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Clausola Claims Made

18 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una clausola nei contratti di assicurazione per la responsabilità civile secondo cui l'assicurazione copre le richieste di risarcimento presentate contro l'assicurato durante il periodo di validità della polizza, indipendentemente da quando si è verificato il fatto dannoso.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Clausola claims made: l’ospedale perde il rimborso
Una struttura sanitaria è stata condannata a risarcire una paziente per un errore medico. La struttura ha chiesto il rimborso alle proprie assicurazioni, ma queste hanno rifiutato invocando la clausola claims made contenuta nelle polizze. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della struttura sanitaria. I giudici hanno stabilito che sulla validità di quella specifica clausola claims made si era già formato un giudicato esterno, ossia una decisione definitiva in precedenti processi tra le stesse parti. Di conseguenza, non è più possibile contestare la validità della clausola in un nuovo giudizio. La struttura sanitaria perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Responsabilità professionale dell’avvocato: condanna confermata
Una cliente ha citato in giudizio il proprio legale chiedendo il risarcimento dei danni per la presunta responsabilità professionale dell'avvocato nella gestione di una causa di lavoro. Il professionista ha chiamato in causa la propria compagnia assicurativa, la quale ha eccepito l'inoperatività della polizza a causa di una clausola claims made. La Corte d'Appello ha condannato il legale e respinto la domanda di garanzia verso l'assicurazione. L'avvocato ha proposto ricorso in Cassazione contestando la validità della clausola e la quantificazione del danno. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché privo della chiara esposizione dei fatti di causa richiesta dalla legge. Di conseguenza, l'avvocato perde definitivamente la causa ed è condannato a pagare le spese legali a favore della cliente e della compagnia assicuratrice.
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Clausola claims made: l’ospedale paga se la polizza è scaduta
Una paziente ha chiesto il risarcimento dei danni a una struttura sanitaria per un errore medico. La struttura ha chiamato in causa le proprie assicurazioni per ottenere la manleva. I giudici di merito hanno escluso la copertura assicurativa poiché una delle polizze conteneva una clausola claims made e la richiesta di risarcimento era giunta dopo la scadenza del contratto. La struttura sanitaria ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo la vessatorietà della clausola e contestando il riparto dell'onere della prova. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la clausola claims made è valida e definisce il rischio assicurato senza costituire una decadenza illecita. Spetta all'assicurato dimostrare l'eventuale squilibrio contrattuale.
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Clausola claims made: il professionista perde contro l’assicurazione
Un professionista ha chiesto alla propria compagnia assicurativa l'indennizzo per un errore professionale commesso durante la validità della polizza. La compagnia ha rifiutato il pagamento poiché la richiesta di risarcimento era stata presentata anni dopo la scadenza del contratto, violando la Clausola claims made pattuita. Il professionista ha contestato la validità di tale clausola, ritenendola una decadenza illegittima poiché dipendente dalla volontà del terzo danneggiato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del professionista, confermando la piena validità della Clausola claims made. I giudici hanno chiarito che questa clausola non limita un diritto già acquisito, ma definisce l'oggetto stesso del rischio assicurato. Di conseguenza, il professionista perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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Assoluzione senza risarcimento: cade l’interesse ad agire
Una struttura sanitaria ha citato in giudizio la propria compagnia di assicurazione per far accertare l'efficacia di una polizza con clausola "claims made", dopo il decesso di una paziente. L'assicurazione aveva negato la copertura poiché la richiesta di risarcimento era giunta oltre i termini contrattuali. Tuttavia, i medici e la struttura sono stati assolti in sede penale e le richieste di risarcimento dei familiari sono state rigettate. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della struttura sanitaria, confermando che manca l'interesse ad agire se non vi è più alcun rischio concreto di dover risarcire i danni. Senza un debito effettivo da pagare, non si può chiedere al giudice di verificare la validità della copertura assicurativa.
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Responsabilità diretta degli amministratori: paga il politico
Due professionisti svolgono una consulenza ambientale per un Comune su richiesta del Sindaco e del Vicesindaco, ma senza un contratto scritto né il necessario impegno di spesa. Non ottenendo il pagamento dall'ente, i professionisti agiscono contro gli amministratori. La Corte d'Appello condanna gli amministratori in solido, escludendo la copertura assicurativa poiché il rischio si era già concretizzato prima della polizza. Gli amministratori ricorrono in Cassazione contestando la propria responsabilità diretta degli amministratori e l'esclusione della garanzia assicurativa. La Suprema Corte, ritenendo le questioni sull'assicurazione e sulla clausola claims made particolarmente complesse e rilevanti, non decide immediatamente ma dispone il rinvio della causa in pubblica udienza per un esame approfondito.
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Responsabilità per gravi difetti: eredi condannati senza polizza
Un condominio ha promosso un'azione per accertare la responsabilità per gravi difetti strutturali di un edificio nei confronti dei progettisti, del direttore dei lavori, del collaudatore e dell'impresa costruttrice. Gli eredi del progettista strutturale, condannati al risarcimento, hanno chiesto di essere manlevati dalla propria compagnia assicurativa. La Corte d'appello ha escluso la copertura assicurativa a causa del mancato rispetto dei limiti temporali di una clausola "claims made", e ha scagionato il collaudatore per assenza di nesso causale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso degli eredi, confermando che la responsabilità per gravi difetti grava solo su chi ha partecipato alla progettazione e costruzione, escludendo il collaudatore intervenuto successivamente, e che la polizza non opera per condotte colpose antecedenti al biennio di retroattività pattuito.
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Sapeva dell’indagine: niente risarcimento per l’esclusione copertura assicurativa
Un ex Sindaco, condannato a risarcire il Comune per danno erariale, ha chiesto alla propria assicurazione di coprire la spesa. La compagnia ha rifiutato il pagamento invocando una clausola di esclusione della copertura assicurativa per fatti già noti all'assicurato al momento della stipula. Il Sindaco, infatti, era a conoscenza di un'indagine della Guardia di Finanza quando ha firmato il contratto. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'assicurazione, stabilendo che la conoscenza di un'indagine elimina l'incertezza del rischio, elemento essenziale del contratto assicurativo. Di conseguenza, la richiesta di indennizzo è stata respinta definitivamente.
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Clausola Claims Made: Medico Perde, l’Assicurazione non Paga
Una dottoressa, citata in giudizio da una paziente per un intervento, si è vista negare la copertura assicurativa. La compagnia ha invocato la cosiddetta 'clausola claims made', poiché la richiesta di risarcimento era arrivata oltre un anno dopo la scadenza del contratto. La Corte di Cassazione ha confermato la validità di questa clausola, ritenendola non squilibrata né immeritevole di tutela. Sebbene il ricorso della dottoressa sia stato dichiarato inammissibile per un vizio di forma, i giudici hanno ribadito che la clausola claims made è legittima. Di conseguenza, la professionista ha perso la causa e l'assicurazione non è tenuta a risarcire il danno.
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Clausola Claims Made: Polizza nulla se la retroattività è breve?
Un commercialista causa un danno fiscale a una società sua cliente. La sua assicurazione professionale contiene una clausola claims made con una retroattività di soli due anni, ritenuta inadeguata a coprire il rischio. I giudici di merito dichiarano nulla la clausola e la sostituiscono d'ufficio con una copertura di dieci anni. La Corte di Cassazione interviene, stabilendo un principio fondamentale: un giudice può dichiarare nulla una clausola, ma non può sostituirla con una regola diversa (come l'estensione a dieci anni) se non esiste una norma di legge imperativa che lo preveda espressamente. In assenza di tale norma, l'intero contratto di assicurazione rischia di essere nullo. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente e rinviato il caso per una nuova valutazione.
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Clausola claims made: Ospedale senza copertura per richiesta tardiva
Un'Azienda Ospedaliera, assicurata con una polizza contenente una clausola 'claims made', è stata citata per un danno avvenuto nel 2011. La richiesta di risarcimento, però, è arrivata solo nel 2013, dopo la scadenza della polizza. L'assicurazione ha quindi negato la copertura. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla compagnia assicurativa, confermando la piena legittimità della clausola claims made. I giudici hanno stabilito che questo modello contrattuale è ormai tipico e valido. La richiesta del danneggiato non è una condizione arbitraria, ma l'evento stesso che definisce il rischio assicurato. Di conseguenza, l'Ospedale ha perso la causa e non ha ottenuto l'indennizzo.
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Clausola Claims Made: Danno in Garanzia ma Sinistro Tardivo, Niente Risarcimento
Un'azienda produttrice di barattoli, citata per danni da un cliente a causa di una fornitura difettosa, si è vista negare la copertura dalla propria assicurazione. Il danno si era verificato durante la validità della polizza, ma la denuncia era avvenuta dopo che l'assicurazione aveva esercitato il recesso. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della clausola claims made, che lega l'indennizzo alla data della denuncia del sinistro e non a quella del fatto dannoso. Secondo i giudici, questa clausola è valida anche se combinata con il diritto di recesso dell'assicuratore, poiché definisce l'oggetto stesso della garanzia. Di conseguenza, la richiesta di manleva dell'azienda è stata respinta.
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Clausola claims made: la Cassazione ne conferma validità
La Corte di Cassazione ha stabilito la piena validità di una clausola claims made in un contratto assicurativo, ribaltando una decisione di merito. La Corte ha chiarito che tale clausola non è una decadenza vessatoria, ma definisce l'oggetto del rischio assicurato, legando la copertura alla data della richiesta di risarcimento e non solo a quella del fatto dannoso. Di conseguenza, una richiesta pervenuta oltre il termine previsto dalla polizza non è coperta.
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Responsabilità amministratori senza impegno di spesa
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità personale di sindaco e vicesindaco per aver approvato un incarico professionale senza un formale e capiente impegno di spesa. La Corte ha chiarito che la partecipazione alla delibera autorizzativa, senza garantire la copertura finanziaria, configura il 'consenso' che fa sorgere l'obbligazione direttamente in capo agli amministratori. Viene inoltre negata la copertura assicurativa in quanto il rischio si era già manifestato prima della stipula della polizza.
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Clausola claims made: la Cassazione ne conferma la validità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9861/2025, ha annullato la decisione di merito che aveva dichiarato nulla una clausola claims made per vessatorietà. La Corte ha ribadito che tale clausola non è una decadenza convenzionale, ma definisce l'oggetto del rischio assicurato. La sua validità deve essere valutata secondo i principi di liceità e adeguatezza dell'assetto contrattuale, non secondo un astratto controllo di meritevolezza. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questi principi consolidati.
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Clausola claims made: quando è valida l’esclusione
La negligenza di una commercialista causa danni a un'imprenditrice. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, negando la copertura assicurativa. La sentenza convalida una clausola claims made che escludeva la copertura per fatti pregressi se la richiesta di risarcimento fosse pervenuta nei primi sei mesi di polizza, e chiarisce il diritto dell'assicuratore di rifiutare il pagamento in caso di reticenza dell'assicurato, senza necessità di annullare preventivamente il contratto.
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Responsabilità stazione appaltante: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità della stazione appaltante sussiste per i danni a terzi causati da lavori pubblici, anche se progettazione ed esecuzione sono affidate ad altri. L'ente pubblico ha un dovere inderogabile di controllo e vigilanza, specialmente in aree a rischio. La vicenda nasce dalla richiesta di risarcimento di una proprietaria per i danni al suo immobile, causati da una frana durante la costruzione di una strada. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che escludeva la responsabilità dell'ente, rinviando il caso per un nuovo esame che tenga conto di tale principio.
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Reticenza assicurato: quando perdi la copertura
Un dirigente amministrativo, citato per danno erariale, si è visto negare la copertura assicurativa. La Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che la reticenza dell'assicurato su indagini a suo carico al momento della stipula del contratto fa perdere il diritto all'indennizzo. La sentenza chiarisce anche le regole procedurali per l'impugnazione in caso di domande alternative contro più parti.
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