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Controricorrente — Anno 2026

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535 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Comodato familiare: quando si può riavere la casa?
Una madre concede al figlio l'uso della propria casa per viverci con la compagna, configurando un comodato familiare. Anni dopo, la madre chiede la restituzione dell'immobile. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'occupazione del figlio è legittima. In un comodato familiare, il proprietario può riottenere l'immobile solo dimostrando un 'urgente e impreveduto bisogno', cosa che non è avvenuta nel caso di specie, confermando così le decisioni dei gradi precedenti.
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Reverse charge: violazione formale o sostanziale?
Un imprenditore individuale che commercia online ometteva di applicare il meccanismo del reverse charge per acquisti da una piattaforma europea. Le corti di merito lo assolvevano, ritenendo la violazione formale data la neutralità dell'imposta. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che l'omissione del reverse charge costituisce una violazione sostanziale perché ostacola i controlli fiscali e ritarda l'incasso del tributo, giustificando così le sanzioni.
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Patto di prova: esclude la pensione anticipata?
Un lavoratore del settore editoriale si è visto negare il diritto alla pensione anticipata per aver accettato un nuovo impiego, sebbene questo sia terminato dopo soli 12 giorni durante il periodo di prova. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che un contratto a tempo indeterminato con patto di prova mantiene la sua natura giuridica originaria. La clausola di prova, essendo un elemento accessorio, non trasforma il rapporto in un contratto a termine, precludendo così l'accesso al beneficio pensionistico, che è riservato a chi non si è rioccupato con un contratto a tempo indeterminato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio di cassazione
Una lavoratrice ricorre in Cassazione per una questione legata a contributi previdenziali. Durante il processo, raggiunge un accordo con il datore di lavoro e presenta una formale rinuncia al ricorso. La Corte Suprema dichiara estinto il giudizio, chiarendo le implicazioni per le spese legali, anche nei confronti dell'ente previdenziale non parte dell'accordo, e l'inapplicabilità del raddoppio del contributo unificato in questi casi.
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APE Sociale e lavoro: ok con rioccupazione breve
La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto all'APE Sociale non viene meno in caso di rioccupazione successiva con un contratto di lavoro di durata inferiore a sei mesi. Tale periodo lavorativo, infatti, sospende e non interrompe lo stato di disoccupazione, che rimane collegato alla precedente cessazione del rapporto di lavoro principale. La decisione conferma l'orientamento favorevole ai lavoratori, respingendo il ricorso dell'ente previdenziale.
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Danno tardiva comunicazione: prova dei requisiti
Un lavoratore ha citato in giudizio l'ex datore di lavoro per risarcimento danno per tardiva comunicazione del licenziamento all'INPS, che gli ha precluso l'accesso all'indennità di disoccupazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del lavoratore, stabilendo un principio fondamentale: per ottenere il risarcimento, non basta dimostrare il ritardo dell'azienda. È onere del lavoratore provare di possedere tutti i requisiti di legge per avere diritto alla prestazione persa. La mancanza di questa prova rende la domanda infondata, assorbendo ogni altra questione sulla condotta del datore di lavoro.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un dipendente pubblico, dopo una sanzione disciplinare e l'assoluzione penale, impugna la decisione d'appello. Tuttavia, la sua rinuncia al ricorso in Cassazione, accettata dall'amministrazione, porta la Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio senza pronunciarsi nel merito e senza statuizioni sulle spese o sul contributo unificato.
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Progressione di carriera: no a diritti automatici
Un dipendente pubblico aveva ottenuto in appello il riconoscimento del diritto al superiore inquadramento. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la normativa sulla progressione di carriera nel pubblico impiego ha natura programmatica e non precettiva. Ciò significa che non crea un diritto soggettivo automatico alla promozione, la quale resta subordinata a precise condizioni, come la disponibilità di posti e il bilanciamento con i concorsi esterni.
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Calcolo pensione: no a riforme in peius retroattive
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente pensionistico professionale che aveva applicato un nuovo e meno favorevole metodo di calcolo pensione a un trattamento già liquidato. La Corte ha ribadito che le casse non possono modificare retroattivamente in senso peggiorativo i criteri di calcolo, poiché ciò equivarrebbe a un'imposizione patrimoniale riservata alla legge. Ha inoltre confermato che l'azione per recuperare le somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Ape Sociale: sì con brevi contratti di lavoro
Un lavoratore si è visto negare l'Ape Sociale perché il suo ultimo, breve contratto di lavoro era scaduto naturalmente. La Corte di Cassazione ha stabilito che un rapporto di lavoro inferiore a sei mesi non interrompe, ma solo sospende, lo stato di disoccupazione derivante da un precedente licenziamento. Pertanto, il lavoratore ha diritto alla prestazione.
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Detrazione IVA: quando l’onere della prova è a tuo carico
A un'azienda è stata negata la detrazione IVA su acquisti da un fornitore coinvolto in una frode fiscale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che l'acquirente avrebbe dovuto essere a conoscenza della frode a causa di numerosi campanelli d'allarme, come anomalie nel trasporto e la mancanza di una struttura adeguata del fornitore. La sentenza chiarisce che l'archiviazione di un procedimento penale non è sufficiente a dimostrare la buona fede nel processo tributario, sottolineando l'importanza della diligenza per garantire il diritto alla detrazione IVA.
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Ricorso inammissibile per mancata specificità dei motivi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un lavoratore per la stabilizzazione del posto di lavoro. La decisione si fonda sulla mancata specificità dei motivi di ricorso, che miravano a una rivalutazione dei fatti piuttosto che a una censura di violazione di legge, e sulla tardività di un ricorso incidentale. La sentenza sottolinea l'importanza del rispetto dei requisiti formali e temporali nei processi giudiziari.
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Dichiarazione mendace: contratto nullo senza preavviso
Un dirigente di polizia municipale viene assunto dopo un concorso, ma si scopre una sua dichiarazione mendace su un requisito essenziale. La Cassazione conferma la nullità del contratto ab initio, stabilendo che la decadenza è automatica e non richiede un procedimento disciplinare, a causa del vizio genetico che inficia l'assunzione.
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Integrazione al minimo: no per pensione anticipata
La Corte di Cassazione ha stabilito che un professionista che sceglie la pensione di vecchiaia anticipata, un'opzione introdotta da un nuovo regolamento della Cassa di previdenza, non ha diritto all'integrazione al minimo. La scelta di un nuovo istituto pensionistico comporta l'accettazione integrale della sua disciplina, inclusa l'esclusione di tale beneficio. La Corte ha chiarito che il principio del pro rata non si applica, poiché non si tratta di modificare un diritto già maturato, ma di accedere a un diritto nuovo. La decisione sottolinea l'importanza di bilanciare i diritti previdenziali con la sostenibilità finanziaria a lungo termine degli enti.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze sulle spese legali
Un gruppo di medici specialisti ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione. Poiché la controparte non ha accettato la rinuncia, la Corte ha dichiarato estinto il giudizio ma ha condannato i ricorrenti a pagare due terzi delle spese legali, motivando che il ricorso sarebbe stato comunque inammissibile.
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Responsabilità professionale avvocato: il caso
La Corte di Cassazione conferma il rigetto della richiesta di compenso di un avvocato per l'assistenza a un'impresa in crisi. La Corte ha stabilito che la responsabilità professionale dell'avvocato impone di fornire prestazioni utili. Proporre una soluzione di risanamento palesemente impraticabile fin dall'inizio, data la condizione dell'impresa, costituisce un inadempimento contrattuale che non dà diritto al pagamento.
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Inadempimento contrattuale: quando è lecito non pagare
In un caso di fornitura di un macchinario industriale difettoso, la Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del rifiuto del cliente di saldare il prezzo. A seguito di un grave inadempimento contrattuale del fornitore, che non aveva eseguito le riparazioni pattuite in un accordo transattivo, la Corte ha stabilito che le obbligazioni erano corrispettive. Il mancato adempimento di una parte giustifica quindi il mancato pagamento dell'altra, rigettando il ricorso del fornitore.
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Ricorso improcedibile: l’errore che costa caro
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso improcedibile a causa di un grave vizio di forma. Il ricorrente, condannato in appello per il mancato pagamento di opere d'arte aggiudicate in asta, non ha depositato la copia della sentenza impugnata con la relativa relata di notifica. Questa omissione ha reso l'appello invalido, confermando la condanna al risarcimento e comportando ulteriori sanzioni pecuniarie per il ricorrente.
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Inquadramento professionale: contano le mansioni svolte
Un lavoratore ha richiesto un inquadramento professionale superiore basandosi sulle mansioni di coordinamento svolte. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, stabilendo che per accedere a un'area professionale superiore non è sufficiente coordinare un team, ma è necessaria un'elevata autonomia decisionale e responsabilità, come previsto dal CCNL di settore. La Corte ha invece accolto il ricorso del lavoratore sulla errata liquidazione delle spese legali, procedendo a ricalcolarle correttamente per tutti i gradi di giudizio.
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Patto commissorio: la Cassazione sulla vendita simulata
La Corte di Cassazione ha stabilito che per identificare un patto commissorio vietato, mascherato da una serie di atti leciti come una compravendita immobiliare, è necessario valutare l'operazione nel suo complesso. In un caso riguardante un debito e una successiva vendita di un immobile dal debitore al creditore (tramite un familiare), la Corte ha annullato la decisione d'appello che aveva esaminato gli atti in modo isolato. Ha invece affermato il principio secondo cui bisogna guardare al collegamento funzionale tra i vari negozi giuridici per svelare l'eventuale scopo di garanzia illecita, indipendentemente dalla preesistenza del debito o dalla forma dei contratti utilizzati.
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