LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Concordato In Appello — Anno 2023

Pagina 16 di 40

917 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Concordato In Appello

Provvedimenti

Concordato in appello: l’accordo esclude il ricorso successivo
L'Imputato ha proposto ricorso per Cassazione lamentando la mancata motivazione sul riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche nella loro massima estensione. Tuttavia, nel giudizio di secondo grado, la difesa aveva stipulato un concordato in appello ai sensi dell'articolo 599-bis del codice di procedura penale, rinunciando a tutti i motivi di gravame originari per concordare la pena con il Procuratore generale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'accordo sulla pena e la contestuale rinuncia ai motivi di appello determinano un effetto preclusivo insuperabile. Tale rinuncia limita la cognizione del giudice di secondo grado e impedisce di proporre successivamente ricorso per Cassazione sulle questioni rinunciate, comprese quelle rilevabili d'ufficio. Di conseguenza, l'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Concordato in appello: l’accordo blocca il ricorso
L'Imputato, condannato per violazione delle misure di prevenzione, ha stipulato un concordato in appello per rideterminare la pena, rinunciando contestualmente agli altri motivi di impugnazione. Successivamente, ha proposto ricorso per Cassazione lamentando vizi di motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ribadendo che l'accordo sui motivi di appello preclude la possibilità di contestare in Cassazione i punti oggetto di rinuncia. Di conseguenza, l'accordo vincola le parti, rendendo inammissibile ogni successiva contestazione generica. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Concordato in appello: l’accordo preclude il ricorso
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando un difetto di motivazione sulla quantificazione della pena. In precedenza, durante il giudizio di secondo grado, la difesa e la Procura avevano raggiunto un accordo ai sensi dell'articolo 599-bis del codice di procedura penale. Questo accordo, noto come concordato in appello, prevedeva la rinuncia dell'imputato ai motivi di impugnazione sulla responsabilit penale in cambio di una rideterminazione della pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. L'ordinamento non consente di impugnare per Cassazione i dettagli sulla pena concordata se si liberamente aderito al concordato in appello. Di conseguenza, il ricorrente stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Concordato in appello rifiutato: confermata condanna per bancarotta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'amministratrice condannata per reati fallimentari. La difesa lamentava la mancata valutazione, da parte della Corte d'appello, di un concordato in appello concordato con il pubblico ministero, sostenendo che il rigetto avrebbe dovuto comportare la fissazione dell'udienza pubblica. La Suprema Corte ha chiarito che, essendosi svolto il giudizio con rito camerale in base alla normativa emergenziale, non vi era alcun obbligo di conversione del rito in dibattimentale. I giudici di secondo grado hanno implicitamente rigettato l'accordo ritenendo inadeguato il parziale risarcimento di duemila euro offerto dall'imputata per concedere le attenuanti generiche. Di conseguenza, la condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione è stata confermata, con condanna della ricorrente al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Concordato in appello: la rinuncia ai motivi blocca il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro la sentenza d'appello che aveva recepito un concordato in appello. L'imputato lamentava la mancanza di motivazione sulla sua responsabilità penale. I giudici di legittimità hanno chiarito che l'accordo sui motivi d'appello, con rinuncia a quelli sulla responsabilità, preclude qualsiasi successiva contestazione sul punto. La Corte d'Appello deve motivare unicamente sulla congruità della pena concordata, escludendo un sindacato d'ufficio sulla colpevolezza una volta intervenuta la rinuncia formale.
Continua »
Concordato in Appello: Accordo Fatto, Ricorso Negato
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado tramite un **concordato in appello**, decide di presentare comunque ricorso in Cassazione. L'imputato contestava la qualificazione giuridica del reato, un punto al quale aveva però rinunciato proprio per ottenere l'accordo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La sentenza stabilisce un principio chiaro: la rinuncia ai motivi di appello, necessaria per il concordato, è definitiva. Essa crea una 'preclusione processuale' che impedisce di rimettere in discussione gli stessi punti davanti a un giudice superiore. L'accordo, una volta siglato, è vincolante e chiude la porta a ripensamenti.
Continua »
Concordato in appello: accetta la pena ma fa ricorso, la Cassazione lo blocca
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena tramite il concordato in appello, ha tentato di contestare la propria colpevolezza. La Corte ha stabilito un principio chiaro: accettare il concordato in appello significa rinunciare a tutti gli altri motivi di impugnazione, compresi quelli che riguardano l'affermazione di responsabilità. Questa scelta strategica crea una barriera processuale (preclusione) che impedisce di rimettere in discussione la condanna. Di conseguenza, l'imputato ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Delinquenza Abituale: Patteggia la Pena ma non lo Status di Reo
Un imputato, condannato per rapina aggravata, raggiunge un accordo sulla pena in appello (concordato). Tuttavia, non rinuncia a contestare la declaratoria di delinquenza abituale. La Corte d'Appello, pur applicando la pena concordata, omette di motivare la sua decisione su questo specifico punto. La Corte di Cassazione interviene, annullando la sentenza limitatamente a tale aspetto. Stabilisce un principio chiaro: anche in caso di accordo sulla pena, il giudice deve esaminare e motivare espressamente i punti dell'appello che non sono stati oggetto di rinuncia, come la declaratoria di delinquenza abituale.
Continua »
Concordato in Appello: Accordo Blindato, Ricorso Inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di appello basata su un accordo con la Procura. La decisione stabilisce un principio fondamentale: il ricorso contro concordato in appello è consentito solo per vizi legati alla formazione dell'accordo stesso (es. un consenso non libero) o per pene palesemente illegali. Non è possibile utilizzare questo strumento per rimettere in discussione la valutazione del giudice o l'entità della pena concordata. Di conseguenza, l'imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso contro concordato in appello: accordo violato, no della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata contro una sentenza di appello basata su un accordo (il cosiddetto 'concordato'). La Corte ha ribadito un principio fondamentale: chi accetta un concordato sulla pena rinuncia alla possibilità di contestare la decisione, tranne che per vizi molto specifici, come un difetto nella formazione della volontà o una pena illegale. Poiché le lamentele della ricorrente non rientravano in queste eccezioni, il suo tentativo di rimettere in discussione l'accordo è fallito. La decisione sottolinea i limiti del ricorso contro concordato in appello, che non può essere usato per un ripensamento. La ricorrente è stata condannata a pagare le spese e una sanzione pecuniaria.
Continua »
Concordato in appello: l’accordo blocca il ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza basata su un concordato in appello. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: dopo aver raggiunto un accordo sulla pena, non è più possibile impugnare la sentenza per motivi a cui si è rinunciato. Il ricorso è ammesso solo per vizi specifici, come un difetto nella volontà di accordarsi o una pena illegale, non presenti nel caso esaminato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Concordato in appello: patteggia ma poi ricorre, la Cassazione lo condanna
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena tramite un concordato in appello, ha tentato di impugnare la decisione. L'imputato sosteneva che il giudice avrebbe dovuto assolverlo invece di ratificare l'accordo. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che il concordato in appello può essere contestato solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà delle parti o all'illegalità della pena, non per una mancata valutazione delle cause di proscioglimento. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
Continua »
Concordato in appello: accordo firmato, ricorso bloccato
Un imputato, dopo aver ottenuto una pena più mite tramite un 'concordato in appello', presenta ricorso in Cassazione. Egli lamenta la mancata concessione delle attenuanti generiche. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. Viene stabilito un principio chiaro: il ricorso contro concordato in appello non può basarsi su motivi a cui si è implicitamente rinunciato con l'accordo, come la determinazione della pena. L'impugnazione è permessa solo per vizi specifici, come un difetto nel consenso all'accordo stesso, e non per rimettere in discussione il merito della pena concordata.
Continua »
Concordato in Appello: Accetta Sconto di Pena, poi Chiede Assoluzione
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso dopo un accordo sulla pena. Un imputato, dopo aver ottenuto una riduzione della condanna tramite un **concordato in appello**, ha tentato di impugnare la sentenza chiedendo l'assoluzione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che l'adesione al concordato implica una rinuncia a contestare la colpevolezza. Non è possibile prima accordarsi sulla pena e poi sostenere la propria innocenza. L'imputato ha quindi perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione economica.
Continua »
Concordato in Appello: Accordo Firmato, Ricorso Bloccato
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena tramite il cosiddetto 'concordato in appello', ha comunque presentato ricorso lamentando che la sanzione fosse eccessiva. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il principio sancito è chiaro: aderire al **concordato in appello** significa rinunciare a contestare l'entità della pena. È possibile ricorrere in Cassazione solo per vizi specifici, come un difetto di volontà nell'accordo o una pena palesemente illegale, ma non per un semplice ripensamento sulla sua congruità. Di conseguenza, l'imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
Continua »
Correzione Pene Accessorie: Ricorso Inammissibile se è Favorevole
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro l'ordinanza di correzione di una sentenza. La Corte d'Appello aveva ridotto, tramite la procedura di correzione, la durata di alcune pene accessorie (come il divieto di espatrio e il ritiro della patente) per adeguarle alla pena principale, già diminuita in appello. L'imputato ha impugnato solo l'ordinanza di correzione, ritenendola illegittima. La Cassazione ha stabilito che, essendo la modifica a lui favorevole, mancava l'interesse a ricorrere. Il caso sancisce un principio importante sulla **correzione pene accessorie**: non si può contestare un provvedimento che, di fatto, migliora la propria posizione processuale.
Continua »
Concordato in appello valido anche senza delega scritta dell’imputato
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità di un concordato in appello anche senza una procura speciale scritta. La vicenda riguarda due imputati per estorsione il cui difensore aveva formulato la richiesta di accordo sulla pena direttamente in udienza, alla loro presenza. Successivamente, gli imputati hanno contestato la validità dell'accordo proprio per la mancanza della delega scritta. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che la presenza degli imputati in aula e il loro mancato dissenso al momento della richiesta del legale equivalgono a un consenso esplicito, sanando così il vizio formale. La loro condanna è quindi diventata definitiva.
Continua »
Concordato in Appello: Accordo Fatto, Ricorso Negato in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena tramite il cosiddetto 'concordato in appello', ha tentato di contestare la qualificazione giuridica del reato. La sentenza stabilisce un principio chiaro: accettare un concordato in appello significa rinunciare a qualsiasi altra contestazione futura davanti alla Cassazione. L'unica eccezione a questa regola riguarda l'applicazione di una pena palesemente illegale. L'accordo, quindi, chiude la porta a ulteriori ricorsi, rendendo la decisione d'appello definitiva. L'imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese.
Continua »
Concordato in Appello: Accordo sulla Pena Blocca il Ricorso
Un imputato, condannato per rapina impropria, aveva ottenuto una riduzione della pena grazie a un concordato in appello. Successivamente, ha tentato di impugnare la sentenza davanti alla Corte di Cassazione, chiedendo di riclassificare il reato in una forma meno grave. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito un principio chiaro: chi accetta il concordato in appello rinuncia implicitamente a contestare qualsiasi altro aspetto della sentenza, compresa la qualificazione giuridica del reato. L'accordo sulla pena rende definitiva la decisione, bloccando ulteriori ricorsi sui punti concordati. L'imputato ha quindi perso e la sua condanna è diventata definitiva.
Continua »
Concordato in appello: patto sulla pena, poi il ricorso. No della Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiaro sul concordato in appello. Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo con la Procura sulla pena finale, ha tentato di impugnare la sentenza che ratificava tale patto, lamentando un calcolo a suo dire sfavorevole delle circostanze. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il concordato in appello è un accordo vincolante che, una volta accettato e approvato dal giudice, non può essere unilateralmente modificato. Accettando l'accordo, l'imputato rinuncia a contestare i punti che ne sono oggetto. La sentenza ribadisce che non si può prima accettare un patto sulla pena e poi tentare di rimetterlo in discussione.
Continua »