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Legge n. 103 del 2017 — Sezione Seconda Penale

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190 provvedimenti

Altri anni per Legge n. 103 del 2017

Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di tre imputati contro una sentenza di condanna per estorsione aggravata, emessa a seguito di concordato in appello. La Corte ribadisce che i motivi relativi al trattamento sanzionatorio non sono validi per impugnare una sentenza basata su un accordo tra le parti, salvo casi di illegalità della pena.
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Ricorso personale in Cassazione: l’inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato personalmente dall'imputato, confermando la necessità dell'assistenza di un avvocato abilitato. La decisione si basa sull'art. 613 c.p.p., come modificato nel 2017, e comporta per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. Il punto focale è l'inammissibilità del ricorso personale in Cassazione.
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Ricorso inammissibile: limiti del concordato in appello
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una sentenza di "concordato in appello". La Corte ribadisce che tale impugnazione è limitata a vizi specifici e non può rimettere in discussione il merito o la pena. Un secondo ricorso è dichiarato inammissibile per mancanza del mandato specifico a impugnare, un nuovo requisito per gli imputati assenti.
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Ricorso patteggiamento: limiti dell’appello in Cassazione
Un imputato, dopo aver concordato una pena tramite patteggiamento, ha presentato appello in Cassazione sostenendo che il giudice avrebbe dovuto assolverlo. La Corte ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile, ribadendo che la legge limita severamente i motivi di impugnazione per questo rito speciale. La scelta del patteggiamento implica una rinuncia a contestare i fatti, e il ricorso non può essere utilizzato per ottenere un nuovo esame della colpevolezza.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (concordato in appello) per rapina e sequestro di persona, ha presentato ricorso in Cassazione contestando il trattamento sanzionatorio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che dopo un concordato in appello l'impugnazione è consentita solo per vizi del consenso o per illegalità della pena, non per rimettere in discussione punti oggetto di rinuncia come il bilanciamento delle circostanze.
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Ricorso per Cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile un ricorso per Cassazione presentato personalmente da due imputati. La decisione si fonda sulla violazione delle norme procedurali che richiedono obbligatoriamente la sottoscrizione di un avvocato cassazionista per questo tipo di impugnazione, confermando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2612/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale avverso un'ordinanza di inammissibilità di un'istanza di revisione. La Corte ha ribadito che, ai sensi dell'art. 613 c.p.p., l'impugnazione in Cassazione deve essere obbligatoriamente proposta da un difensore abilitato, pena l'inammissibilità dell'atto, sottolineando la necessità di una rappresentanza tecnica qualificata per il giudizio di legittimità.
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Ricorso per Cassazione: quando serve l’avvocato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata perché presentato personalmente e non tramite un avvocato abilitato. La decisione ribadisce che per un Ricorso per Cassazione in materia penale è obbligatoria la difesa tecnica, pena la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Impugnazione patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile una impugnazione patteggiamento con cui si contestava la mancata applicazione di una pena sostitutiva. La Corte ha chiarito che, dopo le riforme legislative, i motivi di ricorso sono tassativi e tra questi non rientra l'omessa sostituzione della pena detentiva, la quale deve essere oggetto di uno specifico accordo tra l'imputato e il Pubblico Ministero e non può essere disposta d'ufficio dal giudice.
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Ricorso inammissibile: accordo in appello e limiti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un imputato contro una sentenza della Corte di Appello. Quest'ultima, in adesione a un accordo tra le parti (ex art. 599-bis c.p.p.), aveva confermato la responsabilità penale e rideterminato la pena. La Cassazione ha stabilito che l'imputato non poteva contestare la responsabilità, avendo esplicitamente rinunciato ai relativi motivi di appello come parte dell'accordo. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso
Un imputato ricorre in Cassazione contro la pena concordata tramite patteggiamento in appello, lamentando la mancata applicazione di alcuni criteri di legge. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, poiché la rinuncia ai motivi d'appello preclude ogni successiva doglianza sui punti rinunciati, cristallizzando la pena concordata.
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Ricorso Patteggiamento: Limiti di Impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una sentenza di patteggiamento. L'ordinanza chiarisce che il ricorso patteggiamento è consentito solo per i motivi tassativamente indicati dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., escludendo censure generiche sulla motivazione o sulla responsabilità penale, poiché la sentenza si fonda su un accordo tra le parti.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso dopo un patteggiamento in appello. L'accordo sulla pena e la rinuncia ai motivi di gravame impediscono di sollevare le stesse questioni in Cassazione, rendendo il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che la rinuncia ai motivi determina una preclusione processuale, limitando la cognizione del giudice ai soli aspetti non rinunciati.
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Patteggiamento in appello: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver accettato un patteggiamento in appello per il reato di truffa, ha tentato di contestare la propria responsabilità dinanzi alla Suprema Corte. La decisione si fonda sul principio che la rinuncia ai motivi di impugnazione, insita nell'accordo sulla pena, crea una preclusione processuale che impedisce al giudice di riesaminare questioni non devolute, come la colpevolezza.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concordato la pena tramite patteggiamento in appello per tentata rapina e resistenza, aveva impugnato la sentenza. La Corte chiarisce che l'accordo sulla pena implica la rinuncia agli altri motivi di gravame, creando una preclusione processuale che impedisce di contestare la responsabilità in sede di legittimità.
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Inammissibilità ricorso patteggiamento: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato contro una sentenza di patteggiamento emessa dopo l'entrata in vigore della legge n. 103/2017. La Corte ha ribadito che, salvo motivi specifici e determinati, non è possibile impugnare un provvedimento basato su un accordo tra imputato e pubblico ministero, poiché tale accordo copre la ricostruzione dei fatti e la qualificazione giuridica. La decisione di inammissibilità del ricorso patteggiamento ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (c.d. concordato in appello), ha contestato la quantificazione della stessa. La decisione sottolinea che l'accordo preclude la possibilità di impugnare gli aspetti sanzionatori che ne sono stati oggetto, confermando la natura vincolante di tale patteggiamento processuale.
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Prescrizione reati: annullata condanna per truffa
Un individuo, condannato in primo e secondo grado per truffa e appropriazione indebita aggravata, ha visto la sua condanna penale annullata dalla Corte di Cassazione. Il motivo è l'intervenuta prescrizione reati, calcolata dalla data dell'ultimo illecito. Tuttavia, la Corte ha confermato le statuizioni civili, mantenendo l'obbligo di risarcimento del danno a favore della parte lesa.
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Ricorso patteggiamento: i limiti dopo la riforma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per il reato di estorsione. La decisione ribadisce che, a seguito della riforma legislativa del 2017, i motivi per un ricorso patteggiamento sono tassativamente limitati e non includono la presunta omessa valutazione di cause di non punibilità, come sollevato dal ricorrente. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e il proponente condannato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente dall'imputato. La decisione si basa sull'art. 613 c.p.p., che richiede l'assistenza di un avvocato abilitato, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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