' alle sanzioni amministrative, soggette invece al principio del 'tempus regit actum'.
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Responsabilità amministratore: Cassazione conferma sanzione
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione di 45.000 euro a un'amministratrice di una società di intermediazione mobiliare, chiarendo la sua responsabilità amministratore per gravi carenze organizzative e di controllo. La Corte ha stabilito che la condotta illecita di un altro consigliere non esime gli altri amministratori dai loro doveri di vigilanza. È stato inoltre ribadito il principio della presunzione di colpa, secondo cui spetta all'amministratore sanzionato dimostrare di aver agito senza colpevolezza.
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Estinzione del giudizio per rinuncia agli atti
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia agli atti da parte dell'ente ricorrente, accettata dalle controparti. La decisione chiarisce che, in caso di accettazione della rinuncia, non vi è condanna alle spese legali né l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, fornendo un'importante chiave di lettura sulla conclusione anticipata del processo.
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Errore di fatto: quando non si può revocare la Cassazione
Una parte ha presentato ricorso per revocazione contro un'ordinanza della Corte di Cassazione, sostenendo un errore di fatto nella valutazione di una memoria difensiva. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'errata interpretazione del contenuto di un atto costituisce un errore di giudizio, non un errore di fatto, e quindi non è un valido motivo per la revocazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese legali.
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Compenso avvocato: rito sommario e ricorso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una cliente contro il suo ex legale, confermando che le controversie sul compenso dell'avvocato seguono un rito sommario speciale. L'ordinanza che conclude questo procedimento non è appellabile, ma può essere impugnata solo con ricorso diretto in Cassazione. Anche se il cliente contesta l'esistenza stessa del debito, il rito non cambia, a meno che non venga proposta una vera e propria domanda riconvenzionale. L'utilizzo di un mezzo di impugnazione errato, come l'appello in questo caso, rende l'atto inammissibile.
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Prescrizione rendita vitalizia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore che chiedeva la costituzione di una rendita vitalizia per contributi omessi dal datore di lavoro. L'ordinanza stabilisce che il diritto alla rendita vitalizia si prescrive in dieci anni. Il termine decorre non dal momento dell'omissione, ma dalla prescrizione del diritto del datore di lavoro a costituire la rendita, creando un periodo complessivo di 25 anni. Nel caso specifico, la richiesta del lavoratore, presentata nel 2013 per omissioni del 1977-1980, è stata considerata tardiva, confermando così la prescrizione rendita vitalizia.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
Un contribuente aveva provato il pagamento di ritenute fiscali, ma la Corte di Giustizia Tributaria aveva dato ragione all'Agenzia delle Entrate basandosi su un presunto errato abbinamento dei versamenti. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione per vizio di motivazione apparente, ritenendo il ragionamento del giudice di secondo grado contraddittorio e incomprensibile, e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Licenziamento per giustificato motivo oggettivo nullo
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo, ritenendolo un atto elusivo di una precedente ordinanza di reintegra. Il datore di lavoro aveva licenziato una dipendente per soppressione del posto, ma la Corte ha accertato che le mansioni erano state affidate ad altri lavoratori assunti a termine, dimostrando la non veridicità del motivo addotto e l'intento fraudolento di aggirare la decisione del giudice.
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Licenziamento per giustificato motivo oggettivo e prova
Un lavoratore veniva licenziato per giustificato motivo oggettivo basato su una presunta riduzione del personale. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento, valorizzando un estratto INPS prodotto in giudizio che dimostrava nuove assunzioni successive al recesso. La Suprema Corte ha ritenuto tale documento prova sufficiente a smentire le ragioni addotte dalla società, respingendo il ricorso dell'azienda in quanto mirava a una non consentita rivalutazione dei fatti.
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Sopravvenienza attiva: tassabile la cancellazione debiti
Una società di trasporti ha beneficiato della cancellazione parziale dei debiti contributivi in seguito a una legge per le aree colpite da un sisma. L'Agenzia delle Entrate ha tassato tale beneficio come 'sopravvenienza attiva'. La Corte di Cassazione ha confermato la tassabilità, rigettando il ricorso dell'impresa. La Corte ha stabilito che l'annullamento di passività dedotte in esercizi precedenti genera reddito imponibile. L'imponibilità sorge nell'anno in cui il diritto al beneficio diventa certo e determinabile, ovvero quando l'azienda presenta la domanda di adesione, applicando il principio di competenza.
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Inquadramento superiore: serve l’ordine scritto?
Un lavoratore del settore trasporti ha richiesto l'inquadramento superiore per aver svolto mansioni più elevate. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, a differenza del regime generale, nel settore degli autoferrotranvieri l'inquadramento superiore non è automatico ma richiede un ordine scritto del direttore, salvo eccezioni non provate nel caso specifico. Al lavoratore sono state riconosciute solo le differenze retributive, ma non la qualifica superiore.
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Contratti a progetto: quando è un lavoro subordinato
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito che riqualificavano 53 contratti a progetto in rapporti di lavoro subordinato. Il caso riguardava una società di formazione i cui 'progetti' per i docenti coincidevano interamente con l'attività ordinaria dell'azienda, mancando della specificità richiesta dalla legge. La Corte ha ribadito che un progetto deve essere distinto e autonomo rispetto al ciclo produttivo aziendale, altrimenti si configura un abuso dello strumento contrattuale.
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Inquadramento superiore: quando è inammissibile il ricorso
Un lavoratore chiede l'inquadramento superiore per le mansioni svolte. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando la decisione d'appello che negava il 'contenuto significativo' delle mansioni. Il ricorso è stato respinto per vizi procedurali e per un'errata interpretazione della decisione impugnata.
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Termine decadenziale agricoli: la guida completa
Una lavoratrice agricola ha impugnato il diniego di iscrizione negli elenchi di categoria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'azione giudiziaria deve essere proposta entro il termine decadenziale di 120 giorni. Tale termine decorre dalla notifica del provvedimento esplicito o, in caso di silenzio, dalla scadenza del termine per la pronuncia della decisione, che equivale a un rigetto tacito. Eventuali informazioni errate fornite dall'ente non interrompono né sospendono tale termine.
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Vittime del dovere: rischio tipico esclude i benefici
Un istruttore militare, ferito a causa dell'errore di un allievo durante un'esercitazione con bombe a mano, si è visto negare dalla Corte di Cassazione lo status di vittima del dovere. Secondo la Corte, l'incidente rientra nel rischio tipico e prevedibile dell'attività di addestramento e non configura le 'particolari condizioni' di rischio straordinario richieste dalla legge per accedere ai benefici.
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