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Controricorrente — Anno 2026

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535 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Ricorso improcedibile: onere della prova e notifica
Una società ha presentato ricorso in Cassazione in una controversia bancaria. La Corte ha dichiarato il ricorso improcedibile a causa di un vizio di forma: la mancata produzione della relata di notifica della sentenza d'appello. Questa omissione ha impedito di verificare il rispetto del termine breve per impugnare. La Corte ha inoltre sottolineato, in via subordinata, che le doglianze della società erano comunque generiche e infondate nel merito, confermando le decisioni dei gradi precedenti.
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Fideiussione ABI: nullità parziale confermata
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un fideiussore che chiedeva la nullità totale di una garanzia basata sul modello ABI. La Corte ha confermato il suo orientamento consolidato: la nullità derivante dalla violazione della normativa antitrust è solo parziale e riguarda le singole clausole illecite, non l'intero contratto. Sono stati respinti anche i motivi relativi all'errata indicazione del TAEG, ritenuto un mero indicatore informativo, e alla prova della cessione del credito.
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Revocazione sentenza: no con prove postume
Una società, dopo aver perso un appello in materia fiscale, ha richiesto la revocazione della sentenza sulla base di nuove testimonianze emerse in un separato processo penale. La Corte di Giustizia Tributaria aveva accolto la richiesta, ma la Corte di Cassazione ha annullato tale decisione. La Suprema Corte ha stabilito che la revocazione di una sentenza è possibile solo per documenti decisivi preesistenti al giudizio originale e non per prove formatesi successivamente, come i verbali di nuove testimonianze. Di conseguenza, il ricorso per revocazione è stato dichiarato inammissibile.
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Onere probatorio conto corrente: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un correntista contro una banca. La decisione sottolinea che l'onere probatorio in un contenzioso su conto corrente richiede la produzione completa degli estratti conto da parte di chi agisce. Il ricorso è stato respinto perché non contestava la vera ragione della decisione d'appello (l'incompletezza della documentazione) ma si concentrava su un altro aspetto (la mancata produzione del contratto), risultando così proceduralmente viziato.
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Revocazione sentenza: no a prove testimoniali postume
La Corte di Cassazione ha stabilito che non è possibile chiedere la revocazione di una sentenza basandosi su prove testimoniali emerse in un altro processo e formatesi dopo la decisione stessa. Nel caso specifico, una società aveva ottenuto la revocazione di una sentenza tributaria sfavorevole presentando le trascrizioni di testimonianze di un processo penale successivo. La Cassazione ha annullato tale decisione, specificando che la revocazione sentenza è ammessa solo per documenti decisivi preesistenti alla sentenza impugnata, ma scoperti solo in seguito. Le testimonianze postume non rientrano in questa categoria, garantendo così la stabilità delle decisioni giudiziarie.
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Revocazione sentenza: testimonianze non sono documenti
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte di Giustizia Tributaria che aveva accolto un'istanza di revocazione sentenza. La richiesta si basava su nuove testimonianze emerse in un processo penale successivo alla sentenza tributaria. La Suprema Corte ha stabilito che tali testimonianze, formatesi dopo la decisione, non costituiscono 'documenti decisivi preesistenti' ai sensi dell'art. 395 c.p.c., rendendo così inammissibile il rimedio della revocazione. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata senza rinvio.
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Revocazione straordinaria: limiti e prove documentali
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti della revocazione straordinaria. Il caso riguarda una società che ha tentato di annullare una sentenza fiscale definitiva usando testimonianze emerse in un successivo processo penale. La Corte ha stabilito che la revocazione straordinaria si applica solo a documenti preesistenti alla sentenza e non a prove formatesi successivamente, dichiarando inammissibile il ricorso della società e consolidando il principio della stabilità delle decisioni giudiziarie.
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Revocazione sentenza tributaria: no a prove successive
Una società ha tentato di annullare una sentenza tributaria definitiva utilizzando testimonianze emerse in un successivo processo penale. La Corte di Cassazione ha respinto tale tentativo, stabilendo che la revocazione sentenza tributaria è ammissibile solo per documenti decisivi e preesistenti alla decisione originale, non per prove formatesi in seguito. La Corte ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione, confermando la stabilità del giudicato.
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Detraibilità IVA liquidazione: la Cassazione decide
Una società in liquidazione, successore di un'altra che svolgeva attività sanitarie esenti da IVA, ha richiesto il rimborso dell'IVA su costi legali. La Corte di Cassazione ha negato il rimborso, stabilendo che la detraibilità IVA in liquidazione è esclusa se i costi, pur sostenuti in questa fase, sono direttamente collegati alla precedente attività esente. Il principio determinante è la connessione del costo all'operazione originaria, non lo stato attuale della società.
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Rimborso IVA non residenti: le operazioni attive
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di una corte tributaria che aveva concesso un rimborso IVA a una società estera. Il punto cruciale è che il giudice di merito non ha verificato se la società avesse svolto 'operazioni attive' in Italia. Tale verifica è un presupposto essenziale per accedere alla procedura di rimborso IVA non residenti, poiché la presenza di tali operazioni potrebbe obbligare la società a identificarsi ai fini IVA in Italia, escludendola dal beneficio.
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IVA di gruppo: no compensazione con debiti terzi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 167/2026, ha stabilito un importante principio in materia di IVA di gruppo. Un rimborso IVA spettante alla società controllante non può essere sospeso per compensarlo con debiti fiscali (nella specie, IRES e IRAP) di altre società del gruppo, soprattutto se tali debiti si riferiscono a periodi d'imposta in cui la struttura del gruppo era diversa. La Corte ha chiarito che il regime dell'IVA di gruppo è una procedura meramente liquidatoria per l'IVA e non estende la responsabilità solidale della capogruppo ai debiti di altra natura delle controllate, mancando il presupposto della reciprocità per la compensazione.
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Trasferimento d’azienda: no al Fondo Garanzia INPS
Analisi di un'ordinanza della Cassazione sul caso di un presunto trasferimento d'azienda mascherato da dimissioni di massa e successive riassunzioni. La Corte ha stabilito che, in caso di operazione elusiva volta a scaricare il TFR sul Fondo di Garanzia dell'Ente Previdenziale, quest'ultimo può legittimamente negare il pagamento, confermando la responsabilità solidale della società cessionaria.
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Estinzione Giudizio: Rinuncia e Accettazione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso riguardante il riconoscimento di un lodo arbitrale estero. La decisione è seguita alla rinuncia al ricorso da parte della società ricorrente e alla successiva accettazione da parte della società controricorrente. La Corte ha disposto la compensazione delle spese legali, chiudendo definitivamente la controversia e rendendo esecutivo il lodo arbitrale in Italia.
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Scientia decoctionis: onere della prova e indizi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una procedura concorsuale che chiedeva la revoca di alcuni pagamenti a favore di un fornitore. Il caso verteva sulla prova della cosiddetta "scientia decoctionis", ovvero la conoscenza da parte del creditore dello stato di insolvenza del debitore. La Corte ha ribadito che l'onere di fornire tale prova spetta a chi agisce in revocatoria e che la valutazione degli elementi indiziari (come assegni protestati di modesto importo o ritardi nei pagamenti) è di competenza esclusiva del giudice di merito, non potendo essere riesaminata in sede di legittimità se la motivazione è logicamente coerente.
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Benefici fiscali ASD: onere della prova e gestione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 149/2026, ha chiarito un punto cruciale sui benefici fiscali per le ASD. Ha stabilito che l'onere di provare la sussistenza dei requisiti per le agevolazioni, in particolare la democraticità della gestione, spetta all'associazione stessa e non all'Amministrazione finanziaria. Il caso riguardava un'associazione sportiva a cui erano stati negati i benefici per IRES, IRAP e IVA. La Corte ha cassato la decisione del giudice di secondo grado che aveva erroneamente invertito l'onere della prova, sottolineando che gli elementi indiziari forniti dall'Ufficio, se gravi, precisi e concordanti, sono sufficienti a innescare il dovere dell'ASD di fornire prova contraria.
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Prescrizione cartelle: Cassazione e i termini di 5 anni
Una contribuente ha impugnato una comunicazione di iscrizione ipotecaria e diverse cartelle di pagamento per tasse e tributi vari. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso, cassando la sentenza d'appello. Il motivo dell'accoglimento è la mancata analisi, da parte del giudice di merito, dell'eccezione sulla prescrizione delle cartelle di pagamento per ICI e tributi camerali, che è quinquennale. I motivi relativi ai vizi di notifica sono stati invece respinti.
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Notifica atti società estinta: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la validità della notifica di una cartella di pagamento intestata a una società di persone già estinta, ma consegnata a uno degli ex soci. Secondo la Corte, la cancellazione della società dal Registro delle Imprese innesca un fenomeno successorio, per cui i debiti si trasferiscono ai soci. Pertanto, la notifica atti società estinta all'ex socio è sufficiente a portare la pretesa tributaria a conoscenza dei successori, senza la necessità di emettere un nuovo atto impositivo a loro nome.
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Competenza territoriale intermediario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato delle cartelle di pagamento emesse nei confronti di un intermediario fiscale per un visto di conformità infedele. La decisione si fonda sulla violazione delle norme sulla competenza territoriale dell'intermediario, stabilendo che l'unico ufficio legittimato ad agire è la Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista 'trasgressore', e non quello del contribuente. Questo vizio procedurale ha reso gli atti impositivi nulli, assorbendo ogni altra questione di merito.
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Interpretazione contratto assicurativo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello relativa a un risarcimento danni da allagamento condominiale, il cui fulcro era l'interpretazione del contratto assicurativo. La Corte d'Appello aveva erroneamente applicato il massimale più alto della polizza, ignorando un "sottolimite" specifico di 1.000 euro per quel tipo di sinistro. La Cassazione ha stabilito che non vi era alcuna ambiguità tra le clausole, in quanto la corte territoriale aveva confuso il valore dell'immobile assicurato con il massimale di indennizzo, applicando a sproposito l'art. 1370 c.c. La decisione è stata quindi cassata con rinvio.
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Accertamenti bancari professionisti: la Cassazione decide
Un libero professionista ha impugnato diversi avvisi di accertamento per Irpef, Irap e Iva basati su indagini bancarie. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che gli accertamenti bancari professionisti si fondano sulla presunzione legale che i versamenti non giustificati su conti correnti costituiscano reddito. La Corte ha inoltre validato le procedure dell'Amministrazione Finanziaria riguardo l'autorizzazione alle indagini e la delega di firma per gli atti, respingendo le eccezioni del contribuente.
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