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D.P.R. 131/1986 — Anno 2025

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253 provvedimenti

Altri anni per D.P.R. 131/1986

Avviso di liquidazione motivazione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito i requisiti di motivazione per un avviso di liquidazione relativo all'imposta di registro su una sentenza di usucapione. In un caso in cui un contribuente contestava la validità dell'atto fiscale per carenza di motivazione, la Corte ha chiarito che, per la registrazione d'ufficio di una sentenza, è sufficiente indicare gli estremi dell'atto e la somma da pagare. Non è necessario allegare la sentenza stessa, poiché il contribuente, essendo parte del giudizio, ne è già a conoscenza. L'ordinanza conferma un principio di semplificazione e chiarisce la distinzione tra la motivazione dell'atto e la prova della pretesa fiscale.
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Cessione d’azienda: il TFR riduce la base imponibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21566/2025, ha stabilito un principio fondamentale per la determinazione della base imponibile nell'ambito di una cessione d'azienda. Sebbene l'Amministrazione Finanziaria possa legittimamente utilizzare metodi presuntivi come la capitalizzazione del canone per stimare il valore dell'avviamento, tale valore deve essere calcolato al netto delle passività inerenti all'attività aziendale trasferita. Nel caso specifico, il debito per il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) dei dipendenti, accollato dalla società acquirente, è stato ritenuto una passività da dedurre, riducendo così l'imposta di registro dovuta. La Corte ha cassato la sentenza precedente e rinviato la causa per una nuova determinazione dell'imponibile.
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Prezzo-valore: i termini per la scelta su sentenza
L'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta la complessa questione dei termini per l'esercizio dell'opzione prezzo-valore nell'ambito di un trasferimento immobiliare disposto da una sentenza ex art. 2932 c.c. A seguito di un ricorso per revocazione, la Corte ha riscontrato dubbi interpretativi sulla possibilità di scegliere il regime del prezzo-valore dopo la notifica di un avviso di liquidazione da parte dell'Amministrazione finanziaria. Data la rilevanza della questione, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Obbligo registrazione procure: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione pecuniaria a un notaio per la mancata registrazione di procure. La sentenza chiarisce che l'obbligo di registrazione sussiste per le procure che conferiscono poteri ampi, come quelle per 'ogni e qualsiasi operazione bancaria e/o postale', in quanto non riconducibili alla nozione di 'singolo affare' che ne consentirebbe l'esenzione. La Corte ha inoltre stabilito che i termini per l'avvio dell'azione disciplinare non sono perentori, respingendo l'eccezione di intempestività sollevata dal professionista.
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Atto ricognitivo: nessuna sanzione per tardività
La Corte di Cassazione ha stabilito che non sono dovute sanzioni per la tardiva presentazione dell'atto ricognitivo che accerta l'avveramento di una condizione sospensiva ai fini delle imposte ipotecaria e catastale. La Corte ha chiarito che le norme e i termini previsti per l'imposta di registro non si applicano automaticamente a questi tributi, poiché la cancellazione della condizione è una formalità facoltativa e non soggetta a un termine perentorio, escludendo così l'applicazione di sanzioni per il ritardo.
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Imposta di registro divisione: quando è vendita
La Cassazione chiarisce il trattamento fiscale della divisione immobiliare con conguaglio. L'eccedenza di valore assegnata a un condividente, rispetto alla sua quota di diritto, è soggetta all'imposta di registro come una vendita, secondo una presunzione assoluta. Negate anche le agevolazioni 'prima casa' per mancata dichiarazione.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio tributario a seguito dell'adesione di una società a una definizione agevolata. L'Amministrazione Finanziaria non ha provato di aver notificato il diniego entro i termini di legge e ha successivamente rinunciato al ricorso, rendendo definitiva la chiusura della controversia.
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Definizione agevolata: notifiche e pagamenti
La Cassazione accoglie il ricorso di una società, stabilendo che per la definizione agevolata l'Agenzia delle Entrate deve notificare gli atti al difensore e non alla parte. Inoltre, ai fini del calcolo, si devono scomputare tutti gli importi già versati, anche a titolo di sanzioni e interessi. La procedura si perfeziona con la sola domanda se il dovuto è già stato pagato.
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Imposta di registro sentenza: quando è dovuta?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'imposta di registro su una sentenza che dispone il trasferimento di un immobile è dovuta in misura proporzionale anche se l'acquirente non paga il prezzo. Secondo i giudici, la condizione del pagamento del prezzo è, ai fini fiscali, una condizione 'meramente potestativa', che non sospende l'obbligazione tributaria. Inoltre, la Corte ha chiarito che tutte le 'parti in causa' nel giudizio, inclusi i rappresentanti legali, sono solidalmente responsabili per il pagamento dell'imposta.
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Riqualificazione atti: no all’imposta di registro
La Corte di Cassazione ha stabilito che la riqualificazione di atti notarili ai fini dell'imposta di registro deve basarsi esclusivamente sul contenuto del singolo atto, non su elementi esterni o sull'operazione economica complessiva. In un caso riguardante un conferimento d'azienda seguito da cessione di quote, l'Agenzia delle Entrate aveva riqualificato l'intera operazione come una cessione d'azienda. La Corte ha annullato tale riqualificazione, affermando che la cessione di quote e la cessione d'azienda hanno effetti giuridici distinti e non possono essere assimilate ai fini fiscali in base al solo art. 20 d.P.R. 131/1986.
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Revocazione sentenza: addio imposta di registro?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'imposta di registro non è dovuta su una sentenza che, nel corso del giudizio tributario, viene revocata. La revocazione della sentenza, infatti, fa venire meno il presupposto stesso dell'imposizione fiscale. Di conseguenza, il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, che insisteva per la tassazione, è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché non vi era più un atto valido da tassare.
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Cessione di quote: no riqualificazione in cessione d’azienda
La Corte di Cassazione ha stabilito che una serie di atti di cessione di quote societarie, anche se comportano il trasferimento del 100% del capitale sociale, devono essere tassate come tali e non possono essere riqualificate dall'Agenzia delle Entrate come una cessione d'azienda. La decisione si fonda sulla nuova formulazione dell'art. 20 del Testo Unico sull'Imposta di Registro, a cui è stata riconosciuta efficacia retroattiva, che impone di valutare l'atto solo per i suoi effetti giuridici intrinseci, senza considerare elementi esterni o la sua sostanza economica complessiva.
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Rimborso imposta registro: da quando decorre il termine?
Un contribuente ha chiesto il rimborso dell'imposta di registro pagata in eccesso a causa di una rendita catastale ridotta da una sentenza precedente all'acquisto, ma annotata nei registri solo anni dopo. La Cassazione ha stabilito che il termine di decadenza di tre anni per la richiesta di rimborso imposta registro decorre non dalla data del pagamento, ma dalla data di annotazione della variazione, momento in cui il contribuente ha potuto conoscere il suo diritto.
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