Una lavoratrice è stata assunta da un'agenzia interinale per svolgere mansioni amministrative presso un ente pubblico tramite una somministrazione di lavoro a tempo determinato, prorogata sei volte. La Corte d'Appello ha dichiarato nullo il contratto poiché l'ente ha utilizzato il personale per coprire carenze d'organico strutturali e non temporanee, condannando l'amministrazione al risarcimento del danno. L'ente pubblico ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo la legittimità del contratto per sopperire alle attività ordinarie. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la somministrazione di lavoro nella pubblica amministrazione è legittima solo per esigenze temporanee ed eccezionali. Di conseguenza, la lavoratrice ha vinto la causa, ottenendo la conferma del risarcimento del danno, quantificato in sette mensilità, qualificato come danno presunto di matrice comunitaria per abuso di contratti flessibili.
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