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Controricorrente — Anno 2026

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535 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Revoca direttore generale ASL: i poteri della Regione
Un ex Direttore Generale di un'Azienda Sanitaria Locale ha contestato la sua revoca, sostenendo l'illegittimità della procedura seguita dalla Regione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la revoca del direttore generale ASL è legittima anche senza il parere della Conferenza dei sindaci, qualora sussistano ragioni di particolare gravità e urgenza, come un ingente disavanzo finanziario. La sentenza ha inoltre confermato che la Regione può istituire specifici gruppi di lavoro per verificare l'operato dei dirigenti, nell'esercizio dei propri poteri di controllo.
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Prescrizione crediti lavoro pubblico: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1701/2026, affronta il tema della prescrizione dei crediti di lavoro nel pubblico impiego. Il caso riguarda una dottoressa che, pur operando con contratti di collaborazione autonoma per un'Azienda Sanitaria, ha ottenuto il riconoscimento della natura subordinata del rapporto. La Corte ha stabilito che, a differenza del settore privato, nel lavoro pubblico la prescrizione quinquennale dei crediti retributivi decorre anche in costanza di rapporto, poiché non sussiste il cosiddetto 'metus' (timore) del licenziamento che giustifica la sospensione del termine. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame sulla base di questo principio.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società aveva in corso due distinti ricorsi in Cassazione contro la stessa pretesa fiscale. Dopo aver risolto uno dei ricorsi tramite la definizione agevolata prevista dalla Legge 197/2022, la Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere anche per il secondo ricorso, poiché l'oggetto della disputa era venuto meno. La Corte ha compensato integralmente le spese legali.
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Perdite fiscali pregresse: quando sono utilizzabili?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1750/2026, ha chiarito le condizioni per l'utilizzo delle perdite fiscali pregresse a seguito di un'acquisizione societaria. La Corte ha stabilito che, per negare la deducibilità delle perdite, non è sufficiente dimostrare il cambio di controllo della società, ma è necessario provare anche la modifica sostanziale dell'attività principale esercitata nei periodi in cui tali perdite sono state maturate. Il caso riguardava una società che, dopo essere stata acquisita, aveva utilizzato ingenti perdite fiscali per abbattere il reddito imponibile, operazione contestata dall'Agenzia delle Entrate come elusiva. La Suprema Corte ha cassato la decisione di merito per non aver verificato la sussistenza di entrambe le condizioni previste dall'art. 84 del T.U.I.R.
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Definizione agevolata: come estingue il processo
Un contribuente, nel corso di un ricorso in Cassazione contro un avviso di accertamento fiscale, ha aderito alla procedura di definizione agevolata, saldando integralmente il debito. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che l'adesione alla sanatoria implica la rinuncia alla lite e che le spese processuali restano a carico della parte che le ha anticipate, venendo assorbite dalla procedura stessa.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un contribuente, dopo aver impugnato un avviso di accertamento fino in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata dei carichi fiscali. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che l'adesione alla sanatoria implica la rinuncia alla lite pendente e che le spese legali vengono compensate.
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Estinzione giudizio Cassazione per rinuncia accettata
Una società di costruzioni, dopo aver proposto ricorso per cassazione, ha raggiunto un accordo transattivo con la controparte. A seguito della rinuncia al ricorso e dell'accettazione di quest'ultima, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione chiarisce che in questi casi non vi è pronuncia sulle spese e non si applica l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato.
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Prelazione agraria: No a società di capitali
Una società agricola a responsabilità limitata rivendicava il diritto di prelazione agraria su un fondo confinante, ma la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. La sentenza chiarisce che tale diritto è riservato a soggetti specificamente individuati dalla legge, come coltivatori diretti e società di persone con determinati requisiti, escludendo esplicitamente le società di capitali. La Corte ha ribadito che le norme sulla prelazione sono tassative e non possono essere interpretate in modo estensivo.
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Rivalutazione vittime del dovere: la data decisiva
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1660/2026, ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza della rivalutazione vittime del dovere. Annullando la decisione della Corte d'Appello, ha fissato la data di inizio dell'adeguamento monetario al 26 agosto 2004, data di entrata in vigore della Legge n. 206/2004. Questa legge è stata identificata come il riferimento normativo cruciale per armonizzare i benefici. La Corte ha inoltre chiarito che gli interessi per ritardato pagamento sono dovuti sull'importo totale già rivalutato, distinguendo tra l'adeguamento fisiologico del capitale e gli accessori per inadempimento.
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Responsabilità soci società estinta: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ex socio di una società cancellata, confermando la sua responsabilità per i debiti tributari. La sentenza chiarisce che l'estinzione della società innesca un fenomeno successorio, trasferendo le obbligazioni ai soci. Questa responsabilità sussiste indipendentemente dalla percezione di somme in fase di liquidazione. Viene inoltre ribadito che una sentenza penale di assoluzione non ha efficacia automatica nel processo tributario se non prodotta ritualmente e se non riguarda gli 'stessi fatti'. La Corte ha sottolineato la piena legittimità dell'azione dell'Agenzia Fiscale volta a ottenere un titolo esecutivo nei confronti degli ex soci.
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Visto di conformità infedele: competenza territoriale
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha risolto il dubbio sulla competenza territoriale per le sanzioni derivanti da un visto di conformità infedele. La Corte ha stabilito che l'organo competente non è l'ufficio delle Entrate del domicilio del contribuente, ma la Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate competente per il domicilio fiscale del professionista (RAF) che ha commesso l'irregolarità. La decisione si fonda sulla natura speciale della norma che regola la materia, la quale prevale sulle regole generali di competenza.
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Appalto illecito: quando è genuino e quando no?
Un lavoratore, formalmente dipendente di una cooperativa per servizi di archivistica presso un istituto di credito, ha citato in giudizio la banca per ottenere il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato, sostenendo l'esistenza di un appalto illecito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello. È stato stabilito che il contratto di appalto era genuino, poiché la società cooperativa manteneva una propria organizzazione imprenditoriale e un'effettiva gestione del personale, esercitando il potere direttivo e di controllo, nonostante le mansioni fossero svolte presso la sede del committente.
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Motivazione apparente: quando la Cassazione la esclude
Un gruppo di datori di lavoro ricorre in Cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello che aveva riconosciuto un lungo rapporto di lavoro subordinato a un dipendente. Il motivo principale del ricorso era la presunta motivazione apparente della sentenza di secondo grado, specialmente riguardo a un periodo in cui il lavoratore risultava formalmente disoccupato. La Suprema Corte ha rigettato sia il ricorso principale che quello incidentale del lavoratore, chiarendo i limiti del vizio di motivazione. La Corte ha stabilito che una motivazione è considerata 'apparente' solo se è graficamente assente o talmente oscura da essere incomprensibile, non se si basa su una valutazione delle prove che la parte non condivide. La decisione ribadisce quindi che la valutazione dei fatti e delle prove spetta ai giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Clausola sociale: limiti al diritto di assunzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni lavoratori che rivendicavano il diritto all'assunzione presso la nuova società appaltatrice in virtù della clausola sociale. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano escluso tale diritto poiché i lavoratori si erano dimessi e non risultavano in servizio al momento dell'indizione della nuova gara d'appalto. Il ricorso è stato respinto per vizi procedurali.
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Contratto a progetto: quando è valido per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una lavoratrice che chiedeva la conversione del suo contratto a progetto in un rapporto di lavoro subordinato. La Corte ha chiarito che, per la validità di un contratto a progetto, non è necessario che l'attività sia eccezionale o diversa da quella ordinaria dell'impresa. È sufficiente che il progetto sia chiaramente descritto, identificato e collegato a un risultato finale, distinguendosi così da una mera routine lavorativa. La valutazione sulla specificità del progetto e sulla sussistenza della subordinazione è un accertamento di fatto che spetta ai giudici di merito e non è sindacabile in sede di legittimità.
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Revoca gratuito patrocinio: competenza penale o civile?
L'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione chiarisce una questione di competenza. In caso di revoca gratuito patrocinio concesso in un procedimento penale, il ricorso in Cassazione deve essere giudicato dalle sezioni penali e non da quelle civili. La Corte distingue nettamente tra l'impugnazione del provvedimento di revoca e l'opposizione al decreto di liquidazione dei compensi, quest'ultima di competenza civile. Pertanto, il Collegio ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l'assegnazione a una sezione penale.
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Motivazione apparente: quando la sentenza è valida?
Una società, accusata di frode carosello, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo la nullità della sentenza di secondo grado per motivazione apparente. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che una motivazione, seppur sintetica, non è apparente quando consente di ricostruire il percorso logico-giuridico seguito dal giudice. Il caso conferma che la mancata analisi di ogni singolo elemento probatorio non vizia la sentenza se il convincimento del giudice è fondato su prove ritenute decisive.
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Esonero scarso rendimento: licenziamento nullo
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esonero per scarso rendimento di un dipendente del settore autoferrotranviario, adottato senza il parere obbligatorio del Consiglio di Disciplina, è nullo. Questa violazione procedurale non è una mera irregolarità, ma un vizio sostanziale che comporta la tutela reintegratoria piena per il lavoratore, e non un semplice indennizzo economico. La sentenza ribadisce l'importanza delle garanzie procedurali previste dalla normativa speciale di settore.
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Secondo licenziamento: quando è valido per la Cassazione
Un lavoratore, già destinatario di un primo licenziamento, ne riceve un secondo mentre è in corso l'impugnazione del primo. La Corte di Cassazione chiarisce che, una volta divenuto definitivo il giudizio che accerta la legittimità del primo recesso, il rapporto di lavoro si considera già estinto. Di conseguenza, il secondo licenziamento perde ogni effetto, in quanto rivolto a un rapporto non più esistente. Il ricorso del lavoratore viene quindi respinto.
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Motivazione per relationem: atto noto e validità
Un'ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce che un avviso di liquidazione fiscale è valido anche se riporta una base imponibile errata, a condizione che la sua motivazione per relationem faccia riferimento a un atto giudiziario già noto al contribuente. Il diritto di difesa non è leso se il contribuente, essendo parte del giudizio originario, possiede tutti gli elementi per comprendere la pretesa fiscale.
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