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Legge 197/2022 — Anno 2023

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410 provvedimenti

Altri anni per Legge 197/2022

Definizione agevolata: stop alla lite IMU tra Comune e società
Una società contribuente impugna un avviso di accertamento IMU emesso da un Comune per terreni estrattivi. Dopo i primi due gradi di giudizio, il concessionario della riscossione propone ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società contribuente presenta istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge n. 197 del 2022, pagando l'importo dovuto. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio per intervenuta definizione agevolata. Le spese del processo restano a carico di chi le ha anticipate, come previsto dalla legge sul condono. Inoltre, i giudici escludono il pagamento del doppio contributo unificato, poiché l'estinzione per sanatoria non equivale a un rigetto o a una dichiarazione di inammissibilità del ricorso.
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Scontro IMU sulla cava: la definizione agevolata chiude la lite
Una società di riscossione e una società contribuente si scontravano in tribunale per un avviso di accertamento IMU del 2012 relativo a una cava estrattiva. Durante il giudizio di Cassazione, la società contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, pagando l'importo dovuto in un'unica soluzione. La Corte di Cassazione ha preso atto del regolare pagamento e del rispetto delle norme del regolamento comunale. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del procedimento per cessazione della materia del contendere. Le spese del giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate e non è stato applicato il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: la società chiude la lite IMU sulla cava
Una società concessionaria per la riscossione comunale ha impugnato la decisione che riduceva il valore di una cava ai fini del calcolo dell'IMU dovuta da una società contribuente. Durante la pendenza del giudizio di Cassazione, la società contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, pagando quanto dovuto per sanare la pendenza tributaria. La Corte di Cassazione, preso atto del regolare adempimento e del perfezionamento della sanatoria, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo sono state poste a carico di chi le ha anticipate, escludendo inoltre il pagamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: la Cassazione chiude la lite sulla cava
Una società contribuente ha impugnato un avviso di accertamento ICI relativo a una cava estrattiva. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha richiesto l'estinzione del processo avendo aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. Avendo la contribuente pagato la prima rata e presentato regolare domanda, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, escludendo il pagamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la tassa sulla truffa
I Contribuenti hanno impugnato l'avviso di liquidazione dell'imposta di registro al 3% applicata su una sentenza di condanna alla restituzione di somme derivanti da una truffa subita. I Contribuenti sostenevano l'ingiustizia di tassare un recupero crediti di fatto impossibile a causa dell'insolvenza del truffatore. Nelle more del giudizio di Cassazione, i Contribuenti hanno presentato domanda di definizione agevolata per sanare la pendenza tributaria. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e della pendenza della procedura di sanatoria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per verificare il perfezionamento della definizione agevolata.
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Fisco contro contribuente: la definizione agevolata ferma la lite
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole a una società e ai suoi soci, a cui era stato contestato un maggior reddito basato sulle percentuali di ricarico. Durante il giudizio di Cassazione, i contribuenti hanno presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, richiedendo la sospensione del processo. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio in attesa del perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: stop al ricorso in Cassazione del Fisco
Una società commerciale riceveva un avviso di accertamento con cui l'Amministrazione finanziaria contestava la detrazione IVA per l'anno 2015, ritenendo non inerenti alcuni acquisti da soggetti non residenti. Dopo le vittorie della contribuente nei primi due gradi di giudizio, l'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società presentava domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, chiedendo la contestuale sospensione del processo. La Corte di Cassazione, preso atto del deposito della documentazione e del versamento delle somme dovute, ha disposto la sospensione del giudizio tributario in attesa del perfezionamento della sanatoria o dell'eventuale diniego da parte dell'ufficio.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma il fisco sull’IVA
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole a una società contribuente riguardante il recupero di IVA su fatture estere ritenute non inerenti. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, chiedendo la sospensione del processo. La Corte di Cassazione, preso atto del deposito della documentazione e del rispetto dei requisiti di legge, ha disposto la sospensione del giudizio tributario. Questa misura consente di attendere il perfezionamento della sanatoria o l'eventuale diniego dell'amministrazione finanziaria, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Rottamazione quater: stop al ricorso contro l’INPS
Un avvocato impugna l'addebito dell'INPS per contributi omessi alla Gestione Separata. Durante il giudizio di Cassazione, la professionista aderisce alla rottamazione quater, impegnandosi a rinunciare alla causa. La Suprema Corte stabilisce che l'adesione alla definizione agevolata determina la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione. Di conseguenza, il ricorso viene dichiarato inammissibile e le spese del giudizio vengono compensate tra le parti, escludendo inoltre il raddoppio del contributo unificato.
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Sospensione del processo tributario: stop alla lite con il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società contribuente l'indebito utilizzo del regime PEX, l'errata deduzione di costi di consulenza e la qualificazione di spese pubblicitarie. Durante il giudizio di Cassazione, una delle società socie ha chiesto la sospensione del processo tributario per aderire alla definizione agevolata delle liti fiscali pendenti, prevista dalla legge di bilancio. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio e rinviando la causa a una nuova udienza per consentire il perfezionamento della pace fiscale.
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Definizione agevolata: stop alla lite IVA sui finanziamenti
Una società attiva nel settore delle energie rinnovabili riceveva un accertamento dall'Agenzia delle Entrate per un recupero IVA legato a finanziamenti infragruppo esenti. L'amministrazione riteneva applicabile il calcolo del pro rata a causa della sistematicità delle operazioni, mentre la società sosteneva la loro occasionalità. Durante il giudizio in Cassazione, la società ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della tregua fiscale (Legge di Bilancio 2023), pagando la prima rata. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Cartelle esattoriali e definizione agevolata: stop alla causa
Uno Studio Legale impugnava due cartelle esattoriali per IVA, contestando la validità della notifica eseguita tramite un corriere privato anziché Poste Italiane. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente decideva di aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie, rinunciando formalmente al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, confermando che la rinuncia unilaterale estingue il processo senza necessità di accettazione da parte dell'Agenzia delle Entrate. Le spese di giudizio sono state compensate e non è stato applicato il raddoppio del contributo unificato.
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Errore di fatto revocatorio: quando la svista non salva l’azienda
L'Azienda impugna per revocazione l'ordinanza della Corte di Cassazione che aveva dichiarato inammissibile il suo ricorso contro un accertamento fiscale. L'accertamento riguardava la deduzione di costi per consulenze non documentate. La Cassazione aveva ritenuto inammissibile il ricorso originario perché l'Azienda non aveva censurato entrambe le ragioni della decisione del giudice d'appello. L'Azienda sostiene che la Cassazione sia incorsa in un errore di fatto revocatorio nell'interpretare la sentenza d'appello. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. L'interpretazione del contenuto di una sentenza non costituisce una svista materiale, bensì una valutazione giuridica. Di conseguenza, l'errore contestato configura un errore di giudizio e non un errore di fatto revocatorio, escludendo così la revocazione.
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Fisco contro assicurazione: la definizione agevolata chiude la lite
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione di secondo grado favorevole a una compagnia assicurativa in merito a contestazioni su IRES, IRAP e IVA per l'anno 2011. Durante la pendenza del giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la società contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, provvedendo al versamento degli importi previsti. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate. La definizione agevolata ha così risolto definitivamente la controversia fiscale tra le parti.
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Definizione agevolata: stop alla causa tributaria in Cassazione
Una società operante nel settore calzaturiero impugnava un avviso di accertamento parziale relativo a contestazioni Ires e Irap. Dopo l'esito sfavorevole nei primi due gradi di giudizio, la contribuente proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società decideva di aderire alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022, effettuando il relativo pagamento e depositando le ricevute. La Corte di Cassazione, preso atto del perfezionamento della sanatoria, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: il fisco si ferma e la causa si sospende
Il Contribuente ha proposto ricorso contro l'Agenzia delle Entrate. Poco prima dell'udienza di discussione, il Contribuente ha depositato una formale richiesta per accedere alla definizione agevolata prevista dalla Legge numero 197 del 2022. Questa procedura consente di estinguere i debiti fiscali beneficiando di sconti su sanzioni e interessi. La Corte di Cassazione ha rilevato che la presentazione di questa istanza comporta l'obbligo di sospendere temporaneamente la causa. Di conseguenza, i giudici hanno disposto il rinvio della trattazione del processo a una data successiva al 10 ottobre 2023, permettendo così il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata e revocazione: il bivio della Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato per revocazione un'ordinanza della Cassazione che conteneva, per errore, la motivazione di un'altra causa. Nel frattempo, la società contribuente ha richiesto la definizione agevolata della lite, pagando il dovuto. La Corte di Cassazione ha rilevato che la definizione agevolata si applica solo alle controversie non ancora definitive. Poiché il ricorso per revocazione non impedisce il passaggio in giudicato della sentenza, la lite potrebbe non essere considerata pendente ai fini del condono. Per risolvere la questione e valutare l'errore materiale, la Corte ha rinviato la causa a nuovo ruolo, in attesa di una pronuncia chiarificatrice delle Sezioni Unite.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop alle sanzioni sul conto estero
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IRPEF e le relative sanzioni per omessa compilazione del quadro RW, derivanti da un conto estero non dichiarato. Durante il giudizio di Cassazione, Il Contribuente ha richiesto la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle liti pendenti, prevista dalla legge di bilancio per il 2023. La Corte di Cassazione, verificata la sussistenza dei requisiti di legge (pendenza della lite al primo gennaio 2023 e assenza di risorse UE o aiuti di Stato), ha accolto l'istanza disponendo la sospensione del giudizio fino al 10 luglio 2023 e rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro un contribuente per interposizione fittizia di persona, ritenendo che avesse trasferito quote societarie ai figli tramite una società semplice per eludere le imposte sulla plusvalenza. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato l'atto, rilevando che i proventi erano effettivamente confluiti sui conti dei figli. L'amministrazione ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente ha richiesto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie prevista dalla legge di bilancio. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la lite sulle accise
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di pagamento per omesso versamento di accise energetiche e sanzioni contro una società. Dopo i primi gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. La società ha presentato istanza di sospensione del processo chiedendo di avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta formale del contribuente, ha disposto la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo, consentendo così alla società di perfezionare la sanatoria fiscale.
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