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Legge n. 103 del 2017 — Anno 2025

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294 provvedimenti

Altri anni per Legge n. 103 del 2017

Ricorso per cassazione: l’avvocato è obbligatorio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione proposto personalmente da un imputato condannato per furto. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 c.p.p., che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. L'ordinanza ribadisce un principio fondamentale della procedura penale, confermando la condanna dell'imputato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se personale
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso in Cassazione presentato personalmente da un detenuto contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sull'obbligo, previsto dal codice di procedura penale, che tali ricorsi siano sottoscritti esclusivamente da un avvocato abilitato, pena la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento, poiché i motivi addotti dall'imputato non rientravano tra quelli tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. La Corte ha ribadito che un generico difetto di motivazione non costituisce una valida ragione per impugnare una sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti.
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Ricorso personale cassazione: inammissibilità e costi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un detenuto contro il diniego della detenzione domiciliare. La ragione è un vizio di forma: il ricorrente ha presentato l'atto personalmente, violando l'articolo 613 del codice di procedura penale che impone l'assistenza di un avvocato. Di conseguenza, il soggetto è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro.
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Ricorso Cassazione inammissibile: Art. 410-bis
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato dalla parte offesa contro la decisione del Tribunale che confermava l'archiviazione del suo procedimento. La Suprema Corte chiarisce che, ai sensi dell'art. 410-bis c.p.p., la decisione sul reclamo avverso l'archiviazione non è impugnabile per motivi di legittimità, ma solo per eccezionali casi di 'abnormità' dell'atto.
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Prescrizione reato: la Cassazione chiarisce le regole
Due individui, condannati per un reato ambientale commesso nel 2019, hanno fatto ricorso in Cassazione sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che, sulla base della legge n. 103/2017, applicabile al periodo in cui il reato è stato commesso, il termine di prescrizione non era ancora decorso al momento della decisione.
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Concordato in appello: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza di concordato in appello. La Corte ha chiarito che, accettando l'accordo, le parti rinunciano a contestare i punti concordati, inclusa la qualificazione giuridica del fatto, rendendo inammissibile un successivo ricorso basato su tali motivi.
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Prescrizione reato: stop dopo la condanna di primo grado
Un soggetto, condannato in primo grado per violazione della quarantena, era stato prosciolto in appello per estinzione del reato. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che per i reati commessi dal 1° gennaio 2020, la nuova disciplina sulla prescrizione reato prevede la sospensione definitiva del suo corso dopo la sentenza di condanna di primo grado, rendendo errata la declaratoria di estinzione.
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Ricorso cassazione patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati che, dopo aver concordato la pena (patteggiamento) per furto aggravato, avevano impugnato la sentenza lamentando la mancata assoluzione. La Corte ha stabilito che, aderendo al patteggiamento, l'imputato rinuncia a contestare la propria responsabilità penale, rendendo il ricorso per cassazione patteggiamento inammissibile per motivi relativi alla valutazione dei fatti o alla motivazione della colpevolezza.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento, sottolineando che l'impugnazione è possibile solo per i motivi tassativamente previsti dall'art. 448, co. 2-bis, c.p.p. La contestazione sulla carenza di motivazione in merito alla responsabilità dell'imputato non rientra tra i motivi ammessi, poiché il patteggiamento esonera dall'onere di una prova completa e richiede una motivazione semplificata da parte del giudice.
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Ricorso patteggiamento inammissibile: limiti e motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso patteggiamento inammissibile, poiché i motivi, relativi alla quantificazione della pena e alle attenuanti generiche, non rientravano tra quelli tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. La Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017, l'impugnazione è limitata a specifici vizi di legalità, escludendo censure sulla congruità della sanzione concordata tra le parti.
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Impugnazione patteggiamento: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per un reato di droga. La decisione si fonda sui limiti stringenti posti all'impugnazione patteggiamento dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., che non includono la dedotta omessa motivazione su eventuali cause di proscioglimento. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e a una multa.
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Ricorso patteggiamento: i limiti dell’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento, sottolineando che l'impugnazione contro una sentenza di applicazione della pena su richiesta è consentita solo per motivi tassativamente previsti dalla legge. Nel caso specifico, i motivi addotti dal ricorrente, inclusa una censura generica sulla confisca, esulavano da quelli ammessi, comportando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile patteggiamento: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento. Il motivo del ricorso inammissibile patteggiamento risiede nel fatto che le ragioni addotte non rientravano tra quelle tassativamente previste dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. La Corte ha chiarito che la lamentela generica sul mancato proscioglimento non è un motivo valido per impugnare una sentenza di applicazione della pena, confermando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione e patteggiamento: i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una sentenza di patteggiamento. La Corte ha chiarito che il ricorso in Cassazione per erronea qualificazione giuridica del fatto è ammesso solo se la qualificazione è 'palesemente eccentrica' rispetto all'imputazione, non per mere contestazioni valutative. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Prescrizione reati tributari: la Cassazione decide
Un amministratore condannato per omesso versamento IVA ricorre in Cassazione. La Corte annulla la sentenza per intervenuta prescrizione reati tributari, spiegando come il termine di 7 anni e 6 mesi fosse già scaduto prima della sentenza d'appello, nonostante le interruzioni.
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Prescrizione abusi edilizi: nuove regole spiegate
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due cittadini condannati per un abuso edilizio. Il caso è cruciale per aver chiarito l'applicazione delle nuove norme sulla prescrizione abusi edilizi. La Corte ha stabilito che per i reati commessi nel 2018, si applica la disciplina della sospensione introdotta dalla legge n. 103/2017 (Riforma Orlando), posticipando di conseguenza il termine di prescrizione e confermando la condanna.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se personale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione proposto personalmente dall'imputato, condannato per reati edilizi, e non tramite un difensore abilitato. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 c.p.p., che riserva la presentazione dell'atto a legali specificamente qualificati. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione di 3.000 euro.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
Un imputato ha impugnato una sentenza di patteggiamento per il reato di danneggiamento, sostenendo che i fatti avrebbero dovuto essere qualificati come deturpamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile, chiarendo che, a seguito della riforma del 2017, l'impugnazione per erronea qualificazione giuridica è consentita solo se l'errore è palese ed evidente, condizione non riscontrata nel caso di specie.
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Ricorso inammissibile: nuovi motivi in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per furto in abitazione. Il motivo è che l'imputato ha sollevato la questione della recidiva per la prima volta in Cassazione, un argomento non presentato nel precedente atto di appello. La Corte ribadisce che non si possono introdurre nuove censure in sede di legittimità, confermando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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