LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Caso Fortuito — Anno 2023

Pagina 6 di 7

124 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Caso Fortuito

Provvedimenti

Sinistro stradale: precedenza e nesso causale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un sinistro stradale mortale derivante da una manovra di svolta a sinistra eseguita senza rispettare la precedenza. Nonostante la vittima procedesse a velocità elevata, in stato di ebbrezza e verosimilmente senza casco, la Corte ha stabilito che tali imprudenze non escludono la responsabilità del conducente del mezzo pesante. La manovra di svolta ha creato una turbativa fatale che non può essere classificata come caso fortuito, poiché l'arrivo di altri veicoli dalla direzione opposta era un rischio prevedibile e prevenibile attraverso il rispetto delle norme cautelari.
Continua »
Responsabilità da custodia: albero caduto su strada
La Corte di Cassazione ha confermato l'esclusione della Responsabilità da custodia in capo a un Comune per i danni subiti da un veicolo colpito da un albero caduto da un fondo privato. La Suprema Corte ha stabilito che l'ente pubblico non risponde dei danni causati da beni su cui non ha potere di controllo materiale o giuridico. La responsabilità ricade interamente sul proprietario del terreno confinante, in quanto custode della pianta, non essendo stata fornita la prova del caso fortuito legato all'eccezionalità dell'evento atmosferico.
Continua »
Responsabilità oggettiva: danni da fauna selvatica
Un cittadino ha citato in giudizio un ente territoriale per ottenere il risarcimento dei danni subiti a seguito dell'aggressione di un orso durante una ricerca di funghi. La Corte d'Appello aveva negato il risarcimento escludendo la colpa dell'ente. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che il criterio applicabile è la responsabilità oggettiva ex art. 2052 c.c., poiché la fauna selvatica protetta appartiene al patrimonio dello Stato. L'ente pubblico può liberarsi solo provando il caso fortuito, ovvero un evento eccezionale e imprevedibile del tutto estraneo alla sua sfera di controllo.
Continua »
Rovina di edificio: quando il proprietario è esente
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un privato che chiedeva il risarcimento danni per la distruzione del proprio capannone a seguito di un incendio propagatosi da un immobile confinante. Il cuore della decisione riguarda l'applicabilità della rovina di edificio ex art. 2053 c.c. alla società proprietaria dell'immobile (concedente in leasing). La Suprema Corte ha stabilito che l'incendio, essendo un fattore esterno non riconducibile a vizi strutturali o difetti di manutenzione, non configura la responsabilità del proprietario ai sensi della rovina di edificio, confermando che tale norma richiede un nesso diretto tra il cedimento delle strutture e il danno prodotto.
Continua »
Restituzione nel termine: oneri dell’imputato
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso relativo alla richiesta di restituzione nel termine per impugnare una sentenza di condanna. Il ricorrente lamentava la mancata comunicazione della sentenza da parte del proprio legale, invocando il caso fortuito. Tuttavia, la Corte ha stabilito che l'imputato ha l'onere di vigilare sull'operato del difensore e di informarsi periodicamente sull'andamento del processo, rendendo la negligenza del legale non sufficiente per ottenere la rimessione in termini senza prova di diligenza dell'assistito.
Continua »
Responsabilità da cosa in custodia: il caso Consorzio
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità di un ente gestore per i danni da smottamento causati dalla rottura di una condotta idrica interrata. Il fulcro della decisione risiede nella corretta applicazione della responsabilità da cosa in custodia ex art. 2051 c.c., escludendo che la mancata segnalazione della perdita da parte dei proprietari dei fondi limitrofi possa costituire un caso fortuito, specialmente quando la perdita non è visibile esternamente. La Corte ha ribadito che il gestore dell'infrastruttura ha l'obbligo di vigilanza e manutenzione, indipendentemente dalla proprietà formale del bene.
Continua »
Onere della prova del danno: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 33863/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'impresa commerciale che chiedeva il risarcimento dei danni subiti a seguito di un allagamento. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: l'attore ha l'onere della prova del danno non solo nella sua esistenza (an debeatur) ma anche nel suo preciso ammontare (quantum debeatur). Nonostante l'evento dannoso fosse stato riconosciuto, la mancata dimostrazione rigorosa dell'entità dei danni ha portato al rigetto della domanda, sottolineando che la liquidazione equitativa non può sopperire a una carenza probatoria della parte interessata.
Continua »
Caduta su sampietrini: la condotta del pedone
Un cittadino ha citato in giudizio il Comune di residenza a seguito di una caduta su sampietrini, attribuendo la responsabilità all'ente per la cattiva manutenzione della strada. Sia i giudici di primo grado che quelli d'appello hanno respinto la domanda, ritenendo che la caduta fosse dovuta alla disattenzione del pedone, consapevole della natura intrinsecamente irregolare di quel tipo di pavimentazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso e chiarendo che la responsabilità del custode (ex art. 2051 c.c.) può essere esclusa se la condotta imprudente del danneggiato interrompe il nesso causale tra la cosa e il danno.
Continua »
Responsabilità del conducente: ignorare un guasto è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio colposo a carico di un camionista, il cui veicolo ha causato un incidente mortale a seguito del distacco di una coppia di ruote. La sentenza stabilisce la piena responsabilità del conducente per non essersi fermato nonostante le chiare avvisaglie di un guasto imminente, come forti rumori e vibrazioni. Viene così esclusa la possibilità di invocare il caso fortuito quando l'evento dannoso è prevedibile e riconducibile a una condotta negligente.
Continua »
Responsabilità del custode: la Cassazione decide
Un'automobilista subisce danni urtando una ruota di camion in autostrada. La Corte di Cassazione, riformando la sentenza d'appello, riafferma il principio della responsabilità del custode (art. 2051 c.c.). Spetta all'ente gestore dimostrare il caso fortuito per escludere la propria colpa, non al danneggiato provare l'assenza di condotte alternative. La Corte ha ritenuto illegittima la decisione di secondo grado basata su mere congetture sulla velocità del veicolo.
Continua »
Responsabilità del custode: disattenzione e risarcimento
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento di un cittadino caduto a causa di una pietra sconnessa. La Corte ha stabilito che la condotta della vittima, caratterizzata da un'evidente disattenzione su una strada nota e poco illuminata, integra il 'caso fortuito', escludendo così la responsabilità del custode (il Comune) per i danni subiti.
Continua »
Condotta del danneggiato: quando esclude il risarcimento
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento di un automobilista per un incidente causato da un tombino aperto. La Suprema Corte ha stabilito che la condotta del danneggiato, ritenuta imprudente, ha interrotto il nesso causale, diventando l'unica causa del sinistro e escludendo così la responsabilità degli enti custodi della strada ai sensi dell'art. 2051 c.c.
Continua »
Danno da fauna selvatica: responsabilità e risarcimento
A seguito di un incidente stradale con un animale selvatico, un automobilista ha citato in giudizio l'ente regionale per il risarcimento. Dopo sentenze contrastanti nei primi due gradi, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: per il danno da fauna selvatica si applica la responsabilità oggettiva prevista dall'art. 2052 c.c. e non la regola generale dell'art. 2043 c.c. Ciò significa che l'onere di provare il caso fortuito grava sull'ente pubblico, facilitando la posizione del danneggiato. La Corte ha cassato la sentenza d'appello e rinviato la causa per un nuovo esame basato su questo criterio.
Continua »
Danni da fauna selvatica: la Regione risponde sempre?
A seguito di un incidente stradale causato da un capriolo, la Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità per i danni da fauna selvatica ricade sulla Regione ai sensi dell'art. 2052 c.c. (danno cagionato da animali) e non dell'art. 2043 c.c. (risarcimento per fatto illecito). Questa qualificazione, che il giudice può operare d'ufficio, inverte l'onere della prova: non è più il cittadino a dover dimostrare la colpa dell'ente, ma è la Regione a dover provare il caso fortuito per essere esente da responsabilità.
Continua »
Restituzione nel termine: onere di allegazione basta
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava la restituzione nel termine per opporre un decreto penale di condanna. Il caso riguardava un imputato che non aveva avuto conoscenza del decreto a causa della perdita dell'avviso di giacenza, dovuta a una cassetta delle lettere priva di sportello. La Corte ha stabilito che, a differenza delle sentenze, per i decreti penali non è richiesta la prova del caso fortuito o della forza maggiore. È sufficiente un mero onere di allegazione da parte dell'istante riguardo alla mancata conoscenza del provvedimento. In presenza di un'incertezza oggettiva, il giudice è tenuto a concedere la restituzione nel termine.
Continua »
Ricorso inammissibile: la Cassazione e le conseguenze
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché i motivi presentati erano una mera riproduzione di argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, evidenziando le gravi conseguenze di un'impugnazione priva dei requisiti di legge.
Continua »
Tardività appello penale: di chi è la colpa?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato il cui appello era stato presentato in ritardo. La Corte ha stabilito che la negligenza del difensore non costituisce caso fortuito o forza maggiore per giustificare la restituzione nel termine. Viene sottolineato l'onere di diligenza e vigilanza dell'imputato sull'operato del proprio legale, escludendo che il disinteresse per il processo possa sanare la tardività dell'appello penale.
Continua »
Domanda risarcitoria condizionata: i limiti del giudice
A seguito di un incidente stradale mortale, veniva avanzata una domanda risarcitoria condizionata nei confronti dell'ente proprietario della strada. La richiesta era subordinata all'accoglimento della domanda principale contro altri soggetti, che però è stata respinta. La Corte di Cassazione ha stabilito che il giudice d'appello ha errato nel pronunciarsi nel merito sulla domanda condizionata, poiché la condizione non si era verificata, violando così il principio della corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato.
Continua »
Responsabilità condominio: l’appalto non esonera
Una recente ordinanza della Cassazione ha chiarito che la responsabilità del condominio per danni da infiltrazioni provenienti dal lastrico solare non viene meno per il solo fatto di aver affidato i lavori di riparazione a un'impresa. Il condominio, in qualità di custode, rimane responsabile a meno che non provi che il danno sia stato causato da un evento imprevedibile e inevitabile (caso fortuito) riconducibile alla condotta dell'appaltatore. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva esonerato il condominio, rinviando la causa per un nuovo esame.
Continua »
Responsabilità custode strada: quando la colpa è tua
Una cittadina chiedeva il risarcimento dei danni al Comune per una caduta causata da una mattonella divelta e non segnalata, nascosta da foglie. La Cassazione ha negato il risarcimento, confermando le sentenze precedenti. La Corte ha stabilito che la condotta della danneggiata, considerata imprudente e abnorme, è stata la causa esclusiva dell'incidente, interrompendo il nesso causale e liberando il Comune dalla sua responsabilità di custode della strada. La presenza di detriti, secondo i giudici, avrebbe dovuto indurre la passante a una maggiore cautela.
Continua »