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D.P.R. 131/1986 — Anno 2025

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253 provvedimenti

Altri anni per D.P.R. 131/1986

Agevolazione prima casa: quando richiederla in sentenza
La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di agevolazione prima casa, in caso di acquisto di un diritto immobiliare tramite sentenza, deve essere presentata prima della registrazione dell'atto. Se l'Agenzia delle Entrate procede con una registrazione d'ufficio, il termine ultimo per la richiesta coincide con la notifica dell'avviso di liquidazione. Una dichiarazione successiva è considerata tardiva e inefficace, comportando l'applicazione dell'imposta di registro in misura ordinaria.
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Imposta di registro restituzioni bancarie: la Cassazione
Un istituto di credito ha impugnato un avviso di liquidazione per l'imposta di registro proporzionale su una sentenza che lo condannava a restituire somme a un cliente a causa di clausole di anatocismo nulle. Sostenendo che la restituzione rientrasse nell'ambito IVA, la banca riteneva dovuta solo l'imposta in misura fissa. La Corte di Cassazione, rilevando l'esistenza di orientamenti giurisprudenziali contrastanti sulla qualificazione di tali restituzioni ai fini fiscali, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rinviando la causa a una pubblica udienza per risolvere il conflitto interpretativo.
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Plusvalenza licenza taxi: Cassazione conferma accertamento
Un tassista ha contestato un avviso di accertamento relativo alla plusvalenza generata dalla vendita della sua licenza, sostenendo un prezzo di vendita inferiore a quello stimato dal Fisco. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, legittimando la valutazione presuntiva dell'Agenzia delle Entrate. Secondo la Corte, la prova fornita dal contribuente, un semplice assegno circolare, era insufficiente a contrastare la stima della plusvalenza licenza taxi basata su dati di mercato e studi comparativi.
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Agevolazione prima casa: la Cassazione e la retroattività
La Corte di Cassazione ha stabilito che la modifica dei criteri per l'agevolazione prima casa ai fini IVA, introdotta dal D.Lgs. 175/2014, non ha efficacia retroattiva. Per un acquisto immobiliare avvenuto nell'ottobre 2014, si applicano ancora i vecchi criteri basati sulla superficie (D.M. 1969), che definivano "di lusso" un'abitazione superiore a 240 mq, escludendola dal beneficio. La Corte ha quindi confermato la richiesta di maggiore imposta da parte dell'Agenzia delle Entrate, respingendo l'applicazione delle nuove e più favorevoli norme basate sulla categoria catastale.
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Interessi moratori e imposta: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un istituto di credito, confermando che gli interessi moratori, avendo natura risarcitoria e non corrispettiva, sono esclusi dal campo di applicazione dell'IVA. Di conseguenza, il decreto ingiuntivo che li liquida deve essere assoggettato a imposta di registro in misura proporzionale, senza che operi il principio di alternatività IVA/registro.
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Tassazione divisione ereditaria: no imposta permuta
La Corte di Cassazione chiarisce la corretta tassazione della divisione ereditaria. Quando coeredi si scambiano quote di beni immobili per sciogliere la comunione, l'operazione va tassata come divisione e non come permuta, anche se avviene tramite sentenza. Il Fisco non può applicare l'aliquota più alta prevista per gli atti traslativi onerosi, poiché l'atto ha natura dichiarativa e non costituisce un nuovo acquisto, a patto che l'origine dei beni sia la medesima successione.
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Tassazione atto giudiziario: no imposta se riformato
La Corte di Cassazione stabilisce che l'obbligo di pagare l'imposta di registro su un provvedimento decade se l'atto giudiziario che ne costituisce il presupposto viene definitivamente riformato. In questo caso, l'Agenzia delle Entrate aveva richiesto il pagamento di imposte su un trasferimento immobiliare disposto da una sentenza, successivamente annullata in appello. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, ritenendo irragionevole esigere il pagamento di un'imposta che dovrebbe essere immediatamente rimborsata, venendo meno il presupposto stesso della tassazione dell'atto giudiziario.
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Responsabilità solidale notaio: quando si applica?
Un notaio è stato ritenuto responsabile per maggiori imposte ipotecarie e catastali non versate a seguito di un'agevolazione fiscale applicata erroneamente. La Cassazione ha confermato la sua responsabilità solidale notaio, chiarendo che l'imposta richiesta era 'principale' e non 'complementare', poiché l'errore era desumibile direttamente dall'atto.
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Agevolazioni prima casa pertinenze: la Cassazione
Un contribuente si è visto negare le agevolazioni prima casa per un terreno acquistato insieme a un fabbricato. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, respingendo il ricorso. Secondo la Corte, per ottenere le agevolazioni prima casa pertinenze, non basta la vicinanza fisica, ma è necessario dimostrare un vincolo funzionale, effettivo e duraturo tra il terreno (bene accessorio) e l'abitazione (bene principale). Nel caso specifico, il contribuente non ha fornito prove sufficienti di tale vincolo, avendo anche indicato un prezzo distinto per i due beni nell'atto di compravendita.
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Agevolazioni prima casa: quando decade il beneficio?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6161/2025, ha negato le agevolazioni prima casa a un contribuente che già possedeva un altro immobile nello stesso Comune, acquisito tramite una sentenza costitutiva. La Corte ha chiarito che il trasferimento di proprietà si perfeziona con il passaggio in giudicato della sentenza, rendendo il contribuente non idoneo a ricevere nuovi benefici fiscali per un successivo acquisto. È stata quindi confermata la legittimità della revoca delle agevolazioni da parte dell'Agenzia delle Entrate.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
Un contribuente impugnava un avviso di liquidazione per imposta di registro basato su una sentenza di primo grado, successivamente annullata in appello. Prima della decisione della Cassazione, il contribuente effettuava una rinuncia al ricorso poiché un coobbligato aveva saldato il debito. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e la compensazione delle spese, data la sopravvenienza del fatto che ha motivato la rinuncia.
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Definizione agevolata: revoca per calcolo errato
L'ordinanza analizza il caso di una richiesta di definizione agevolata di una lite fiscale. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di accoglimento solo parziale del ricorso del contribuente nei gradi di merito, il calcolo per la definizione non può basarsi sulla totale soccombenza dell'Agenzia delle Entrate. Un calcolo errato e il conseguente mancato versamento dell'importo corretto impediscono il perfezionamento della definizione agevolata e legittimano la revoca del decreto di estinzione del giudizio precedentemente emesso. La Corte ha inoltre cassato la sentenza di secondo grado per motivazione apparente, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Imposta di registro su lodo e decreto: la Cassazione
Una società ha contestato l'applicazione di una seconda imposta di registro proporzionale su un decreto ingiuntivo emesso per far eseguire un lodo arbitrale, a sua volta già tassato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che non si tratta di una duplicazione d'imposta. Il principio chiave è che l'imposta di registro è una "imposta d'atto", che tassa il singolo provvedimento per i suoi specifici effetti giuridici. Poiché il lodo arbitrale e il decreto ingiuntivo sono atti giuridici distinti e autonomi, ciascuno è soggetto a una propria tassazione proporzionale.
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Cessazione materia contendere: quando il Fisco perde
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione materia contendere in una controversia sull'imposta di registro. La decisione si fonda su due motivi: l'annullamento della sentenza civile che costituiva il presupposto dell'imposta e l'avvenuto pagamento del tributo da parte di un coobbligato. L'Agenzia delle Entrate è stata condannata al pagamento delle spese legali per aver proseguito il contenzioso senza giustificato motivo.
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Responsabilità notaio: esclusa se informa sui rischi
Una società immobiliare e i suoi soci citano un notaio per aver applicato un'aliquota fiscale agevolata rivelatasi errata, causando un pesante accertamento fiscale. La Cassazione ha escluso la responsabilità del notaio, confermando la decisione d'appello. È stato provato che il professionista aveva espresso perplessità sul regime fiscale, la cui applicazione era stata una richiesta esplicita dei clienti, su consiglio del loro commercialista. La scelta consapevole del cliente, informato dei rischi, esonera il notaio da responsabilità.
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Data certa scrittura privata: opponibilità al Fisco
Un contribuente ha impugnato un accertamento fiscale basato su una scrittura privata non registrata che riduceva un canone di locazione. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che senza una data certa la scrittura privata non è prova sufficiente contro il Fisco e che la Corte non può riesaminare i fatti.
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Risoluzione contratto di locazione: guida completa
Un'impresa conduttrice, dopo aver lasciato un immobile commerciale, si oppone al pagamento di un'indennità per mancato preavviso, sostenendo che la risoluzione del contratto di locazione sia avvenuta per mutuo consenso. A prova di ciò, adduce la riconsegna delle chiavi e una dichiarazione di risoluzione che la società locatrice aveva presentato all'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, dichiara il ricorso inammissibile. Stabilisce che né la riconsegna delle chiavi (atto "neutro"), né la comunicazione al fisco (liberamente valutabile dal giudice e con finalità fiscali) costituiscono prove inequivocabili di un accordo risolutorio, ribadendo che la Corte non può riesaminare nel merito i fatti della causa.
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Riqualificazione fiscale: no a negozi collegati
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso di riqualificazione fiscale di negozi collegati. La Corte ha confermato l'annullamento di un avviso di liquidazione per maggiore imposta di registro, stabilendo che l'atto di riqualificazione presupposto era stato definitivamente annullato in un separato giudizio. La decisione ribadisce l'applicazione retroattiva del nuovo articolo 20 TUR, che limita l'interpretazione degli atti ai soli fini dell'imposta di registro, impedendo la riqualificazione fiscale basata sulla connessione tra più operazioni.
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Riqualificazione fiscale: Cassazione blocca l’Ufficio
L'Amministrazione Finanziaria aveva proceduto alla riqualificazione fiscale di una serie di operazioni societarie, considerandole un'unica cessione d'azienda ai fini dell'imposta di registro. La Corte di Cassazione, confermando la decisione di merito, ha rigettato il ricorso dell'Ufficio. La Suprema Corte ha stabilito che, ai fini dell'imposta di registro, si deve valutare il singolo atto presentato per la registrazione, senza poter ricorrere a elementi extratestuali o atti collegati per effettuare una riqualificazione fiscale, in linea con la recente giurisprudenza costituzionale.
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Ordinanza di assegnazione: si paga l’imposta di registro
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ordinanza di assegnazione di crediti, emessa in un procedimento di esecuzione forzata, ha un effetto traslativo della proprietà del credito stesso. Di conseguenza, questo provvedimento deve essere assoggettato a imposta di registro in misura proporzionale, come un atto di cessione. La controversia vedeva contrapposti un istituto di credito e l'Amministrazione Finanziaria riguardo alla tassazione di un'ordinanza che assegnava alla banca una quota della pensione di un debitore. La Corte ha rigettato il ricorso della banca, confermando la natura traslativa dell'atto e la legittimità dell'imposta applicata.
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