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D.P.R. 917/1986 — Anno 2023

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762 provvedimenti

Altri anni per D.P.R. 917/1986

Rimborso tributi: i termini di decadenza
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società che richiedeva il rimborso tributi per un'imposta sostitutiva versata erroneamente. La Corte ha stabilito che il termine di decadenza previsto dall'art. 38 del d.P.R. 602/1973 decorre dal momento del versamento se l'obbligazione era inesistente sin dall'origine. Poiché la società non aveva i presupposti per l'opzione fiscale già al momento del pagamento, l'istanza presentata oltre i termini è stata dichiarata tardiva.
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Plusvalenza terreni: vendita sotto valore perizia
Una contribuente ha venduto un terreno edificabile indicando un prezzo inferiore rispetto al valore precedentemente rideterminato tramite perizia giurata. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione, sostenendo che lo scostamento comportasse la decadenza dai benefici della rivalutazione e il ricalcolo della **plusvalenza** basato sul valore storico del bene. La Corte di Cassazione, confermando la decisione di merito, ha stabilito che la vendita a un prezzo inferiore a quello periziato non determina la perdita dell'agevolazione fiscale, purché siano stati rispettati gli oneri di perizia e versamento dell'imposta sostitutiva.
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Accertamento tributario: delega e presunzioni
Una società operante nel settore elettrico ha impugnato un accertamento tributario relativo a IRES, IVA e IRAP, contestando rilievi su presunte sovrafatturazioni e trasferimenti finanziari ingiustificati. La Corte di Cassazione, rilevando la complessità della situazione legata a una procedura di concordato preventivo e a una richiesta di definizione agevolata, ha disposto il rinvio a pubblica udienza per approfondire la rilevanza di tali elementi sulla decisione finale e sulla validità della delega di firma dell'atto.
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Utili extra-bilancio: la tassazione per i soci
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità degli avvisi di accertamento emessi nei confronti dei soci di una società a ristretta base partecipativa, basati sulla presunzione di distribuzione di utili extra-bilancio. I giudici hanno stabilito che il socio non ha interesse a impugnare i vizi di notifica relativi all'atto societario presupposto. Inoltre, è stato chiarito che per gli utili extra-bilancio non opera la riduzione della base imponibile prevista per i dividendi ordinari, in quanto si tratta di somme sottratte alla contabilità ufficiale e mai dichiarate.
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Deduzione costi: valore probatorio della fattura
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della deduzione costi operata da una società, respingendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Il Fisco contestava l'insufficienza descrittiva delle fatture, ritenendole inidonee a provare l'effettività delle prestazioni. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che se la fattura rispetta i requisiti formali previsti dalla legge, essa gode di una presunzione di veridicità. In presenza di documenti regolari, l'onere di provare l'inesistenza o l'inattendibilità delle operazioni ricade interamente sull'Amministrazione Finanziaria, che deve fornire prove concrete o presunzioni gravi per disconoscere il costo.
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Consolidato fiscale: effetti della sanatoria
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza favorevole a una società controllata in merito a presunti ricavi omessi derivanti da operazioni di transfer pricing. La contestazione riguardava la cessione di impianti a società estere del gruppo senza l'adeguata contabilizzazione di servizi di assistenza. Tuttavia, durante il giudizio di legittimità, la società capogruppo ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che nel regime di consolidato fiscale la sanatoria della controllante estingue la pretesa tributaria anche verso la controllata.
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Litisconsorzio necessario e societa estinta
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un socio di una societa di persone avverso un avviso di accertamento per reddito di partecipazione. Il contribuente lamentava la violazione del litisconsorzio necessario tra societa e soci e vizi di delega nella firma dell'atto. La Corte ha chiarito che, in caso di societa estinta, il litisconsorzio necessario non opera piu poiche i debiti si trasferiscono direttamente ai soci. Inoltre, le contestazioni sulla firma devono essere tempestive e specifiche per obbligare l'Amministrazione alla prova della delega.
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Tremonti ambiente: calcolo deduzione e profitti
La Corte di Cassazione ha stabilito che per beneficiare della Tremonti ambiente è necessario calcolare l'investimento al netto dei vantaggi economici ottenuti. Una società aveva dedotto l'intero costo di macchinari per il trattamento rifiuti senza sottrarre i profitti derivanti dalla vendita dei materiali recuperati. L'Agenzia delle Entrate ha contestato tale calcolo, richiamando la normativa europea sugli aiuti di Stato. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, confermando che i profitti operativi e i risparmi di spesa dei primi cinque anni devono essere decurtati dal valore agevolabile, limitando il beneficio ai soli sovraccosti netti necessari per la protezione dell'ambiente.
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Stock lending: indeducibilità delle commissioni
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di accertamento relativo a un'operazione di **stock lending** effettuata con una società estera. L'Agenzia delle Entrate contestava la deducibilità delle ingenti commissioni pagate per il prestito delle azioni, ritenendo l'operazione priva di sostanza economica e finalizzata solo all'abbattimento degli utili. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del recupero fiscale, stabilendo che lo **stock lending** è fiscalmente equiparabile all'usufrutto di azioni. Poiché i dividendi percepiti erano in gran parte esenti da tassazione, i costi sostenuti per ottenerli (le commissioni) risultano indeducibili ai sensi dell'Art. 109 del TUIR.
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Robin Tax e soglie ricavi nel conferimento d’azienda
Una società operante nel settore energetico ha impugnato il diniego di rimborso relativo all'addizionale IRES, nota come Robin Tax, versata per l'anno 2011. La controversia ruota attorno al calcolo delle soglie dimensionali di ricavi e reddito nel caso di conferimento d'azienda avvenuto alla fine dell'anno precedente. Mentre la società sostiene di non aver superato i limiti nel suo breve periodo di attività iniziale, l'Agenzia delle Entrate ritiene necessario sommare i ricavi del soggetto conferente. La Corte di Cassazione, rilevando l'assenza di precedenti specifici e la complessità interpretativa della norma, ha disposto il rinvio della causa alla pubblica udienza per una decisione di rilievo nomofilattico.
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Sponsorizzazione: deducibilità e controlli fiscali
Una società agricola ha impugnato un accertamento fiscale riguardante costi di sponsorizzazione ritenuti sproporzionati. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La Corte ha disposto l'acquisizione dei fascicoli per verificare la tempestività dell'appello dell'Agenzia delle Entrate, passaggio fondamentale per la validità della procedura.
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Vincolo pertinenziale e tassazione plusvalenze
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un avviso di accertamento emesso per la mancata dichiarazione di una plusvalenza immobiliare. La contribuente sosteneva che il locale venduto fosse una pertinenza dell'abitazione principale, ma non ha fornito prova del vincolo pertinenziale. I giudici hanno rilevato che l'immobile era situato a oltre 600 metri dall'abitazione e veniva utilizzato da una società terza, escludendo così il nesso funzionale e l'utilità oggettiva necessari per l'esenzione fiscale.
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Sponsorizzazione: guida ai costi deducibili
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del recupero fiscale operato dall'Agenzia delle Entrate nei confronti di una società agricola per costi di sponsorizzazione ritenuti fittizi. L'amministrazione finanziaria aveva contestato la deducibilità di ingenti somme versate a un'associazione sportiva dilettantistica, evidenziando una palese sproporzione tra gli importi fatturati e i servizi effettivamente resi. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso della società, sottolineando che la valutazione delle prove e delle presunzioni spetta esclusivamente ai giudici di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità, a meno di vizi logici macroscopici.
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Plusvalenza: vendita villetta da demolire non tassabile
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una contribuente l'omessa dichiarazione di una plusvalenza derivante dalla vendita di una villetta con terreno. Secondo il fisco, l'operazione doveva essere tassata come cessione di terreno edificabile poiché l'acquirente intendeva demolire l'immobile per ricostruire. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, stabilendo che la presenza di un fabbricato esistente al momento del rogito impedisce la riqualificazione dell'atto in vendita di area edificabile, rendendo illegittima la pretesa fiscale sulla plusvalenza.
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Doppia imposizione: rimborso IRPEF per residenti EAU
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al rimborso IRPEF per un lavoratore italiano residente negli Emirati Arabi Uniti, nonostante la mancata produzione del certificato formale previsto dalla convenzione contro la doppia imposizione. I giudici hanno stabilito che la residenza fiscale può essere dimostrata attraverso prove documentali alternative, come l'iscrizione all'AIRE e il trasferimento effettivo del nucleo familiare. La decisione chiarisce che l'esenzione fiscale in Italia è incondizionata se l'attività lavorativa è svolta stabilmente all'estero, indipendentemente dalla presenza di un'imposta analoga all'IRPEF nello Stato di residenza.
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Appello tributario: validità dei motivi riproposti
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che dichiarava inammissibile un appello tributario solo perché riproponeva le difese del primo grado. Gli Ermellini hanno chiarito che l'onere di specificità è assolto se le critiche investono la decisione impugnata, anche riprendendo argomenti già espressi. Inoltre, è stata rilevata la necessità di coinvolgere tutti i soci nel giudizio, data l'unitarietà dell'accertamento per le società di persone.
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Doppia imposizione: calcolo interessi rimborso IRES
Una nota compagnia assicurativa ha contestato il calcolo degli interessi su un rimborso IRES ottenuto a seguito di un accordo conciliativo. Il nodo del contendere riguardava la decorrenza degli interessi per un caso di doppia imposizione. La Corte di Cassazione ha stabilito che gli interessi devono essere calcolati a partire dalla data del versamento originario e non dalla firma dell'accordo. Inoltre, il termine finale del calcolo coincide con l'emissione dell'ordinativo di pagamento e non con la semplice validazione amministrativa delle liste di rimborso.
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Plusvalenza IRAP: limiti del giudice di rinvio
Una società di capitali ha impugnato il diniego di rimborso dell'imposta versata su una plusvalenza IRAP derivante dalla cessione di rami d'azienda avvenuta nell'anno 2000. Dopo un primo annullamento con rinvio da parte della Suprema Corte, il giudice di merito ha nuovamente rigettato la domanda di rimborso. Tuttavia, la decisione è stata fondata sull'applicazione del regime della Participation Exemption (PEX), una normativa introdotta solo nel 2003 e riguardante le partecipazioni societarie, non i rami d'azienda. La Cassazione ha accolto il ricorso della società, evidenziando come il giudice di rinvio abbia violato i limiti del proprio potere applicando norme non pertinenti e cronologicamente inapplicabili al caso di specie.
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Simulazione assoluta e costi fittizi: stop detrazioni
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del recupero fiscale operato dall'Agenzia delle Entrate nei confronti di una società che aveva dedotto costi per bonifiche ambientali mai eseguite. L'operazione è stata qualificata come simulazione assoluta poiché il contratto era stato affidato a una società controllata priva di competenze tecniche e in stato di dissesto finanziario. I flussi monetari erano puramente virtuali, finalizzati esclusivamente alla creazione di crediti fittizi e alla detrazione indebita dell'IVA. La Suprema Corte ha ribadito che l'onere della prova sull'inerenza e l'effettività dei costi infragruppo grava interamente sul contribuente.
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Comportamento antieconomico: la guida della Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società un comportamento antieconomico, negando la deducibilità di costi elevati sostenuti a fronte di ricavi minimi in un singolo anno d'imposta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ufficio, confermando che l'inerenza dei costi non può essere valutata solo su base quantitativa immediata. Nel caso di specie, i costi erano giustificati poiché i beni acquistati erano confluiti nelle rimanenze finali e venduti nell'anno successivo, dimostrando una logica imprenditoriale coerente e non elusiva.
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