LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

D.Lgs. 149/2022 — Anno 2025

Pagina 3 di 11

206 provvedimenti

Altri anni per D.Lgs. 149/2022

Danno da occupazione illegittima: la Cassazione conferma
I nuovi proprietari di appartamenti in un condominio hanno citato in giudizio l'erede del precedente proprietario terriero per l'occupazione abusiva di terreni adiacenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la procedura di esproprio aveva validamente trasferito la proprietà e che il danno da occupazione illegittima è presunto. Ha inoltre affermato la responsabilità solidale dell'erede, anche per il periodo in cui l'occupazione è stata materialmente condotta da una società terza.
Continua »
Fideiussioni specifiche e nullità: la Cassazione decide
Una garante ha contestato la validità di due fideiussioni specifiche sostenendo che replicassero uno schema ABI anticoncorrenziale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale: la presunzione di nullità derivante dal provvedimento della Banca d'Italia del 2005 si applica esclusivamente alle fideiussioni omnibus. Per le fideiussioni specifiche, spetta al garante fornire la prova completa della violazione antitrust, senza poter beneficiare di alcuna prova privilegiata.
Continua »
Procura speciale nulla: ricorso inammissibile
Una società di costruzioni, condannata in appello per aver danneggiato infrastrutture di telecomunicazione, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa di una procura speciale nulla, dovuta all'incertezza e all'illeggibilità della firma del legale rappresentante. L'inammissibilità è stata confermata anche per la totale assenza dell'esposizione dei fatti di causa nel ricorso, un vizio formale che impedisce l'esame nel merito. La società ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese legali e a un risarcimento per lite temeraria.
Continua »
Giurisdizione giudice ordinario: sanità e PA
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito la giurisdizione del giudice ordinario in una controversia tra un'Azienda Sanitaria Locale e una struttura privata. L'ASL chiedeva la restituzione di somme indebitamente pagate, sostenendo che la struttura, classificata come Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA), non aveva diritto a tali fondi in assenza di accreditamento e convenzione. La Corte ha chiarito che, poiché la richiesta si fonda sull'assenza di un titolo giuridico e non sull'illegittimità di un atto amministrativo, la causa riguarda un diritto soggettivo di natura patrimoniale, rientrando così nella competenza del giudice civile.
Continua »
Rinnovazione notifica tardiva: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso a causa della rinnovazione notifica tardiva dell'atto. L'errore iniziale, consistente nella notifica all'indirizzo sbagliato del difensore avversario, è stato ritenuto imputabile alla parte ricorrente. Secondo la Corte, sarebbe bastata l'ordinaria diligenza, come la consultazione dell'albo professionale, per reperire il domicilio corretto, rendendo così ingiustificabile il ritardo nel perfezionamento della notifica oltre i termini di legge.
Continua »
Associazione sportiva: le attività commerciali tassabili
Un'associazione sportiva dilettantistica ha ricevuto un avviso di accertamento per aver considerato non commerciali i ricavi da noleggio armadietti, gettoni per l'illuminazione e inviti a non soci. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 26542/2025, ha parzialmente accolto il ricorso dell'associazione, cassando la sentenza d'appello. La Corte ha stabilito che i giudici di secondo grado hanno errato nel non ammettere nuovi documenti presentati in appello, relativi ai costi dell'illuminazione, rinviando il caso per un nuovo esame su questo specifico punto.
Continua »
Associazione sportiva dilettantistica: onere prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26545/2025, ha stabilito che spetta all'associazione sportiva dilettantistica dimostrare di possedere i requisiti di democraticità e partecipazione effettiva per beneficiare delle agevolazioni fiscali. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente invertito l'onere della prova, addossandolo all'Agenzia delle Entrate. Il caso è stato rinviato alla Corte di giustizia tributaria per un nuovo esame basato su questo principio.
Continua »
Associazioni sportive dilettantistiche e fisco: analisi
Un'associazione sportiva dilettantistica ha ricevuto un avviso di accertamento per attività ritenute commerciali, come l'affitto di armadietti e la vendita di gettoni per l'illuminazione. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: nel processo tributario è sempre possibile produrre nuovi documenti in appello. Di conseguenza, il caso è stato rinviato per un nuovo esame sulla base delle prove che erano state erroneamente escluse.
Continua »
Comodato non provato: no a rilascio e usucapione
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che ha respinto sia la domanda del proprietario per il rilascio di un immobile basata su un comodato non provato, sia la domanda riconvenzionale dell'occupante per l'acquisto tramite usucapione. L'ordinanza sottolinea come la mancanza di prova del contratto di comodato impedisca di agire per la sua risoluzione, e allo stesso tempo, l'assenza di prova di un possesso utile ai fini dell'usucapione ne preclude il riconoscimento. I ricorsi di entrambe le parti sono stati rigettati per motivi procedurali e di merito, confermando la situazione di stallo giuridico.
Continua »
Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato da un cliente contro una banca. Il caso nasce da un'opposizione a un precetto basato su una cambiale. La Corte d'Appello aveva già respinto il gravame per la presenza di un precedente giudicato. La Cassazione ha confermato la decisione, sanzionando il ricorrente per aver formulato motivi di ricorso generici, meramente ripetitivi delle difese precedenti e non adeguatamente argomentati contro le specifiche motivazioni della sentenza impugnata. Questa pronuncia ribadisce la necessità di specificità e pertinenza nell'articolazione dei motivi per evitare una declaratoria di inammissibilità ricorso Cassazione.
Continua »
Responsabilità amministratori: quando pagano le tasse
La Corte di Cassazione chiarisce la diretta responsabilità degli amministratori di una società 'schermo' per i debiti fiscali (II.DD. e IVA). Se gli amministratori agiscono 'uti dominus', ovvero come effettivi proprietari, la società viene considerata una mera interposizione fittizia. Di conseguenza, il reddito e le imposte vengono imputate direttamente alle persone fisiche in base all'art. 37 del d.P.R. n. 600/1973, senza necessità di un preventivo accertamento definitivo nei confronti della società.
Continua »
Contributo solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza professionale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni. La Corte ha ribadito che solo la legge statale può introdurre prelievi patrimoniali, non le Casse autonome. È stato inoltre chiarito che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni, non in cinque.
Continua »
Operazioni inesistenti: la Cassazione e l’onere prova
Una società ricorre contro un accertamento fiscale per IVA su operazioni inesistenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, riaffermando che l'IVA indicata in fattura è sempre dovuta, anche se l'operazione non è mai avvenuta, in base al principio di 'cartolarità'. La Corte ha inoltre precisato che, una volta che l'Amministrazione Finanziaria fornisce prove presuntive della fittizietà, spetta al contribuente l'onere di dimostrare l'effettiva esistenza della transazione, non essendo sufficienti la sola fattura e la prova del pagamento.
Continua »
Deposito ricorso cassazione: termini e improcedibilità
La Corte di Cassazione dichiara improcedibile il ricorso dell'Agenzia Fiscale per tardività. L'ordinanza chiarisce che il termine perentorio di 20 giorni per il deposito del ricorso in Cassazione decorre dalla data della prima notifica, anche in caso di successive rinotifiche. Un errore nel calcolo di questo termine, come nel caso di specie dove il deposito è avvenuto oltre la scadenza calcolata dalla prima notifica, rende l'impugnazione inammissibile, impedendo l'esame del merito della controversia tributaria.
Continua »
Accertamento induttivo costi: la Cassazione decide
Una società operante nel settore pirotecnico ha impugnato un avviso di accertamento fiscale basato su metodo induttivo. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: anche in caso di accertamento induttivo, i costi sostenuti per produrre i maggiori ricavi contestati devono essere sempre riconosciuti, se necessario anche in via forfettaria. La Corte ha ritenuto che ignorare i costi violerebbe il principio di capacità contributiva. Di conseguenza, ha cassato la sentenza precedente e ha rinviato il caso al giudice di merito per una nuova valutazione che tenga conto dei costi deducibili.
Continua »
Trattenimento dello straniero: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del trattenimento di uno straniero in un centro di permanenza per il rimpatrio. La decisione si basa sulla mancanza di documenti di identità, considerata un fattore che integra il 'rischio di fuga' e impedisce l'applicazione di misure alternative meno restrittive. La Corte ha inoltre chiarito che il procedimento amministrativo di espulsione è autonomo e non è vincolato da eventuali misure cautelari meno afflittive disposte in un separato procedimento penale a carico dello stesso soggetto. L'appello del cittadino straniero è stato quindi respinto.
Continua »
Correzione errore materiale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha corretto una propria ordinanza per un'omissione relativa alla distrazione delle spese legali in favore dell'avvocato antistatario. Il caso chiarisce che la procedura di correzione errore materiale, ai sensi dell'art. 391-bis c.p.c., può essere attivata d'ufficio dalla Corte stessa, anche su semplice sollecitazione della parte. La decisione sottolinea inoltre che, data la natura amministrativa del procedimento, non è prevista una condanna alle spese per questa fase specifica.
Continua »
Ricorso per cassazione: inammissibile se generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero avverso la convalida del suo trattenimento in un Centro di Permanenza. Il ricorso per cassazione è stato respinto per violazione del principio di autosufficienza, in quanto le censure sollevate non erano supportate dalla specifica indicazione e illustrazione degli atti e documenti processuali su cui si fondavano, rendendo impossibile per la Corte valutarne la fondatezza.
Continua »
Opposizione tardiva sfratto: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un inquilino contro un'ordinanza di sfratto. L'opposizione è stata giudicata tardiva perché proposta oltre i dieci giorni dalla notifica del preavviso di rilascio. La Corte ha ribadito che tale termine decorre dalla notifica del preavviso, che segna l'inizio dell'esecuzione, e che l'inquilino non ha fornito prova adeguata di non aver avuto conoscenza dell'intimazione per caso fortuito o forza maggiore. È stato inoltre sottolineato che non è possibile sollevare questioni nuove in sede di legittimità.
Continua »
Compensazione spese estinzione: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un decreto di estinzione del giudizio di Cassazione, limitatamente alla condanna al pagamento delle spese legali. Il procedimento si era estinto a seguito di una proposta di definizione accelerata non contestata, equiparata a rinuncia. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di compensazione spese estinzione, modificando il decreto. La motivazione si fonda sul fatto che la controparte (l'amministrazione finanziaria) aveva parzialmente accolto uno dei motivi del ricorso, giustificando così la compensazione integrale delle spese tra le parti, nonostante l'estinzione del giudizio.
Continua »