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d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater — Sezione Quinta Civile

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Voluntary disclosure: quando è preclusa? Il caso
La Corte di Cassazione ha stabilito che la procedura di voluntary disclosure è preclusa se il contribuente ha già formale conoscenza dell'avvio di un'attività di accertamento su qualsiasi attività patrimoniale o finanziaria detenuta all'estero, anche se diversa da quella oggetto della regolarizzazione. Nel caso specifico, un accertamento su un immobile a San Marino ha impedito la definizione agevolata per capitali detenuti a Singapore. La Corte ha inoltre confermato la residenza fiscale in Italia del contribuente, nonostante l'iscrizione all'AIRE, basandosi sul centro degli interessi vitali.
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Notifica cartella esattoriale: prova e disconoscimento
Un contribuente ha impugnato un avviso di intimazione sostenendo di non aver mai ricevuto la prodromica cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo principi chiave sulla notifica cartella esattoriale. In particolare, ha confermato che per dimostrare l'avvenuta notifica è sufficiente produrre in giudizio la relata di notifica o l'avviso di ricevimento, senza necessità di depositare anche la copia dell'atto. Inoltre, ha precisato che il disconoscimento della conformità della copia all'originale, per essere efficace, deve essere specifico e non generico.
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Esenzione TARSU luoghi di culto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'associazione religiosa contro un avviso di accertamento per la TARSU. Al centro del caso vi era l'esenzione TARSU luoghi di culto e la sua applicabilità ai locali accessori. La Corte ha stabilito che la valutazione sull'uso 'promiscuo' di tali locali, effettuata dal giudice di merito sulla base della classificazione catastale e di altri elementi, costituisce un accertamento di fatto non sindacabile in sede di legittimità. La decisione sottolinea che l'esenzione non è automatica per tutti i locali di pertinenza, ma dipende dalla prova di una connessione stretta ed esclusiva con l'attività di culto.
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Cessazione materia del contendere: il caso ICI e accordo
Una fondazione impugna un avviso di accertamento ICI per terreni edificabili. Durante il giudizio in Cassazione, le parti raggiungono un accordo. La Corte dichiara la cessazione materia del contendere, estinguendo il processo e compensando le spese.
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Obbligazione solidale: ricorso e mancato appello
Una recente sentenza della Cassazione chiarisce che, in un'obbligazione solidale tributaria, il coobbligato che non appella una sentenza di primo grado subisce la formazione del giudicato. Di conseguenza, il suo successivo ricorso in Cassazione è inammissibile. La Corte sottolinea l'autonomia dei rapporti obbligatori, affermando che la decisione diventa definitiva per chi non la impugna, indipendentemente dalle azioni degli altri coobbligati.
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Ricorso tardivo: inammissibile appello dell’Agenzia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro una società. La decisione non entra nel merito di una presunta operazione elusiva, ma si fonda su un vizio procedurale: il ricorso è stato notificato oltre il termine perentorio di sei mesi, configurandosi come un ricorso tardivo e precludendo ogni esame della controversia.
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Termine dilatorio: Cassazione sul contraddittorio
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento emesso prima della scadenza del termine dilatorio di 60 giorni. La Corte ha ribadito che questo periodo è una garanzia fondamentale per il diritto al contraddittorio del contribuente e la sua violazione rende l'atto illegittimo, anche se il contribuente ha presentato osservazioni in anticipo. Di conseguenza, è stato dichiarato inammissibile anche il ricorso relativo a un secondo avviso di accertamento la cui motivazione dipendeva dal primo.
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Cartella di pagamento: motivazione interessi e oneri
Una società ha impugnato una cartella di pagamento per interessi su IVA e IRAP. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la motivazione dell'atto è sufficiente se richiama la dichiarazione del contribuente e la normativa applicabile. La Corte ha chiarito che il criterio di calcolo degli interessi è predeterminato per legge (ex lege) e la sua applicazione è una mera operazione matematica, non richiedendo una dettagliata specificazione nella cartella di pagamento.
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Accertamento sintetico: la prova contraria del Fisco
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento sintetico basato sul possesso di beni di lusso, tra cui un'imbarcazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'onere della prova grava sul contribuente. Ha specificato che non è sufficiente dimostrare la mera disponibilità di altri fondi, ma è necessaria una prova documentale che colleghi tali fondi alle spese contestate. La Corte ha inoltre ribadito che le eccezioni procedurali respinte in primo grado devono essere contestate tramite appello incidentale.
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Prova contraria redditometro: come dimostrarla
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un accertamento sintetico (redditometro). La Corte ha stabilito che per fornire la prova contraria redditometro non è sufficiente dimostrare la disponibilità economica del coniuge, ma è necessario provare l'effettivo trasferimento di somme da fonti non tassabili. La semplice presunzione che il coniuge benestante sostenga le spese non costituisce una prova valida.
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Credito d’imposta teleriscaldamento: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 366/2026, ha stabilito che in una filiera di teleriscaldamento con più gestori, il credito d'imposta previsto dalla L. 448/1998 ha un tetto massimo unico e non può essere cumulato da ciascun operatore. Il caso riguardava una società agricola che, in qualità di gestore di rete e utente finale, si era vista negare il credito poiché già usufruito dal fornitore di energia a monte. La Corte ha confermato che il beneficio, una volta applicato dal primo gestore tramite sconto in fattura, si considera trasferito all'utente finale, esaurendo così l'incentivo fiscale per quella specifica fornitura.
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Definizione agevolata: no se l’atto è annullato
Una società impugna una cartella di pagamento, ma l'Agenzia delle Entrate la annulla in autotutela. La società chiede comunque la definizione agevolata della lite. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, stabilendo che la definizione agevolata non è possibile se l'atto contestato non esiste più al momento della domanda, anche se la causa è formalmente ancora pendente. Il ricorrente viene sanzionato per abuso del processo.
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Notifica Rendita Catastale: ICI nullo senza avviso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune, confermando l'annullamento di un'ingiunzione di pagamento per l'ICI. La decisione si fonda sul principio che la mancata notifica della rendita catastale aggiornata al contribuente rende illegittimo l'avviso di accertamento basato su tale rendita. Senza la corretta comunicazione, l'atto impositivo è da considerarsi nullo, in quanto la nuova rendita non ha mai prodotto effetti giuridici nei confronti del cittadino.
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Liquidazione dell’imposta: nullo l’atto senza preavviso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, confermando la nullità di una cartella di pagamento per imposta di successione. La decisione si fonda sul principio che la cartella deve essere preceduta da una corretta e completa liquidazione dell'imposta, atto presupposto indispensabile per garantire il diritto di difesa del contribuente. Un precedente avviso, relativo solo a una riscossione provvisoria e parziale, è stato ritenuto inidoneo a tale scopo.
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Cartella di pagamento: quando la notifica PEC è valida?
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per IVA, sostenendo la nullità della notifica PEC senza firma digitale e del ruolo non sottoscritto. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la notifica di una cartella di pagamento via PEC in formato PDF è valida e che la mancata firma del ruolo non ne inficia la validità, trattandosi di un atto interno.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto la cartella di pagamento originaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'impugnazione estratto di ruolo è ammissibile solo in casi specifici e tassativamente previsti dalla legge. Il contribuente non ha dimostrato di rientrare in tali eccezioni, rendendo il suo ricorso infondato. La decisione si allinea alla nuova normativa che limita fortemente la possibilità di contestare autonomamente questo atto.
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Plusvalenza immobiliare: quando si tassa? La Cassazione
Una contribuente vende un immobile nel 2007 in esecuzione di una procura a vendere del 2003, destinando il ricavato a un creditore terzo. L'Agenzia delle Entrate accerta una plusvalenza immobiliare per il 2007. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della contribuente, stabilendo che, in base al principio di cassa, il momento impositivo coincide con l'anno dell'effettiva percezione del corrispettivo (2007) e non con quello dell'accordo preliminare. La Corte ha inoltre chiarito che la destinazione dei fondi a terzi non esclude la tassabilità, in quanto l'atto di disporre della somma costituisce possesso del reddito.
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Crediti inesistenti: la Cassazione chiarisce la colpa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34375/2025, ha rigettato il ricorso di una società sanzionata per l'utilizzo di crediti inesistenti. La Corte ha stabilito che la motivazione della sentenza d'appello non era 'apparente' e ha chiarito che, in materia di sanzioni tributarie, la colpa del contribuente è presunta. Spetta a quest'ultimo dimostrare di aver agito con la normale diligenza e che l'errore commesso era inevitabile, non essendo sufficiente presentare una denuncia penale dopo l'avvio dei controlli fiscali.
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Classamento catastale immobile fieristico: la guida
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di gestione fieristica, confermando il classamento catastale del suo immobile nella categoria D/3 anziché E. La sentenza ribadisce che i complessi fieristici, avendo natura commerciale e potenziale reddituale, non possono essere considerati 'extra commercium'. Il loro corretto classamento catastale immobile fieristico è nel gruppo D, a meno che non si tratti prevalentemente di aree scoperte con strutture amovibili. Finanziamenti pubblici e vincoli urbanistici non sono rilevanti ai fini della classificazione.
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Appello inammissibile: errore di rappresentanza
Un'agenzia di riscossione impugna una sentenza che annullava una pretesa tributaria verso un condominio. La Corte di Cassazione dichiara l'appello inammissibile perché l'ente era rappresentato da un avvocato del libero foro anziché dall'Avvocatura dello Stato, come richiesto dalla legge. Questo errore procedurale rende definitiva la decisione favorevole al condominio, annullando il debito.
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