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D.Lgs. 165/2001 — Anno 2026

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385 provvedimenti

Altri anni per D.Lgs. 165/2001

Abuso contratti a termine: risarcimento forestali
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al risarcimento per un lavoratore forestale vittima di un abuso contratti a termine. Nonostante i contratti fossero nulli per mancanza di forma scritta, la loro reiterazione illegittima configura un danno risarcibile. La decisione applica le nuove soglie indennitarie del D.L. 131/2024, rigettando il ricorso dell'amministrazione regionale.
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Procedimento disciplinare pubblico impiego e termini
La Corte di Cassazione analizza il caso di un dipendente che ha contestato una sanzione di sospensione nel procedimento disciplinare pubblico impiego, eccependo lo sforamento del termine di 120 giorni. La questione centrale riguarda se le richieste di rinvio avanzate dal difensore possano legittimamente prorogare tale termine perentorio, garantendo il diritto di difesa senza inficiare la validità del provvedimento finale.
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Abuso contratti a termine: nuove regole risarcimento
La Corte di Cassazione analizza la legittimità del risarcimento per l'abuso contratti a termine nel settore pubblico in presenza di una successiva stabilizzazione. Il caso riguarda una dipendente assunta per oltre diciotto anni con contratti precari. La Corte ha rinviato la decisione a pubblica udienza per valutare l'applicabilità delle nuove sanzioni previste dalla Legge 166/2024, che introduce indennità tra 4 e 24 mensilità.
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Abuso contratto a termine: nuove regole risarcitorie
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'abuso contratto a termine nel settore pubblico, analizzando se la stabilizzazione tardiva del lavoratore escluda il risarcimento del danno. La questione è stata rimessa alla pubblica udienza per valutare l'applicabilità retroattiva del D.L. 131/2024, che introduce nuove indennità forfettarie per i lavoratori precari.
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Contratti a termine PA: risarcimento e stabilizzazione
La Corte di Cassazione esamina il caso di un lavoratore pubblico che, dopo anni di precariato, ha ottenuto la stabilizzazione. Il nodo centrale riguarda l'applicabilità del nuovo regime indennitario previsto dal D.L. 131/2024 per l'abuso dei contratti a termine PA. La Corte ha rinviato la causa in pubblica udienza per chiarire se l'indennità spetti anche a chi è stato assunto a tempo indeterminato e se la norma sia retroattiva.
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Abuso contratti a termine: risarcimento e novità
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'abuso contratti a termine nel settore pubblico, analizzando se la stabilizzazione del lavoratore escluda il risarcimento del danno. Con l'ordinanza interlocutoria, la Corte rimette la questione alla pubblica udienza per valutare l'impatto delle recenti riforme del 2024 sui giudizi pendenti.
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Lavoro subordinato nella PA: l’onere della prova
La Corte di Cassazione chiarisce che il riconoscimento del lavoro subordinato nella PA richiede una prova concreta della subordinazione. Non basta la nullità dei contratti a progetto o di collaborazione, poiché le presunzioni legali previste per il settore privato non si applicano alle pubbliche amministrazioni.
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Mansioni superiori pubblico impiego: i criteri
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un dipendente pubblico che richiedeva differenze retributive per mansioni superiori pubblico impiego. Il giudice del merito ha correttamente applicato il giudizio trifasico, stabilendo che le attività di autista-soccorritore svolte erano di mero supporto e prive dell'autonomia e della responsabilità necessarie per l'inquadramento in un'area superiore.
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Whistleblowing e sanzioni: i limiti della tutela
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della sanzione disciplinare inflitta a un medico veterinario per allontanamento arbitrario dal servizio. Il dipendente sosteneva che il provvedimento fosse una ritorsione legata alla sua attività di whistleblowing contro un superiore. Tuttavia, la Corte ha stabilito che whistleblowing e sanzioni possono coesistere se manca un nesso causale tra la denuncia e la punizione, escludendo ogni forma di immunità generalizzata per violazioni d'ufficio accertate.
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Sanzione disciplinare nel pubblico impiego: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione disciplinare nel pubblico impiego irrogata a un dipendente universitario per irregolarità nella gestione delle iscrizioni. Il dipendente aveva rilasciato quietanze di pagamento senza verificare l'effettivo versamento delle tasse. La Corte ha stabilito che la disparità di trattamento rispetto ai colleghi non rende la sanzione illegittima se essa risulta proporzionata alla condotta specifica del lavoratore.
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Sanzione disciplinare dirigente: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione disciplinare dirigente irrogata a un ex responsabile comunale per l'uso improprio di un mezzo di servizio e false attestazioni di presenza. La decisione sottolinea l'inammissibilità del ricorso quando questo si limita a riproporre le tesi difensive già respinte nei precedenti gradi di giudizio, senza contestare specificamente le motivazioni della sentenza d'appello.
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Omnicomprensività retribuzione: i limiti dei dirigenti
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso di un dirigente di un ente pubblico che richiedeva compensi aggiuntivi per la partecipazione a un comitato tecnico di supporto. La decisione si fonda sul principio di omnicomprensività retribuzione, stabilendo che il trattamento economico ordinario dei dirigenti copre ogni incarico conferito dall'amministrazione di appartenenza o su designazione della stessa, impedendo l'erogazione di somme extra prive di fondamento nel contratto collettivo.
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Calcolo indennità di buonuscita: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per il calcolo indennità di buonuscita (TFS) nel pubblico impiego. Il caso riguarda gli eredi di un dipendente che chiedevano il ricalcolo della liquidazione e della pensione integrativa includendo le somme percepite per mansioni superiori. La Corte ha stabilito che la base di calcolo deve restare ancorata alla qualifica formale e che le indennità temporanee non hanno natura fissa e continuativa.
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Scorrimento della graduatoria nelle fondazioni liriche
La Corte di Cassazione ha analizzato il diritto allo scorrimento della graduatoria per un musicista giunto terzo in un concorso indetto da una fondazione lirico-sinfonica. La Corte ha confermato che tali enti, pur essendo di diritto privato, seguono regole specifiche e che il diritto all'assunzione sorge solo se il datore decide di avvalersi della graduatoria valida. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché non ha contestato tutte le ragioni della decisione precedente.
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Contributo addizionale NASPI: obbligo università private
La Corte di Cassazione ha stabilito che le università non statali sono obbligate al versamento del contributo addizionale NASPI per i contratti a tempo determinato. Nonostante una legge del 1991 le equipari alle statali per alcune tutele, la normativa speciale del 2012 limita l'esenzione alle sole pubbliche amministrazioni, escludendo gli atenei privati.
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Assunzione fondazioni liriche: guida alle regole
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti per l'assunzione fondazioni liriche, stabilendo che l'idoneità in un concorso non conferisce un diritto automatico al posto per posizioni non previste dal bando. La sentenza conferma la natura speciale di questi enti e la legittimità del patrocinio legale privato tramite delibere generali.
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Diritto di critica sindacale: i limiti della verità
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione disciplinare inflitta a una dirigente sindacale per dichiarazioni rese durante una trasmissione televisiva. La ricorrente aveva ipotizzato che i concorsi pubblici fossero manipolati per creare una dirigenza fedele e compiacente verso i grandi evasori fiscali. La Corte ha stabilito che il diritto di critica sindacale non può giustificare illazioni prive di fondamento fattuale, violando il principio di continenza sostanziale e danneggiando il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.
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Giurisdizione incarichi sanitari: decide il G.O.
La Corte di Cassazione ha stabilito che la giurisdizione incarichi sanitari per la nomina di direttori di struttura complessa spetta al giudice ordinario. Nonostante le riforme del 2022 abbiano reso vincolante la nomina del primo classificato, la procedura non è considerata un concorso pubblico per assunzione, ma una selezione per il conferimento di incarichi gestionali.
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Contestazione disciplinare: nullo il licenziamento
La Corte di Cassazione ha sancito la nullità di un licenziamento nel pubblico impiego poiché la contestazione disciplinare iniziale non era mai pervenuta al dipendente a causa di un errore nell'indirizzo di spedizione. Secondo i giudici, la conoscenza degli addebiti tramite atti successivi non sana il vizio, poiché il diritto di difesa deve essere garantito sin dall'inizio del procedimento.
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Incarichi dirigenziali a termine e durata minima
La Corte di Cassazione ha stabilito che per gli incarichi dirigenziali a termine conferiti a soggetti esterni non vige l'obbligo della durata minima di tre anni. Tuttavia, se l'amministrazione fissa contrattualmente tale durata, non può recedere anticipatamente invocando il mutamento degli organi politici. La decisione conferma che lo spoils system non è applicabile a figure tecniche non apicali.
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