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Contributo Unificato — Anno 2025

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512 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Contributo Unificato

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Un cittadino aveva impugnato una decisione del Tribunale di Roma davanti alla Corte di Cassazione. Successivamente, ha presentato una formale rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalla controparte, un ente religioso. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo. In base a questa decisione, in caso di rinuncia accettata, non vi è una condanna alle spese legali e non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché l'estinzione del processo non rientra tra i casi previsti dalla legge per tale sanzione.
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Decreto di espulsione: quando l’appello è inammissibile
Un cittadino straniero ha impugnato un decreto di espulsione per mancata dichiarazione di presenza, sollevando questioni sulla motivazione, la traduzione dell'atto e la legittimità della firma. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei giudici di merito. La Corte ha ritenuto sufficiente la motivazione, presunta la comprensione di una lingua veicolare (l'inglese) e dell'italiano (attraverso il conferimento della procura all'avvocato) e valida la firma del funzionario delegato dal Prefetto.
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Tempo vestizione: onere della prova e rinuncia
Un infermiere chiede la retribuzione per il tempo vestizione. Il Tribunale accoglie la richiesta, ma la Corte d'Appello la respinge a causa di timbrature orarie irregolari, ponendo l'onere della prova a carico del lavoratore. Quest'ultimo ricorre in Cassazione ma poi rinuncia. La Suprema Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso per carenza d'interesse, compensando le spese e escludendo il pagamento del doppio contributo unificato.
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Rinuncia agli atti: estinzione del giudizio e spese
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza le conseguenze della rinuncia agli atti presentata da un'agente della riscossione in un contenzioso tributario. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che, in assenza di attività difensiva delle controparti, non vi è luogo a provvedere sulle spese. Inoltre, ha chiarito che la rinuncia non comporta il pagamento del doppio contributo unificato, data la natura eccezionale e sanzionatoria di tale misura.
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Procura speciale: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condomino contro una società di costruzioni a causa di un vizio insanabile nella procura speciale. L'ordinanza chiarisce che il mandato all'avvocato deve essere conferito necessariamente dopo la pubblicazione della sentenza che si intende impugnare. Una procura rilasciata in un momento anteriore, come quella per il precedente grado di appello, è considerata inesistente per il giudizio di legittimità, con conseguente responsabilità personale dell'avvocato per le spese.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una procedura fallimentare, dopo aver presentato ricorso contro un decreto del Tribunale, ha successivamente depositato una dichiarazione di rinuncia. La controparte ha accettato la rinuncia e ha acconsentito alla compensazione delle spese. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del processo, specificando che in caso di rinuncia al ricorso accettata non vi è pronuncia sulle spese e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Improcedibilità ricorso Cassazione: errore nel deposito
Un contribuente ha impugnato una sentenza tributaria, ma il suo appello è stato respinto. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso per cassazione a causa del mancato deposito della copia autentica della sentenza di secondo grado, un adempimento procedurale essenziale. In sua vece, era stata depositata solo la sentenza di primo grado.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un contenzioso tributario a seguito della rinuncia al ricorso da parte degli eredi di un contribuente. La Corte ha compensato le spese legali e ha chiarito che, in caso di estinzione del giudizio per rinuncia, non è dovuto il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, poiché tale misura si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Improcedibilità ricorso Cassazione: errore fatale
Una società impugna in Cassazione una sentenza d'appello sfavorevole in una lite condominiale. La Suprema Corte dichiara l'improcedibilità del ricorso Cassazione perché la parte ricorrente ha omesso di depositare la copia notificata della sentenza impugnata entro i termini di legge. L'errore procedurale si rivela insanabile e determina la fine del giudizio.
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Inammissibilità ricorso tributario: il caso Cassazione
Un contribuente impugnava un'iscrizione ipotecaria fino alla Corte di Cassazione. Durante il processo, aderiva alla definizione agevolata per i debiti sottostanti e rinunciava al ricorso. La Corte ha quindi dichiarato l'inammissibilità del ricorso tributario per sopravvenuto difetto di interesse, senza condanna alle spese né raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
Un cliente ha citato in giudizio due avvocati per responsabilità professionale. Condannati in appello al risarcimento, uno dei legali ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, il ricorrente ha presentato una rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che in questi casi non sono dovute né le spese legali né il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza gli effetti della rinuncia al ricorso presentata congiuntamente dalle parti. Il caso, originato da un appello di un Comune contro una sentenza della Corte d'Appello, si conclude con la declaratoria di estinzione del giudizio. La Suprema Corte chiarisce che, in caso di rinuncia al ricorso, non si applica il raddoppio del contributo unificato, fornendo un'importante precisazione sulle conseguenze economiche di tale atto processuale.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile
Un contribuente impugna in Cassazione una sentenza sfavorevole relativa a una cartella esattoriale. Durante il processo, una legge speciale dispone l'annullamento automatico del debito. La stessa Agenzia delle Entrate-Riscossione conferma la cancellazione del ruolo. La Suprema Corte, di conseguenza, dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la materia del contendere è venuta meno, compensando le spese di lite.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un'azienda del settore moda, destinataria di avvisi di accertamento per oltre 7 milioni di euro per l'uso di fatture inesistenti, aveva impugnato la decisione sfavorevole della Commissione Tributaria Regionale. Durante il giudizio in Cassazione, l'azienda ha aderito con successo alla definizione agevolata prevista dalla L. 197/2022. Preso atto della regolarità della procedura e della richiesta concorde di entrambe le parti (contribuente e Agenzia delle Entrate), la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Una società di servizi aveva presentato ricorso contro la decisione di un Tribunale in merito a una tariffa ambientale. Durante il processo in Cassazione, la società ha rinunciato al ricorso e la controparte, un cittadino, ha accettato. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando integralmente le spese legali tra le parti e chiarendo che il raddoppio del contributo unificato non è dovuto in questi casi.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: no al raddoppio
Un contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione. Durante il processo in Cassazione, a seguito dell'annullamento dell'atto da parte dell'Agenzia Fiscale, ha presentato una rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura è prevista solo per rigetto, inammissibilità o improcedibilità.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Una società proponeva ricorso in Cassazione contro una condanna al pagamento. A seguito di un accordo, le parti presentavano una rinuncia al ricorso principale e a quello incidentale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che in caso di rinuncia al ricorso non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, poiché questa è prevista solo per i casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Retribuzione ferie: sì alle indennità aggiuntive
Un lavoratore ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro per il corretto calcolo della sua retribuzione durante le ferie, chiedendo l'inclusione di specifiche indennità. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto del lavoratore, stabilendo che la retribuzione ferie deve comprendere tutte le componenti retributive, incluse quelle per il lavoro a turni e quelle perequative. La Corte ha anche affrontato la questione delle spese legali, confermando che possono essere compensate tra le parti in casi di giurisprudenza incerta o oscillante.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia di agevolazioni prima casa per sopravvenuta carenza di interesse, poiché l'Agenzia delle Entrate aveva annullato in autotutela gli avvisi di liquidazione. La Corte ha compensato le spese e ha escluso il raddoppio del contributo unificato, chiarendo che la sanzione non si applica se l'inammissibilità deriva da eventi sopravvenuti.
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Esenzione spese processuali: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un lavoratore agricolo contro la sua cancellazione dagli elenchi nominativi. Il caso chiarisce i limiti dell'esenzione dalle spese processuali, specificando che tale beneficio non si applica quando l'oggetto diretto della causa non è una prestazione previdenziale, ma un atto preliminare come la reiscrizione in un elenco. La Corte ha ritenuto il ricorso generico e ha confermato che l'onere della prova sui presupposti per l'esenzione spetta al ricorrente.
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