La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24249/2025, ha stabilito la legittimità di una sanzione del 200% per il tardivo pagamento del contributo unificato, anche in assenza di una specifica motivazione nell'atto sanzionatorio. La Corte ha chiarito che la motivazione si considera assolta "per relationem", ovvero tramite il rinvio al precedente invito al pagamento che già specificava le conseguenze del ritardo, rendendo la sanzione una conseguenza automatica e predeterminata del comportamento del contribuente. Di conseguenza, è stata riformata la decisione dei giudici di merito che avevano ridotto la sanzione al minimo del 100%.
Continua »