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Controricorrente — Anno 2026

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535 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Contributi INPS utili non distribuiti: le novità
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dei contributi INPS utili non distribuiti in relazione ai soci di una società di capitali iscritti alla Gestione artigiani e commercianti. L'istituto previdenziale pretendeva il pagamento della contribuzione a percentuale anche su somme mai percepite dal socio. I giudici di merito hanno dato ragione al contribuente, e la Suprema Corte, data la rilevanza della questione, ha disposto il rinvio alla pubblica udienza per un esame approfondito.
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Notifica cancellazione elenchi agricoli: le novità
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un pensionato a cui è stata chiesta la restituzione di oltre 160.000 euro a seguito del ricalcolo dei contributi. Il cuore della controversia riguarda la validità della notifica cancellazione elenchi agricoli avvenuta solo in modalità telematica. La Corte ha rinviato la causa in pubblica udienza per definire meglio chi siano i lavoratori interessati che hanno diritto a una comunicazione personale per non vedere leso il proprio diritto di difesa.
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Ricognizione di debito: la tassazione è fissa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1995/2026, ha stabilito che la ricognizione di debito, essendo un atto con natura meramente dichiarativa e non modificativa di una situazione patrimoniale preesistente, è soggetta a imposta di registro in misura fissa e non proporzionale. Il caso riguardava un avviso di liquidazione emesso dall'Agenzia delle Entrate che applicava un'imposta proporzionale su un riconoscimento di debito enunciato in un decreto ingiuntivo. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando la decisione dei giudici di merito e allineandosi a un precedente orientamento delle Sezioni Unite.
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Contributo consortile: quando è legittimo il pagamento?
Un contribuente ha contestato una richiesta di pagamento per un contributo consortile, sostenendo la mancanza di opere di manutenzione e, di conseguenza, l'assenza di un beneficio per il suo fondo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che il contributo è dovuto se il consorzio dimostra l'esistenza di un beneficio diretto e specifico per l'immobile, derivante dalle opere nel loro complesso. La Corte ha inoltre precisato i limiti del ricorso per 'omesso esame di un fatto decisivo', che non può essere utilizzato per ottenere un riesame nel merito delle prove.
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Accertamento bancario professionisti: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1937/2026, interviene su un caso di accertamento bancario professionisti. La Corte chiarisce che la presunzione di reddito da prelievi ingiustificati è incostituzionale per i lavoratori autonomi, a differenza degli imprenditori. Tuttavia, la presunzione legale resta pienamente valida per i versamenti non giustificati. La decisione distingue nettamente le posizioni fiscali, sottolineando che il condono dell'associazione non si estende automaticamente ai singoli soci. Il caso di un socio viene rinviato per un nuovo esame alla luce di questi principi.
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Definizione agevolata: processo estinto in Cassazione
Una società, dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio contro un avviso di accertamento, ha aderito alla definizione agevolata mentre il caso era pendente in Cassazione su ricorso dell'Agenzia delle Entrate. La Corte Suprema, constatando il perfezionamento della procedura di definizione agevolata, ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che ogni parte debba sostenere le proprie spese legali.
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Dazio antidumping: l’origine reale della merce prevale
Una società importatrice ha contestato l'applicazione di un dazio antidumping su elementi di fissaggio dichiarati come provenienti da Taiwan. L'Agenzia delle Dogane, a seguito di un'indagine dell'OLAF (Ufficio europeo per la lotta antifrode), ha dimostrato che la merce era in realtà di origine cinese e semplicemente trasbordata a Taiwan per eludere i dazi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, stabilendo che per l'applicazione del dazio antidumping conta l'origine effettiva dei beni, non quella dichiarata. La Corte ha inoltre chiarito che l'archiviazione di un procedimento penale non è sufficiente a provare la buona fede dell'importatore e che le indagini OLAF costituiscono una valida base probatoria per l'accertamento doganale.
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Regime fiscale immobili storici: l’agevolazione è automatica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1932/2026, ha stabilito un principio fondamentale per il regime fiscale degli immobili storici. Anche in caso di accertamento per redditi da locazione non dichiarati, l'amministrazione finanziaria deve applicare d'ufficio il regime agevolativo previsto per i beni di interesse storico-artistico. La Corte ha chiarito che tale beneficio non è subordinato a una specifica richiesta del contribuente, trattandosi del regime ordinario di determinazione del reddito per questa categoria di immobili. Il ricorso della contribuente è stato quindi accolto su questo punto, cassando la sentenza precedente e rinviando per una nuova valutazione.
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Improcedibilità ricorso: l’obbligo di deposito
Una società di sicurezza ha impugnato una decisione che la obbligava a restituire una somma a un'azienda sanitaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso perché la società non ha depositato la copia autentica notificata della sentenza impugnata entro il termine perentorio previsto dalla legge, rendendo impossibile la verifica della tempestività dell'appello.
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Cessione del quinto: a chi spetta il credito?
Un lavoratore ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro, l'appaltatore e il committente poiché il datore di lavoro, dopo aver trattenuto le rate per un prestito con cessione del quinto, non le aveva versate all'istituto finanziario. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del lavoratore, chiarendo che con la cessione, il credito si trasferisce all'istituto finanziario, che diventa l'unico creditore. Di conseguenza, il lavoratore non può rivendicare tali somme per sé, e la responsabilità solidale del committente e dell'appaltatore non si applica a questo specifico debito.
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Rimborso chilometrico: la Cassazione fa chiarezza
In un caso riguardante le differenze retributive e il rimborso chilometrico per una lavoratrice, la Corte di Cassazione ha rigettato sia il ricorso principale della dipendente che quello incidentale dell'azienda. L'ordinanza chiarisce che, sulla base del contratto individuale, il rimborso chilometrico è dovuto solo per gli spostamenti intermedi tra le varie sedi dei clienti e non per il tragitto casa-lavoro. La Corte ha ritenuto legittima la decisione dei giudici d'appello di dimezzare l'importo del rimborso, quantificandolo in via equitativa.
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Ferie e riposo: la Cassazione chiarisce la distinzione
Un gruppo di piloti di elicottero ha citato in giudizio la propria azienda per aver illegittimamente incluso i giorni di ferie annuali nel conteggio dei giorni di riposo. La Corte di Cassazione ha dato ragione ai lavoratori, affermando il principio fondamentale secondo cui ferie e riposo sono diritti distinti e irrinunciabili che non possono essere sovrapposti. La Corte ha annullato la precedente sentenza d'appello, stabilendo che le ferie devono essere considerate un periodo aggiuntivo rispetto ai riposi previsti.
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Regime fiscale ASD: quando viene disconosciuto
La Cassazione analizza il caso di una ASD a cui è stato revocato il regime fiscale agevolato. Pur confermando la natura commerciale dell'attività, la Corte cassa la sentenza per omessa pronuncia sulla detrazione dei costi, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Prova lavoro part time: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un'azienda contro la sentenza che riconosceva a una dipendente un rapporto di lavoro a tempo pieno. L'ordinanza sottolinea i rigidi limiti alla produzione di nuove prove in appello nel rito del lavoro, dichiarando inammissibile un documento presentato tardivamente perché non indispensabile. La Corte ha inoltre ribadito i requisiti di specificità necessari per i motivi di ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito sulla base della prova del lavoro part time già acquisita.
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Responsabilità solidale amministratori: la Cassazione
La Corte di Cassazione interviene sulla responsabilità solidale amministratori di associazioni non riconosciute. Con una recente ordinanza, ha cassato la sentenza di merito che aveva esonerato un'amministratrice dal pagamento dei debiti tributari dell'ente, affermando che spetta all'amministratore stesso provare la propria estraneità alla gestione che ha generato il debito, e non all'Agenzia delle Entrate dimostrarne il coinvolgimento. Viene inoltre ribadito l'elevato valore probatorio del processo verbale di constatazione.
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Motivazione per relationem: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento per fatture inesistenti, la cui motivazione per relationem si basava su un verbale di constatazione (PVC) non adeguatamente notificato. La Corte ha stabilito che la consegna del PVC all'amministratore giudiziario non garantisce la conoscenza da parte del legale rappresentante della società, rendendo l'accertamento nullo per difetto di motivazione. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Motivazione per relationem: quando è valida? La Cassazione
Una società contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per IVA su operazioni ritenute inesistenti. Il nodo della questione era la validità della motivazione per relationem dell'avviso, che rinviava a un Processo Verbale di Constatazione (PVC) notificato non al legale rappresentante, ma a un amministratore giudiziario. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per la validità della motivazione per relationem, l'atto richiamato deve essere effettivamente conosciuto dal legale rappresentante, a cui spetta la difesa della società. La Corte ha cassato la sentenza e rinviato il caso per una nuova valutazione.
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Rinuncia al ricorso: cosa succede se la parte fallisce?
Una società costruttrice, dopo aver proposto ricorso in Cassazione, effettua una rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. Successivamente, la stessa società viene dichiarata fallita. La Corte di Cassazione ha stabilito che la rinuncia, avvenuta prima della dichiarazione di fallimento, resta valida ed efficace, dichiarando di conseguenza l'estinzione del giudizio.
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Imposta di registro: quando scatta la decadenza?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1865/2026, ha chiarito due punti cruciali in materia di imposta di registro. Primo, solo il creditore che ottiene un decreto ingiuntivo è tenuto al pagamento dell'imposta, escludendo la solidarietà del debitore. Secondo, il termine di decadenza di cinque anni per l'accertamento dell'imposta su un atto non registrato decorre dalla data in cui l'atto doveva essere registrato, e non dal suo successivo deposito in un procedimento giudiziario, poiché tale deposito non costituisce 'caso d'uso'.
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Rinuncia ricorso Cassazione: no al doppio contributo
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti. La controversia originava da un'opposizione a un precetto per un mutuo fondiario. La Corte ha stabilito che, in caso di rinuncia, il ricorrente deve pagare le spese legali della controparte ma non è tenuto al versamento del cosiddetto 'doppio contributo unificato', poiché tale sanzione si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione e non può essere estesa per analogia.
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