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Legge n. 103 del 2017 — Anno 2025

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294 provvedimenti

Altri anni per Legge n. 103 del 2017

Prescrizione reati ambientali: la guida della Cassazione
Un ricorso per trasporto illecito di rifiuti è stato dichiarato inammissibile. La Cassazione ha respinto la tesi della prescrizione del reato ambientale, chiarendo che, per i fatti del 2018, si applica la riforma Orlando. La prescrizione maturerà a fine 2025.
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Prescrizione Riforma Orlando: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato un ricorso, chiarendo due importanti principi. Primo, un errore formale del giudice nel nominare un'aggravante non invalida la sentenza se la valutazione si basa sulla reale offensività del fatto. Secondo, per i reati commessi tra agosto 2017 e dicembre 2019, si applica la cosiddetta "prescrizione Riforma Orlando", che introduce un periodo fisso di sospensione dei termini durante il processo d'appello, impedendo l'estinzione del reato nel caso specifico.
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Costituzione di parte civile: quando equivale a querela
Due individui ricorrono in Cassazione contro una condanna per furto, estorsione e altri reati. La Corte dichiara i ricorsi inammissibili, chiarendo un punto fondamentale introdotto dalla Riforma Cartabia: la costituzione di parte civile da parte della vittima è sufficiente a soddisfare il requisito della querela. La sentenza sottolinea che tale atto manifesta in modo inequivocabile la volontà di perseguire penalmente i colpevoli. Gli altri motivi di ricorso sono stati respinti in quanto tentativi di riesaminare il merito dei fatti, non consentiti in sede di legittimità.
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Riduzione pena giudizio abbreviato: l’errore di calcolo
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per guida in stato di ebbrezza a causa di un errore nella quantificazione della pena. Il giudice di merito aveva applicato una riduzione di un terzo per il rito abbreviato, ma per le contravvenzioni, come nel caso di specie, la legge prevede una riduzione pena giudizio abbreviato della metà. La Corte ha quindi ricalcolato e ridotto la pena finale.
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Concordato in appello: ricorso inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati che, dopo aver raggiunto un concordato in appello sulla pena per reati di droga, hanno tentato di impugnare la sentenza. La Corte ribadisce che l'accordo preclude la possibilità di contestare la responsabilità e la pena concordata, salvo illegalità della sanzione.
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Prescrizione reato: la Cassazione sulla Riforma Orlando
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza. Il ricorrente sosteneva l'avvenuta prescrizione reato, ma la Corte ha applicato la 'Riforma Orlando' (L. 103/2017), che sospende il termine di prescrizione tra la sentenza di primo grado e quella d'appello per i reati commessi tra il 2017 e il 2019. Di conseguenza, il reato non era ancora prescritto al momento della pronuncia d'appello.
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Motivazione per relationem: quando è legittima?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società immobiliare contro un sequestro preventivo. La sentenza chiarisce i limiti della motivazione per relationem (o "copia-incolla"), affermando la sua legittimità quando il giudice dimostra di aver compiuto una valutazione autonoma e critica degli atti, anche attraverso elementi come la riqualificazione giuridica del reato. Viene inoltre ribadito che il ricorso in Cassazione contro misure cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge e non per vizi logici della motivazione.
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Impugnazione patteggiamento: limiti e motivi validi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per furto aggravato e porto d'armi. L'imputato contestava la qualificazione giuridica del porto d'arma, sostenendo che il coltello fosse stato usato solo per danneggiare una zanzariera. La Corte ha stabilito che i motivi di ricorso sono tassativi e che la finalità dell'uso dell'arma non attiene alla qualificazione giuridica, ma al merito. L'impugnazione patteggiamento è stata quindi respinta in quanto il porto d'armi è un reato di pericolo presunto, la cui sussistenza non dipende dall'uso effettivo.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento contro una sentenza per furto aggravato. Il motivo, un presunto vizio di motivazione, non rientra tra quelli tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. per impugnare questo tipo di sentenze, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento per tentato furto. La Corte chiarisce che i motivi di impugnazione sono tassativi e non possono essere generici, confermando i limiti stringenti introdotti dalla riforma del 2017. L'analisi si concentra sulla validità del ricorso patteggiamento e i presupposti per la sua ammissibilità.
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Ricorso inammissibile: i limiti del giudizio in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per minaccia. La sentenza chiarisce che non è possibile chiedere alla Suprema Corte una nuova valutazione delle prove, come la testimonianza della persona offesa. Tale inammissibilità impedisce di dichiarare l'eventuale prescrizione del reato maturata successivamente, rendendo la condanna definitiva e comportando il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Permesso di costruire: quando il ripristino è reato?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per abusi edilizi nei confronti di un gestore di un camping che aveva realizzato una platea in cemento armato in un'area protetta. L'imputato sosteneva si trattasse di un mero ripristino, ma per i giudici le dimensioni e la natura dell'opera la qualificavano come nuova costruzione, necessitando quindi di un apposito permesso di costruire. La Corte ha inoltre chiarito importanti aspetti sulla prescrizione dei reati.
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Ricorso inammissibile: accordo in appello e limiti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un imputato contro una sentenza della Corte di Appello. Quest'ultima, in adesione a un accordo tra le parti (ex art. 599-bis c.p.p.), aveva confermato la responsabilità penale e rideterminato la pena. La Cassazione ha stabilito che l'imputato non poteva contestare la responsabilità, avendo esplicitamente rinunciato ai relativi motivi di appello come parte dell'accordo. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende.
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Ricorso per cassazione patteggiamento: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, poiché basato su una generica contestazione sull'entità della pena. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione patteggiamento è consentito solo per i motivi tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis c.p.p., tra cui non rientra la mera erronea quantificazione della sanzione, se non ne viene dedotta l'illegalità.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, basato su una presunta erronea qualificazione giuridica del fatto. La Corte ha chiarito che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso patteggiamento per tale motivo è consentito solo se l'errore è palese ed evidente dal testo della sentenza, senza richiedere ulteriori valutazioni. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: l’obbligo di firma avvocato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato un ricorso inammissibile perché proposto personalmente dal condannato e non da un avvocato iscritto all'albo speciale. La decisione si basa sulla riforma del 2017, che ha introdotto l'obbligo della sottoscrizione del difensore specializzato. A seguito della dichiarazione di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rivalutazione pericolosità sociale: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazione di una misura di prevenzione. A seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, è stato stabilito che la riattivazione di una misura sospesa a causa di detenzione richiede sempre una nuova valutazione della pericolosità sociale del soggetto, indipendentemente dalla durata della detenzione stessa. In assenza di tale rivalutazione, la misura è inefficace e la sua violazione non costituisce reato.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso
Un imputato ricorre in Cassazione contro la pena concordata tramite patteggiamento in appello, lamentando la mancata applicazione di alcuni criteri di legge. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, poiché la rinuncia ai motivi d'appello preclude ogni successiva doglianza sui punti rinunciati, cristallizzando la pena concordata.
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Prescrizione reato e sospensione Covid: il calcolo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida sotto l'effetto di stupefacenti. L'imputato sosteneva l'avvenuta prescrizione del reato, ma la Corte ha chiarito che al calcolo del termine massimo vanno aggiunti i periodi di sospensione previsti dalla legge 103/2017 e dalla normativa emergenziale Covid-19. Questo ha impedito l'estinzione del reato.
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Ricorso in Cassazione inammissibile: firma avvocato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso in Cassazione inammissibile perché proposto personalmente dall'imputato. La decisione si fonda sulla riforma del 2017 (legge n. 103), che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale, a pena di inammissibilità. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e a una sanzione pecuniaria.
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