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Legge 18/2020

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262 provvedimenti

Sospensione termini processuali: la Cassazione e Covid
Una causa d'appello era stata dichiarata estinta per una notifica tardiva. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la Corte d'Appello non ha correttamente applicato la sospensione termini processuali dovuta all'emergenza Covid-19. La Corte ha chiarito che i termini a ritroso, intercettati dal periodo di sospensione, devono decorrere per intero dalla fine dello stesso, imponendo al giudice di rinviare d'ufficio l'udienza.
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Indennità di malattia COVID: no a asintomatici
La Corte d'Appello di Trento ha stabilito che i lavoratori risultati positivi al COVID-19 ma asintomatici non hanno diritto all'indennità di malattia per i periodi successivi al 31 dicembre 2021. La sentenza chiarisce la distinzione fondamentale tra la quarantena con sorveglianza attiva, la cui equiparazione a malattia era una misura temporanea, e la malattia conclamata, che richiede la presenza di sintomi. L'indennità è stata invece riconosciuta a un lavoratore per cui la lunga prognosi e una successiva certificazione medica hanno confermato la presenza di una sintomatologia effettiva.
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Atti interruttivi prescrizione: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di merito che aveva dichiarato prescritto il diritto al risarcimento di un lavoratore. L'errore della Corte d'Appello è stato non considerare le plurime diffide inviate dal lavoratore, qualificabili come atti interruttivi della prescrizione. La Suprema Corte ha ribadito che l'omesso esame di un fatto così decisivo, ritualmente prodotto in giudizio, impone la cassazione della sentenza con rinvio per una nuova valutazione.
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Azione revocatoria: donazione al figlio annullata
Un creditore ha ottenuto la revoca di una donazione con cui un padre aveva trasferito al figlio il proprio patrimonio immobiliare e l'azienda. La Corte d'Appello ha confermato la decisione, ritenendo sufficienti per l'azione revocatoria la semplice consapevolezza del debitore di arrecare un pregiudizio (scientia damni) e il danno oggettivo alle ragioni del creditore (eventus damni), nonostante il debito fosse di importo relativamente contenuto rispetto al valore dei beni donati.
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Patto di prova: validità e specificità delle mansioni
Un lavoratore ha impugnato il licenziamento durante il periodo di prova, sostenendo la nullità del patto di prova per genericità. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che per mansioni intellettuali non è necessaria una descrizione dettagliata e che il rinvio al contratto collettivo è sufficiente. Decisiva la mancata trascrizione delle clausole contrattuali nel ricorso.
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Sostituzione contatore energia: onere della prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una cliente contro una società fornitrice di energia, confermando la legittimità di una bolletta contestata a seguito della sostituzione del contatore. La decisione si basa sulla valutazione delle prove, tra cui una consulenza tecnica, che ha dimostrato la coerenza dei consumi fatturati con quelli storici dell'utenza. La Corte ha ritenuto infondati i motivi di ricorso della consumatrice, sia procedurali che di merito, chiarendo i principi sull'onere della prova in caso di sostituzione contatore energia.
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Divieto di licenziamento: quando è nullo in appalto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19185/2024, ha stabilito che il divieto di licenziamento introdotto durante la pandemia COVID-19 si applica anche nei casi di cambio appalto. Se il lavoratore rifiuta legittimamente l'assunzione da parte della nuova impresa a causa di condizioni contrattuali peggiorative, il licenziamento intimato dall'azienda uscente è nullo. La Corte ha chiarito che l'eccezione alla norma emergenziale richiede un'effettiva riassunzione e non una semplice proposta di lavoro, tutelando così il lavoratore da un peggioramento del trattamento economico e normativo.
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Inadempimento appalto: come tutelarsi dai vizi
Un committente cita in giudizio un'impresa edile per grave inadempimento appalto, vizi e ritardi nei lavori di ristrutturazione. Il Tribunale di Torino accoglie le richieste, condannando l'impresa (rimasta contumace) al pagamento di una penale per il ritardo, al risarcimento dei danni per i difetti costruttivi, alla restituzione delle somme pagate in eccesso e alla consegna delle certificazioni di conformità.
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Improcedibilità ricorso cassazione: onere del deposito
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità di un ricorso a causa del mancato deposito degli atti processuali fondamentali su cui si basavano le censure del ricorrente. Nonostante la parte lamentasse che la Corte d'Appello avesse erroneamente ignorato documenti depositati telematicamente, non ha poi fornito gli stessi documenti alla Suprema Corte, impedendole di verificare la fondatezza del motivo. La decisione sottolinea la cruciale importanza dell'onere di deposito per evitare una declaratoria di improcedibilità ricorso cassazione.
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Legittimazione Pubblico Ministero: quando può agire?
Una società dichiarata fallita ha contestato in Cassazione la legittimazione del Pubblico Ministero a richiederne il fallimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo il principio consolidato secondo cui il P.M. può agire ogni volta che acquisisce la notizia di un'insolvenza (notitia decoctionis) nell'esercizio delle sue funzioni, non essendo necessaria la pendenza di un procedimento penale. La Corte ha inoltre respinto la richiesta di riesame nel merito dello stato di insolvenza, confermando i limiti del giudizio di legittimità.
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Travisamento della prova: la Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per truffa aggravata a causa del travisamento della prova. I giudici di appello avevano invertito gli orari dei tabulati telefonici degli imputati, collocandoli erroneamente sulla scena del crimine. La Suprema Corte ha stabilito che questo errore, essendo un palese travisamento della prova, inficiava l'intera motivazione, ordinando un nuovo processo per una corretta valutazione dei fatti.
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Termini a comparire: notifica nulla e rinvio al giudice
Un dipendente pubblico si era visto riconoscere dalla Corte d'Appello un'indennità di coordinamento. L'azienda sanitaria ha impugnato la decisione in Cassazione, la quale ha annullato la sentenza non nel merito, ma per un vizio procedurale: la notifica dell'atto di appello non aveva rispettato i termini a comparire, ovvero l'intervallo minimo di giorni tra la notifica e l'udienza. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
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Amministratore di fatto: la Cassazione chiarisce i_criteri
La Corte di Cassazione annulla una sentenza di condanna per bancarotta fraudolenta. La decisione chiarisce i criteri per identificare la figura dell'amministratore di fatto, distinguendola dal mero interesse del socio alla gestione aziendale. Viene inoltre annullata la posizione di un coimputato per un vizio di notifica del rinvio d'udienza, avvenuto durante l'emergenza Covid-19, al solo difensore d'ufficio.
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Indennizzi Covid-19: no al cumulo per agricoli
La Cassazione ha negato a una lavoratrice agricola il cumulo degli indennizzi Covid-19 specifici per il suo settore con quelli previsti per gli altri lavoratori stagionali, affermando che il legislatore ha creato due regimi di tutela distinti e non sovrapponibili.
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Equa riparazione: quando scatta il termine di 6 mesi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14620/2024, ha stabilito un principio fondamentale sul termine per richiedere l'equa riparazione per l'irragionevole durata di un processo. Il termine di sei mesi non decorre dalla semplice pubblicazione della sentenza che definisce il giudizio, ma dal momento in cui tale sentenza diventa definitiva e inappellabile. Nel caso specifico, la Corte ha chiarito che bisogna aggiungere i 60 giorni per un eventuale ricorso in Cassazione prima di far partire il conteggio dei sei mesi per la domanda di equa riparazione, accogliendo così il ricorso di un'associazione.
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Riserva di ricorso: inammissibile se non notificata
Una lavoratrice ha impugnato in Cassazione due sentenze d'appello, una non definitiva e una definitiva, relative a differenze retributive e a un licenziamento. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, soffermandosi su un vizio procedurale cruciale: la riserva di ricorso contro la sentenza non definitiva era stata solo depositata telematicamente, ma non notificata alla controparte, rendendola inefficace. Sebbene l'impugnazione immediata fosse risultata tempestiva, i motivi di ricorso sono stati comunque rigettati per difetti di specificità e autosufficienza.
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Inammissibilità del ricorso: le regole processuali
Una società sub-conduttrice di un immobile ha visto il suo ricorso respinto a causa di gravi errori procedurali. L'ordinanza analizza l'inammissibilità del ricorso quando la parte modifica la domanda in corso di causa e non rispetta il principio di autosufficienza. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, sottolineando l'importanza del rigore formale negli atti processuali e applicando il principio della "doppia conforme".
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Domanda riconvenzionale opposizione: termini perentori
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13151/2024, chiarisce i termini per la proposizione della domanda riconvenzionale nell'ambito di un'opposizione agli atti esecutivi. Il caso riguardava una complessa vicenda esecutiva per la demolizione di opere su un tetto condominiale, dichiarata infungibile. La Corte ha stabilito che, sebbene la domanda riconvenzionale sia ammissibile in astratto, essa deve essere proposta nel termine perentorio di venti giorni previsto dall'art. 617 c.p.c., a pena di inammissibilità. La presentazione tardiva, avvenuta solo nella fase di merito del giudizio, è stata considerata un errore procedurale fatale.
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Prescrizione reato e Covid: calcolo della sospensione
Un imprenditore, condannato per truffa, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato la prescrizione del reato, annullando la condanna penale a causa di un errore nel calcolo del periodo di sospensione legato all'emergenza Covid-19. Tuttavia, ha rinviato il caso a un giudice civile per una nuova valutazione del risarcimento danni, censurando la motivazione della corte d'appello in merito alla mancata ammissione di prove testimoniali decisive.
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Particolare tenuità del fatto: no al furto in casa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto in abitazione. La Corte ha stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non si applica in questo caso, poiché la violazione della sfera intima della vittima e la lesione della fiducia prevalgono sul modesto valore economico del furto. È stata inoltre respinta l'eccezione di prescrizione, confermando il corretto calcolo dei termini da parte dei giudici di merito.
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