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Legge 197/2022 — Anno 2023

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410 provvedimenti

Altri anni per Legge 197/2022

Presunzione di distribuzione utili: Fisco bloccato senza prove
Un socio di una società a ristretta base partecipativa riceve un avviso di accertamento per maggiori redditi. L'Agenzia delle Entrate applica la presunzione di distribuzione di utili, sostenendo che la società avesse realizzato ricavi occulti dalla vendita di immobili. I giudici di merito, però, ritengono non provata l'esistenza di tali ricavi, riducendo l'accertamento ai soli costi indeducibili. La Corte di Cassazione, anziché decidere nel merito, sospende il giudizio. La Corte accoglie l'istanza del contribuente di aderire alla definizione agevolata, congelando di fatto la controversia per permettere una chiusura concordata con il Fisco.
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Tregua Fiscale: Causa IMU sospesa in attesa della scelta del Comune
Una società, in lite con un Comune per un avviso di accertamento IMU, chiede di accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie mentre la causa è pendente in Cassazione. La legge, tuttavia, concede al Comune la facoltà di decidere se applicare o meno tale procedura. Poiché l'ente locale non si è ancora espresso, la Corte di Cassazione non può decidere il merito della questione. Di conseguenza, i giudici dispongono il rinvio della causa a nuovo ruolo, sospendendo di fatto il processo in attesa che il Comune deliberi sull'adesione alla tregua fiscale. La Società vince tempo, il Comune deve decidere.
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Finanziamento soci: aiuto all’azienda tassato come un mutuo
Una società utilizzava precedenti finanziamenti soci per un aumento di capitale. L'Agenzia delle Entrate, rilevando la menzione di tali finanziamenti nel verbale d'assemblea, ha applicato l'imposta di registro proporzionale del 3%, qualificandoli come mutui 'enunciati' e quindi da tassare. La società si è opposta, sostenendo che i finanziamenti non avevano più effetti giuridici, essendo già stati trasformati in capitale. La Corte di Cassazione, tuttavia, non ha deciso nel merito la questione del finanziamento soci e imposta di registro. Ha invece sospeso il processo perché la società ha fatto richiesta di adesione alla definizione agevolata delle liti pendenti, rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa dell'esito della procedura.
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Definizione Agevolata: Stop al Processo, il Fisco deve attendere
Una società immobiliare ha ricevuto un avviso di liquidazione per oltre 345.000 euro di imposta di registro su una compravendita. Durante il contenzioso arrivato in Cassazione, la società ha chiesto di aderire alla cosiddetta 'pace fiscale'. La Corte Suprema ha accolto la richiesta, ordinando la sospensione del processo per definizione agevolata. La causa è quindi temporaneamente bloccata per permettere alla società di completare la procedura di accordo con l'Agenzia delle Entrate. L'esito finale del processo dipenderà dal successo di questa definizione.
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Cessione d’azienda e debiti fiscali: la Cassazione sospende il caso
Un'azienda acquirente ha ricevuto una cartella esattoriale per debiti fiscali dell'azienda che aveva comprato. Il caso si concentra sulla responsabilità del cessionario d'azienda per le pendenze del venditore. La legge prevede tutele per l'acquirente che richiede un certificato dei debiti fiscali, ma il dibattito sorge quando questa richiesta non viene fatta. L'acquirente è comunque protetto o la sua responsabilità diventa illimitata? La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, non ha ancora risposto a questa domanda. Ha deciso di sospendere il processo, lasciando la questione aperta e rinviando la decisione finale a una data successiva. Di conseguenza, non c'è ancora un vincitore né uno sconfitto.
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Decreto ridotto, tassa piena? Imposta di registro in sospeso
La controversia riguarda l'applicazione dell'imposta di registro su decreto ingiuntivo. L'Agenzia delle Entrate ha richiesto il pagamento della tassa calcolata sul valore originario di un decreto ingiuntivo di circa 22 milioni di euro. Una Società, acquirente del credito, si è opposta sostenendo che la base imponibile dovesse essere l'importo ridotto a circa 5 milioni da una successiva sentenza di appello. La Corte di Cassazione, tuttavia, non ha deciso la questione nel merito. Ha invece emesso un'ordinanza interlocutoria con cui ha sospeso il processo. La decisione è stata presa perché la Società ha presentato istanza di definizione agevolata, una procedura per chiudere le liti con il Fisco. Il giudizio è quindi in pausa, in attesa di verificare l'esito di tale procedura.
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Reiterazione atto impositivo: Fisco può riprovarci dopo annullo?
Un contribuente ottiene l'annullamento di una cartella esattoriale per difetto di motivazione. L'Agenzia delle Entrate, però, emette un nuovo atto identico ma corretto nella forma. La Corte di Cassazione è chiamata a decidere sulla legittimità di questa pratica, nota come 'reiterazione dell'atto impositivo'. Il Fisco sostiene di poter correggere i vizi formali, mentre il contribuente invoca la sentenza definitiva. In questo caso specifico, la Corte non decide nel merito ma sospende il processo. Il contribuente ha infatti richiesto di aderire alla definizione agevolata (pace fiscale), una procedura che potrebbe estinguere il debito e la causa.
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Revoca agevolazioni fiscali: l’Azienda vince con la pace fiscale
Un'azienda agricola subisce la revoca delle agevolazioni fiscali su terreni agricoli perché, secondo l'Agenzia delle Entrate, la stipula di contratti di compartecipazione agraria equivale alla cessazione della coltivazione diretta. L'azienda vince la causa nei primi due gradi di giudizio. Arrivata in Cassazione, la società chiede e ottiene la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata (la cosiddetta 'pace fiscale') prevista da una nuova legge. La Corte Suprema, quindi, non decide sul merito della revoca delle agevolazioni fiscali per i terreni agricoli, ma si limita a 'congelare' il giudizio in attesa che la lite venga estinta tramite il pagamento agevolato.
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Fatture Inesistenti: Fisco accusa, la Pace Fiscale ferma tutto
Un'Azienda viene accusata dal Fisco di aver detratto l'IVA utilizzando fatture soggettivamente inesistenti. La controversia arriva fino alla Corte di Cassazione, incentrandosi su chi debba provare la buona o mala fede dell'acquirente. Tuttavia, il processo subisce una battuta d'arresto. L'Azienda chiede di aderire alla 'pace fiscale', una procedura per chiudere le liti pendenti. La Corte accoglie la richiesta e sospende il giudizio, senza decidere nel merito della presunta frode. La sentenza dimostra come le normative sulla definizione agevolata possano bloccare l'iter di un contenzioso tributario, offrendo una via d'uscita alternativa al contribuente.
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Definizione agevolata liti tributarie: azienda blocca la Cassazione
Un'azienda immobiliare aveva impugnato un avviso di accertamento per presunte violazioni fiscali, come ricavi non dichiarati e costi indeducibili. Giunta in Cassazione, l'azienda ha chiesto di sospendere il processo per accedere alla nuova 'definizione agevolata liti tributarie', una sorta di sanatoria fiscale. La Corte ha accolto la richiesta, sospendendo il giudizio. La decisione conferma che la semplice volontà del contribuente di aderire alla definizione agevolata è sufficiente per bloccare temporaneamente il contenzioso, dandogli il tempo di perfezionare l'accordo con il Fisco.
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Società di comodo: Fisco sconfitto se i ricavi superano la soglia
La Corte di Cassazione analizza un caso di accertamento fiscale contro una società ritenuta dall'Agenzia delle Entrate una 'società di comodo'. I giudici di merito avevano già dato ragione al contribuente, annullando la pretesa fiscale. Il motivo? La società aveva dimostrato di avere ricavi effettivi superiori a quelli minimi presunti dalla legge, un fatto che smentiva la sua presunta non operatività. L'Agenzia delle Entrate, al contrario, non era riuscita a provare il contrario. La Cassazione, prima di decidere definitivamente, ha sospeso il giudizio perché la società ha aderito alla definizione agevolata delle liti. Il principio chiave è che il superamento dei ricavi minimi costituisce una prova fondamentale contro l'accusa di essere una società di comodo.
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Transfer pricing: Azienda ottiene rinvio contro il Fisco in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento contro un'azienda, contestando le operazioni infragruppo e il relativo regime di **transfer pricing e onere della prova**. In aggiunta, ha negato l'esenzione da alcune ritenute fiscali a causa della presentazione tardiva della documentazione richiesta. L'azienda ha impugnato gli atti e ha avuto ragione nei primi due gradi di giudizio. Giunta in Cassazione, la controversia non è stata decisa nel merito. La Corte ha infatti accolto la richiesta dell'azienda di sospendere il processo, in base a una nuova legge che consente di definire le liti pendenti con il Fisco. La decisione finale sulla questione è quindi rinviata.
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Esenzione Ritenute Interessi: Causa Sospesa per Pace Fiscale
Una società si è vista contestare dal Fisco la mancata applicazione di ritenute su interessi pagati alla casa madre estera. L'Agenzia delle Entrate negava l'esenzione perché la documentazione necessaria era stata presentata in ritardo. Sebbene la società avesse vinto nei primi due gradi di giudizio, il Fisco ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, la Corte Suprema non ha deciso sul merito della questione. Ha invece accolto la richiesta della società di sospendere il processo, in applicazione di una nuova legge che permette la definizione agevolata delle liti fiscali. La questione sulla validità dell'esenzione ritenute interessi resta quindi in sospeso, in attesa degli sviluppi della procedura di 'pace fiscale'.
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Transfer Pricing: Fisco contesta 6M€, l’Azienda sospende il processo
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'azienda italiana oltre 6 milioni di euro di ricavi non dichiarati, derivanti da operazioni di transfer pricing con una consociata francese. Secondo il Fisco, l'azienda avrebbe applicato prezzi di vendita troppo bassi per ridurre artificialmente i profitti in Italia. La società ha impugnato l'avviso di accertamento, dando inizio a un contenzioso. Giunta in Cassazione, la vicenda ha subito una battuta d'arresto: la Corte ha accolto la richiesta dell'azienda di sospendere il processo, basata su una nuova disposizione di legge. La decisione finale sul merito della controversia sul transfer pricing è quindi rinviata.
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Transfer Pricing: accusa da 1,7M€, ma la Cassazione ferma tutto
L'Agenzia delle Entrate contesta a un'azienda l'omessa dichiarazione di ricavi per oltre 1,7 milioni di euro, a causa di operazioni di transfer pricing con una consociata francese ritenute non conformi al valore di mercato. L'azienda si oppone e vince nei primi due gradi di giudizio. L'Agenzia ricorre in Cassazione, sostenendo l'errata applicazione delle norme sul transfer pricing e sull'onere della prova. Tuttavia, la Corte di Cassazione non decide nel merito della questione. Accoglie invece la richiesta dell'azienda di sospendere il processo, in applicazione di una nuova legge che consentiva di definire le liti pendenti. La disputa fiscale resta quindi, per il momento, congelata.
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Sospensione Processo Tributario: Stop per Pace Fiscale su Fatture False
Un'azienda e il suo socio unico, accusati dall'Agenzia delle Entrate di aver utilizzato fatture false, hanno fatto ricorso in Cassazione. In questa sede, hanno chiesto e ottenuto la sospensione del processo tributario per poter aderire alla 'pace fiscale' prevista da una nuova legge. La Corte Suprema ha quindi messo in pausa il giudizio, senza decidere nel merito della presunta frode, per dare al contribuente la possibilità di chiudere la controversia attraverso un accordo con il Fisco. La decisione finale sulla colpevolezza è quindi rimandata.
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Definizione Agevolata: Stop al Processo per Fatture False
Un'azienda, destinataria di un avviso di accertamento per l'utilizzo di fatture false, si è vista sospendere il giudizio davanti alla Corte di Cassazione. La Corte non ha deciso nel merito della presunta frode, ma ha accolto la richiesta dell'azienda di fermare il processo per poter accedere alla cosiddetta 'pace fiscale'. Il principio sancito è che la richiesta di aderire alla definizione agevolata liti pendenti, prevista da una specifica legge, impone al giudice di sospendere il procedimento in attesa dell'esito della procedura di sanatoria. La causa è quindi temporaneamente congelata.
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Fatture inesistenti: il Fisco vince, ma la sanatoria ferma tutto
La Corte di Cassazione ha sospeso un processo fiscale a carico di un'azienda accusata di aver utilizzato fatture per operazioni inesistenti. L'Amministrazione Finanziaria aveva contestato la deduzione di costi fittizi, ottenendo ragione nei primi due gradi di giudizio. Giunta in Cassazione, l'azienda ha chiesto di aderire alla definizione agevolata delle liti (una sorta di 'pace fiscale'). I giudici, applicando la normativa speciale, hanno accolto la richiesta, congelando temporaneamente il giudizio in attesa che la procedura di sanatoria si concluda. La decisione finale sul merito dell'accusa è quindi rinviata.
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Definizione Agevolata: Stop al Processo per Fatture False
Un'azienda, destinataria di un avviso di accertamento per IRES e IRAP basato sull'uso di fatture false, ha portato la sua causa fino alla Corte di Cassazione. Giunta al giudizio finale, la società ha però richiesto di sospendere il processo per aderire alla cosiddetta 'tregua fiscale'. La Cassazione ha accolto la richiesta, interrompendo temporaneamente il giudizio. Questa decisione permette all'azienda di accedere alla **Definizione agevolata liti pendenti**, una procedura per chiudere la controversia pagando una somma ridotta, evitando così i rischi di una condanna definitiva.
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Pace Fiscale e Cassazione: ok alla sospensione processo tributario
La Corte di Cassazione ha ordinato la sospensione del processo tributario tra un contribuente e l'Agenzia delle Entrate. La decisione è stata presa perché il contribuente ha fatto richiesta di aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti, una sorta di 'pace fiscale' introdotta da una recente legge. In questi casi, la legge stessa prevede che il processo possa essere messo in pausa per consentire alle parti di raggiungere un accordo. La Corte ha quindi accolto la richiesta del contribuente, fermando temporaneamente il giudizio e rimandando la discussione a una data successiva alla scadenza dei termini per la definizione agevolata.
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