Un lavoratore del settore editoriale si è visto negare il diritto alla pensione anticipata per aver accettato un nuovo impiego, sebbene questo sia terminato dopo soli 12 giorni durante il periodo di prova. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che un contratto a tempo indeterminato con patto di prova mantiene la sua natura giuridica originaria. La clausola di prova, essendo un elemento accessorio, non trasforma il rapporto in un contratto a termine, precludendo così l'accesso al beneficio pensionistico, che è riservato a chi non si è rioccupato con un contratto a tempo indeterminato.
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