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Concordato In Appello — Anno 2024

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742 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Concordato In Appello

Provvedimenti

Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena tramite il concordato in appello, aveva impugnato la sentenza chiedendo il proscioglimento. La Corte ribadisce che l'accordo implica la rinuncia ai motivi di merito, precludendo un riesame della colpevolezza e rendendo il ricorso inammissibile.
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Concordato in appello: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di concordato in appello. L'imputato, condannato a sette anni, non può contestare motivi rinunciati o la mancata valutazione di cause di proscioglimento. La Corte conferma che il ricorso è limitato a vizi della volontà, del consenso del PM o a pronunce difformi dall'accordo, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: limiti del patteggiamento
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una sentenza di patteggiamento in appello. La decisione si basa sul principio consolidato per cui non si possono contestare motivi rinunciati con l'accordo, ma solo vizi nella formazione della volontà o difformità della sentenza rispetto all'accordo stesso. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver ottenuto una riduzione di pena tramite un concordato in appello, aveva impugnato la sentenza per mancata motivazione sul proscioglimento. La Corte chiarisce che il concordato in appello preclude la possibilità di sollevare questioni relative alla colpevolezza, essendo l'accordo basato sulla rinuncia ai motivi di impugnazione.
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Prescrizione concordato in appello: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente una condanna per bancarotta, stabilendo un principio chiave sulla prescrizione con concordato in appello. Nonostante l'imputato avesse patteggiato la pena in appello, la Suprema Corte ha accolto il suo ricorso, dichiarando estinti per prescrizione alcuni reati di bancarotta semplice il cui termine era scaduto prima della sentenza di secondo grado. La decisione conferma che il giudice ha sempre l'obbligo di rilevare la prescrizione, anche in presenza di un accordo tra le parti.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver accettato un concordato in appello sulla pena, ha tentato di contestare la propria responsabilità. La Suprema Corte ribadisce che la rinuncia ai motivi di appello preclude la possibilità di riesaminare tali questioni nel giudizio di legittimità, confermando l'importanza strategica delle scelte difensive nell'ambito del concordato.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione (art. 385 c.p.). I motivi, relativi al rigetto di un concordato in appello, alla mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) e all'eccessività della pena, sono stati ritenuti generici e manifestamente infondati. La Corte ha confermato la validità della motivazione della Corte d'Appello, basata sulle modalità della condotta, l'intensità del dolo e i precedenti dell'imputato, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 36016/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello'. La Corte ha chiarito che tale sentenza può essere impugnata solo per vizi relativi alla formazione della volontà, al consenso del PM o a una pronuncia difforme dall'accordo, e non per questioni di merito come il mancato riconoscimento di un'attenuante. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver definito la pena tramite concordato in appello, lamentava la mancata concessione di una circostanza attenuante. La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena implica la rinuncia alla maggior parte dei motivi di impugnazione, salvo eccezioni specifiche non riscontrate nel caso di specie. Il ricorrente è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di tre imputati contro una sentenza di "concordato in appello". La Corte ha ribadito che, dopo un accordo sulla pena, il ricorso è consentito solo per vizi di volontà, dissenso del PM o difformità della sentenza rispetto all'accordo. Non è possibile contestare la mancata concessione di attenuanti o il calcolo della pena, a meno che questa non sia "illegale", cioè al di fuori dei limiti previsti dalla legge. La rinuncia ai motivi di appello, pilastro del concordato, si estende anche a quelli relativi alle circostanze attenuanti.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
Un imputato, dopo aver definito la sua posizione con un concordato in appello per un reato di rapina aggravata, ha tentato di ricorrere in Cassazione lamentando vizi nella determinazione della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, a seguito di un concordato in appello, le impugnazioni sono consentite solo per vizi specifici (come l'illegalità della pena) e non per motivi a cui si è implicitamente rinunciato con l'accordo stesso, quale la quantificazione della sanzione.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Corte ribadisce che l'accordo processuale non può essere abbandonato unilateralmente, impedendo di sollevare in Cassazione questioni oggetto di rinuncia, come quelle sull'entità della pena o sulla mancata applicazione di sanzioni sostitutive non richieste.
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Ricorso inammissibile dopo concordato in appello
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un imputato che, dopo aver concordato la pena in appello per riciclaggio, ha tentato di contestare la propria responsabilità. La Suprema Corte chiarisce che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di sollevare questioni di merito, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una sentenza basata su un concordato in appello. L'imputato lamentava la mancata riduzione della pena al minimo, ma la Corte ha ribadito che, una volta accettato l'accordo sulla pena, non si possono sollevare questioni relative alla sua determinazione, a meno che la sanzione non sia illegale o vi siano vizi nel consenso.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado (concordato in appello), ricorre in Cassazione lamentando la mancanza di una querela. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, spiegando che il concordato in appello limita fortemente i motivi di impugnazione, escludendo questioni procedurali rinunciate con l'accordo.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza emessa con concordato in appello. L'impugnazione era basata su un presunto errore nel calcolo della multa per rapina e porto d'armi. La Corte chiarisce che il ricorso è possibile solo per vizi di volontà, dissenso del PM, o illegalità della pena, non per la sua quantificazione nel merito, se rientra nei limiti di legge e rispetta l'accordo.
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Termine a comparire appello: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava la violazione del termine a comparire in appello. La Corte ha stabilito che la successiva richiesta di rinvio, finalizzata a raggiungere un accordo sulla pena (cd. concordato in appello), ha di fatto sanato qualsiasi vizio procedurale, dimostrando una carenza di interesse a far valere la nullità. L'accordo raggiunto prevale, precludendo la possibilità di contestare vizi precedenti.
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Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una sentenza di "concordato in appello" per il reato di riciclaggio. L'ordinanza chiarisce che, in seguito a tale accordo, non è possibile contestare la motivazione sulla determinazione della pena, ma solo vizi legati alla formazione della volontà delle parti o all'illegalità della sanzione applicata.
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Traffico illecito di rifiuti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma le condanne per un complesso caso di traffico illecito di rifiuti. La sentenza chiarisce la natura di reato abituale del traffico di rifiuti, i requisiti per il concorso di persone nel reato, e la responsabilità amministrativa di una società unipersonale per i reati commessi dal suo amministratore. Viene respinto il ricorso di una biologa accusata di fornire certificati di analisi "postumi" e quello della rappresentante legale di una società di recupero, confermando come tali condotte costituiscano un contributo causale all'attività illecita. La Corte dichiara inoltre inammissibile il ricorso di un altro imputato che, dopo un accordo in appello, aveva tentato di sollevare l'eccezione di prescrizione a cui aveva precedentemente rinunciato.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver accettato un "concordato in appello" rinunciando a contestare la propria colpevolezza in cambio di una pena ridotta, ha tentato di sollevare nuovamente le stesse questioni davanti alla Suprema Corte. La decisione chiarisce che la rinuncia ai motivi di appello sulla responsabilità rende quella parte della sentenza definitiva e non più impugnabile.
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