LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legge 18/2020

Pagina 4 di 14

262 provvedimenti

Sospensione termini custodia cautelare: negata la scarcerazione
Il Detenuto ha richiesto la scarcerazione sostenendo che i termini massimi della sua custodia in carcere fossero scaduti il 12 aprile 2021. Egli riteneva inapplicabile al suo caso la normativa emergenziale sul Covid-19. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la sospensione termini custodia cautelare prevista durante la pandemia si applica anche ai procedimenti in cui la scadenza finale cadeva oltre l'11 novembre 2020. Di conseguenza, il periodo di custodia è stato legittimamente prolungato per via della sospensione ex lege dal 9 marzo all'11 maggio 2020. Il ricorrente resta quindi in carcere e deve pagare le spese processuali.
Continua »
Notifica al difensore di fiducia: PEC contro carta in Cassazione
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la nullità del processo d'appello per omessa notifica personale del rinvio d'udienza dovuto all'emergenza Covid-19. La comunicazione era stata infatti inviata tramite PEC solo al suo avvocato. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che, durante l'emergenza pandemica, la notifica al difensore di fiducia tramite posta elettronica certificata è pienamente valida ed efficace anche per l'assistito. Questa modalità eccezionale, prevista dal decreto legge n. 18/2020, si basa sul solido rapporto fiduciario tra cliente e legale, idoneo a garantire l'effettiva conoscenza dell'atto. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la condanna dell'imputato per tentata rapina impropria e resistenza a pubblico ufficiale, ponendo a suo carico anche le spese del giudizio.
Continua »
Restituzione in termini negata: l’errore del legale non è forza maggiore
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un cittadino che chiedeva la restituzione in termini per presentare l'appello contro una condanna per omicidio colposo. Il difensore sosteneva che l'emergenza Covid-19 e un'informazione incompleta della cancelleria avessero costituito una causa di forza maggiore. La Suprema Corte ha chiarito che la restituzione in termini richiede un impedimento assoluto e non superabile. Nel caso specifico, la cancelleria aveva fornito un'informazione corretta al momento della richiesta e la sentenza era stata depositata nei termini prorogati dalla legge. L'errore o la mancata verifica successiva da parte del legale rientrano nella mancanza di ordinaria diligenza e non integrano la forza maggiore. Il ricorrente perde la causa e deve pagare le spese processuali.
Continua »
Guida in stato di ebbrezza: il verbale smentisce il conducente
Il Conducente, condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata informazione sulla facoltà di farsi assistere da un difensore durante l'alcoltest e l'avvenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'avvertimento sul difensore era regolarmente documentato nel verbale della polizia, atto dotato di fede privilegiata. Inoltre, la prescrizione non era maturata prima della sentenza d'appello a causa delle sospensioni per lo sciopero degli avvocati e per l'emergenza Covid. Di conseguenza, il Conducente perde la causa e viene condannato a pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Reato di calunnia: l’avvocato accusa i clienti ma perde la causa
Un avvocato falsifica le firme dei clienti sui mandati professionali e, dopo la loro denuncia, li accusa a sua volta di calunnia. I giudici di merito condannano la professionista per il reato di calunnia continuata. L'imputata ricorre in Cassazione sollevando eccezioni sulla prescrizione, sulla notifica degli atti durante l'emergenza pandemica e sulla mancata concessione di un termine a difesa per il legale d'ufficio. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici evidenziano che i rinvii e la revoca del difensore costituivano un abuso del processo per ritardare il giudizio. La prescrizione non è maturata a causa delle legittime sospensioni processuali. L'imputata perde la causa e deve pagare le spese e una sanzione pecuniaria.
Continua »
Truffa a consumazione prolungata: colpevole ma prescritta
Una finta esperta di diritto del lavoro ha raggirato diversi lavoratori promettendo finti recuperi di crediti e incassando acconti ripetuti fino al 2013. I giudici di merito l'hanno condannata per truffa aggravata. La Corte di Cassazione ha chiarito che si tratta di una truffa a consumazione prolungata, il cui termine di prescrizione decorre dall'ultimo pagamento. Tuttavia, gli ermellini hanno riscontrato un errore nel calcolo della sospensione dei termini legata all'emergenza Covid-19, poiché mancavano i presupposti operativi per applicarla a questo processo. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la condanna penale senza rinvio per intervenuta prescrizione del reato, confermando però i risarcimenti civili già decisi a favore delle vittime.
Continua »
Sospensione dei termini processuali: ricorso tardivo e sconfitta
Un cittadino ha impugnato un'intimazione di pagamento dell'INPS basata su una cartella esattoriale per contributi previdenziali. Dopo la decisione sfavorevole della Corte d'Appello, il ricorrente ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché notificato oltre la scadenza di legge. I giudici hanno chiarito che, nonostante la speciale sospensione legata all'emergenza sanitaria Covid-19, la ordinaria sospensione dei termini processuali nel periodo feriale estivo non si applica alle controversie in materia di previdenza e assistenza obbligatoria. Di conseguenza, avendo notificato l'atto il 2 novembre 2020 anziché entro il termine ultimo del 30 settembre 2020, il cittadino ha perso definitivamente la causa.
Continua »
Custodia cautelare: scarcerazione immediata senza calcolo recidiva
L'Imputato, accusato di tentato omicidio, ha chiesto la scarcerazione per la scadenza dei termini della custodia cautelare. Il Tribunale ha respinto la richiesta calcolando nel termine massimo sia l'aumento per la recidiva sia la sospensione dei termini per l'emergenza Covid-19. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Imputato. I giudici hanno chiarito che la recidiva non deve essere conteggiata per stabilire la durata massima della misura cautelare. Inoltre, la sospensione straordinaria per la pandemia non si applica in automatico, ma solo se nel periodo di blocco vi erano effettivi atti da compiere. Di conseguenza, i termini erano gia scaduti. La Cassazione ha annullato l'ordinanza senza rinvio, ordinando l'immediata liberazione dell'Imputato.
Continua »
Sospensione termini custodia cautelare: arresti ancora validi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato per tentato omicidio, confermando la validita della sua custodia cautelare agli arresti domiciliari. Il giudice di primo grado aveva dichiarato la fine della misura per scadenza dei termini, ma il Tribunale del Riesame ha ribaltato la decisione. La Cassazione ha chiarito che, durante l'emergenza sanitaria, la sospensione termini custodia cautelare prevista dal Decreto Cura Italia (D.L. 18/2020) si applica automaticamente anche nella fase delle indagini preliminari. Per evitare tale sospensione e far correre i termini, la difesa avrebbe dovuto presentare una formale e specifica richiesta di procedere al Pubblico Ministero, titolare delle indagini. Non avendolo fatto, i termini di custodia sono rimasti congelati e non sono scaduti.
Continua »
Equa riparazione: guida al ritardo fallimentare
La Corte d'Appello ha riconosciuto il diritto all'equa riparazione in favore di un creditore coinvolto in una procedura fallimentare protrattasi oltre i termini ragionevoli stabiliti dalla Legge Pinto. Nonostante la complessità della procedura, il ritardo di un anno ha giustificato la condanna del Ministero al pagamento di un indennizzo di 450 euro, oltre alla rifusione delle spese legali.
Continua »
Sospensione dei termini processuali: il Fisco sbaglia e perde
Una società agricola ha richiesto il rimborso degli interessi pagati su una cartella esattoriale emessa per un credito d'imposta IVA non dichiarato ma reale. L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole alla contribuente. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ufficio tributario. I giudici hanno rilevato che la notifica del ricorso è avvenuta l'8 maggio 2020, ossia durante la sospensione dei termini processuali disposta dal Governo per contrastare l'emergenza sanitaria da COVID-19. Di conseguenza, l'atto compiuto in tale periodo è inefficace, confermando la vittoria del contribuente.
Continua »
Termine per impugnare: il ricorso tardivo costa caro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal difensore de L'Imputato contro la sentenza della Corte di Appello. Il motivo della decisione risiede nel mancato rispetto del termine per impugnare. La sentenza di secondo grado era stata pronunciata con rito cartolare emergenziale e notificata tramite PEC al difensore di fiducia. Nonostante il deposito della motivazione sia avvenuto nei tempi stabiliti, il ricorso è stato depositato oltre la scadenza dei quarantacinque giorni previsti dalla legge. Di conseguenza, L'Imputato ha perso la possibilità di far valere le proprie ragioni ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Tempestività dell’appello: la Cassazione salva il contribuente
Un professionista impugna un invito al pagamento del contributo unificato. La Commissione Tributaria Provinciale accoglie il ricorso, ma la Commissione Regionale dichiara inammissibile il successivo appello ritenendolo tardivo. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, chiarendo le regole sulla tempestività dell'appello durante l'emergenza COVID-19. I giudici confermano che la sospensione straordinaria dei termini processuali (dal 9 marzo all'11 maggio 2020) si applica anche alla giustizia tributaria e si cumula con la sospensione feriale estiva. Di conseguenza, calcolando i giorni di sospensione, l'appello notificato il 1° settembre 2020 è pienamente tempestivo rispetto alla scadenza originaria del 5 giugno 2020. La Suprema Corte accoglie il ricorso e rinvia la causa per un nuovo esame.
Continua »
Prescrizione del reato: il Covid non salva i condannati
Due soggetti venivano condannati per ricettazione di carta filigranata originale per banconote. Gli imputati proponevano ricorso in Cassazione eccependo l'avvenuta prescrizione del reato, contestando in particolare il calcolo dei sessantaquattro giorni di sospensione legati all'emergenza Covid-19. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi, confermando che la prescrizione del reato non era maturata prima della sentenza di appello. I giudici hanno chiarito che, oltre alla sospensione per l'emergenza sanitaria, andavano sommati i rinvii disposti in primo grado e quelli richiesti dalla difesa per trattative di patteggiamento. Di conseguenza, la condanna è stata confermata e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Concessione demaniale: decide il TAR e non il giudice civile
Una società che gestiva un chiosco bar e un dehors su un'area comunale ha impugnato davanti al TAR l'ordinanza di sgombero emessa dal Comune, il quale riteneva scaduta la concessione demaniale. Il Comune ha proposto regolamento di giurisdizione davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo che la causa spettasse al giudice ordinario poiché la società contestava la proprietà pubblica del terreno. Le Sezioni Unite hanno dichiarato la giurisdizione del giudice amministrativo. La Corte ha stabilito che la controversia non riguarda la proprietà del bene, ma la legittimità del potere discrezionale esercitato dall'amministrazione nel negare il rinnovo della concessione demaniale e nel revocare l'autorizzazione del dehors, configurando una posizione di interesse legittimo del privato.
Continua »
Frode nell’esercizio del commercio: condanna per mascherine false
Durante l'emergenza pandemica, L'Importatrice ha venduto mascherine KN95 e FFP3 con un marchio CE falso o privo di validazione INAIL. I giudici di merito l'hanno condannata per il reato di frode nell'esercizio del commercio. L'Importatrice ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo la mancanza di dolo e l'assenza di un reale danno qualitativo, avendo effettuato controlli sui fornitori esteri. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che vendere dispositivi di protezione con certificazioni ingannevoli integra la frode nell'esercizio del commercio, poiché si simula una qualità di sicurezza inesistente. I dubbi dell'importatrice sulla regolarità dei documenti dimostrano l'accettazione del rischio (dolo eventuale). La condanna è confermata e L'Importatrice deve pagare le spese processuali.
Continua »
Sospensione Termini COVID: Cassazione Ribalta la Tesi sull’Equa Riparazione
Un'Azienda ha chiesto l'equa riparazione per la durata eccessiva di un processo amministrativo. La Corte d'Appello ha dichiarato il ricorso tardivo, interpretando restrittivamente la sospensione dei termini processuali COVID-19. La Cassazione, invece, ha accolto il ricorso dell'Azienda. Ha stabilito che la sospensione dei termini per l'emergenza COVID-19 era più ampia e si applicava anche ai ricorsi per Cassazione contro sentenze amministrative, rendendo il ricorso per equa riparazione tempestivo. La Cassazione ha annullato la decisione della Corte d'Appello, rinviando il caso per un nuovo esame.
Continua »
Sospensione prescrizione Covid non automatica: condanna annullata
Un imputato, condannato per truffa, ha ottenuto l'annullamento della sentenza in Cassazione. Il caso verteva sulla corretta applicazione della sospensione prescrizione Covid. La Corte di Appello aveva esteso i termini di prescrizione applicando la normativa emergenziale. La Cassazione ha invece stabilito che la sospensione non è automatica. Essa si applica solo se il procedimento ha subito una stasi effettiva durante il lockdown del 2020. Poiché la prima udienza del processo era fissata per il 2021, non c'è stato alcun blocco da compensare. Di conseguenza, il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione e la condanna annullata.
Continua »
Termine versamento saldo prezzo: il sabato non salva l’asta
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine versamento saldo prezzo in un'asta immobiliare ha natura 'sostanziale' e non 'processuale'. Di conseguenza, se la scadenza cade di sabato, non viene prorogata al lunedì successivo. Nel caso specifico, gli acquirenti avevano pagato in ritardo, confidando nel rinvio del termine e nella successiva sospensione per l'emergenza Covid. I giudici hanno invece annullato l'aggiudicazione, confermando che il ritardo nel pagamento ha causato la decadenza dal diritto di acquistare l'immobile. La decisione sottolinea il rigore delle scadenze nelle vendite forzate, che non ammettono le flessibilità previste per gli atti di un processo.
Continua »
Diritto di difesa scritta: Cassazione annulla maxi-sanzione Consob
La Corte di Cassazione ha annullato una sanzione milionaria della Consob per un vizio procedurale. Un manager era stato multato per offerta abusiva di prodotti finanziari. Durante il processo d'appello, svoltosi con rito cartolare a causa della pandemia, il giudice aveva limitato le memorie difensive a una sola pagina e alle sole conclusioni. La Cassazione ha stabilito che questa restrizione viola il diritto di difesa nella trattazione scritta. Tale modalità deve infatti garantire le stesse facoltà argomentative dell'udienza orale. La sentenza è stata annullata e il caso dovrà essere riesaminato, garantendo una difesa completa.
Continua »