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Caso Fortuito — Anno 2023

124 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Caso Fortuito

Provvedimenti

Responsabilità da cose in custodia: il Comune paga per la buca
Una cittadina è caduta a causa dell'asfalto sconnesso di una via comunale, riportando gravi lesioni. La Corte d'Appello ha condannato l'amministrazione comunale al risarcimento dei danni, ravvisando la responsabilità da cose in custodia ai sensi dell'articolo 2051 del codice civile. Il Comune ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che la condotta della passante fosse negligente e idonea a interrompere il nesso causale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il Comune non ha fornito la prova del caso fortuito e ha tentato di ridiscutere valutazioni di fatto riservate esclusivamente al giudice di merito. Di conseguenza, l'amministrazione comunale perde la causa e deve risarcire la danneggiata.
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Restituzione nel termine: l’inganno del legale salva il cliente
Una cittadina subisce una condanna penale in primo grado. Il suo avvocato di fiducia, pur essendo stato sospeso dall'albo professionale, le nasconde la verità e la rassicura falsamente sul fatto che presenterà l'appello. Scoperto l'inganno grazie a un nuovo legale, la donna presenta istanza di restituzione nel termine per poter proporre l'impugnazione. La Corte d'appello rigetta la richiesta ritenendola tardiva. La Corte di Cassazione, invece, accoglie il ricorso della donna. I giudici stabiliscono che il comportamento gravemente sleale e ingannevole del difensore sospeso costituisce una causa di forza maggiore. Di conseguenza, il termine per chiedere la restituzione decorre solo dal momento in cui la cliente ha avuto reale ed effettiva conoscenza dell'inganno. La sentenza impugnata viene quindi annullata con rinvio.
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Responsabilità da cose in custodia: guard-rail a norma e sbandata
Un grave incidente stradale si verifica su un tratto autostradale: un mezzo pesante perde il controllo per cause ignote, salta la carreggiata e abbatte il guard-rail, travolgendo un altro veicolo. Il danneggiato e l'assicuratore del veicolo responsabile chiedono il risarcimento al gestore autostradale, contestando l'inidoneità della barriera protettiva. La Corte di Cassazione rigetta i ricorsi, escludendo la responsabilità da cose in custodia del gestore. I giudici chiariscono che il guard-rail era perfettamente conforme alle norme tecniche dell'epoca e che la sbandata improvvisa del mezzo, avvenuta senza tentativi di frenata, rappresenta un fattore eccezionale e imprevedibile. Tale condotta esclusiva del conducente integra il caso fortuito, interrompendo il nesso di causa con la barriera stradale e liberando il gestore da ogni obbligo risarcitorio.
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Risarcimento danni per infiltrazioni: l’impresa paga sempre
Un condomino ha subito gravi danni al proprio appartamento a causa di infiltrazioni d'acqua piovana durante i lavori di rifacimento del lastrico solare dell'edificio. Il proprietario ha chiesto il risarcimento danni per infiltrazioni all'impresa appaltatrice e al condominio. I giudici di merito hanno condannato l'impresa, ritenendo che le piogge autunnali non costituissero un evento eccezionale e che l'impresa avrebbe dovuto adottare adeguate cautele, come la copertura con teli impermeabili. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'impresa, confermando la condanna. La Corte ha stabilito che l'accertamento tecnico preventivo è utilizzabile come prova atipica anche se una parte non vi ha partecipato, purché sia garantito il successivo diritto di difesa nel giudizio di merito.
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Responsabilità da cose in custodia: prova al danneggiato
Una cittadina ha richiesto il risarcimento dei danni subiti a causa della scarsa manutenzione di un bene. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda poiché la perizia tecnica non ha dimostrato il collegamento tra l'incuria e il danno. La Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La Suprema Corte ha chiarito che, in tema di responsabilità da cose in custodia, spetta prima di tutto al danneggiato dimostrare il nesso di causalità tra il bene e il danno, secondo la regola del più probabile che no. Solo dopo questa prova, il custode deve dimostrare il caso fortuito per liberarsi. Poiché il nesso causale non è stato provato, il custode non ha dovuto fornire alcuna prova liberatoria e ha vinto la causa.
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Responsabilità per cose in custodia: gelo nei tubi e risarcimento
Un condomino ha impugnato la decisione che lo condannava a risarcire i danni causati da infiltrazioni d'acqua gelata e poi sciolta dalle sue tubature private. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la sua responsabilità per cose in custodia ex art. 2051 c.c. Il proprietario non ha fornito la prova del caso fortuito, limitandosi a ipotizzare l'intervento di terzi ignoti che avrebbero riaperto le valvole dell'acqua precedentemente chiuse. La Corte ha inoltre confermato il risarcimento dei danni indiretti per le spese di alloggio in albergo sostenute dai vicini a causa dell'inagibilità dei loro appartamenti allagati.
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Responsabilità del custode: negato il risarcimento per la caduta
Una bagnante ha chiesto il risarcimento dei danni dopo essere scivolata a piedi nudi sul bordo di una piscina all'aperto presso uno stabilimento termale. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, escludendo la responsabilità del custode. I giudici hanno stabilito che il bordo bagnato di una piscina è un pericolo prevedibile e percepibile. Di conseguenza, la scelta di camminare scalzi senza prestare la dovuta attenzione costituisce una condotta imprudente. Tale comportamento della vittima interrompe il nesso di causalità tra la cosa in custodia e l'evento dannoso. La violazione di norme amministrative di sicurezza da parte del gestore non giustifica l'assenza di cautela del danneggiato. La bagnante perde la causa e non ottiene alcun risarcimento.
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Responsabilità da cose in custodia: caduta e dovere di cautela
Il Pedone ha richiesto il risarcimento dei danni al Comune dopo essere caduto su una strada pubblica, attribuendo l'incidente a un blocco di asfalto sporgente vicino a un tombino. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda per mancanza di prove certe sulla dinamica, evidenziando che l'evento è avvenuto di giorno, in condizioni di piena visibilità e su una via rotabile. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso. I giudici hanno chiarito che la responsabilità da cose in custodia viene meno se il comportamento disattento del danneggiato interrompe il nesso causale. Chi cammina su una strada deve usare la normale prudenza per evitare ostacoli chiaramente visibili.
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Responsabilità da cose in custodia tra imprudenza e incuria
Una cittadina ha citato in giudizio un Comune chiedendo il risarcimento dei danni per le gravi lesioni riportate a causa del crollo di una staccionata comunale marcia e priva di manutenzione su cui si era appoggiata. La Corte d'appello aveva negato il risarcimento, ritenendo che l'uso improprio della staccionata da parte della donna costituisse un caso fortuito idoneo a escludere la responsabilità dell'ente. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della danneggiata, stabilendo che la condotta imprudente del danneggiato non cancella automaticamente la responsabilità da cose in custodia del Comune se la struttura era già gravemente degradata e non manutenuta. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Restituzione nel termine: l’estero non scusa la mancata notifica
Il Tribunale di Cassino ha respinto la richiesta dell'Imputato volta a ottenere la restituzione nel termine per impugnare una sentenza di condanna. L'Imputato sosteneva di non aver conosciuto il provvedimento poiché si trovava all'estero durante la notifica, perfezionatasi per compiuta giacenza presso il domicilio dichiarato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'allontanamento volontario all'estero non costituisce caso fortuito o forza maggiore. Inoltre, esiste un'incompatibilità insanabile tra la contestazione della validità della notifica e la richiesta di restituzione nel termine, la quale presuppone invece una notifica regolare ma non rispettata per cause di forza maggiore.
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Responsabilità solidale: il Comune paga i danni del costruttore
Un Condominio ha subito infiltrazioni nei garage sottostanti a un piazzale di sua proprietà, concesso in uso pubblico al Comune. Il Comune ha sovraccaricato l'area con mercati e mezzi pesanti, mentre il costruttore aveva realizzato l'opera con vizi strutturali. La Corte d'Appello ha ridotto il risarcimento dovuto dal Comune, attribuendo gran parte del danno ai difetti costruttivi. La Cassazione ha invece accolto il ricorso del Condominio, stabilendo il principio della responsabilità solidale. Quando un unico danno è causato da più condotte indipendenti (vizi del costruttore e uso anomalo del Comune), il danneggiato può pretendere l'intero risarcimento da uno solo dei responsabili. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Caduta su marciapiede sconnesso: la distrazione esclude i danni
Una passante ha chiesto il risarcimento dei danni al Comune dopo una caduta su marciapiede sconnesso a causa di una buca non visibile. Il Tribunale ha rigettato la domanda, ritenendo che la condotta disattenta della donna fosse l'unica causa dell'incidente, poiché il dissesto era ampio e ben visibile, e vi era un percorso alternativo sicuro. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso della danneggiata. I giudici hanno chiarito che la distrazione del pedone esclude la responsabilità del custode della strada quando il pericolo è facilmente evitabile con l'ordinaria diligenza. Di conseguenza, la passante perde definitivamente la causa e deve pagare le spese legali.
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Cenere dell’Etna sull’auto: no alla responsabilità del custode
Il Conducente ha chiesto il risarcimento dei danni causati alla propria auto dalla caduta di cenere e lapilli dell'Etna mentre percorreva l'autostrada gestita dall'Ente Autostradale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la responsabilità del custode ai sensi dell'art. 2051 c.c. non è applicabile in questo caso. Il danno non è stato causato dalla strada stessa, ma da elementi esterni e imprevedibili (la pioggia vulcanica), che costituiscono un caso fortuito. Di conseguenza, il gestore non è responsabile per la mancata chiusura immediata della tratta o per la mancata segnalazione del pericolo improvviso. Il Conducente perde definitivamente la causa e deve pagare le spese legali.
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Responsabilità da cose in custodia: il Comune paga la caduta
Una cittadina è caduta a causa della cattiva manutenzione di una strada comunale, riportando gravi lesioni. Il Comune ha contestato la propria responsabilità, sostenendo che la condotta della donna e l'uso di scarpe basse escludessero il nesso causale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Comune, confermando la sua esclusiva responsabilità da cose in custodia. I giudici hanno chiarito che, per liberarsi da tale responsabilità, il custode deve dimostrare il caso fortuito, ossia un evento eccezionale e imprevedibile. La semplice caduta su una strada dissestata, in assenza di comportamenti gravemente imprudenti del danneggiato, obbliga l'amministrazione al risarcimento dei danni.
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Responsabilità del custode: fiamme esterne e risarcimento dovuto
Un violento incendio, propagatosi dall'esterno, ha distrutto i beni personali e i veicoli di alcuni ospiti all'interno di un campeggio. I clienti hanno chiesto il risarcimento dei danni alla società di gestione della struttura. La Corte d'Appello ha accertato la responsabilità del custode, poiché la struttura era priva di adeguate misure antincendio e di sicurezza. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso della compagnia assicurativa. I giudici hanno chiarito che la responsabilità del custode per le cose in custodia non viene meno anche se l'incendio è partito da un'area esterna, qualora il gestore non abbia adottato le necessarie precauzioni per evitare la propagazione delle fiamme. Il danno è stato liquidato in via equitativa, presumendo la presenza di effetti personali al seguito dei villeggianti.
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Rito abbreviato e procura speciale: la pandemia non scusa il ritardo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per false dichiarazioni a pubblico ufficiale. L'uomo contestava il rigetto della richiesta di rito abbreviato e procura speciale, sostenendo che l'emergenza pandemica avesse costituito un caso fortuito o di forza maggiore idoneo a giustificare la mancata presentazione della procura speciale nei termini. I giudici hanno confermato la decisione dei gradi precedenti, ritenendo la richiesta tardiva e non provato l'impedimento assoluto causato dalla pandemia. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Responsabilità custode della strada: fossato privato, paga l’ente
Un pedone è caduto in un fossato nascosto dall'erba alta e dall'oscurità, situato vicino a una strada provinciale e a una parrocchia. Gli eredi del danneggiato hanno chiesto il risarcimento dei danni. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna in solido dell'Ente Pubblico e della Parrocchia. La Corte ha stabilito che la responsabilità custode della strada si estende anche alle aree adiacenti alla carreggiata, come le banchine e i fossati limitrofi, se creano insidie per gli utenti. L'Ente Pubblico non ha provato il caso fortuito né la colpa del pedone, in quanto il pericolo era invisibile. Il ricorso dell'Ente Pubblico è stato rigettato con condanna alle spese.
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Sentenza introvabile in cancelleria? Sì alla restituzione nel termine
L'Imputato, condannato dal Tribunale, non ha potuto impugnare la sentenza poiché l'atto, formalmente depositato nei termini, era in realtà irreperibile sia in cancelleria sia sul sistema informatico. Solo mesi dopo la difesa ha ottenuto copia del provvedimento, che riportava la dicitura olografa "rinvenuta" in data successiva. Il Giudice dell'esecuzione ha rigettato la richiesta di restituzione nel termine, ritenendo valido il deposito formale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Imputato, annullando il provvedimento con rinvio. La Suprema Corte ha stabilito che l'effettiva irreperibilità fisica e informatica della sentenza costituisce un impedimento idoneo a giustificare la restituzione nel termine, poiché la difesa non può subire le conseguenze di disfunzioni organizzative dell'ufficio giudiziario.
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Responsabilità da cose in custodia: negato risarcimento su pista
Uno snowboarder ha subito gravi lesioni cadendo su una pista priva di neve all'interno di uno snowpark. Ha chiesto il risarcimento dei danni al consorzio venditore dello skipass, all'associazione gestore dello snowpark e alla società proprietaria dell'area. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dello snowboarder, escludendo la responsabilità da cose in custodia in capo alla società proprietaria, poiché quest'ultima aveva concesso l'area in comodato all'associazione, perdendone il controllo di fatto. È stata esclusa anche la responsabilità del consorzio, mero venditore di biglietti. Infine, lo snowboarder non ha fornito la prova del nesso causale tra lo stato della pista e la caduta, avendo inoltre violato l'obbligo, segnalato da appositi cartelli, di ispezionare la rampa prima del salto.
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Restituzione nel termine: l’errore del tribunale salva l’imputato
L'Imputato ha richiesto la restituzione nel termine per impugnare una sentenza di condanna emessa in appello. Egli non aveva mai ricevuto la notifica del decreto di citazione a causa di un errore materiale dell'ufficio giudiziario, che aveva indicato un numero civico inesistente rispetto a quello correttamente fornito dall'interessato. L'Imputato ha scoperto la condanna solo in seguito alla notifica dell'ordine di esecuzione della pena. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'errore di notifica non imputabile al destinatario costituisce un caso fortuito. Di conseguenza, la Corte ha concesso la restituzione nel termine per proporre l'impugnazione e ha annullato l'ordine di esecuzione.
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