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Contributo Unificato — Anno 2025

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512 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Contributo Unificato

Provvedimenti

Onere prova lavoratore agricolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5404/2025, ha rigettato il ricorso di un lavoratore agricolo contro l'ente previdenziale. Il caso riguardava la mancata iscrizione negli elenchi dei lavoratori agricoli. La Corte ha stabilito che l'onere della prova lavoratore agricolo ricade interamente su quest'ultimo, che deve dimostrare l'effettiva esistenza del rapporto di lavoro, non potendosi limitare a contestare la legittimità dell'atto amministrativo di cancellazione.
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Autorizzazione lavoro straordinario: la Cassazione decide
Un dipendente pubblico del settore Protezione Civile ha richiesto il pagamento di ore di lavoro straordinario. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi inferiori. Il punto cardine della decisione è la necessità di una formale e preventiva autorizzazione lavoro straordinario, senza la quale la prestazione non può essere retribuita, rigettando la tesi di un'autorizzazione implicita o successiva.
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Estinzione del processo: no al doppio contributo
Una controversia di lavoro tra una dipendente e due società giunge in Cassazione. Le parti, tuttavia, raggiungono una conciliazione stragiudiziale e rinunciano ai ricorsi. La Corte dichiara l'estinzione del processo, chiarendo che in caso di rinuncia non si applica la sanzione del doppio contributo unificato, prevista solo per rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Estinzione del processo e contributo unificato
A seguito di un accordo stragiudiziale tra una lavoratrice e due società, queste ultime hanno rinunciato al ricorso per Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, chiarendo un punto fondamentale: la rinuncia all'impugnazione non fa scattare l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, in quanto tale sanzione si applica solo in casi tassativi come il rigetto o l'inammissibilità del ricorso.
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Estinzione del giudizio: accordo tra le parti in Cassazione
Una società aveva proposto ricorso per cassazione contro il rigetto della sua domanda di ammissione al passivo fallimentare di un'altra azienda. Durante il processo, le parti hanno raggiunto un accordo, presentando un'istanza congiunta per l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo a spese compensate, chiarendo che in caso di rinuncia al ricorso seguita da accettazione, non si applica la condanna alle spese né l'obbligo del versamento del doppio contributo unificato.
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Estinzione del processo: cosa succede se rinunci?
Un creditore ha rinunciato a un ricorso in Cassazione dopo la chiusura di un fallimento. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che le spese del rinunciante sono irripetibili perché la controparte non si era costituita. La decisione chiarisce che la rinuncia non comporta il raddoppio del contributo unificato, previsto solo per rigetto o inammissibilità.
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Estinzione del Giudizio: la rinuncia al ricorso
Un Istituto di Credito aveva impugnato una decisione della Corte d'Appello relativa a una somma che doveva essere restituita da due clienti. Successivamente, sia la banca che i clienti hanno rinunciato reciprocamente ai rispettivi ricorsi pendenti dinanzi alla Corte di Cassazione. La Corte, prendendo atto delle rinunce e dell'accordo tra le parti sulle spese, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che in questi casi non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: come evitare il doppio contributo
Una società cooperativa, dopo aver presentato ricorso in Cassazione, vi rinunciava. La Suprema Corte, con ordinanza, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione chiarisce un importante aspetto fiscale: la rinuncia al ricorso, a differenza del rigetto o dell'inammissibilità, non comporta la condanna al pagamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, offrendo così un'importante lezione sulla gestione strategica del contenzioso.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: spese e contributo
Un cittadino rinuncia al ricorso in Cassazione contro un istituto di credito. La Corte, vista l'accettazione della controparte, dichiara estinto il giudizio. L'ordinanza chiarisce che in caso di rinuncia al ricorso accettata, non vi è condanna alle spese né obbligo di versare il doppio del contributo unificato.
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Legittimazione ad agire: Riscossione e Crediti INPS
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Agente della Riscossione contro una sentenza che aveva accertato la prescrizione di crediti previdenziali. La decisione si fonda sul principio della carenza di legittimazione ad agire dell'Agente, il quale non può contestare il merito della pretesa contributiva (come la prescrizione), competenza che spetta esclusivamente all'ente impositore, in questo caso l'istituto di previdenza.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito di una rinuncia al ricorso per cassazione formalizzata dalle parti dopo un accordo transattivo. La decisione chiarisce un punto fondamentale: in caso di rinuncia, non è dovuto il versamento del doppio contributo unificato, poiché tale sanzione si applica solo nei casi tassativi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso, e non può essere estesa per analogia.
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Contributo unificato motivi aggiunti: quando è dovuto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5969/2025, ha rigettato il ricorso di un'amministrazione pubblica, stabilendo che il pagamento di un ulteriore contributo unificato per motivi aggiunti non è sempre dovuto. Il presupposto per la nuova imposta è un 'considerevole ampliamento dell'oggetto della controversia', che non si verifica se i nuovi atti impugnati sono strettamente collegati a quelli originari e non introducono un tema di indagine sostanzialmente nuovo. In questo caso, i motivi aggiunti contestavano una nota di osservazioni che non era un atto autonomamente lesivo, ma una specificazione di questioni già in discussione.
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Contributo unificato: no se i motivi non ampliano
La Corte di Cassazione ha stabilito che non è dovuto un ulteriore contributo unificato per la proposizione di motivi aggiunti se questi non comportano un 'considerevole ampliamento dell'oggetto della controversia'. Nel caso di specie, l'impugnazione dell'aggiudicazione di una gara, successiva all'impugnazione dell'esclusione dalla stessa, è stata ritenuta strettamente connessa alla prima, non giustificando un nuovo pagamento, in quanto le ragioni di ricorso erano sostanzialmente le medesime.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Un professionista ha presentato ricorso in Cassazione contro una procedura fallimentare riguardo al riconoscimento di un suo credito. Successivamente, ha effettuato una rinuncia al ricorso a seguito di un accordo. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio, specificando che in caso di rinuncia al ricorso non è dovuto il pagamento del doppio contributo unificato, poiché tale misura si applica solo in casi di rigetto o inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un ex presidente del collegio sindacale, sanzionato da un'autorità di vigilanza, rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte, preso atto della rinuncia al ricorso e dell'accettazione della controparte, dichiara l'estinzione del giudizio, stabilendo che le spese restino a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Cessazione materia del contendere: accordo tra le parti
Una complessa disputa condominiale riguardante la costruzione di un vano non autorizzato su un tetto comune giunge fino alla Corte di Cassazione. Le parti, tuttavia, raggiungono un accordo transattivo, portando la Corte a dichiarare la cessazione della materia del contendere. Questa decisione comporta la perdita di efficacia della sentenza d'appello impugnata e, aspetto cruciale, esclude l'applicazione della sanzione del raddoppio del contributo unificato.
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Correzione errore materiale: quando è possibile
Un ricorrente chiede la correzione errore materiale di un'ordinanza della Corte di Cassazione che lo aveva erroneamente condannato al pagamento delle spese legali a favore di una controparte non costituitasi in giudizio. La Corte accoglie parzialmente l'istanza, eliminando la condanna alle spese in quanto 'mera svista redazionale', ma rigetta le richieste relative al contributo unificato e al patrocinio a spese dello Stato, poiché non costituiscono errori materiali.
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Inammissibilità ricorso: oneri processuali in Cassazione
L'appello di una lavoratrice contro la classificazione del suo rapporto come collaborazione a progetto è stato respinto. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso a causa della mancata produzione dei documenti processuali essenziali, impedendo così la verifica degli errori procedurali lamentati.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
Una società e alcuni privati, dopo aver presentato ricorso in Cassazione, vi hanno rinunciato. La controparte ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che in caso di rinuncia al ricorso accettata non si applica né la condanna alle spese, né il raddoppio del contributo unificato, in quanto quest'ultima è una misura sanzionatoria prevista solo per i casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: niente contributo unificato
L'ordinanza analizza il caso di un ex presidente del collegio sindacale di una società di credito che, dopo essere stato sanzionato dall'autorità di vigilanza finanziaria, ha presentato ricorso in Cassazione. La questione centrale è la rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese e chiarendo un principio fondamentale: in caso di rinuncia, non è dovuto il pagamento del doppio del contributo unificato, poiché tale obbligo si applica solo in casi tassativi come rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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