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d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater — Sezione Seconda Civile

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Requisiti acustici e onere della prova: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17562/2024, chiarisce un punto fondamentale nelle liti tra vicini per difetti di isolamento acustico. Se il convenuto sistema il problema dopo l'inizio della causa ma sostiene che l'intervento fosse preesistente, spetta a lui l'onere della prova. La Corte ha rigettato il ricorso di un proprietario, confermando che l'adeguamento tardivo non lo esonera dal principio della soccombenza virtuale per il pagamento delle spese legali, stabilendo così un importante precedente sull'onere della prova in materia immobiliare.
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Prova del mutuo: testimonianze in famiglia valide
La Corte di Cassazione ha confermato la validità della prova del mutuo basata su testimonianze di familiari, data la natura del rapporto tra le parti. In un caso riguardante un prestito tra zio e nipote, la Corte ha stabilito che spetta a chi ha prestato il denaro dimostrare sia la consegna della somma (datio) sia l'obbligo di restituzione. La valutazione della credibilità dei testimoni spetta al giudice di merito e non è sindacabile in Cassazione se la motivazione è logica e coerente. L'appello dell'erede, che contestava la restituzione, è stato dichiarato inammissibile.
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Rimessione in termini: lutto e Covid non scusano
Una società di ristorazione ha impugnato tardivamente numerose multe per violazioni al Codice della Strada, chiedendo la rimessione in termini. Le giustificazioni addotte erano la chiusura dell'attività a causa della pandemia e un grave lutto che aveva colpito l'amministratore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che tali eventi non costituiscono una causa non imputabile che impedisca di controllare la posta elettronica certificata (PEC), mezzo con cui erano state notificate le sanzioni. L'opposizione è stata quindi considerata tardiva.
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Improcedibilità ricorso: conseguenze del mancato deposito
Un ricorso per Cassazione è stato dichiarato inammissibile a causa di un vizio procedurale. I ricorrenti, che contestavano una sentenza d'appello sulla nullità di una donazione immobiliare, hanno omesso di depositare la prova della notifica della sentenza impugnata. La Corte Suprema ha confermato che tale omissione determina l'improcedibilità del ricorso, un errore che non può essere sanato e che impedisce l'esame nel merito della questione.
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Taratura Autovelox: onere della prova e validità multa
Una società agricola ha impugnato una multa per eccesso di velocità, sostenendo la mancata prova del corretto funzionamento del dispositivo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 19732/2024, ha respinto il ricorso, chiarendo la ripartizione dell'onere della prova in materia di taratura autovelox. Se l'Amministrazione dimostra l'omologazione e la recente calibrazione periodica, spetta al cittadino provare il malfunzionamento del dispositivo. In questo caso, la taratura era avvenuta solo tre giorni prima dell'infrazione, rendendo la sanzione legittima.
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Opposizione sanzione: motivi nuovi in appello inammissibili
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino sanzionato per l'emissione di assegni senza autorizzazione. La decisione si fonda su un principio cardine del processo: nell'ambito di una opposizione a sanzione amministrativa, non è possibile introdurre in appello motivi di contestazione non sollevati nel giudizio di primo grado. La Corte ha inoltre chiarito che la contestazione di documenti prodotti in copia deve essere specifica e non generica, altrimenti risulta inefficace. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando la validità delle sanzioni irrogate.
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Usucapione alloggio di servizio: no alla proprietà
La Corte di Cassazione ha negato l'usucapione di un alloggio di servizio a un ex custode comunale. La sentenza chiarisce che l'utilizzo di un immobile per ragioni lavorative costituisce detenzione e non possesso. Per l'usucapione dell'alloggio di servizio non è sufficiente la mancata restituzione al termine del rapporto, ma è necessario un atto specifico che trasformi la detenzione in possesso, qui non dimostrato.
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Servitù coattiva: esenzione per cortili e giardini
Un proprietario ha fatto ricorso in Cassazione contro la costituzione di una servitù coattiva di passaggio sul suo terreno, proponendo un percorso alternativo. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. La sentenza ribadisce che la scelta del tracciato spetta al giudice di merito e che l'esenzione per case, cortili e giardini è un principio cardine, derogabile solo in caso di interclusione assoluta, non riscontrata nel caso di specie.
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Donazione di bene altrui: perché è nulla e gli effetti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29661/2024, ha ribadito un principio fondamentale: la donazione di bene altrui è nulla per mancanza di causa. Il caso riguardava una complessa vicenda immobiliare in cui, a seguito della risoluzione di una compravendita e del fallimento della società venditrice, gli acquirenti originari avevano donato l'immobile (che avrebbero dovuto restituire) alla figlia, la quale lo aveva poi venduto a un terzo. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la nullità della donazione travolge anche i successivi atti di acquisto, a prescindere dalla buona fede del terzo acquirente, se la domanda di nullità viene trascritta entro cinque anni dalla trascrizione dell'atto nullo. Viene inoltre respinta l'eccezione di arricchimento senza causa, poiché i crediti verso un'impresa fallita devono essere gestiti tramite le apposite procedure concorsuali.
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Cessione di azienda: quali contratti si trasferiscono?
Una società, successore in seguito a una cessione di azienda, ha agito contro il venditore originario di alcuni terreni per evizione parziale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che i contratti di compravendita immobiliare non si trasferiscono automaticamente con la cessione di azienda ai sensi dell'art. 2558 c.c., a differenza dei contratti funzionali all'esercizio dell'impresa. La garanzia per evizione non è stata quindi trasferita al successore.
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Ricorso in Cassazione improcedibile: guida completa
Una società di costruzioni, condannata per gravi difetti edilizi, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Tuttavia, l'appello è stato dichiarato improcedibile. La Suprema Corte ha stabilito che la mancata allegazione della copia notificata della sentenza impugnata costituisce un vizio insanabile, in quanto impedisce alla Corte di verificare la tempestività del ricorso. Questa omissione formale ha prevalso sulle ragioni di merito, confermando la condanna precedente.
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Divisione ereditaria e prova: la Cassazione chiarisce
In una causa di divisione ereditaria, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un erede che contestava la decisione dei giudici di merito. L'erede sosteneva che la causa fosse improcedibile per mancata produzione della documentazione ipocatastale e che un ulteriore bene dovesse essere incluso nell'asse ereditario. La Corte ha stabilito che la documentazione non è una condizione di procedibilità e che la richiesta di includere nuovi beni deve essere supportata da prove tempestivamente depositate, onere non assolto dal ricorrente. La decisione conferma i principi sull'onere della prova nella divisione ereditaria.
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Eccezione di incompetenza: come si solleva in giudizio
Una società, citata in giudizio da un avvocato per il mancato pagamento di compensi, ha sollevato un'eccezione di incompetenza territoriale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che tale eccezione, per essere valida, deve contestare la competenza del giudice adito in relazione a tutti i possibili criteri di collegamento previsti dal codice, e non solo ad alcuni. La decisione chiarisce l'onere a carico del convenuto di formulare una contestazione completa, pena l'inefficacia dell'eccezione stessa e il radicamento della competenza presso il giudice inizialmente adito.
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Ricorso inammissibile: forma e sostanza contano
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile a causa di gravi vizi formali nella sua redazione. Originato da una controversia possessoria sul parcheggio di autovetture, il caso evidenzia come la mancanza di una esposizione chiara e sintetica dei fatti, in violazione dell'art. 366 c.p.c., precluda l'esame nel merito. La Corte ha sottolineato che un ricorso confuso e ripetitivo impedisce al giudice di legittimità di comprendere la vicenda, rendendolo non autosufficiente e quindi inammissibile, con conseguente condanna dei ricorrenti alle spese e a sanzioni per lite temeraria.
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Notifica persona giuridica: no al familiare convivente
Un'impresa contestava una sentenza di primo grado a causa di una notifica irregolare. L'atto iniziale era stato consegnato tramite posta alla sede legale e ricevuto da un familiare convivente del rappresentante legale. La Corte di Cassazione ha confermato la nullità della notifica a persona giuridica, chiarendo che un familiare, anche se convivente, non rientra tra i soggetti autorizzati dall'art. 145 c.p.c. a ricevere atti per conto di una società, nemmeno in caso di notifica postale.
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Spese ascensore condominio: chi paga la sostituzione?
La Corte di Cassazione ha stabilito che tutti i condòmini, inclusi i proprietari di locali al piano terra, devono contribuire alle spese per la sostituzione dell'ascensore se possono trarne un'utilità potenziale, come l'accesso a parti comuni. Una delibera che escludeva alcuni condòmini sulla base di un regolamento è stata annullata perché il regolamento stesso non prevedeva una deroga espressa e inequivocabile al criterio legale di ripartizione delle spese ascensore condominio, come previsto dall'art. 1124 c.c.
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Compenso professionale ingegnere: la prova presuntiva
Un ingegnere ha richiesto un compenso professionale a una società immobiliare per la progettazione di impianti fotovoltaici. La società negava di aver mai conferito l'incarico. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al pagamento, stabilendo che l'esistenza del rapporto contrattuale può essere provata tramite presunzioni gravi, precise e concordanti, come l'utilizzo del progetto da parte del committente e le testimonianze, anche in assenza di un contratto scritto. La Corte ha ritenuto legittima la valutazione complessiva degli indizi fatta dai giudici di merito per accertare il diritto al compenso professionale ingegnere.
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Giudicato esterno: vincolante anche con causa diversa
La Corte di Cassazione conferma che l'accertamento di un fatto in una precedente sentenza passata in giudicato ha efficacia vincolante in un successivo giudizio tra le stesse parti, anche se quest'ultimo ha un oggetto e una causa legale differenti. Il caso riguarda una disputa sulla proprietà di una soffitta, risolta in base al principio del giudicato esterno che ne aveva già stabilito l'appartenenza a uno specifico appartamento.
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Scioglimento comunione: abusi edilizi e divisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una comproprietaria che si opponeva allo scioglimento della comunione a causa di abusi edilizi. La Corte ha stabilito che la sanatoria degli abusi e la natura minore delle irregolarità residue non impediscono la divisione. Inoltre, ha confermato la decisione di assegnare una piscina, bene non comodamente divisibile, a uno solo dei comproprietari, data l'alta conflittualità tra le parti e la mancanza di una richiesta congiunta per il mantenimento della comunione su quel bene specifico. Questo caso chiarisce i limiti dell'improcedibilità della domanda di divisione in presenza di irregolarità urbanistiche.
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Responsabilità solidale noleggio: la Cassazione decide
Una società di noleggio veicoli si opponeva a un'ingiunzione di pagamento per multe commesse dai propri clienti, sostenendo di aver comunicato i loro dati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando il principio della responsabilità solidale noleggio. La Corte ha stabilito che la comunicazione dei dati del conducente non estingue l'obbligazione della società proprietaria del veicolo, la quale, per contestare la sanzione, avrebbe dovuto impugnare i singoli verbali di infrazione e non attendere l'ingiunzione di pagamento.
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