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d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater — Sezione Seconda Civile

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147 provvedimenti

Altri anni per d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater

Improcedibilità del ricorso: l’errore che costa caro
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità del ricorso in un caso di violazione delle distanze tra edifici. La decisione si fonda su un vizio procedurale: i ricorrenti non hanno depositato la copia della sentenza d'appello con la relata di notifica, un adempimento essenziale previsto dal codice di procedura civile. La Corte ribadisce il rigore formale necessario per l'accesso al giudizio di legittimità, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese legali.
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Obbligo registrazione procure: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione pecuniaria a un notaio per la mancata registrazione di procure. La sentenza chiarisce che l'obbligo di registrazione sussiste per le procure che conferiscono poteri ampi, come quelle per 'ogni e qualsiasi operazione bancaria e/o postale', in quanto non riconducibili alla nozione di 'singolo affare' che ne consentirebbe l'esenzione. La Corte ha inoltre stabilito che i termini per l'avvio dell'azione disciplinare non sono perentori, respingendo l'eccezione di intempestività sollevata dal professionista.
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Impugnazione delibera: i vizi di un’altra delibera?
Un condomino ha tentato un'impugnazione di una delibera condominiale che approvava un preventivo di spesa, basando le sue ragioni sui presunti vizi di una delibera precedente che aveva approvato i lavori stessi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che ogni delibera deve essere impugnata per vizi propri e non per vizi di atti precedenti. La sentenza sottolinea l'importanza di indirizzare correttamente l'azione legale contro l'atto specifico ritenuto illegittimo.
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Spese caldaia condominiale: paga anche chi si distacca?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un condomino, pur essendosi distaccato dall'impianto di riscaldamento centralizzato, è tenuto a contribuire alle spese per la sostituzione della caldaia se non ha impugnato le delibere condominiali che hanno approvato i lavori. La mancata contestazione rende le decisioni dell'assemblea vincolanti, superando la questione della reversibilità del distacco. La Corte ha quindi respinto il ricorso del condomino, confermando l'obbligo di pagamento delle spese caldaia condominiale.
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Distanze costruzioni: quando si applica il nuovo PRG?
Una recente ordinanza della Cassazione affronta una lite tra vicini riguardo un diritto di passaggio e la legittimità di un muro di confine. Il caso è cruciale per definire il momento esatto in cui le norme sulle distanze costruzioni, introdotte da un nuovo Piano Regolatore Generale (PRG), diventano vincolanti. La Corte ha stabilito che la costruzione, avvenuta prima dell'approvazione definitiva e della pubblicazione del nuovo PRG, non era soggetta alle nuove e più restrittive regole sulle distanze, confermando così la legittimità del muro.
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Compensazione crediti: quando la contestazione è valida
Una società costruttrice ha agito in giudizio per recuperare un pagamento non dovuto. La controparte ha eccepito una compensazione crediti basata su un'altra fattura. La Cassazione ha confermato la decisione d'appello che respingeva l'eccezione, poiché il controcredito era già stato estinto da un accordo transattivo con una società terza collegata. La sentenza chiarisce i requisiti per una valida contestazione processuale e i limiti del sindacato della Suprema Corte sulla valutazione dei fatti.
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Sanzione danno ambientale: comunicazione e termini
Una società operante nel settore dello smaltimento rifiuti è stata multata per un ritardo di 34 giorni nella notifica di una potenziale contaminazione al Prefetto, in violazione degli obblighi di comunicazione previsti per prevenire un danno ambientale. La Corte di Cassazione ha confermato la validità della sanzione, chiarendo che il termine di 24 ore per la comunicazione si applica a tutti gli enti destinatari, senza eccezioni. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile il tentativo della società di modificare in appello la base giuridica della propria difesa, ribadendo un importante principio processuale. La decisione sottolinea la rigidità degli obblighi informativi in materia di sanzione danno ambientale.
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