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d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater — Sezione Seconda Civile

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Altri anni per d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater

Ricorso per cassazione inammissibile: l’ordinanza
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso per cassazione inammissibile, proposto da un nipote contro un'ordinanza che lo obbligava a restituire un immobile al nonno. La Corte ribadisce il principio consolidato secondo cui i provvedimenti cautelari, come le ordinanze possessorie, non hanno carattere decisorio e definitivo, pertanto non sono impugnabili dinanzi alla Suprema Corte. La via corretta per la risoluzione della controversia è il giudizio di merito.
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Liquidazione compenso avvocato: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due Ministeri contro la decisione di un Tribunale che aveva aumentato il compenso liquidato a un avvocato per un'attività di patrocinio a spese dello Stato. La Corte ha stabilito che il ricorso era privo di specificità e di interesse concreto, in quanto non indicava chiaramente gli errori di calcolo né il pregiudizio economico subito, confermando così la corretta liquidazione compenso avvocato effettuata dal giudice di merito.
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Sanzione amministrativa: termine per l’ordinanza
Un cittadino ha impugnato una sanzione amministrativa per l'emissione di un assegno a vuoto, sostenendo che l'ordinanza-ingiunzione fosse stata emessa oltre il termine di 90 giorni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che per l'emissione del provvedimento sanzionatorio non si applica il termine generale dei procedimenti amministrativi, bensì il termine di prescrizione quinquennale previsto dalla Legge n. 689/1981, confermando la legittimità della sanzione.
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Errore di fatto: quando non si può revocare la Cassazione
Una società subappaltatrice ha tentato di revocare una sentenza della Cassazione per un presunto errore di fatto nella valutazione di una rinuncia processuale. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che una diversa interpretazione degli atti costituisce un errore di giudizio, non un errore di fatto, e non può essere usata per un secondo appello.
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Onere della prova pagamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3086/2025, ha rigettato il ricorso di una società debitrice che sosteneva di aver saldato il proprio debito per una fornitura di auto tramite ingenti pagamenti in contanti. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: l'onere della prova del pagamento spetta sempre al debitore. Le sole risultanze delle scritture contabili, in assenza di prove sulla loro regolarità e di fronte all'inverosimiglianza delle operazioni registrate, non sono state ritenute sufficienti a dimostrare l'effettiva estinzione del debito.
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Prove in appello: limiti e inammissibilità secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3178/2025, ha chiarito i rigidi limiti alla produzione di nuove prove in appello. La Corte ha stabilito che la produzione di una perizia di parte per la prima volta in secondo grado è inammissibile, a meno che non si dimostri l'impossibilità di produrla nel giudizio precedente per causa non imputabile. La Suprema Corte ha inoltre confermato che la complessità della materia non costituisce più, di per sé, una ragione sufficiente per la compensazione delle spese legali, la quale è consentita solo in ipotesi tassative.
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Notificazione atto giudiziario: quando è valida?
Un proprietario contesta la validità di una notificazione atto giudiziario per un indirizzo impreciso, rimanendo contumace. La Cassazione rigetta il ricorso, affermando che la notifica è valida se l'agente postale individua l'abitazione, e le sue attestazioni hanno fede privilegiata. Le imprecisioni sull'interno sono irrilevanti e la mancata ricezione della raccomandata informativa deve essere contestata con querela di falso.
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Transazione obbligazione solidale: effetti e limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3818/2025, ha chiarito i limiti di efficacia di una transazione stipulata con un condebitore in un'obbligazione solidale. Il caso riguardava un contratto d'appalto in cui il committente aveva transatto la lite per vizi dell'opera solo con il direttore dei lavori. La società appaltatrice, anch'essa responsabile in solido, aveva dichiarato di volerne profittare. La Corte ha stabilito che la transazione estingue solo l'obbligazione solidale (in questo caso, il risarcimento danni) ma non si estende ai rapporti di debito/credito distinti, come il saldo del corrispettivo d'appalto dovuto alla società. Viene inoltre accolto un ricorso incidentale per un errato calcolo dell'IVA nel determinare il saldo finale.
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Improcedibilità ricorso Cassazione: onere prova notifica
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso di una parte che aveva agito per il diritto di riscatto su un immobile. La decisione non è entrata nel merito della questione, ma si è basata su un vizio procedurale: la ricorrente, pur avendo dichiarato che la sentenza d'appello le era stata notificata, ha omesso di depositare la copia autentica della sentenza con la relativa relata di notifica. La Corte ha ribadito che tale adempimento è un onere inderogabile a pena di improcedibilità, sancito dall'art. 369 c.p.c., e manifesta il principio di autoresponsabilità processuale della parte.
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Sanzioni antiriciclaggio e termine di notifica
Un gruppo bancario e i suoi direttori sono stati sanzionati per la mancata segnalazione di operazioni sospette. Hanno impugnato il provvedimento sostenendo la tardività della notifica. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che in caso di connessione con un'indagine penale, il termine di 90 giorni per le sanzioni antiriciclaggio decorre non dalla fine dell'ispezione, ma dal nulla-osta dell'autorità giudiziaria.
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Prassi commerciale: quando esclude gli interessi di mora
La Corte di Cassazione ha stabilito che una prassi commerciale consolidata, come quella di riscuotere i pagamenti presso il debitore, può modificare tacitamente gli accordi contrattuali. Tale modifica trasforma l'obbligazione da 'portable' a 'quérable', escludendo così l'automatica decorrenza degli interessi di mora in caso di ritardo, poiché il creditore deve prima richiedere il pagamento.
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Collegamento negoziale e penale: la Cassazione chiarisce
Un costruttore e un proprietario terriero hanno strutturato un'operazione immobiliare (terreno in cambio di appartamenti) attraverso una vendita e un contratto preliminare. In seguito a controversie, il costruttore ha chiesto la risoluzione del contratto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, qualificando l'operazione come un "collegamento negoziale" finalizzato a una permuta. La Corte ha respinto il ricorso del costruttore, chiarendo che l'individuazione di un collegamento negoziale è una valutazione di fatto riservata ai tribunali di merito. Ha inoltre stabilito che una parte può rinunciare alla clausola penale durante il processo per chiedere l'adempimento in forma specifica, rispettando così il divieto di cumulo.
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Eccezione incompetenza: come formularla correttamente
Una società subappaltatrice ottiene un decreto ingiuntivo contro una società costruttrice. Quest'ultima solleva un'eccezione di incompetenza territoriale, sostenendo che il foro competente sia quello della propria sede legale. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando che l'eccezione di incompetenza è incompleta, e quindi considerata come non proposta, se la società convenuta non contesta specificamente, oltre alla sede legale, anche l'inesistenza di una sede secondaria o di uno stabilimento con rappresentante legale nel foro adito.
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Onere probatorio sanzioni: i poteri del giudice
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che nel giudizio di opposizione a sanzioni amministrative, l'onere probatorio a carico della Pubblica Amministrazione non viene meno in caso di deposito tardivo degli atti. La Corte ha chiarito che il giudice ha ampi poteri officiosi per acquisire la documentazione necessaria a decidere nel merito, anche in appello. Di conseguenza, è stato rigettato il ricorso di un cittadino sanzionato per l'uso irregolare di un dispositivo elettronico di accesso in un'area aeroportuale.
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Onorari avvocato PA: la Cassazione decide sul rito
Un avvocato ha citato in giudizio un Comune per ottenere il pagamento dei suoi onorari professionali relativi a un'attività difensiva svolta in un giudizio amministrativo. Le sue richieste sono state respinte sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del legale, stabilendo principi importanti in materia di onorari avvocato PA. La Corte ha chiarito che il rito speciale per la liquidazione delle parcelle si applica solo ai giudizi civili e non a quelli amministrativi. Inoltre, ha ribadito la necessità di un disconoscimento specifico, e non generico, delle copie fotostatiche prodotte in giudizio e ha confermato la validità del contratto di patrocinio con l'ente pubblico.
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Compenso custode giudiziario: la Cassazione decide
Una società di custodia giudiziaria ha contestato l'importo del compenso per la conservazione di beni contraffatti. In assenza di tariffe specifiche o usi locali, il tribunale ha calcolato il compenso per analogia, equiparando lo spazio occupato dai beni a quello di un grosso scooter. La Corte di Cassazione ha confermato questa metodologia, stabilendo che il criterio analogico basato sull'ingombro fisico è un metodo valido e oggettivo per la liquidazione del compenso custode giudiziario.
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Condizione sospensiva: quando il contratto è inefficace
La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia di un contratto preliminare di compravendita immobiliare a causa del mancato avveramento di una condizione sospensiva. Il contratto era subordinato all'acquisizione, da parte del venditore, di alcuni terreni di proprietà comunale. Poiché tale evento non si è verificato entro un lasso di tempo ritenuto congruo dai giudici, il contratto non ha mai prodotto i suoi effetti, legittimando la richiesta di restituzione della caparra da parte del promissario acquirente.
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Compenso avvocato condizionato: quando è dovuto?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un compenso avvocato condizionato al raggiungimento di un accordo transattivo. L'ordinanza chiarisce che se il cliente revoca il mandato prima del perfezionamento dell'accordo, il professionista non ha diritto alla parte di compenso subordinata a tale risultato, anche se l'accordo viene concluso poco dopo con l'assistenza di un altro legale. Viene sottolineata la validità delle pattuizioni che legano il compenso a un esito specifico, derogando al principio generale che prevede il pagamento per l'opera svolta a prescindere dal risultato.
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Distanze tra costruzioni: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un costruttore, confermando la condanna alla demolizione di porzioni di un edificio realizzate in violazione delle distanze tra costruzioni. La sentenza ribadisce che le norme nazionali sulle distanze minime prevalgono sui regolamenti locali e non possono essere derogate. La Corte ha inoltre chiarito che, in sede di legittimità, non possono essere presi in esame nuovi documenti volti a dimostrare la carenza di interesse della controparte, specialmente se non ammessi da tutte le parti. Infine, è stato sottolineato come il giudice di rinvio sia vincolato ai principi di diritto enunciati dalla Cassazione e non possa riaprire l'accertamento dei fatti.
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Clausola Risolutiva Espressa: Quando è inefficace?
Una proprietaria immobiliare si è opposta a un'ingiunzione di pagamento di un'impresa edile, sostenendo la risoluzione del contratto per inadempimento basata su una clausola risolutiva espressa e presunti vizi dell'opera. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che una clausola contrattuale generica, che fa riferimento a un vasto complesso di norme senza specificare obbligazioni precise, è una mera 'clausola di stile' e quindi inefficace ai fini della risoluzione automatica del contratto. La Corte ha inoltre chiarito l'inammissibilità dei ricorsi contro decisioni fondate su più ragioni autonome, qualora non vengano tutte validamente contestate.
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